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Nadia - Il mistero della pietra azzurra

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Nadia - Il mistero della pietra azzurra
ふしぎの海のナディア
(Fushigi no umi no Nadia)
Misteropietraazzurra.JPG
Da sinistra: Jean, King, Marie, Sanson, Nadia, Grandis e Hanson.
serie TV anime
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Regia Hideaki Anno, Shinji Higuchi
Produttore Hiroshi Kubota
Soggetto Hisao Okawa, Kaoru Umeno
Char. design Yoshiyuki Sadamoto, Syunji Suzuki
Mecha design Shoichi Masuo
Dir. artistica Masanori Kikuchi, Hiroshi Sasaki
Musiche Shiro Sagisu
Studio Gainax
Rete NHK
1ª TV 13 aprile 1990 – 12 aprile 1991
Episodi 39 (completa)
Durata ep. 25 min
Distributore it. Yamato Video (DVD)
Reti it. Italia 1, Rete 4, Canale 5, Italia Teen Television, Man-Ga, Sky Atlantic 1992
1ª TV it. 1º luglio – 20 settembre 1991
Episodi it. 39 (completa) [N 1]
Durata ep. it. 22 min
Genere steampunk
Cronologia
  1. Nadia - Il mistero della pietra azzurra
  2. Nadia e il mistero di Fuzzy

Nadia - Il mistero della pietra azzurra (ふしぎの海のナディア Fushigi no umi no Nadia?, lett. «Nadia dei mari delle meraviglie»), noto anche col sottotitolo internazionale The Secret of Blue Water, è una serie televisiva anime prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, alla sua prima esperienza da regista per una serie televisiva. Essa narra le avventure di Nadia, una giovane acrobata del circo ignara delle sue origini, e Jean, un ragazzo francese con la passione per l'ingegneria, che si ritrovano a bordo del sottomarino Nautilus coinvolti nello scontro tra il misterioso capitano Nemo e l'organizzazione di Neo Atlantide guidata da Gargoyle, che punta a dominare il mondo.

Ispirata da un soggetto originale di Hayao Miyazaki, la storia è liberamente basata sui romanzi di Jules Verne Due anni di vacanze, Ventimila leghe sotto i mari, Cinque settimane in pallone e L'isola misteriosa. Commissionato dal network televisivo NHK, la produzione dell'anime venne affidata all'allora emergente studio Gainax, che si era fatto apprezzare con le sue prime opere Le ali di Honneamise e Punta al Top! GunBuster. L'impegno economico profuso e alcune difficoltà nella realizzazione della serie fecero sì che alcune puntate venissero subappaltate ad altri studi d'animazione e affidate alla regia di Shinji Higuchi, amico di Anno, presentando dunque una qualità inferiore rispetto al resto della serie.

La serie è stata trasmessa in Giappone dal 13 aprile 1990 al 12 aprile 1991 su NHK per un totale di 39 episodi. Dopo la serie televisiva venne prodotto anche un film sequel intitolato Nadia e il mistero di Fuzzy. L'edizione italiana debuttò nel luglio 1991 su Italia 1 in una versione lievemente censurata e adattata dal titolo Il mistero della pietra azzurra e venne replicata in varie programmazioni successive sui canali Fininvest. Nel 2003 la Yamato Video curò una nuova edizione in versione integrale dal titolo Nadia - Il mistero della pietra azzurra, distribuito in DVD e contenente tutti gli episodi e il film con un nuovo adattamento e doppiaggio. La versione integrale della serie nell'adattamento Yamato Video venne trasmessa per la prima volta in televisione a partire dal 1º luglio 2010 sul canale satellitare Man-ga[1].

La serie ricevette fin da subito critiche molto positive e venne accolta positivamente dal pubblico. Nadia fu inoltre la prima eroina a scalzare Nausicaä, popolare personaggio creato da Hayao Miyazaki, dal primo posto nel sondaggio mensile sui personaggi femminili di anime e manga più amati dal pubblico giapponese condotto dalla rivista Animage.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.
« Sei uno spirito avventuroso? Nelle leggende cerchi forse la verità che dimora, remota e nascosta, oltre le terribili cascate del pericolo? Allora è me che cercherai. »
(Introduzione del primo episodio[N 2])
L'opera prende ispirazione dal romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari

È il 1889 e, durante l'Esposizione Universale di Parigi, Nadia, una ragazza quattordicenne orfana e dalla pelle scura che lavora come acrobata in un circo, incontra Jean, un suo coetaneo. Il ragazzo, un geniale inventore recatosi a Parigi in compagnia dello zio per presentare il suo prototipo di aeroplano, s'innamora a prima vista di lei. I due devono però sfuggire a un tentativo di rapimento da parte di un trio di avventurieri, Grandis, Hanson e Sanson, che vogliono impossessarsi del gioiello che Nadia porta al collo, una pietra azzurra. Jean e Nadia riescono a fuggire grazie all'aereo del giovane inventore, ma naufragano nell'Oceano Atlantico a causa di un guasto. Vengono tratti in salvo da una nave da guerra impegnata nella caccia ad un misterioso "mostro marino" che da tempo sta imperversando in quelle acque, affondando le navi di passaggio. Di lì a poco il mostro attacca la nave e durante il terribile scontro i due ragazzi sono di nuovo sbalzati in mare assieme al loro aereo. A salvarli questa volta è un avvenieristico sottomarino, il Nautilus, il cui equipaggio è comandato dal misterioso capitano Nemo, possessore a sua volta di un'altra pietra azzurra. A bordo del battello i ragazzi scopriranno che il mostro marino al quale le marine di tutto il mondo danno la caccia sono in realtà il Nautilus e i suoi diretti nemici, i sottomarini di Neo-Atlantide Garfish, responsabili degli affondamenti delle navi.

