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Shinji Ikari

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Shinji Ikari
Shinji Ikari.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. シンジ 碇 (Shinji Ikari)
Lingua orig. Giapponese
Soprannome Third Children
Autori
Studio Gainax
1ª app.
Voce orig. Megumi Ogata
Voce italiana Daniele Raffaeli
Sesso Maschio
Data di nascita 6 giugno 2001

Shinji Ikari (碇 シンジ Ikari Shinji?) è il protagonista della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare in numerose opere tratte dalla serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'original net anime Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata[1][2]. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Daniele Raffaeli[3].

Nella serie originale Shinji è un ragazzo quattordicenne orfano di madre che viene arruolato dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un gigantesco mecha noto come Eva-01 e combattere in questo modo, assieme ad altri piloti, contro dei misteriosi esseri chiamati Angeli. A causa di una serie di traumi emotivi vissuti durante l'infanzia ha sviluppato un carattere estremamente schivo e introverso[4], diventando profondamente insicuro e totalmente incapace di comunicare con il prossimo[5].

Shinji ha goduto di una vasta popolarità tra il pubblico e gli appassionati di animazione, figurando così in diversi sondaggi di popolarità e ottenendo numerosi riconoscimenti. Alcuni critici ne hanno biasimato l'eccessiva insicurezza e la tendenza ad affliggersi; altri invece ne hanno apprezzato il realismo e la complessa introspezione psicologica.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il regista della serie, Hideaki Anno, per il nome del personaggio di Shinji si ispirò a quello di due suoi conoscenti, e in particolare a quello del suo collega Shinji Higuchi[6], regista e animatore che contribuì alla realizzazione di diversi episodi di Neon Genesis Evangelion[7][8]. Come cognome fu scelta la parola giapponese «Ikari» (? lett. «àncora») per collegarsi ai nomi di molti altri personaggi della serie, ispirati a termini del gergo nautico[9]. Secondo Anno, il personaggio fu ideato in modo che riflettesse fedelmente la sua personalità, «sia la parte cosciente, sia quella incosciente»[10][11]. Dichiarazioni simili vennero dall'assistente alla regia della serie, Kazuya Tsurumaki[12], secondo il quale: «Shinji fu modellato sulla base di Hideaki Anno. Shinji è stato convocato da suo padre per pilotare un robot, Anno è stato convocato dalla Gainax per dirigere una nuova serie animata»[13]. Come molti altri protagonisti maschili creati dallo studio Gainax, Shinji fu concepito con una personalità debole e insicura, così da rispecchiare la situazione di molti appassionati di animazione e il contesto sociale giapponese, in cui molti padri di famiglia sono costantemente a lavoro e assenti[14]. Fu lo stesso Anno a decidere l'età del protagonista, riflettendo sull'eccessiva dipendenza familiare di alcuni ragazzi giapponesi:

(JA)

« 主人公を14歳にした理由は、“子供以上、大人未満”だから。ひとりでも生きられるし、他人(※ひと)にすがっても生きられるんですよ。[...] そういうのも含めて、14歳は精神的には独立可能な年齢として、この作品のテーマに適当だと思います。 »

(IT)

« La ragione per cui il protagonista della storia ha quattordici anni è che [a quest'età] non è né un bambino, né un adulto. Vive da solo, ma è legato alle altre persone. [...] Credo che a quattordici anni inizi a manifestarsi una certa indipendenza mentale, quindi mi è sembrato opportuno inserire questo [concetto] nella mia opera. »

(Hideaki Anno[15])
Hideaki Anno, regista e sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

Il mangaka e character designer della serie Yoshiyuki Sadamoto disegnò il personaggio con un'ordinaria uniforme scolastica estiva con camicia bianca, in modo da farlo sembrare «un tipo ordinario»[16], e prese come modello Nadia Arwol, protagonista della serie animata Nadia - Il mistero della pietra azzurra, anch'essa prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno. A causa della particolare caratterizzazione di Shinji, privo dell'entusiasmo e del coraggio tipici dei protagonisti delle altre serie animate mecha, Sadamoto fu costretto a dare una «diversa interpretazione del concetto di eroe». In un primo momento cercò di creare un personaggio che attingesse «alla coscienza degli attuali appassionati di animazione», motivo per cui nelle fasi iniziali Shinji venne disegnato con sembianze leggermente differenti rispetto a quelle della versione definitiva. Fra le proposte poi giudicate insoddisfacenti e quindi accantonate da Sadamoto era presente una bozza nella quale il ragazzo aveva dei capelli lunghi, che avrebbero dovuto coprirgli il volto o svolazzare al vento nelle scene drammatiche[17].

