Gendō Ikari

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Gendō Ikari
Gendo Ikari.jpg
Gendō nella sigla iniziale
UniversoNeon Genesis Evangelion
Nome orig.ゲンドウ 碇 (Gendō Ikari)
Lingua orig.Giapponese
AutoreYoshiyuki Sadamoto
StudioGainax
1ª app.
Voce orig.Fumihiko Tachiki
Voci italiane
  • Roberto Draghetti (edizione Netflix di serie TV e The Feature Film)
  • SessoMaschio
    Data di nascita29 aprile 1967

    Gendō Ikari (碇 ゲンドウ Ikari Gendō?), o Gendō Rokubungi (六文儀 ゲンドウ Robukungi Gendō?), è un personaggio della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga di Yoshiyuki Sadamoto. Nel doppiaggio originale è interpretato da Fumihiko Tachiki, mentre nell'adattamento italiano il suo ruolo è affidato a Massimo Corvo nel doppiaggio originale e a Roberto Draghetti nel ridoppiaggio di Netflix[1]. Il personaggio è comparso in numerose opere tratte della serie animata, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'original net anime Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion.

    Nella serie originale, Gendō è il comandante supremo dell'agenzia speciale Nerv, deputata allo studio e all'annientamento di una serie di misteriosi nemici chiamati angeli[2]. Segnato e afflitto dall'improvvisa morte della sua sposa Yui, l'uomo abbandona il suo unico figlio, Shinji Ikari, dedicandosi a un piano chiamato Progetto per il perfezionamento dell'uomo, così da poter incontrare di nuovo la moglie[3]. Il suo atteggiamento pragmatico, freddo e calcolatore lo porta a usare qualsiasi mezzo pur di raggiungere i propri scopi personali[4]. Pur emergendo in alcuni sondaggi di popolarità, il personaggio ha ricevuto numerose critiche da parte degli appassionati per le sue azioni, giudicate spietate e prive di scrupoli; altri invece lo hanno apprezzato per le medesime ragioni, considerandolo uno dei personaggi negativi più memorabili dell'animazione nipponica.

    Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

    Hideaki Anno, regista e sceneggiatore della serie, per il nome di Gendō si ispirò a un personaggio presente in un progetto fallito dello studio Gainax, un anime pianificato prima di Evangelion ma mai prodotto. Per il suo cognome da nubile scelse la parola Rokubungi (六文儀? lett. "sestante"); per quello da sposato scelse invece Ikari (? lett. "àncora"), così da collegarsi ai nomi di vari altri personaggi di Neon Genesis Evangelion, ispirati a termini provenienti dal gergo nautico o a navi della Marina imperiale giapponese[5]. Inoltre, una diversa scrittura del vocabolo Gendō (言動?) è traducibile con l'espressione italiana «parole e azioni». Tale particolare, assieme al nome di suo figlio Shinji, che in giapponese assume il significato «figlio di Dio», e quello di Rei Ayanami, che in kanji può essere reso come «spirito» ( Rei?), sembra collegarsi alla trinità cristiana e al concetto di «Verbo», o «Parola», che nell'ottica di Evangelion pare diventare un attributo del Padre. Rei rappresenterebbe lo Spirito Santo, Shinji il Dio Figlio, e Gendō il Dio Padre, in riferimento ai primi versi del vangelo secondo Giovanni: «Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio» (Giovanni 1:1)[6].

    «Siccome sono diventato anche io un padre di famiglia, mi riconosco nella figura di Gendō. Capisco i suoi sentimenti, come il timore di non riuscire ad avvicinarsi al figlio»
    —Yoshiyuki Sadamoto, character designer di Neon Genesis Evangelion[7]

    Per renderne più realistica e verosimile la psicologia il regista si basò sulla propria personalità, facendo confluire i propri stati d'animo nel personaggio[8][9]. L'agenzia speciale Nerv venne pensata come una metafora dello studio Gainax, produttore dell'anime di Evangelion, e il comandante Ikari come una rappresentazione della propria ombra, il lato oscuro e incosciente della psiche postulato da Carl Gustav Jung[10]. Lo staff di produzione scelse di inserire, come tema centrale della serie, quello della comunicazione interpersonale, e più in particolare della comunicazione fra generazioni diverse e fra genitori e figli[11], così da riflettere sull'incomunicabilità e le difficoltà relazionali del mondo moderno, «ormai al collasso»[12]. La figura di Gendō fu pertanto influenzata dal vissuto personale dei membri dello staff, fra cui lo stesso Hideaki Anno. Suo padre, Takuyo Anno, a causa di un incidente giovanile con una sega elettrica rimase gravemente ferito alla gamba sinistra e fu costretto a portare per tutta la vita una protesi artificiale. In seguito alll'incidente l'uomo diventò estremamente instabile a livello emotivo. Il giovane Anno crebbe quindi in un ambiente familiare teso, segnato dalle continue punizioni fisiche ed emotive del genitore, che arrivò al punto di dirgli esplicitamente: «Vorrei che tu non fossi mai nato»[13]. Secondo Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie:

    «Un sacco di famiglie giapponesi della generazione scorsa, e forse anche di quella di adesso, avevano dei padri costantemente al lavoro e completamente assenti fra le mura domestiche. Erano fuori dalla vita dei propri stessi figli. Anche mio padre era così, e non ho potuto avere un vero rapporto con lui fino a pochissimo tempo fa. In fondo sono proprio come Hideaki Anno. E questi avvenimenti credo influenzino gli anime che produco.»