L'aereo viene riparato dall'equipaggio del Nautilus e Jean e Nadia possono ripartire, ma poco dopo il decollo, mentre stanno sorvolando un'isola, il velivolo viene abbattuto da un colpo sparato da terra. I due ragazzi si salvano fortunosamente e scoprono che l'isola è in realtà la base segreta dell'organizzazione di Neo-Atlantide da cui partono i Garfish. Neo-Atlantide è governata da Gargoyle, e aspira al dominio sul mondo tramite lo sconvolgimento dei commerci navali e la progressiva ricostruzione di misteriose tecnologie appartenenti ad una civiltà perduta: Atlantide. Sull'isola Nadia e Jean incontrano la piccola Marie, una bambina di 5 anni, alla quale i neo-atlantidei hanno ucciso i genitori e la cui situazione rivela loro la crudeltà dell'organizzazione Neo-Atlantide. Stranamente Gargoyle sembra conoscere perfettamente Nadia e il suo passato, tentando di catturarla per impossessarsi della sua pietra azzurra. Nadia, Jean e Marie sono quindi obbligati ad allearsi con Grandis, Hanson e Sanson, che erano riusciti a raggiungerli, nel tentativo di sfuggire ai tentativi di cattura da parte delle truppe di Neo-Atlantide. Nel frattempo sull'isola, Gargoyle sperimenta la Torre di Babele, una prima super-arma ottenuta dalle antiche tecnologie di Atlantide. Il potere della Torre è così immenso da poter vaporizzare un'isola nelle vicinanze, ma la macchina può effettuare solo un test a causa di un malfunzionamento: la componente mancante, infatti, è la misteriosa pietra azzurra al collo di Nadia, senza la quale i surrogati neo-atlantidei sono inutili. I tre ragazzi e i tre avventurieri vengono salvati nuovamente dal Nautilus mentre la base di Neo-Atlantide è distrutta dall'esplosione della Torre di Babele.

Inizia quindi per Nadia un lungo viaggio in compagnia dei suoi nuovi amici, Jean, Marie, il capitano Nemo e l'equipaggio del Nautilus, ma anche Grandis, Hanson e Sanson, sempre inseguiti da Gargoyle, bramoso di possedere la pietra e con essa dominare il mondo. Tuttavia, il viaggio sarà anche interiore e Nadia lentamente comincerà a capire sempre più cose su sé stessa, sulle sue misteriose origini e sullo strano legame che ha con il capitano Nemo. Di avventura in avventura, la ragazza alla fine scoprirà con sgomento di essere in realtà la principessa di Neo-Atlantide, detentrice del terribile potere della Pietra Azzurra e destinata a distruggere l'umanità. Infine Nadia sarà liberata dalla sua condizione di principessa di Neo Atlantide scoprendo anche che l'Imperatore altri non era che suo fratello maggiore, entrambi figli del capitano Nemo, antico Re della perduta civiltà di Tartesso, distrutta 14 anni prima dallo stesso Nemo per evitare che il colpo di stato effettuato dal primo ministro Nemesis Ra Algol (poi ribattezzatosi Gargoyle) portasse all'attivazione della Torre di Babele, e quindi alla dominazione della Terra. Gargoyle (che è umano e non atlantideo) morirà per mano della luce emanata dalle Pietre Azzurre e tutti i membri del Nautilus si salveranno grazie al capitano Nemo, che sacrifica la sua vita per permettere la loro fuga.