Nelle prime fasi progettuali di Neon Genesis Evangelion, Anno propose di inserire una ragazza simile ad Asuka Sōryū Langley nelle vesti di protagonista della serie. Sadamoto però si dimostrò molto riluttante all'idea di riproporre un personaggio femminile nel ruolo di protagonista dopo le precedenti opere della Gainax Punta al Top! GunBuster e Nadia: «Un robot dovrebbe essere pilotato da una persona preparata, quindi non c'è nessun problema se quella persona è una donna, ma non comprendo perché una ragazza dovrebbe pilotare un robot». Fu lo stesso Sadamoto a chiedere al regista di inserire un ragazzo nelle vesti di personaggio principale e a modellare il rapporto tra Shinji e Asuka, concepito sulla base di quello tra Nadia e Jean de Il mistero della pietra azzurra[18]. Guardando i primi episodi della serie animata e riflettendo su alcune battute di Shinji, Sadamoto fu invogliato a realizzare un adattamento manga di Neon Genesis Evangelion, chiedendosi «come fosse il mondo visto con gli occhi di Shinji». Questo lo portò a cambiare alcuni dettagli del personaggio, mutandone la caratterizzazione. Durante la realizzazione dell'opera l'autore si sforzò di conciliare la sua versione di Shinji con gli adolescenti del ventunesimo secolo, chiedendosi come si sarebbe comportato un quattordicenne all'idea di andare in guerra «a bordo di un elicottero»[19]. Per delineare meglio la psicologia del ragazzo si ispirò alla propria esperienza personale[20], ripensando alla sua adolescenza e cercando di «trasporre la [propria] vita su carta»[17].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Shinji fu interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata nella serie animata originale[3], nei film Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[21][22], nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion e in diversi videogiochi, come Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[23][24]. Con il ruolo di Shinji, enumerato dalla stessa Ogata fra i «più memorabili» della propria carriera[25], la seiyū raggiunse un'elevata notorietà tra gli appassionati di animazione[26]. L'interpretazione le richiese notevoli sforzi e la provò sia fisicamente che psicologicamente[27], come nel caso del diciottesimo episodio della serie, alla fine del quale si sentì «dolorante in ogni parte del corpo»[28]: «Ogni volta che arrivava un nuovo copione, ogni volta che sfogliavo una pagina nuova, venivo lacerata da un nuovo dolore»[29]. Ulteriori difficoltà si presentarono con il doppiaggio della seconda pellicola della tetralogia Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Nell'ultimo giorno di registrazione la Ogata fu costretta a gridare ad alta voce per tutto il tempo, e alla fine della sessione crollò sul pavimento dello studio esausta. Mentre era seduta a terra, Hideaki Anno entrò in sala e si sedette sul pavimento insieme a lei. Nell'occasione, Anno la lodò per il lavoro svolto e le strinse la mano, ringraziandola sia per «aver mantenuto i sentimenti del personaggio invariati», sia per aver aggiunto «tredici anni della tua esperienza a questo nuovo Shinji»[30].

Il doppiaggio italiano del personaggio venne affidato a Daniele Raffaeli. Secondo il dialoghista italiano Gualtiero Cannarsi, doppiare Shinji presentò diverse difficoltà, e il suo ruolo fu assegnato a Raffaeli solamente dopo undici provini, «un'enormità persino per un prodotto cinematografico»[31]. In lingua inglese è doppiato da Spike Spencer[32], in lingua spagnola da Albert Trifol Segarra[33], da Víctor Ugarte nella versione latinoamericana[34], da Fabio Lucindo in portoghese, da Hannes Maurer in tedesco, e da Donald Reignoux in francese[35].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Shinji Ikari nasce il 6 giugno 2001[36] come figlio unico di Gendō Rokubungi e Yui Ikari, brillante studentessa dell'Università di Kyoto e ricercatrice. Nel 2004 viene portato dalla madre nel centro di ricerca del Gehirn, il giorno di un esperimento per il collaudo dell'Evangelion 01. A causa di un incidente occorso durante il test, la donna scompare sotto gli occhi del figlio[37]. In seguito all'avvenimento, Gendō lascia Shinji sotto la custodia di un conoscente, e i due vivono separati per più di dieci anni[38][39]. Una volta compiuti quattordici anni, Shinji viene richiamato dal padre nella città di Neo Tokyo-3 presso la base dell'agenzia speciale Nerv, di cui il genitore è il comandante in carica[40]. Nel 2015, giunge nel quartier generale della Nerv. Lo stesso giorno, un essere mostruoso chiamato Angelo attacca la città[41], mettendo in estrema difficoltà le forze armate delle Nazioni Unite. Per far fronte all'imminente minaccia, a Shinji viene ordinato di pilotare un gigantesco mecha chiamato Evangelion, ma, a causa del forte risentimento che nutre verso il padre, rifiuta categoricamente di salire a bordo. Gendō fa richiamare in sua vece la First Children Rei Ayanami, gravemente ferita[42]; alla vista della ragazza dolorante, Shinji accetta il compito che gli è stato assegnato[43][44]. Il giovane viene insignito del titolo di Third Children e gli viene affidata l'Unità 01, al cui interno è racchiusa l'anima di sua madre[45]. Dopo il combattimento, Shinji si trasferisce definitivamente a Neo Tokyo-3, ma a causa delle discrepanze fra lui e suo padre va a vivere nell'appartamento del suo superiore, il capitano Misato Katsuragi[46], che diventa la sua tutrice legale[47].