    (Kazuya Tsurumaki[14])

    Nelle prime fasi progettuali di Evangelion, si decise di descrivere Gendō come un uomo «dal comportamento e dalle parole enigmatiche», strenuo difensore del Progetto per il Perfezionamento, espressivo, tumultuoso, simile a un dottor «Victor Frankenstein del ventunesimo secolo»[15]. Con il tempo sarebbe diventato ossessionato dalla ricerca, giustificando ogni mezzo pur di raggiungere il proprio scopo, al punto da trasformare il proprio stesso corpo e diventare un «essere umano digitalizzato». Il suo obiettivo sarebbe stato però di natura benevola, nella convinzione di poter realizzare un sogno utopico «capace di portare vera uguaglianza fra le persone»[16]. Nel primo episodio della serie avrebbe chiamato Shinji per combattere contro un angelo chiamato Raziel, e nel quarto, intitolato «Quattordici anni, il primo giorno» (14歳、 始まりの日 14-sai, hajimari no hi?), avrebbe completamente ignorato il figlio il giorno del suo compleanno, idee poi accantonate durante la produzione della serie[17]. Negli intenti iniziali degli autori inoltre non avrebbe partecipato a una spedizione di indagine al polo sud; lo scenario originale lo vedeva coinvolto in un misterioso incidente in seguito al quale l'intero Mar Morto sarebbe evaporato improvvisamente, svelato nella ventesima puntata della serie animata[18]. Nel finale si sarebbero infine scoperti i suoi veri obbiettivi e il vero scopo del Perfezionamento, durante il quale sarebbero stati svelati dei ruderi di un luogo chiamato «Arqa» (アルカ Aruka?), mai menzionato nella versione definitiva[19]. Il suo design fu affidato a Yoshiyuki Sadamoto, mangaka della versione cartacea della serie, che fu influenzato alla serie televisiva UFO, modellando il suo rapporto con Kōzō Fuyutsuki in base a quello fra il comandante Ed Straker e il colonnello Alec Freeman della serie classica[20]. L'uniforme ufficiale del personaggio fu disegnata invece come omaggio alla serie La corazzata Yamato di Leiji Matsumoto, una delle preferite dal regista Hideaki Anno[21]. Anche il suo motto, «Le lancette dell'orologio non possono tornare indietro», fu ispirato a una opera precedente, cioè dalla frase «Se l'acqua traboccata si potesse versare di nuovo» presente in Punta al Top! Gunbuster, serie animata anch'essa diretta da Anno e prodotta dallo studio Gainax[22].

    Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

    Gendō sulla copertina del sesto DVD della versione italiana della serie
    (JA)

    «ただゲンドウについて自分自身の中では「演じる」という感覚は比較的少ないかもしれません。空気のように流れていく……。しゃべり方なり演じ方なり、気持ちのもっていき方なり……ですね。感情の起伏みたいなものには無縁です。[...] ゲンドウの場合は声優の仕事とかという感覚がなく、本当に俳優として演じている感じです。やっぱり人物に魂をそのまま吹きこんでいるというかね。»

    (IT)

    «Ma, parlando sinceramente, non sento di dover "recitare" la parte di Gendō. Si muove come aria. Nel modo in cui parlo, nel modo in cui lo interpreto e in cui mi preparo emotivamente. Mi libero da tutti gli sbalzi d'umore. [...] Nel caso di Gendō, non mi sento un doppiatore, ma un attore in carne e ossa. È proprio come l'anima che alimenta un individuo.»

    (Fumiko Tachiki[23])

    Il ruolo di Gendō venne interpretato dal doppiatore giapponese Fumihiko Tachiki, sia nella serie animata originale[24] sia nei due film del 1997 Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[25][26]. Il seiyū interpretò il personaggio anche in numerosi spin-off tratti dalla serie originale, o in alcuni videogiochi, come in Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[27][28], e nella tetralogia cinematografica Rebuld of Evangelion[29][30]. Tachiki trovò difficoltoso riuscre a immedesimarsi o a comprendere Evangelion e il personaggio assegnatogli, chiedendosi perciò «se odiassi o se invece amassi Gendō»[31]. Non riuscendo a inquadrare le laconiche frasi ed «enigmatiche» intenzioni di Gendō, fu costretto molte volte a chiedere come recitare le sue battute e interpretare una determinata frase, sentendosi estremamente «frustato» e confuso: «Onestamente, quando iniziai a recitare nella serie televisiva ero stato appena catapultato negli eventi. Fu molto dura, e mi tormentai molto su come rendere bene il personaggio»[23]. Durante le sessioni per la serie originale e per i film del 1997 però ricevette il continuo supporto dello staff, venendo istruito e diretto passo dopo passo da Hideaki Anno e dal direttore del suono[32]. Difficoltà simili incontrò per il Rebuild of Evangelion, e in particolare per il film Evangelion 3.0: You Can (Not) Advance, ambientato a quattordici anni di distanza dal secondo lungometraggio e doppiato dopo quasi vent'anni dalla serie originale. Pur restando interdetto dall'ambientazione futuristica e dai bruschi cambiamenti di trama, l'esperienza accumulata e la maggiore maturità lo aiutarono a recitare in modo più franco e sereno, rimanendo meno confuso rispetto alla serie animata di venti anni prima[23].