Nel 1902, dodici anni dopo gli ultimi avvenimenti, Marie ormai adulta racconta che cosa è avvenuto ai protagonisti dopo il termine della storia: il Nuovo Nautilus è stato fatto affondare al largo del Giappone e l'equipaggio si è sciolto; Echo e Icolina si sono fidanzati; Electra sta allevando da sola il bambino che ha avuto con il capitano Nemo; Jean e Nadia si sono sposati cinque anni prima, nel 1897 e vivono a Le Havre, Nadia è diventata madre e continua ad essere vegetariana; Grandis è ancora circondata da mille spasimanti, ma continua a cercare il "vero amore"; Hanson dopo aver fondato una società automobilistica, sta diventando l'uomo più ricco del mondo, ma non si è mai sposato; Ayrton, che era veramente conte, ha ereditato le ricche proprietà della sua famiglia; e Sanson e Marie si sono sposati e l'anno seguente la ragazza diventerà madre.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.
Nadia
È una ragazza quattordicenne[N 3], orfana, vegetariana, che lavora come acrobata in un circo di Parigi. Ha la pelle scura, e questo la rende nostalgica nei confronti della sua terra d'origine, che effettivamente ignora, ma continua a pensare che sia l'Africa. Possiede un ciondolo, una pietra azzurra, che s'illumina quando lei si trova in pericolo. È molto dolce, ma anche scontrosa e testarda: solo Jean e Marie riescono a farla ragionare.
Jean
Coetaneo di Nadia, occhialuto e grande appassionato di scienza e meccanica. Ha un formidabile talento per le invenzioni, ma, data la sua inesperienza, spesso finiscono con il rompersi. Ha perso la madre da piccolissimo, e il padre è perito in mare dopo un attacco di Gargoyle alla sua nave; è stato dunque allevato dagli zii. Incontra Nadia all'esposizione universale di Parigi, ed è, per lui, un colpo di fulmine.
Grandis
Avvenente donna italiana dai lunghi capelli rossi, molto abile nel cucinare, ironica ed irascibile. Era la figlia del ricco proprietario di una miniera di ferro, ma, quand'egli perse tutti i suoi averi, si ritrovò in strada, e divenne ladra di gioielli. L'incontro con Jean e Nadia le farà cambiare ideali.
Hanson
Era il meccanico della famiglia di Grandis, l'unico, assieme a Sanson, a rimanerle fedele. Ha una grande passione per la scienza e per la meccanica: farà infatti molto presto amicizia con Jean, al quale darà molti consigli di vita. Il Gratan o Caterina, come lo chiama Grandis, è una sua invenzione. Durante la serie farà continue riparazioni a quest'ultimo a causa delle varie avventure, fondamentale sarà l'aiuto di Jean.
Sanson
Era l'autista della famiglia di Grandis, a cui rimase fedele. È muscoloso e dotato di una forza straordinaria, ma è anche molto narcisista. Oltre alla forza sovrumana è molto abile nell'uso della pistola. Anch'egli darà molti consigli a Jean insieme al suo amico Hanson, che è anche il suo migliore amico.
Capitano Nemo
Uomo di mezza età, dallo sguardo misterioso: affascina subito Grandis. Ha un passato molto oscuro alle spalle che verrà mostrato nel corso della serie. È comunque un ottimo comandante, costretto a volte a prendere delle scelte durissime per la sopravvivenza del sottomarino.
Electra
Ufficiale in seconda del Nautilus, ha perso tutta la famiglia durante la distruzione di Tartesso e viene in seguito salvata da Nemo, al quale è legata da un rapporto di affetto, che si scoprirà, verso la fine della serie, essere amore.
Marie
Graziosa bimba, ha perso i genitori, uccisi dai soldati di Neo Atlantide nella loro base. Considera Nadia e Jean come suoi genitori, ma all'occasione può divenire più adulta e coscienziosa di loro. Diventerà una grande amica di King. Alla fine della serie rimarrà a terra con Ayrton, King e una parte di equipaggio del Nautilus: inoltre, sarà lei a narrare l'epilogo della serie, ormai sposata con Sanson (nonostante la differenza d'età) e incinta di lui.
Gargoyle
Quando la civiltà di Tartesso era ancora fiorente era il primo ministro del re. Successivamente, con un colpo di stato, prese il potere e fondò l'organizzazione di Neo Atlantide. Ora che la civiltà di Atlantide è scomparsa, il suo scopo è quello di riportarla alla luce usufruendo della razza umana come schiava: per questo scopo, è determinante la pietra azzurra, necessaria a controllare tutti gli antichi frutti della tecnologia atlantidea. Per buona parte della serie ha volto e spalle coperti da un cappuccio; inoltre indossa una maschera. Alla fine della serie, si coprirà con un cappuccio di acciaio a cono, poi lascerà intravedere una parte di viso e dei contorni molto sfocati al momento della sua morte. Dopo che per tutta la vita ha creduto di essere un Atlantideo, proprio pochi istanti prima della sua morte scoprirà di essere anch'egli un terrestre e perciò morirà a causa del potere delle Pietre Azzurre.
Imperatore Neo
È l'imperatore di Neo Atlantide e fratello di Nadia, ma è effettivamente una marionetta nelle mani di Gargoyle, che, avendolo trovato ucciso dall'esplosione della Torre di Babele, utilizzò la tecnologia di Atlantide per ricostruire un automa a partire dai suoi pochi resti. Egli dunque non sembra avere la facoltà di provare emozioni, tuttavia quando viene messo duramente alla prova dalla vista di suo padre in agonia e di sua sorella Nadia in pericolo, prenderà nuovamente coscienza di sé e salverà quest'ultima, perdendo poi quell'ultimo barlume di vita rimastogli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della serie risale alla metà degli anni 70, quando un giovane Hayao Miyazaki venne incaricato dalla casa di produzione Toho di sviluppare delle idee per possibili serie televisive. Uno dei concept creati fu Il giro del mondo sotto ai mari, ispirato ai romanzi di Jules Verne Due anni di vacanze e Ventimila leghe sotto i mari, in cui i due protagonisti in fuga dai cattivi si imbattono nel sommergibile Nautilus ed intraprendono un avventuroso viaggio intorno al mondo in compagnia del capitano Nemo. La serie non venne prodotta, tuttavia la Toho ne conservò i diritti e Miyazaki riutilizzò alcuni elementi del progetto per alcune sue opere successive, come Conan il ragazzo del futuro e Laputa - Castello nel cielo[2][3]. Per questo motivo, quando poi Nadia - Il mistero della pietra azzurra venne realizzato, esso presentò delle forti affinità con i film del cineasta d'animazione pur non essendo direttamente ispirato ad essi[3].