Con il definitivo arruolamento nella Nerv iniziano a notarsi in lui alcuni cambiamenti[48], che lo spingono a stringere amicizia con alcuni suoi compagni di scuola[49], come Tōji Suzuhara e Kensuke Aida, e con le sue due colleghe Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley[50]. Dopo numerosi scontri, il giovane incontra il Fifth Children, Kaworu Nagisa, verso il quale nutre profondo affetto. Kaworu però rivela la sua identità di diciassettesimo e ultimo Angelo, Tabris, intento a ricongiungersi con il primo Angelo Adam, apparentemente custodito nel quartier generale della Nerv. Shinji rimane estremamente scosso dalla rivelazione e, ricevuto l'ordine di annientare Kaworu, si dirige al suo inseguimento con il proprio Evangelion[51]. Dopo aver scoperto che nel quartier generale della Nerv è custodito in realtà il secondo Angelo Lilith e non Adam, Kaworu si lascia catturare dall'Eva-01, chiedendo all'amico di ucciderlo, cosa che Shinji compie solamente dopo una lunga esitazione[52][53]. Tormentato al pensiero di aver ucciso il compagno[54], egli comincia a interrogarsi circa il significato della vita e sui motivi che lo hanno spinto a salire a bordo dell'Eva e combattere. Mentre sta avvenendo il cosiddetto Perfezionamento dell'uomo, in cui tutte le anime degli esseri umani si fondono in un'unica coscienza collettiva, il ragazzo incomincia ad apprezzare il mondo reale e a piacersi[55]. In questo modo, egli fa scoppiare la bolla che rappresentava il suo piccolo mondo. I personaggi riappaiono nella loro individualità e lo applaudono, congratulandosi con lui; Shinji, sorridendo, li ringrazia tutti[56].

Nel film The End of Evangelion, una volta salito a bordo dell'Unità 01, Shinji vede l'Eva-02 di Asuka ridotto a brandelli dai nove Mass Production Model, costruiti per volontà di un'organizzazione chiamata Seele. Sconvolto, il giovane urla in preda al panico e alla rabbia[57]. Le sue grida richiamano un'arma conosciuta come lancia di Longinus dalla Luna[58]. In seguito a questo avvenimento, i nove Eva circondano e catturano lo 01 con il Third Children al suo interno, dando inizio al Perfezionamento dell'uomo[59]. A differenza di quanto previsto nei piani originali della Seele, però, il ragazzo si ritrova nella condizione di poter decidere il corso del Perfezionamento. Non temendo più di venir ferito dalle altre persone, Shinji sceglie di vivere in un mondo in cui esistono anche gli altri, facendo fallire i piani dell'organizzazione. In seguito alla sua decisione, l'Eva-01 si dirige verso lo spazio, e il giovane si risveglia su una spiaggia con Asuka al proprio fianco[60].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

«[Volevo] un personaggio freddo e senza ambizioni, il tipo di persona che vorrebbe suicidarsi ma che non se la sente di farlo. Volevo creare un personaggio malinconico che aveva rinunciato alla vita»
—Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie animata[17]
(JA)

« シンジは普通の男の子。どこにでもいる、普通の男の子。それが普通でないシチュエーションの中に投じられる時……どういう風に動くんだろう。心が、体が、どういう風に震えるんだろう。いつもの役作りの時のように探ろうとしかけて、やめました。そして決めました。物語の中を、泳ごうと。 »

(IT)

« Shinji è un ragazzo normale, il tipo di ragazzo che potresti trovare ovunque. Come avrebbe potuto reagire venendo catapultato improvvisamente in una situazione anomala? Come avrebbero tremato per la paura il suo cuore e la sua anima? Provai a immaginare queste cose come faccio per tutti i miei ruoli, ma poi mi fermai. E decisi che mi sarei semplicemente immersa nella storia. »

(Megumi Ogata, doppiatrice giapponese di Shinji[61])

Shinji è un ragazzo dalla personalità introversa[62], con pochi amici e totalmente incapace di comunicare con il prossimo[63]. Il suo carattere lo porta a sottrarsi dal confronto con gli altri e a disobbedire agli ordini che gli vengono imposti[46]. Egli evita il contatto umano[64] in modo che non possa ferire gli altri o essere a sua volta ferito da loro[10][50]. Nelle limitate relazioni interpersonali, Shinji tende ad adottare un atteggiamento passivo[65], che lo porta a subire senza alcuna determinazione la volontà altrui[66] e a chiedere scusa per qualunque cosa[67][68]. Anche il suo abbigliamento lascia pensare che egli non scelga i propri indumenti, ma che si limiti a indossare senza lamentarsi gli abiti che gli vengono forniti[69].