    Nel doppiaggio italiano il suo ruolo è stato affidato a Massimo Corvo, sia nella serie sia nei vari lungometraggi da essa tratti, inclusi Neon Genesis Evangelion: The Feature Film e quelli che compongono il Rebuild of Evangelion[33][34]. In inglese è doppiato nella serie originale e nei film conclusivi da Tristan MacAvery[35][36], mentre nella versione director's cut degli episodi finali è interpretato da John Swasey[37]. MacAvery confessò di aver avuto diverse difficoltà al momento di doppiare gli ultimi due episodi, completamente ambientati nell'animo del protagonista: «Non avevo di cosa stesse accadendo. Dovetti capire da solo come leggere le mie battute: se in modo piatto o in modo filosofico». Lui e altri membri del cast risposero ad alcune critiche all'adattamento della serie, affermando che fosse l'audio originale ad essere «praticamente incomprensibile»[38]. In spagnolo è doppiato da Juan Carlos Gustems[39], da Humberto Solorzano nella versione latinoamericana[40], da Fabio Moura in portoghese brasiliano[41], in lingua francese da Gerard Rouzier nell'anime originale e nei film del Rebuild[42], da Michel Roy in un ridoppiaggio della serie per la Gold Edition[43], e da Erich Räuker in tedesco[44]. Nel giugno del 2019 la piattaforma Netflix ha pubblicato un nuovo doppiaggio della serie, in cui Gendō viene interpretato da Roberto Draghetti nella versione italiana, da Ray Chase in quella inglese[45], Idzi Dutkiewicz nella latinoamericana[46] e Urs Remond nella tedesca[47].

    Biografia[modifica | modifica wikitesto]

    La mezza foglia di fico, simbolo dell'agenzia speciale Nerv

    Gendō Rokubungi nasce il 29 aprile del 1967[48]. Nel 1999, all'età di circa trentadue anni viene arrestato e portato al dipartimento di polizia per condotta violenta in stato di ubriachezza. Rinchiuso, l'uomo riconosce per motivi ignoti come suo garante il professore Kōzō Fuyutsuki. Dopo essere stato scagionato, nell'autunno dello stesso anno Rokubungi si lega sentimentalmente con Yui Ikari, brillante ricercatrice e studentessa di Fuyutsuki[49][50]. In seguito, Gendō partecipa a un gruppo di ricerca noto come «spedizione Katsuragi», partito per il polo sud per condurre alcuni esperimenti riguardo un misterioso meccanismo noto come elemento S². La sua presenza è in realtà un mero pretesto per mandare avanti i piani di una misteriosa organizzazione denominata Seele. Il 12 settembre dell'anno 2000 Rokubungi lascia il continente antartico assieme ad altri membri del gruppo[51], fra i quali un uomo chiamato Lorenz Keel, capo della Seele[52]. Il giorno dopo, nel continente antartico si verifica una gigantesca calamità naturale nota con il nome di Second Impact, e tutti gli altri membri della spedizione periscono nell'incidente, ad eccezione di Misato Katsuragi, figlia del dottor Katsuragi. Il 6 giugno dell'anno seguente nasce il suo unico figlio, Shinji Ikari. Dopo essersi sposato con Yui, cambia nome in Ikari[53][54] e partecipa a una spedizione di inchiesta sul Second Impact organizzata dalle Nazioni Unite assieme ad altri membri della Seele e al professor Fuyutsuki[55][56]. Poco più tardi, la Seele lo insignisce del ruolo di direttore di una struttura posta nella città di Hakone chiamata Laboratorio per l'Evoluzione Artificiale, con l'incarico di dirigere un piano segreto noto come «Progetto E»[57].

    Nel 2003 il professor Fuyutsuki raccoglie numerose informazioni sul Second Impact e si presenta nel Laboratorio per l'Evoluzione Artificiale, minacciando il direttore di rendere pubblica la verità scoperta. Gendō, senza scomporsi per le minacce del professore, lo porta in una gigantesca cavità sotterranea posta al di sotto del Laboratorio, quartier generale di un'organizzazione chiamata Gehirn di cui fa parte. Sul luogo, Ikari gli mostra un gigantesco essere chiamato Eva, e lo invita a collaborare con lui «per costruire la nuova storia del genere umano»[58]. Dopo un'attenta riflessione, Fuyutsuki accetta l'offerta e si unisce a lui[59][60]. L'anno seguente, Gendō assiste assieme a Shinji a un esperimento di attivazione dell'Eva-01, ma a causa di un misterioso incidente sua moglie Yui scompare sotto i suoi occhi. In seguito al suo decesso, lascia suo figlio Shinji e lo affida a un tutore. Una settimana dopo la scomparsa della moglie, l'uomo annuncia a Fuyutsuki l'elaborazione di un piano noto come Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo[61][62], che descrive chiamandolo «l'inviolato cammino verso la divinità»[63]. Nel 2010 il Gehirn viene sciolto, e al suo posto viene istituita l'agenzia speciale Nerv, di cui Ikari diventa il comandante supremo[64].