Hideaki Anno, il regista della serie

Nel 1989 la Toho decise di riprendere in mano il progetto di Miyazaki e affidò all'allora emergente studio Gainax in collaborazione con Group TAC la realizzazione di una serie televisiva da trasmettere sul canale NHK. Il cofondatore di Gainax, Hiroaki Inoue, cominciò quindi a delineare una storia basata sulle idee di Miyazaki, con Yoshiyuki Sadamoto e Mahiro Maeda che realizzarono i primi bozzetti per il character design e gli storyboard. La proposta venne accettata da NHK, tuttavia, quando lo staff di Gainax si rese conto che l'ambizioso progetto di Inoue avrebbe significato una perdita economica per lo studio, richiesero la sostituzione di Inoue come responsabile, portando Inoue ad abbandonare la compagnia. In un primo momento la regia venne affidata a Sadamoto, che però declinò l'offerta dopo due episodi, preferendo concentrarsi sul design e l'animazione; al suo posto venne quindi scelto il giovane Hideaki Anno, che stava appena terminando la sua prima opera come regista: Punta al Top! GunBuster[4][5].

Nei bozzetti iniziali l'aspetto di Nadia era marcatamente più africano, con pelle più scura e capelli ricci. L'attenuazione di queste caratteristiche nella versione finale dell'anime ha portato molti fan a speculare su una possibile censura da parte di NHK, che avrebbe temuto che i tempi erano ancora prematuri per avere una protagonista di un cartone animato giapponese di aspetto africano. Carl Macek ipotizzò invece che la scelta sia dipesa dalla necessità tecnica di mostrare le espressioni del personaggio, cosa che sarebbe stata più difficile adottando una tonalità di pelle più scura[6]. Il reale motivo del cambio di aspetto di Nadia fu rivelato da Anno essere i suoi capelli, che, mantenuti ricci, sarebbero stati molto più difficili da animare e non avrebbero garantito la stessa qualità:

(EN)

« There are animators out there who are good enough to do it, [...] but there are far more who aren't. So we changed it to make it easier to animate. »

(IT)

« Ci sono animatori là fuori che sono bravi abbastanza per farlo, [...] ma ce ne sono molti di più che non ne sono in grado. Così abbiamo cambiato [la pettinatura] per renderla più facile da animare. »

(Hideaki Anno[6])

Altri cambiamenti introdotti in fase di produzione riguardano la sceneggiatura. Nella prima bozza dell'epilogo redatta dal regista Hideaki Anno, infatti, Nadia diventa giornalista (idea utilizzata poi per il lungometraggio Nadia e il mistero di Fuzzy) per il The New York Times, Sanson studia recitazione e sposa Grandis, Hanson e Jean vanno a studiare in Germania, mentre un radiofaro farà in modo che gli abitanti di M78 giungano sulla Terra nel 1999. Già previsto fin dall'inizio, l'epilogo avrebbe dovuto essere ambientato molti anni dopo gli eventi della serie, il 6 agosto 1945 a Le Havre, dove Jean e Nadia ormai anziani apprendono sgomenti dal Paris Match del bombardamento atomico di Hiroshima[7].

Pensata inizialmente per una durata di 30 episodi, il succeso della serie fu tale che i produttori decisero di aumentare il numero delle puntate in corso d'opera, portandone il computo totale a 39. Tuttavia, con la Gainax oberata da difficoltà finanziarie e ritardi di produzione che costrinsero Anno a turni di lavoro straordinario, si decise di subappaltare la realizzazione degli episodi dal 23 al 34 ad altri studi in Giappone e Corea del Sud e di affidare la direzione a Shinji Higuchi, così che Anno potesse concentrarsi sulla realizzazione del finale[3]. Questa parte narra le avventure dei protagonisti su un'isola al largo dell'Africa, parzialmente ispirata ad un altro romanzo di Verne, L'isola misteriosa, ed è caratterizzata da una qualità sensibilmente inferiore al resto della serie, fatto che ha generato diversi malumori tra i fan[5]. Lo stesso Anno affermò in un'intervista che se potesse rimuoverebbe l'intero arco, salvando solo l'episodio 31[3]. Il regista realizzò in seguito una versione ridotta della serie, The Nautilus Story, della durata di circa cinque ore, da cui rimosse tutti gli episodi riempitivi focalizzando la trattazione sul Nautilus e sullo scontro tra Nemo e Gargoyle[5].