A differenza di quanto comunemente associato al concetto di eroe, Shinji non prova a fare nulla per se stesso, non cresce, né diventa «indipendente»[70]. Nonostante il suo ruolo da protagonista e l'importante incarico assegnatogli, combatte con grandissima riluttanza, manifestando emozioni negative e sentimenti non convenzionalmente eroici, come collera, paura, e vulnerabilità[71]. La stessa doppiatrice originale del personaggio, Megumi Ogata, si è espressa sulla questione dicendo: «Shinji è un tipo davvero strano, in quanto non si comporta come un normale personaggio di un cartone animato, ma parla in modo pacato e riservato, come se fosse stato improvvisamente catapultato in un mondo animato»[72]. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto allo stereotipo dell'eroe è rintracciabile nel suo carattere scrupoloso e scettico; egli non è convinto né del suo ruolo di pilota, né del suo compito di combattente. Più volte si chiede quale sia il motivo che lo spinge a pilotare il mecha nonostante la sofferenza che comporta[73]. Nel primo episodio della serie originale, Shinji ripete a se stesso le parole «Non devo fuggire!» come se stesse cercando di convincersi a salire a bordo dell'Eva[74]. L'incitamento diventa una delle più tipiche esclamazioni del personaggio che, a causa della sua particolare personalità, è costretto a sforzarsi per raccogliere il coraggio necessario a compiere determinate azioni[75]. Egli stesso, nel corso della ventesima puntata, ricorda di essere «fuggito» da suo padre e sua madre. Sembra che da piccolo Shinji sia scappato dal sito di sperimentazione nel quale sua madre perde la vita, episodio che fa nascere in lui un ricorrente pensiero compulsivo di «non dover fuggire»[76].

Hideaki Anno lo ha descritto come un ragazzo che evita il contatto con il prossimo e ha abbandonato ogni tentativo di «comprendere se stesso». Secondo il regista, Shinji è «un ragazzo codardo» che si è convinto di essere una persona «completamente inutile»[77][78] e indesiderata[73]. Il suo trauma infantile lo ha portato a dubitare del valore della propria esistenza, e a ricercare una «ragion d'essere» (存在理由 sonzai riyū?) che gli permetta di vivere[79]. Gli ultimi due episodi della serie animata si focalizzano sul suo percorso e sulla sua psicologia, facendo il punto sulla sua esperienza di vita e sulle sue difficoltà relazionali[80]. Durante le puntate si chiede quale sia il suo più grande timore e la vera ragione che lo spinge a salire a bordo dell'Eva, confessando di aver paura di se stesso e di temere suo padre[81]. Per il piccolo Shinji, l'abbandono subito da parte di Gendō è stata la fonte di un vero e proprio trauma emotivo, che ha contribuito ad alimentare il suo profondo senso di solitudine. Di conseguenza, dopo essere stato chiamato dal padre a Neo Tokyo-3, continua a pilotare l'Eva-01 con lo scopo di ottenere l'affetto[82] e l'approvazione delle altre persone[83][84]. Nonostante la sua incapacità di comunicare e accogliere l'amore altrui, egli cova un intimo desiderio di accettazione e si preoccupa molto della percezione che gli altri hanno di lui[85]. Secondo Sadamoto, «[Shinji] è un tipo che vorrebbe fregarsene del parere degli altri ma che in realtà ne è molto interessato. È il tipo di personaggio che vorrebbe rinchiudersi nel suo stesso guscio»[17]. Benché il padre sia il suo unico parente stretto ancora in vita, fra i due intercorre un sentimento simile all'ostilità[86][87]. Gendō è la fonte di un profondo conflitto interiore per il figlio[88]. Secondo Megumi Hayashibara, doppiatrice originale di Rei Ayanami, Shinji non è animato da nessun sentimento altruista e vuole solamente ricevere l'approvazione del padre[89]. Al di là dell'odio che nutre nei suoi confronti, vorrebbe fidarsi di lui ed essere accettato[90][91].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo alternativo con una storia completamente differente rispetto alle puntate precedenti; nella realtà parallela, Shinji vive con entrambi i genitori ed è un normale studente delle scuole medie[92][93]. La stessa caratterizzazione è rintracciabile nel videogioco Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[94]. Il personaggio compare anche nei vari spin-off della serie animata originale, in ruoli talvolta considerevolmente divergenti. Ad esempio, nel manga Neon Genesis Evangelion The Shinji Ikari Raising Project viene presentato come un amico d'infanzia di Asuka e un lontano parente di Rei[95].