    Nel 2015, Gendō convoca suo figlio Shinji nella città di Neo Tokyo-3 per fargli pilotare l'Eva-01 e affrontare dei misteriosi esseri chiamati angeli[65]. Anche nei confronti del figlio mantiene un atteggiamento estremamente freddo e distaccato, dicendogli di averlo chiamato per pura utilità[66]. In seguito alla battaglia contro il sesto angelo Gaghiel, Ryōji Kaji consegna al comandante un piccolo oggetto simile a un embrione, identificato come il primo angelo Adam[67][68]. In un momento non precisato, Gendō fa impiantare l'embrione nel palmo della propria mano destra[69]. Con il tempo, sorgono numerose discrepanze fra il comandante e la Seele, ambedue intenti a dare avvio al Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo ma con due scenari differenti. A differenza dei membri dell'organizzazione, Gendō vuole provocare «l'unione proibita» fra Adam, impiantato nel proprio corpo, e il secondo Angelo Lilith, la cui anima è custodita all'interno di una ragazza chiamata Rei Ayanami[70]. Nella pellicola conclusiva The End of Evangelion, Ikari tenta di mettere in atto la propria versione del Progetto per il Perfezionamento, tradendo così la Seele[71]. Per attuare il piano, entra con Rei nella sezione più profonda del quartier generale, il Terminal Dogma, e inserisce la sua mano destra nel corpo della ragazza[72][73]. Rei tuttavia tradisce le sue aspettative e si unisce contro la sua volontà a Lilith, facendo fallire i suoi piani[74].

    Personalità[modifica | modifica wikitesto]

    «Gendō è quel tipo di persona capace di vedere e pensare al benessere di un'organizzazione nel suo complesso. In altre parole, farebbe qualunque cosa pur di avere successo. Prende misure drastiche ed estreme, con le buone o con le cattive, pur di realizzare il proprio scopo. In un certo senso, è un uomo meschino che si preoccupa molto raramente di Shinji.»
    Hideaki Anno, regista della serie animata[75]
    (JA)

    «ただ単にクールとか非人道的だとか、そういうんじゃないんです。なんかホントに人としての力の部分をね、ものすごく感じます。それは『新劇場版』を始めてから、特に強く感じるようになった一番のことですね。だからこそ、余計にね……。もしゲンドウに終焉があるとしたら、どんな風になっていくんだろうなってね……。きっとその時点でゲンドウに対しての自分の本当の情が、入りこんでいくのかもしれません。»

    (IT)

    «[Gendō] non è soltanto freddo o immorale. Non so come spiegarmi, ma sento come se lui avesse una forza che nessun altro essere umano ha. È la sensazione più forte che io abbia avuto da quando ho cominciato a doppiare i Rebuild. Per questo mi chiedo, se mai Gendō incontrasse la sua fine, come reagirei. Forse sarà allora che lascerò trasparire i sentimenti che provo verso di lui.»

    (Fumihiko Tachiki[23])

    Gendō Ikari è un uomo misterioso[76], chiuso[77][78], austero, determinato[79][80], calcolatore[81], spietato e senza scrupoli[82][83]. Il suo innato pragmatismo e il suo carattere flemmatico ed egoista lo portano a utilizzare qualunque mezzo pur di raggiungere i propri scopi[84][85], anche se questo dovesse comportare il ferire e calpestare i sentimenti delle altre persone[86]. Le uniche persone che paiono riuscire a comprenderne i pensieri più intimi sono il vicecomandante della Nerv, Kōzō Fuyutsuki[87][88], e la dottoressa Ritsuko Akagi, che condivide la sua filosofia di vita[89]. Nel corso della serie sfrutta a suo vantaggio anche il suo sottoposto Ryōji Kaji, pur essendo al corrente delle sue attività di spionaggio, traendo il massimo profitto dalla sua presenza[90]. Eccetto che verso Rei Ayanami, pilota dell'Unità 00, Gendō ostenta un atteggiamento estremamente distaccato con tutti i suoi sottoposti, mantenendo grande calma e sangue freddo in tutte le circostanze e rimanendo costantemente fedele ai propri piani. Nutre assoluta fiducia nelle proprie strategie belliche e per attuarle spesso prende il posto delle Nazioni Unite come se lo considerasse un suo diritto[91], non esitando a usare suo figlio Shinji, pilota dell'Unità 01, e la stessa Ayanami[92].