Alla conclusione della serie la Gainax aveva perso circa 80 milioni di yen nel progetto e non esercitava nessun diritto sulla serie stessa, tuttavia le fu permesso di produrre un videogioco su Fushigi no umi no Nadia che generò record di vendite per la compagnia. Durante la realizzazione della serie, lo studio intraprese altri progetti per limitare le perdite, ma ciò fece affiorare ulteriori problemi già preesistenti nella compagnia[8]. In seguito Group TAC commissionò alla Gainax un film su Nadia stanziando 50 milioni di yen come anticipo, tuttavia lo studio non fu in grado di sviluppare il progetto e si ritirò. L'anticipo di Group TAC ridusse le perdite totali di Gainax per Nadia a 30 milioni di yen, ma parte di esso venne speso per la pre-produzione del lungometraggio e la compagnia non fu in grado di restituire l'anticipo, cosa che avvenne solo dopo il successo di Neon Genesis Evangelion, che risollevò le finanze della Gainax[9].

Influenze e riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Atlantide, uno degli elementi principali nella narrazione, così come rappresentata nell'illustrazione di Alphonse-Marie-Adolphe de Neuville e Édouard Riou per l'edizione Hetzel di Ventimila leghe sotto i mari

Oltre alle già citate influenze del cinema di Hayao Miyazaki, Il mistero della pietra azzurra contiene numerosi riferimenti ad altri anime e manga. Grandis, Sanson e Hanson, ad esempio, sono un omaggio ai cattivi delle serie Time Bokan: il Trio Drombo, mentre il character design del capitano Nemo è basato su quello di Bruno J. Global di Fortezza superdimensionale Macross, con alcune influenze di Capitan Harlock e di Jūzō Okita de La corazzata Yamato[10]. Il regista Anno ha riutilizzato nella serie alcuni nomi presenti nella sua prima opera d'animazione ad episodi Punta al Top! GunBuster. Ad esempio quelli originari del Nautilus e del Nuovo Nautilus, Eritrium ed Exelion, erano già stati assegnati alle due grandi navi spaziali che appaiono nella precedente serie. Nell'episodio 14, la Scogliera 64 è un riferimento a Leaf 64, gigantesco astro verso il quale si dirige l'Exelion nel terzo episodio di GunBuster. Inoltre l'arma del robot GunBuster chiamata "Homing Laser" è esattamente la stessa, anche per animazione, che il capitano Nemo utilizza durante la battaglia contro il Red Noah[11]. Il ponte del Nautilus riprende quello dell'astronave SDF-1 in Macross e dell'Alpha in Latitudine zero; l'aspetto del Nuovo Nautilus è basato sulla Yamato e sulla Andromeda de La corazzata Yamato e sull'astronave Moonlight SY-3 de Gli eredi di King Kong; il design del Red Noah, invece, è basato sulle fotografie artefatte degli UFO, scattate da George Adamski[10][11].

Come diventerà prassi della Gainax, l'ultimo episodio di alcune sue serie ha il titolo di un romanzo di fantascienza: in questo caso, il titolo del 39º episodio, Eredita le stelle, è letteralmente la traduzione di quello del romanzo d'esordio di James Patrick Hogan Inherit the stars, pubblicato in Italia come Lo scheletro impossibile. L'opera presenta riferimenti mitologici (Atlantide, kraken, Yggdrasill, la Torre di Babele), scientifici (l'anello mancante), storici (la città di Tartesso) e geografici (la galassia M78 o la fossa di Tonga in prossimità della Nuova Zelanda)[12].

Tematiche trattate e stile[modifica | modifica wikitesto]

La serie è ambientata verso la fine dell'Ottocento e ha un aspetto marcatamente steampunk[12]. In quanto tale essa gioca molto su divertenti anacronismi, soprattutto riguardanti le invenzioni di Jean che vanno dalle minibatterie al litio dell'episodio 29 alla macchina per il karaoke dell'episodio 34.

Il tema principale della serie è il contrasto tra tecnologia e natura, incarnato nei due protagonisti principali: Jean è un positivista, appassionato di meccanica, che parte dal presupposto che la tecnologia possa risolvere tutti i problemi dell'uomo; Nadia, invece, vive a stretto contatto con la natura, è vegetariana e rigetta l'uccisione degli altri uomini o degli animali, con cui riesce addirittura a comunicare[13]. Ma per una questione così aperta non può esistere una soluzione semplice, e anche nella serie i personaggi e lo spettatore sono messi innanzi ai limiti delle due concezioni e di una visione bene-male delle cose. Jean apprende infatti che la tecnologia avanzatissima di Atlantide è stata la causa della sua totale distruzione, ma che mentre Gargoyle desidera utilizzarla per dominare il mondo e ingabbiare la volontà di Nadia e di Neo, Nemo ricorre al Nautilus per placare il suo senso di colpa e per proteggere chi ama[14]. Inoltre il ragazzo è messo di fronte alla pericolosità della scienza quando assiste alla morte del meccanico di bordo del Nautilus Fate, asfissiato in sala macchine a seguito di una fuga di gas radioattivo. Anche la visione naturalistica di Nadia mostra i suoi limiti durante la permanenza del gruppo sull'isola, dove «apprende dolorosamente che non può vivere in "modo naturale" sull'isola senza l'apporto della tecnologia di Jean per ottenere cibo, acqua e riparo»[13].