Nell'original net anime Petit Eva - Evangelion@School, Shinji viene raffigurato come un ragazzo «spaventato dall'idea di crescere» ed estremamente popolare tra gli studenti della sua scuola[96]. Nel manga Evangelion - Detective Shinji Ikari, i personaggi di Ryōji Kaji e Kaworu Nagisa vengono raffigurati come due investigatori privati a cui Shinji è costretto a chiedere aiuto, finendo per indagare su un misterioso caso di cronaca[97]. Ulteriori differenze vengono presentate nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, remake della serie televisiva. In Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, Shinji viene raffigurato nelle vesti di un individuo più coraggioso e aperto rispetto alla sua controparte originale[98], voglioso di crescere e di diventare più sicuro di sé[99]. Anche il rapporto fra Gendō e Shinji appare sensibilmente migliore. Malgrado nutra ancora del risentimento nei confronti del padre per averlo abbandonato da piccolo, il Third Children comincia a entrare in contatto con il genitore grazie alla spinta e agli incoraggiamenti di Misato e di Rei Ayanami[100]. Nella pellicola successiva, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, il ragazzo, risvegliatosi dopo quattordici anni dagli eventi del secondo film, scopre che le sue azioni hanno avuto drastiche conseguenze sul pianeta, che ha subito cambiamenti così violenti da essere diventato quasi inabitabile. Tutti i suoi conoscenti sembrano odiarlo rifiutandosi di spiegarne le ragioni e, per impedire al giovane di salire a bordo di un Evangelion, gli viene applicato un collare esplosivo con cui controllare i suoi movimenti[101]. L'unica persona con cui riesce a stringere amicizia è Kaworu Nagisa, che gli offre la possibilità di ricominciare da capo e di rimediare ai propri errori[102].

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

(JA)

« 主人公が何度も同じ目に遭いながら、ひたすら立ち上がっていく話です。わずかでも前に進もうとする、意思の話です。曖昧な孤独に耐え他者に触れるのが怖くても一緒にいたいと思う、覚悟の話です。 »

(IT)

« [Evangelion] è la storia di un protagonista che, malgrado la reiterazione delle stesse esperienze, si rialza costantemente. È la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere almeno di un passo. È la storia della risoluzione, della volontà di stare insieme agli altri anche se si è bloccati dalla paura di toccare il prossimo, al costo di sopportare una vaga solitudine. »

(Hideaki Anno, 28 settembre 2006[103])

Appena trasferitosi nella scuola media di Neo Tokyo-3, Shinji fatica a stringere amicizia con i suoi nuovi compagni di classe e mantiene un atteggiamento freddo e riservato. Secondo la dottoressa Ritsuko Akagi, il ragazzo soffre del «dilemma del porcospino», espressione appartenente alla terminologia psicoanalitica e introdotta da un racconto del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer[104]. Similmente ai porcospini del racconto, Shinji teme che le persone vicino a lui possano essere ferite e si ritrae dal contatto umano[105]. La sua relazione con il maggiore Misato Katsuragi sembra ricalcare perfettamente l'allegoria schopenhaueriana, secondo la quale è necessario mantenere una certa distanza psicologica ed emotiva pur di non ferirsi vicendevolmente[74]. Il concetto viene citato nuovamente nella quarta puntata, intitolata Hedgehog's Dilemma, in cui i due personaggi sembrano riuscire ad avvicinarsi senza farsi del male[106]. Hedgehog's Dilemma però non è l'esatta traduzione inglese de «il dilemma del porcospino»: la dicitura corretta sarebbe Porcupine Dilemma. Il termine hedgehog indica infatti il riccio, un animale simile al porcospino ma dagli aculei più piccoli e meno irti. La lieve differenza rimanda a una precisa scelta stilistica dell'autore, che tende a creare un'immagine in qualche modo più delicata del personaggio di Shinji[107][108]. Nell'episodio conclusivo della serie e nel film The End of Evangelion, il giovane sceglie di vivere nel mondo reale con le altre persone, nonostante la possibilità di ferirle[109], rinunciando al Perfezionamento dell'uomo e accettando incondizionatamente gli altri[110].