    Per realizzare i propri piani, Gendō intraprende una relazione segreta con la dottoressa Naoko Akagi, scienziata e ricercatrice dedita allo sviluppo di tre supercomputer chiamati Magi[93][94], approfittando del suo spiccato talento scientifico[95]. Anche quando i due amanti si baciano, l'uomo tiene gli occhi aperti guardando in alto, inespressivo[96]. L'inizio della loro relazione è però antecedente alla stessa morte di Yui[97]. Resasi conto di essere sfruttata dall'amante, Naoko si suicida, e Gendō stringe una relazione sessuale con la figlia, Ritsuko[98]. Anche la figlia però si accorge di essere usata dal comandante, compiendo alcune azioni contro di lui che la portano a essere reclusa in isolamento. Gendō, mantenendo un atteggiamento freddo e distaccato, sostiene di essere rimasto estremamente «deluso» della condotta della giovane scienziata, parole a cui lei risponde: «Deluso? Sin da principio tu non hai mai avuto né aspettative né desideri nei miei riguardi»[99]. Nella pellicola The End of Evangelion, Ritsuko tenta di distruggere l'intero quartier generale della Nerv per vendicarsi, ma l'uomo uccide la dottoressa con un colpo di pistola[100].

    Gendō pare completamente indifferente alla vita del figlio[101], mentre sembra dimostrare un inspiegabile attaccamento nei confronti di Rei[79][102], a cui è più legato e più intimo[103]. In realtà, l'uomo adotta questi atteggiamenti e si dedica costantemente al Progetto per il Perfezionamento in seguito all'improvviso decesso della moglie, cercando a tutti i costi di incontrare nuovamente la sua amata[93]. Nel quindicesimo episodio della serie, egli si reca in visita alla sua tomba assieme al figlio, sostenendo che «Yui mi ha fatto conoscere quel qualcosa che è per me insostituibile»[104]. In altre occasioni invece mostra un volto insolitamente umano; ad esempio, durante la battaglia contro l'angelo Matarael aiuta i propri uomini ad azionare manualmente le unità Evangelion[105], mentre, poco dopo la sconfitta dell'angelo Sahaquiel, esprime parole di elogio per Shinji[106]. Gendō però finisce con il deludere tutte le aspettative del figlio durante la battaglia contro l'angelo Bardiel, in cui fa annientare senza rimorso l'Unità Evangelion 03 con il pilota ancora a bordo, Tōji Suzuhara, compagno di classe amico di Shinji[107][108]. Il suo particolare comportamento potrebbe essere interpretato come una «espressione inversa di affetto», un atteggiamento che sembra avere lo scopo di evitare di poter ferire il figlio allontandosene[92]. In una scena della pellicola The End of Evangelion, l'uomo confessa infatti di essere estremamente dispiaciuto dell'evoluzione del loro rapporto. La loro relazione è pertanto paragonabile al dilemma del porcospino, un concetto formulato dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, nel quale più ci si avvicina l'un l'altro, più ci si ferisce a vicenda[109]. Il suo percorso ha il suo culmine durante il Perfezionamento dell'Uomo, in cui incontra di nuovo Yui e viene divorato dall'Eva-01, pronunciando come ultime parole: «Perdonami, Shinji»[110].

    Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

    Copertina dell'ottavo volume del manga raffigurante Fuyutsuki (a sinistra), Yui (al centro), Gendō (a destra) e, sullo sfondo, l'Unità 01

    In una scena dell'ultimo episodio della serie animata viene presentato un universo parallelo con una storia completamente differente rispetto a tutte le puntate precedenti; in questa realtà alternativa, Gendō appare come un normale uomo impegnato a leggere il giornale in cucina e convive sia con Shinji sia con sua moglie Yui, ancora viva[111][112]. Dai titoli dei giornali si apprende inoltre che nel mondo parallelo dell'ultima puntata il polo sud esiste ancora e non è avvenuto alcun Second Impact[113]. Una versione degli eventi simile è rintracciabile nel manga Neon Genesis Evangelion The Shinji Ikari Raising Project[114] e in Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd[115]. In particolare, in The Shinji Ikari Raising Project, pur essendo un uomo tormentato, Gendō ha una personalità meno severa e brusca della sua controparte animata, mantenendo alcune caratteristiche dell'originale in un ruolo semicomico[116]. Nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie originale, Gendō svolge il ruolo di preside in un istituto scolastico chiamato «Terza Accademia Municipale "Nerv" di Neo Tokyo-3» (第3新東京市立ねるふ学園 Dai-3 shin Tōkyō shiritsu neru fu gakuen?), frequentato da Shinji, Asuka, Rei e gli altri personaggi di Evangelion[117].

    Ulteriori differenze nella caratterizzazione e nello sviluppo del personaggio vengono introdotte nella versione cartacea di Yoshiyuki Sadamoto. Nel manga di Sadamoto Gendō, dopo la morte di Yui, lascia Shinji ai suoi zii[118]. Per realizzare i propri piani inghiotte l'embrione del primo Angelo Adam[119], sviluppando così la capacità di estendere un AT Field, campo di forza direzionale caratteristico degli angeli e degli Evangelion[120]. A differenza della serie, lo scontro con l'angelo Bardiel, in cui Gendō ordina di attaccare l'Unità 03 di Tōji Suzuhara, ha come risoluzione il decesso del ragazzo[121], senza che l'uomo dimostri di provare alcuni rimorso per il gesto compiuto[122]. Durante un attacco delle Forze di Autodifesa riesce a salvare Shinji[123], confessandogli però di aver provato grande gelosia nei suoi confronti fin dalla nascita, perché centro delle attenzioni e dell'affetto di Yui[124]. Come nel film The End of Evangelion spara la dottoressa Akagi, dicendole le parole «Io l'ho amata»[125], venendo però a sua volta assassinato dalla dottoressa da un colpo di pistola alla gola[126].

    Nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo capitolo della tetralogia Rebuil of Evangelion, il suo rapporto con il figlio appare sensibilmente migliore rispetto all'anime e al manga originali[127]. Nelle sequenze iniziali del lungometraggio, i due si recano in visita alla tomba di Yui nonostante le numerose difficoltà di comunicazione, parlando sinceramente[128] e passando più tempo in compagnia dell'altro[129], nel tentativo di costruire un rapporto lievemente più affettuoso della controparte animata[130]. Shinji in particolare comincia a entrare in contatto con il genitore grazie alla spinta e agli incoraggiamenti di Misato Katsuragi e, in misura ancora maggiore, di Rei Ayanami[131], che cerca di far avvicinare i due preparando loro una cena. In origine, Anno pensò di usare un'idea simile per il quarto episodio della serie televisiva, ma la proposta fu accantonata in fase di produzione[132]. Nel film seguente, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, ambientato a distanza di quattordici anni dal precedente, Gendō continua a perseguire il Progetto per il Perfezionamento in qualità di comandante della Nerv, apparentemente ridotta al vicecomandante Fuyutsuki e a Kaworu Nagisa[133]. L'uomo presenta inoltre un aspetto diverso, più attempato e da anziano[134]. Nel corso del lungometraggio, Gendō entra in conflitto con la Wille, società capitanata da Misato Katsuragi nata per distruggere la Nerv, e ordina a Shinji di pilotare l'Eva 13, mantenendo lo stesso atteggiamento distaccato e freddo di prima[135].

    Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

    «Scacciato dal paradiso terrestre, il genere umano non ha potuto che rifugiarsi nel mondo terreno, permeato dalla morte. Il più debole degli esseri viventi, l'uomo, ha creato quindi, con la conoscenza acquisita a causa della sua stessa debolezza, un paradiso terrestre suo proprio»

    (Gendō, Neon Genesis Evangelion, episodio 17)

    Secondo alcune interpretazioni, il personaggio di Gendō potrebbe rappresentare il concetto di paternalismo[23][136]. Lo stesso regista, Hideaki Anno, lo ha descritto come una metafora del «sistema» e dei limiti imposti dalla società[10]. La Nerv potrebbe essere metaforicamente interpretata come una società di stampo patriarcale, comandata da un uomo austero e dittatoriale che impartisce ordini indiscutibili, lontano dal proprio stesso figlio[137][138]. Viene però lasciato alla sensibilità dello spettatore decidere se la serie sostenga il modello maschilista o se invece ne faccia una violenta critica, cercando di confutare l'intrinseco valore di una visione simile[139][140]. La sua figura è il centro di alcune riflessioni epistemologiche sull'effettivo valore della scienza e il suo legame con la religione[141], tematica presente in altre opere di Anno[142]. Ad esempio, nel dodicesimo episodio della serie discute al polo sud con il vicecomandante Fuyutsuki sulle implicazioni filosofiche del Second Impact, sostenendo che «la scienza è la forza dell'uomo» e che l'Antartico, completamente sciolto e privo di vita, è «un mondo purificato dal peccato originale»[143][144].

    Per il tema del rapporto conflittuale fra padri e figli Hideaki Anno prese ispirazione dalle opere del regista Yoshiyuki Tomino, permeate da tale tematiche, portandole alle estreme conseguenze[145]. Oltre che alle serie di Tomino, per la creazione del personaggio lo sceneggiatore decise di attingere e ricreare in chiave moderna la storia di Pandora, cui alcuni dialoghi della ventiquattresima puntata fanno esplicito riferimento. Come nell'antico mito greco, in fondo al vaso, che il comandante Ikari apre in chiave metaforica provocando un'incontrollabile catastrofe e liberando tutti i mali del mondo, rimane solamente la speranza[146]. Gendō diventa inoltre l'oggetto di desiderio sessuale della dottoressa Naoko Akagi e, allo stesso tempo, di sua figlia Ritsuko, in una rivisitazione del complesso di Elettra[147]. Ulteriore riferimento alla psicoanalisi è individuabile nel suo rapporto con Rei: l'uomo è infatti estremamente vicino alla ragazza, clone della sua defunta moglie, e vive un rapporto assai teso con il suo unico figlio Shinji[148]. In una bozza del ventiquattresimo episodio della serie, scritta dallo sceneggiatore Akio Satsukawa e poi accantonata in fase di produzione, il personaggio di Kaworu Nagisa paragona il comandante Ikari a Paul, protagonista dell'opera Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold. Nell'opera originale, Paul si rinchiude nella sua casa dopo la perdita di sua moglie, Marie, ma incontra una giovane estremamente simile alla defunta consorte, una ballerina chiamata Marietta[149]. Evangelion è pertanto interpretabile come una storia incentrata sul complesso di Edipo postulato da Sigmund Freud[150], in cui la rivalità fra Gendō e suo figlio si risolve soltanto nell'ultimo episodio[151]:

    (JA)