Ruolo di rilievo occupa anche il tema dell'ineluttabilità del destino. Mentre Nadia progressivamente scopre le sue origini, si rende anche conto di quale deve essere il suo fato in quanto custode della pietra azzurra e ne è spaventata, al punto da desiderare di rimanere per sempre sull'isola per il resto della sua vita, in pace e al sicuro, e di tentare per ben due volte di disfarsi dell'oggetto. Ma alla fine ella comprende che deve aprirsi al suo destino e facendo ciò ottene il pieno potere della pietra e la libertà di decidere da sola della sua vita. Anche il capitano Nemo, che sente la responsabilità di non essere riuscito a fermare Gargoyle ai tempi di Tartesso, accetta di dedicare la sua vita a combattere il nemico, fino ad accettare serenamente la morte come espiazione dei suoi peccati e come mezzo di scambio per la vita dei suoi cari[13].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Serie televisiva anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Nadia - Il mistero della pietra azzurra.

I 39 episodi della serie sono stati trasmessi sul canale NHK dal 13 aprile 1990 al 12 aprile 1991 nello slot delle ore 19:30[15]. Due cofanetti DVD contententi gli episodi della serie sono stati pubblicati in Giappone tra il 1º giugno e il 1º ottobre 2007, mentre una raccolta in dieci dischi singoli è stata messa in commercio tra il 23 aprile e il 21 maggio 2008. La versione in Blu-ray è stata distribuita in un cofanetto di sette dischi in vendita a partire dal 23 novembre 2011[16].

La sigla di apertura adottata per la versione giapponese è Blue Water e la sigla di chiusura è Yes, I Will..., entrambe interpretate da Miho Morikawa. Il 27 agosto 2012 Starchild ha pubblicato un cofanetto di 11 CD e un DVD contententi la colonna sonora della serie[16].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in italiano della serie è stata curata da Deneb Film per conto di Fininvest sotto la direzione di Lidia Costanzo; alla traduzione hanno lavorato Marina Mocetti Spagnuolo e Luisella Sgammeglia, mentre i dialoghi italiani sono stati affidati a Cristina Robustelli e Sergio Romanò. La prima trasmissione televisiva è avvenuta dal 1º luglio al 20 settembre 1991 con il titolo Il mistero della pietra azzurra su Italia 1 (i primi 15 episodi furono trasmessi ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 20:00, mentre i successivi fino al 26º andarono in onda all'interno di Ciao Ciao)[17] per proseguire per le puntate rimanenti su Rete 4 all'interno del programma I Cartonissimi[18]. Come altri cartoni trasmessi su Fininvest, questa versione ha subito diverse censure, rimuovendo ad esempio alcune scene in cui compare del sangue o la protagonista senza abiti. Alcuni dialoghi sono stati riadattati per incontrare il gusto del pubblico occidentale, come quelli in cui Gargoyle si riferisce agli Atlantidi come dèi. Nell'episodio 13 (Marie è in pericolo) è stata completamente rimossa una sequenza che ha come sottofondo musicale la canzone della sigla di testa giapponese; inoltre l'episodio 34 (La mia adorata Nadia) che contiene numerose canzoni, non è stato trasmesso[19]. L'edizione Fininvest è stata riproposta in sei videocassette dalla Bim Bum Bam Video nei primi anni novanta.

La sigla di apertura e chiusura della versione televisiva italiana, intitolata Il mistero della pietra azzurra, è stata scritta da Alessandra Valeri Manera (testo) e da Carmelo "Ninni" Carucci (musica) e cantata da Cristina D'Avena. La sigla è stata inserita nell'album Fivelandia 9 pubblicato nel 1991 dalla Five Record[20] e negli album Cristina D'Avena e i tuoi amici in TV 7 del 1994[21] e Fivelandia 18 del 2000[22]. Esiste anche un rarissimo 45 giri contenente la versione strumentale incisa sul lato B. Inoltre, è stata incisa anche la base originale con cori e la traccia inserita sulla musicassetta Cantiamo con Cristina - Che avventura! del 1992. Da notare che in essa l'età dei due protagonisti viene diminuita di un anno, da 14 a 13 anni[N 3].

Una seconda versione italiana è stata curata da Raflesia per conto di Yamato Video nel 2003, con la direzione di Dania Cericola e i dialoghi di Fiamma Molinari. L'edizione presenta un nuovo doppiaggio, un adattamento più fedele all'originale giapponese ed è priva di censure; alcuni nomi di personaggi sono stati cambiati rispetto alla versione Fininvest in modo da renderli più vicini agli originali, Rebecca diventa quindi Grandis, Sansone Sanson e Argo Gargoyle[23]. Questa versione è stata pubblicata nel 2003 con il titolo di Nadia - Il mistero della pietra azzurra in 10 DVD per il mercato delle fumetterie, contenenti tutti e 39 gli episodi della serie, le sigle originali giapponesi e il film Nadia e il mistero di Fuzzy[19]. La prima trasmissione televisiva è avvenuta dal 1º luglio 2010 sul canale Man-ga[23], per poi essere replicata su Sky Atlantic 1992 dal 9 al 24 marzo 2015[23].