Nella sua psicologia è individuabile un marcato complesso edipico[111] nei confronti del padre Gendō, a cui si contrappone un certo interesse affettivo e sentimentale verso Rei Ayanami, clone genetico di sua madre Yui[112]. Pertanto, la trama di Neon Genesis Evangelion è interpretabile come una complessa rivisitazione in chiave moderna della leggenda di Edipo, nella quale il giovane si sente al contempo amato e odiato dalle due figure genitoriali. Secondo Hideaki Anno, Shinji «uccide» suo padre, sottraendo e allontanando sua madre da lui:

(JA)

« ロボット-ということで置き換えることはしたけれど、オリジナルな母はロボットで、同年代の母親として綾波レイが横にいる。実際の父親も横にいる。全体の流れを司るアダムがもう一人の父としてそこにいるんです。そういう多重構造の中でのエディプス・コンプレックスなんですよ。やりたいのはそこだった。 »

(IT)

« C'è stata una specie di sostituzione da parte di un robot [chiamato Eva], così la vera madre [di Shinji] è diventata un robot, ma al suo fianco c'è anche una figura materna che ha la sua stessa età, Rei Ayanami. [Rei è] anche dalla parte del vero padre [Gendō]. C'è anche un altro padre, Adam, che gestisce il corso generale di questi eventi. Volevo che tutti questi collegamenti creassero un complesso di Edipo a più livelli. »

(Hideaki Anno[113])

La puntata conclusiva della serie, la cui vicenda è interamente ambientata all'interno della coscienza del ragazzo[58], termina con le didascalie «A mio padre, grazie» e «A mia madre, addio»[114], con le quali Shinji si affranca per sempre dalla rivalità con il padre e si libera definitivamente dal suo desiderio edipico[115][116]. Alcuni critici hanno interpretato gli Angeli come figure paterne che Shinji è chiamato ad annientare[117]; l'Eva-01, invece, potrebbe essere inteso come un palliativo di sua madre Yui[118][119]. L'improvvisa e prematura scomparsa di Yui ha provocato un profondo trauma emotivo nel piccolo Shinji, spingendolo a cercare un sostituto della perduta figura materna nelle donne che lo circondano e nell'Evangelion a lui assegnato[120][121]. All'inizio della serie, il ragazzo dipende a tutti gli effetti dall'Unità 01, ma, con il progredire degli eventi e delle battaglie, sembra risentire negativamente di questa dipendenza. Il suo inserimento all'interno dell'umanoide rappresenta infatti un «ritorno al grembo materno», da cui il ragazzo deve rendersi indipendente per poter diventare a tutti gli effetti adulto[122]. Nella ventesima puntata dell'anime, il percorso involutivo di Shinji ha il suo apice e viene intrappolato e assimilato all'interno dell'Eva-01; durante un lungo flusso di coscienza, tuttavia, rivive la scena della sua nascita, ritrovando così la speranza per ritornare a vivere nel mondo reale e riacquistare il proprio corpo[123][124]. Nel corso della puntata, intitolata Weaving a story 2: Oral Stage, Shinji ha alcune visioni che sembrano richiamare la fase orale, la prima tappa dello sviluppo psicosessuale nella teoria psichica freudiana[125][126], fra le quali una scena in cui viene allattato ancora in fasce al seno della madre[127]. Il personaggio di Shinji presenta molte caratteristiche della «personalità orale», riscontrabile in alcuni individui dipendenti, bisognosi di attenzioni[124] e intrappolati in una costante ricerca di affetto e approvazione[76][128]. Anche Hideaki Anno ha espresso alcuni commenti in proposito, paragonando il personaggio di Shinji a se stesso: «Shinji rappresenta l'attuale me. Mi comporto come se avessi ancora quattordici anni; sono ancora infantile. In termini psicologici, sono [ancora] nella fase orale. Sono un tipo orale-dipendente malinconico»[129].

Il percorso interiore di Shinji visibile nell'episodio conclusivo della serie reinterpreta la teoria psicoanalitica freudiana, secondo la quale il bambino, nei suoi primi anni di vita, è convinto di avere due madri, chiamate «mamma buona» e «mamma cattiva». Nel corso della puntata, Shinji vede sia il lato buono sia l'oscuro delle altre persone, come un neonato che, nella fase orale, si rende conto che possono coesistere due personalità diverse all'interno di un singolo individuo[130]. L'Eva-01 è fonte di una forte ambivalenza per lui; in termini psicologici, Shinji opera una «scissione del seno», un particolare processo psichico mediante il quale il neonato, non riuscendo a gestire i propri sentimenti ambivalenti, divide in due la sua percezione del seno materno, e cioè in «seno buono» e «seno cattivo»[131][132]. L'Unità 01 può essere accostata a un «seno cattivo» che intrappola il ragazzo al proprio interno, mentre l'anima di Yui custodita al suo interno lo salva[133].