    «ロボット-ということで置き換えることはしたけれど、オリジナルな母はロボットで、同年代の母親として綾波レイが横にいる。実際の父親も横にいる。全体の流れを司るアダムがもう一人の父としてそこにいるんです。そういう多重構造の中でのエディプス・コンプレックスなんですよ。やりたいのはそこだった。»

    (IT)

    «[Evangelion] è una storia in cui Shinji uccide suo padre [Gendō] e allontana sua madre da lui. [...] C'è stata una specie di sostituzione da parte di un robot [chiamato Eva], così la vera madre [di Shinji] è diventata un robot, ma al suo fianco c'è anche una figura materna che ha la sua stessa età, Rei Ayanami. [Rei è] anche dalla parte del vero padre [Gendō]. C'è anche un altro padre, Adam, che gestisce il corso generale di questi eventi. Volevo che tutti questi collegamenti creassero un complesso di Edipo a più livelli.»

    (Hideaki Anno[152])

    Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

    Cosplayer nei panni di Gendō

    Immediatamente dopo la conclusione della serie, Gendō si posizionò sedicesimo fra i «personaggi maschili più popolari del momento» in un sondaggio annuale condotto nel 1996 dalla rivista giapponese Animage[153]. L'anno successivo nello stesso sondaggio riuscì a salire al quattordicesimo posto, diventando il quarto personaggio maschile più popolare di Neon Genesis Evangelion[154]. Nel 2013 il sito web Biglobe chiese a circa quindicimila utenti quale personaggio maschile avrebbero voluto come fidanzato, occasione in cui il personaggio di Gendō emerse al 43º posto[155]. Un risultato simile si ebbe nel 2015, anno in cui il sito Charapedia domandò quale fosse il «personaggio barbuto più attraente dell'animazione giapponese», indagine in cui riuscì a conquistare l'ottava posizione[156]. Anche Anime News Network pose un sondaggio analogo, in cui Gendō apparve all'undicesimo posto[157].

    Anche il sito Goo Ranking ebbe modo di sottolineare la ricezione del personaggio in numerosi sondaggi di popolarità. Nel 2016 Gendō riuscì a emergere al tredicesimo posto in un'indagine sui «personaggi maschili attempati più attraenti»[158]. Di contro, nel mese di ottobre dello stesso anno risultò il terzo padre più odiato dell'animazione giapponese dagli utenti dello stesso sito[159]. L'anno seguente invece riuscì a conquistare l'ottavo posto fra i «migliori personaggi istruiti o laureati»[160] e il 23º fra i più attraenti uomini sposati dell'animazione nipponica[161]. Un risultato analogo si ebbe a ottobre, quando Goo Raking propose un sondaggio sui migliori personaggi «dallo sguardo di ghiaccio» e Gendō si classificò al trentesimo posto[162]. Nell'agosto 2018 lo stesso sito ha chiesto quali siano i padri più attraenti dell'animazione giapponese, indagine in cui il comandante Ikari si è classificato tredicesimo[163]. Nel mese di luglio 2019 il quotidiano giapponese Merumo invece pubblicò i risultati di un sondaggio rivolto esclusivamente al pubblico femminile in cui emerse ottavo fra i personaggi preferiti dalla serie[164].

    Critica[modifica | modifica wikitesto]

    Se devo essere sincero, non ci sono molti fan di Gendō Ikari, qui in Giappone. Molti appassionati dicono che è troppo severo con Shinji, e che trasuda l'aria di un padre duro, tradizionale e chiuso. In realtà, Gendō avrebbe dovuto essere un padre tenace, un padre che avrebbe dovuto avere un'influenza positiva su Shinji, così da farlo crescere più forte e sicuro di sé. Io penso che molti padri giapponesi si siano "infiacchiti" rispetto al passato. Perciò abbiamo deciso di rappresentare Gendō come un padre sicuro di sé.
    Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia della serie[165]

    Il personaggio di Gendō ha suscitato numerosi pareri negativi da parte dei critici e degli appassionati di animazione. Ad esempio, il sito web Otakuvines.org lo ha inserito al sesto posto fra i personaggi più odiati dell'animazione nipponica, arrivando a descriverlo come «il padre peggiore della storia degli anime» e a paragonarlo soltanto a Shou Tucker di Fullmetal Alchemist[166]. La testata Wired lo ha nominato fra i «peggiori parenti delle serie tv», chiamandolo «il padre più mostruoso di sempre»[167]. Tim Jones del sito web Themanime.org l'ha descritto come un uomo «raccapricciante», spaventoso, afflitto da un «complesso di Dio» e poco gradevole[168]. Analogo parere è stato espresso dalla testata Buho Magazine, che lo ha inserito fra i padri «più infami» della storia della fiction[169]. Zac Bertschy, recensore di Anime News Network, ha in più occasioni criticato l'atteggiamento manipolatorio ed egocentrico del personaggio, definendolo «un grande cretino»[170] e difendendo di conseguenza suo figlio Shinji, a suo dire ingiustamente criticato dagli appassionati di essere «vigliacco» o «rammollito»[171]. Lo stesso Bertschy però ne ha elogiato il realismo della caratterizzazione, nominandolo fra «gli antagonisti più memorabili della storia dell'animazione giapponese»: «Gendō Ikari è il padre peggiore che si possa immaginare, e, di conseguenza, il più memorabile antagonista di sempre. Lo dice la scienza. Non le faccio io le regole»[172].