OAV[modifica | modifica wikitesto]

Gli extra della versione DVD dell'anime distribuita in Giappone, contengono anche Fushigi no umi no Nadia - Omake, una serie OAV di dieci episodi comici di circa 6 minuti l'uno, che alternano divertenti retroscena a puntualizzazioni su alcuni episodi della serie regolare. Questi OAV non sono mai stati distribuiti al di fuori del Giappone.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Un lungometraggio intitolato Nadia e il mistero di Fuzzy, sequel alla serie televisiva, ha debuttato nelle sale giapponesi il 29 giugno 1991. Gli eventi del film si collocano tre anni dopo la sconfitta di Gargoyle e di Neo-Atlantide.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati prodotti diversi adattamenti videoludici dell'anime:

Alcuni personaggi de Il mistero della pietra azzurra — Nadia, Jean, Electra e King — sono comparsi anche nel videogioco mahjong Evangelion & Good Friends, pubblicato in Giappone per Playstation nel 1998[30].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Nadia - Il mistero della pietra azzurra ottenne un subitaneo successo, che convinse i produttori ad incrementare il numero delle puntate da 30 a 39 in corso d'opera. Nadia riuscì inoltre nell'impresa di scalzare dal primo posto Nausicaä, la popolare eroina creata da Miyazaki, nel sondaggio mensile dei personaggi femminili di anime e manga più amati dal pubblico giapponese indetto da Animage, posizione che ricopriva ininterrottamente dall'inizio del sondaggio nella seconda metà degli anni ottanta[5]. Nel 1990 Nadia vinse il premio come miglior serie anime all'Anime Grand Prix; nello stesso anno la sigla di apertura Blue Water venne votata miglior canzone, Nadia miglior personaggio femminile e l'episodio 22 (Il tradimento di Electra) miglior episodio[31]. Nel 1991 Nadia confermò il primo posto dell'anno precedente, mentre l'episodio finale della serie (Eredita le stelle) ottenne il primo posto nella categoria miglior episodio singolo[32]. In una classifica sui 100 migliori anime di tutti i tempi stilata nel 2001 sempre dalla rivista Animage la serie si è piazzata al 72º posto[33].

La maggior parte della critica è unanime nel bocciare irrimediabilmente l'arco narrativo dell'isola, affermando che la qualità dell'animazione e della sceneggiatura, il cambio di regia e l'umorismo caricaturale e slapstick dei personaggi segnano un'improvvisa involuzione nel ritmo narrativo e nello sviluppo dei personaggi avuto fino a quel punto, senza apportare nessun valore aggiunto allo show e suggerendo addirittura al pubblico di saltarli durante la visione della serie per avere un'esperienza migliore[3][34]. Una minoranza afferma invece che seppur viziati da una qualità artistica inferiore, gli episodi aiutano a sviluppare la personalità dei personaggi e segnano una tappa importante nel percorso di crescita di Nadia e Jean e dei sentimenti che provano l'un l'altra[3][5]. Il resto della serie è generalmente apprezzato per presentare una storia coinvolgente, il giusto equilibrio di umorismo e dramma, culminante in un finale epico, dei personaggi energici e ben caratterizzati e uno "stile vibrante"[3][34][35].