Analisi e interpretazioni del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Ramsey Isler di IGN, il personaggio di Shinji sarebbe un riflesso dei sentimenti e della depressione affrontata da Hideaki Anno durante la produzione della serie. Seguendo questa linea esegetica, il recensore ha interpretato la particolare caratterizzazione del personaggio e le sue continue battaglie contro gli Angeli come una metafora dei tentativi di Anno «di sconfiggere i propri demoni interni»[134]. Anche l'assistente alla regia della serie, Kazuya Tsurumaki, ha dato una simile interpretazione del personaggio e di Neon Genesis Evangelion. Tsurumaki ha rivelato di aver lavorato alla serie con l'idea che le emozioni di Shinji siano un semplice riflesso dei sentimenti di Anno: «È per questo che nelle sessioni di pianificazione del copione dicevo sempre qualcosa del tipo "Non è troppo eroico per Shinji dire questo? Hideaki Anno non è così eroico"»[135].

Per il ricercatore italiano Fabio Bartoli, il personaggio è un «perfetto rappresentante» della generazione otaku, «essendo un giovane con difficoltà relazionali e avvezzo a passare molto tempo a casa»[136]. Analoga interpretazione è stata data dallo scrittore Andrea Fontana, secondo il quale Shinji sarebbe accostabile agli otaku per via della sua totale incapacità comunicativa e relazionale. Secondo lo scrittore, la parabola evolutiva di Shinji è «un'esortazione» lanciata da Hideaki Anno e rivolta alla società giapponese e ai giovani dell'epoca «a rompere la gabbia di cristallo in cui si sono rinchiusi, guardando con fiducia al prossimo»[137].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Una cosplayer di Shinji Ikari con la sua divisa scolastica

Immediatamente dopo la conclusione della serie, Shinji si posizionò secondo fra i personaggi maschili più popolari del momento in un sondaggio condotto nel 1996 dalla rivista giapponese Animage, con soli duecento voti di scarto rispetto al personaggio più popolare, Duo Maxwell di Gundam Wing[138]. Nelle classifiche dei due anni successivi riuscì invece a salire al primo posto. Nel sondaggio del 1997 ottenne circa 1 200 voti, più del doppio rispetto al secondo personaggio in classifica[139][140]. Nel 2002 l'emittente televisiva TV Asahi lo inserì al 77º posto tra i personaggi più popolari della storia dell'animazione giapponese[141] e al 25º in una classifica simile del 2007 limitata agli eroi di sesso maschile[142]. Un analogo risultato si registrò in occasione di un'indagine del 2014 rivolta agli stranieri residenti in Giappone; alla domanda «A quale personaggio aspiri a somigliare?», gli intervistati diedero una grande varietà di risposte, fra le più gettonate delle quali «Shinji Ikari» conquistò il settimo posto[143].

Anche la rivista specializzata Newtype ebbe modo di sottolineare la grande popolarità del personaggio. Nelle classifiche mensili sui personaggi animati più apprezzati del momento dai lettori del periodico, Shinji riuscì a conquistare in diverse occasioni le prime posizioni. Nell'agosto e nel settembre 2009 emerse al terzo e al primo posto[144][145]. Nel mese di ottobre dello stesso anno riuscì a posizionarsi al terzo posto e a rimanere il personaggio maschile più popolare di Neon Genesis Evangelion[146]. A marzo dell'anno seguente, Newtype lo elesse il personaggio maschile più popolare degli anni novanta[147]. Simili risultati si ebbero con il proponimento di sondaggi affini da parte della rivista Animage, nei quali Shinji emerse sesto nell'agosto 1996[148] e undicesimo a luglio 1998[149]. Nel 2012, l'emittente Fuji TV chiese a circa 14 000 appassionati quale fosse il miglior eroe animato di sempre; nell'occasione, Shinji Ikari ottenne il ventesimo posto fra i personaggi più votati[150]. Nel 2016 Shinji figurò tredicesimo in un sondaggio condotto dal sito Anime News Network sui migliori piloti dell'animazione giapponese[151].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Un cosplayer di Shinji Ikari con in mano la lancia di Longinus all'Anime Expo del 2016

Il personaggio di Shinji Ikari ha suscitato pareri molto contrastanti e ha diviso in due la critica. I detrattori ne hanno criticato la costante insicurezza e la totale assenza di tempra e risolutezza[152][153]. Ad esempio, Raphael See di T.H.E.M. Anime Reviews, parlando della caratterizzazione dei personaggi di Evangelion, trovata da lui «un po' cliché, o più semplicemente irritante», ha sottolineato l'atteggiamento pessimista di Shinji, «sempre giù di morale» e propenso a «piangersi addosso»[154]. Secondo il sito Japanator.com Shinji è un pilota mediocre e smidollato[155]. Nell'esaminare le differenze tra la pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance e la serie animata originale, myReviewer.com ha scritto: «Per sollievo di molti, Shinji non è così piagnucolone [come nella serie], e dimostra di avere una spina dorsale in più di un'occasione durante il film»[100].