    Richard Eisenbeis di Kotaku.com ha apprezzato gli sviluppi e gli approfondimenti sul passato di Gendō introdotti nella versione cartacea di Sadamoto, a sua detta più «chiari» e interessanti della serie originale[173]. Fa eco Carlos Santos di Anime News Network, che ha invece elogiato i cambiamenti presenti nello spin-off The Shinji Ikari Raising Project. Secondo Santos, il manga, con i suoi momenti comici e i background meno cupi e «contorti» della serie animata, riesce a offrire un'immagine di Gendō più serena e godibile, «come un qualsiasi padre sfortunato che riesce a strappare al lettore qualche risata»[174]. La sua collega Lynzee Loveridge ha definito il suo tradimento e le sue azioni nel film The End of Evangelion «scioccanti», inserendole fra gli otto tradimenti che hanno maggiormente traumatizzato il pubblico di appassionati di animazione[175]. La testata online Visual Nippon ha invece apprezzato lo sviluppo del suo rapporto con Shinji in Evangelion 2.0, più «sincero» e «genuino» della «rigida» controparte animata, e gli sforzi del comandante Ikari di avvicinarsi al figlio[127]. Di contro, il sito web The Vault ha espresso alcuni commenti negativi per i bruschi cambiamenti del lungometraggio seguente, Evangelion 3.0, scrivendo che: «Gendō è ancora una palla al piede, e, a differenza della serie originale, tre lungometraggi non sembrano essere sufficienti per spiegarne il perché»[176]. Dello stesso avviso è stata la rivista Anime Reign, che ha trovato il nuovo ruolo del personaggio poco sviluppato e in ombra[177]. Opinione diametralmente opposta è stata espressa da Nicoletta Christina Browne, editor di Them Anime Reviews: Browne in particolare ha dichiarato di aver apprezzato molto il «dinamismo» della lotta fra il «genio egoista» di Gendō e i suoi ex sottoposti della Wille, trovandola «perfettamente in linea con lo spirito del franchise»[178].

    Influenza culturale e merchandising[modifica | modifica wikitesto]

    Il personaggio di Gendō è stato usato per produrre una vasta gamma di articoli di merchandising, come occhiali da sole e da vista[179], action figure, modellini collezionabili[180], magliette[181], prodotti culinari[182] e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[183]. Oltre che nei vari videogiochi e spin-off tratti dalla serie animata originale, Gendō è apparso in alcuni media non appartenenti al franchise di Evangelion, come nei videogiochi della saga Million Arthur[184]. Il personaggio è stato usato anche per alcune campagne pubblicitarie della Japanese Racing Association[185] e per alcuni spot dell'azienda di rasoi Schick, collaborazione che riuscì ad attirare grande attenzione fra gli appassionati di animazione e fu rinnovata anche dopo molti anni dal primo spot pubblicitario[186]. Nel 2011 invece nel parco di divertimenti giapponese Fuji-Q Highland furono allestite alcune installazioni e attrazioni ispirate al personaggio di Gendō[187]. Nel 2015 la sua immagine è stata utilizzata per alcuni prodotti e funzionalità del 500 Type Eva, un treno Shinkansen Serie 500 ad alta velocità interamente dedicato a Evangelion[188].

    Diversi personaggi noti lo hanno omaggiato facendone un cosplay, come Minoru Takashita, presidente della società AnimeJapan[189], Takashi Kawamura, sindaco di Nagoya[190], e l'economista Takkaki Mitsuhashi, che nel 2010 fondò un Partito Cosplay per le elezioni della Camera dei consiglieri del Giappone[191]. Il personaggio di Gendō ha inoltre ispirato gli sviluppatori del videogame Evil Factory per la creazione di alcune delle sequenze iniziali del gioco[192]. Secondo Ricardo Contreras di Vice, la sua immagine e il suo volto austero hanno raggiunto una tale notorietà da essere conosciuti anche dal pubblico di non appassionati di animazione, divenendo «uno dei personaggi animati più facilmente riconoscibili della rete»[193]. Sul web viene erroneamente associato all'ironica frase «Get in the fucking robot, Shinji» (lett. "sali sul cazzo di robot, Shinji"), anch'essa così virale da diventare un meme di internet ed essere usata per alcuni articoli di merchandise[194]. Nel corso degli anni la sua caratteristica posa con mani congiunte all'altezza del viso, dai mass media chiamata Gendō pose, ha raggiunto una grande popolarità, venendo citata, omaggiata e parodiata in numerose serie animate successive, come in Immortal Grand Prix[195], Himouto! Umaru-chan[196], Nogizaka Haruka no himitsu[197], Baka to test to shōkanjū[198], Hayate no gotoku![199], Robotics;Notes[200], Voltron: Legendary Defender[201], dal personaggio di Stella di Rose Guns Days[202], da Nifuji Hirotaka di Wotakoi - L'amore è complicato per gli otaku[203] e da Hayato in un episodio cross-over ufficiale fra Evangelion e Shinkansen henkei robo Shinkalion[204].

    Note[modifica | modifica wikitesto]

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