In The Anime Encyclopedia Jonathan Clements e Helen McCarthy hanno commentato che la serie ha l'ambizione di puntare ad una platea universale e che «molto raramente questo approccio ha prodotto uno show di tale duraturo fascino e impatto emozionale»[2].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il film della Disney del 2001 Atlantis - L'impero perduto suscitò delle polemiche tra gli appassionati, apparse inizialmente su Internet e riprese poi dalla stampa giapponese e statunitense, sul fatto che il lungometraggio ricalchi troppo palesemente alcuni elementi de Il mistero della pietra azzurra, come il focus su Atlantide e alcune somiglianze nell'intreccio e nella caratterizzazione dei personaggi[36][37]. Secondo i difensori del film, tuttavia, le somiglianze tra le due opere sono da ricollegare semplicemente al fatto che loro fonti di ispirazione — il romanzo Ventimila leghe sotto i mari, l'universo fantastico di Jules Verne e la leggenda di Atlantide — sono le stesse; inoltre i realizzatori di Atlantis - L'impero perduto hanno dichiarato di essersi ispirati piuttosto alle opere di Hayao Miyazaki da cui la stessa serie di Nadia ha dichiaratamente attinto[38][39].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ L'episodio 34 è stato trasmesso per la prima volta solo nel 2010 sul canale Man-ga ed è stato eliminato completamente invece nei suoi precedenti passaggi televisivi a causa di canzoni giapponesi.
  2. ^ La frase viene pronunciata anche dal capitano Nemo nell'episodio 16.
  3. ^ a b Nadia compie quindici anni nell'episodio 35 (Il segreto della pietra azzurra).
Fonti
  1. ^ Man-ga: un nuovo canale Sky dedicato all'animazione giapponese, tutti i titoli, Mangaforever.net, 28 giugno 2010. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  2. ^ a b Clements, McCarthy 2012, pp. 571-572.
  3. ^ a b c d e f g (EN) Jon Turner, Anime Review: Nadia: The Secret of Blue Water su iSugoi.com, 17 settembre 2010. URL consultato il 14 aprile 2015.
  4. ^ Takeda 2005, pp. 130-131.
  5. ^ a b c d e (EN) Marc Hairston, Failed Animerica Article su Utdallas.edu, novembre 1995. (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2005).
  6. ^ a b (EN) Marc Hairston, The "Lost" Nadia su Utdallas.edu, novembre 1995. (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2005).
  7. ^ Extra del DVD Yamato Video.
  8. ^ Takeda 2005, pp. 132-134.
  9. ^ Takeda 2005, pp. 135-136.
  10. ^ a b (EN) Marc Hairston, An Incomplete List of Homages in Nadia su Utdallas.edu, novembre 1995. (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2005).
  11. ^ a b Camp, Davis 2007, pp. 230-231.
  12. ^ a b Cavallaro 2007, p. 140.
  13. ^ a b c (EN) Marc Hairston, Themes in Nadia su Utdallas.edu, novembre 1995. (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2005).
  14. ^ Lamarre 2009, pp. 155-165.
  15. ^ (JA) ふしぎの海のナディア アニメ 詳細データ su Tvdrama-db.com. URL consultato il 9 aprile 2015.
  16. ^ a b (JA) ふしぎの海のナディア Blu-ray BOX【完全生産限定版】 su Starchild.co.jp. URL consultato il 9 aprile 2015.
  17. ^ I programmi di oggi in La Stampa, 1º luglio 1991, p. 19.
  18. ^ I programmi di oggi in La Stampa, 3 settembre 1991.
  19. ^ a b Chiara Bosio, Il mistero della pietra azzurra è in DVD. Ecco alcune ragioni per collezionarlo, Yamato Video. URL consultato il 10 aprile 2015.
  20. ^ (EN) Fivelandia 9 su Discogs.com. URL consultato il 10 aprile 2015.
  21. ^ (EN) Cristina D'Avena E I Tuoi Amici In Tv - Vol. 7 su Discogs.com. URL consultato il 10 aprile 2015.
  22. ^ (EN) Fivelandia 18 su Discogs.com. URL consultato il 10 aprile 2015.
  23. ^ a b c Antonio Genna, Il mistero della pietra azzurra, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 10 aprile 2015.
  24. ^ (EN) Fushigi no Umi Nadia: The Secret of Blue Water, GameFAQs. URL consultato il 10 aprile 2015.
  25. ^ (EN) Fushigi no Umi no Nadia, GameFAQs. URL consultato il 10 aprile 2015.
  26. ^ (EN) Fushigi no Umi no Nadia, MobyGames. URL consultato il 10 aprile 2015.
  27. ^ a b (EN) Game Block su Tohomeland.com. URL consultato il 10 aprile 2015.
  28. ^ (EN) Fushigi no Umi no Nadia: The Secret of Blue Water, MobyGames. URL consultato il 10 aprile 2015.
  29. ^ (EN) Fushigi no Umi no Nadia: Inherit the Blue Water, GameFAQs. URL consultato il 10 aprile 2015.
  30. ^ (EN) Gainax releases "evangelion and Good Friends" Majjong game, Anime News Network, 27 luglio 1998. URL consultato il 10 aprile 2015.
  31. ^ (JA) Anime Grand Prix 1990, Animage, maggio 1991. URL consultato il 12 aprile 2015.
  32. ^ (JA) Anime Grand Prix 1991, Animage, maggio 1992. URL consultato il 12 aprile 2015.
  33. ^ (EN) Animage Top-100 Anime Listing, Anime News Network, 15 gennaio 2001. URL consultato il 12 aprile 2015.
  34. ^ a b (EN) Carlos Ross, Nadia: Secret of Blue Water, T.H.E.M. Anime Reviews. URL consultato il 13 maggio 2015.
  35. ^ (EN) Brian Hanson, Nadia Collection vols. 1-2 su Animejump.com, 27 giugno 2005. (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2006).
  36. ^ (EN) Japanese question the Atlantis/Nadia similarity, Anime News Network, 28 maggio 2001. URL consultato il 12 aprile 2015.
  37. ^ (EN) Nadia vs. Atlantis?, Anime News Network, 15 maggio 2001. URL consultato il 12 aprile 2015.
  38. ^ (EN) Fred Patten, Watching Anime, Reading Manga: 25 Years of Essays and Reviews, Stone Bridge Press, 2004, pp. 185-189, ISBN 1880656922.
  39. ^ (EN) Lee Zion, Probing the Atlantis mystery, Anime News Network, 15 maggio 2001. URL consultato il 12 aprile 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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