D'altro canto, altrettanti sono stati i critici che ne hanno elogiato la caratterizzazione e il realismo; fra questi, la scrittrice statunitense Susan J. Napier, secondo la quale Shinji potrebbe essere eletto «il personaggio maschile con la psicologia più complessa mai creata»[156]. Sulla stessa linea di pensiero si è mostrato Chris Mackenzie, editore del sito web IGN, che lo ha inserito al 25º posto tra i migliori personaggi dell'animazione nipponica[157]. Per Nick Verboon di Unrealitymag.com Shinji «è uno dei personaggi più sfumati e popolari della storia dell'animazione giapponese», e malgrado il suo atteggiamento «frignone e da piagnucolone», dal suo punto di vista rappresenta «quella parte di noi che è incline a rinunciare e ad abbandonare le responsabilità personali»[158]. Jen Contino della rivista Anime Invasion ne ha elogiato la caratterizzazione e lo ha inserito in nona posizione fra i migliori personaggi animati di tutti i tempi[159].

Nel 2013, Lynzee Lam di Anime News Network lo ha inserito al primo posto fra i sette eroi più piagnucoloni della storia dell'animazione nipponica, apprezzandone però le motivazioni e il realismo psicologico[160]. Fa eco il suo collega Martin Theron, che, nella sua recensione sul film Evangelion 1.0, ne ha elogiato la verosimiglianza[161]. L'anno seguente, Ramsey Isler di IGN lo ha eletto miglior personaggio della storia dell'animazione giapponese, lodando l'originalità della sua caratterizzazione. Secondo il recensore, il personaggio suscita l'odio degli spettatori perché viene ingiustamente considerato «un fifone, spaventato, lamentoso, strisciante e senza speranza», critiche a cui ha risposto chiedendo: «Quale quattordicenne non lo sarebbe stato, dopo tutto quello che ha dovuto affrontare?». Isler ha concluso il suo commento dicendo: «Shinji è un personaggio che sfida gli spettatori, che non offre al pubblico un superficiale potere fantasy come ci si aspetterebbe da molti altri anime oltre Evangelion. Sì, è patetico, ma è proprio questo a renderlo bellissimo»[134].

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Ryo Ōyama, uno dei membri dello staff di Guilty Crown, ha paragonato il protagonista della serie animata, Shū Ōma, a Shinji Ikari e al ruolo da lui rivestito in Neon Genesis Evangelion, in quanto «sono entrambi rinchiusi nel proprio mondo, e non ne escono fuori». Secondo Ōyama, Shū è una sorta di «rielaborazione» del personaggio, ma Shinji è «più passivo» rispetto a lui[162]. Analoghi commenti sono stati fatti dall'attore Asa Butterfield, che lo ha paragonato al protagonista della pellicola Ender's Game da lui interpretato, Ender. Secondo Butterfield, entrambi i personaggi si «ritraggono dal mondo [esterno]», affrontano esperienze a loro nuove, e combattono contro nemici sconosciuti[163]. Anche Lain Iwakura, protagonista femminile della serie Serial Experiments Lain, ha molte affinità con il personaggio di Shinji[164]. Il gruppo britannico Fightstar ha intitolato Shinji Ikari un brano del proprio album One Day Son, This Will All Be Yours per omaggiare il personaggio[165]. Jordan Vogt-Roberts, regista del film Kong: Skull Island, ha inserito un personaggio chiamato Gunpei Ikari nella pellicola prendendo spunto dal cognome di Shinji[166].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Gualtiero Cannarsi, Neon Genesis Evangelion Encyclopedia, Volumi 0:1 - 0:6, Granarolo dell'Emilia, Dynamic Italia, 1997-99.
  • Neon Genesis Evangelion Filmbook, Volumi 1-9, Modena, Panini Comics, 1998-99.
  • (EN) Susan Jolliffe Napier, When the Machines Stop: Fantasy, Reality, and Terminal Identity in «Neon Genesis Evangelion» and «Serial Experiments Lain» (abstract), in Science Fiction Studies, vol. 29, nº 3, Greencastle, SF-TH, novembre 2002, pp. 418-435, ISSN 0091-7729.
  • (EN) Neon Genesis Evangelion Platinum Edition Booklet, Volumi 1-7, ADV Films, 2004-2005.
  • (EN) Susan Jolliffe Napier, Anime. From Akira to Howl's Moving Castle, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2005, ISBN 1-4039-7052-1.
  • Alessandra Poggio e Cristian Giorgi, Neon Genesis Evangelion Enciclopedia, Granarolo dell'Emilia, Dynit, 2008.
  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side A, Glénat, 2009, ISBN 978-2-7234-7120-6.
  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side B, Glénat, 2010, ISBN 978-2-7234-7121-3.

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