Mari Illustrious Makinami

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Mari Illustrious Makinami
Mari Illustrious.jpg
Mari Illustrious Makinami in una scena del lungometraggio 2.0 You Can (Not) Advance
UniversoNeon Genesis Evangelion
Nome orig.マリ 真希波 • イラストリアス (Mari)
Lingua orig.Giapponese
AutoreKhara
Character designYoshiyuki Sadamoto
StudioKhara
1ª app. in2.0 You Can (Not) Advance
Voce orig.Maaya Sakamoto
Voce italianaMonica Ward
SessoFemmina

Mari Illustrious Makinami (真希波 • マリ • イラストリアス Makinami Mari Irasutoriasu?), detta anche Maria Iscariota (イスカリオテのマリア Isukariote no Maria?), è un personaggio dalla tetralogia cinematografica anime Rebuild of Evangelion, tratta dalla serie televisiva Neon Genesis Evangelion, introdotto nel lungometraggio Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo capitolo della saga.

Apparentemente originaria dell'Inghilterra, Mari è una pilota della filiale europea dell'agenzia speciale Nerv, fondata allo scopo di contrastare degli esseri denominati angeli, che rappresentano una minaccia per il genere umano. In un primo momento, la ragazza compare a bordo del mecha Unità provvisoria 05, per poi combattere sull'Eva-02 al posto di Asuka Shikinami Langley. Sul campo di battaglia dà prova di coraggio e di tenacia e con i suoi colleghi dimostra un atteggiamento amichevole, spensierato e ironico. Nel doppiaggio originale è interpretata da Maaya Sakamoto, mentre nell'adattamento italiano è doppiata da Monica Ward. Compare, oltre che nei lungometraggi, anche in un capitolo extra del manga di Neon Genesis Evangelion, scritto e illustrato da Yoshiyuki Sadamoto, e in diversi videogiochi del franchise.

Makinami venne creata in seguito alla richiesta di Toshimichi Ōtsuki, produttore ufficiale dell'anime televisivo, di introdurre un nuovo personaggio femminile per i Rebuild e attrarre così nuovo pubblico. Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore della serie originale e dei film, decise di non intromettersi nella creazione della pilota, per non ricalcare gli altri personaggi principali, tutti basati sulla sua personalità. Egli affidò pertanto il suo sviluppo ad altri membri della Khara e più in particolare a Kazuya Tsurumaki. La sua concezione passò attraverso una complessa catena di modifiche e di ripensamenti, visto che né Anno e né gli altri avevano in mente che tipo di eroina creare esattamente, modificando e rimanendo indecisi fino all'ultimo minuto. Tsurumaki e lo studio di animazione cercarono di renderla totalmente differente rispetto ai protagonisti canonici, decidendo di rappresentarla come una ragazza emotivamente neutra, spensierata e innocente. Il suo character design venne affidato a Sadamoto, già character designer della serie, che nel concepirla giocò su vari elementi stereotipicamente associati all'Inghilterra.

Il personaggio ricevette un'accoglienza contrastante da parte della critica fin dalla sua prima comparsa. I recensori si divisero fra chi lo trovò eccessivamente sessualizzato e reputò il suo ruolo ininfluente e poco significativo e chi invece lo lodò, trovandolo una valida alternativa alla caratterizzazione degli altri protagonisti. In Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time venne approfondito con alcuni dettagli, ma ciò suscitò ulteriori valutazioni miste: diversi critici lamentarono la mancanza di sufficienti spiegazioni circa la sua natura, trovandola poco sviluppata e sprecata, mentre altri ne apprezzarono la psicologia e la parte rivestita nel finale.

Creazione[modifica | modifica wikitesto]

Per Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, secondo film della saga Rebuild of Evangelion Toshimichi Ōtsuki, rappresentante della King Records e già produttore di Neon Genesis Evangelion, richiese esplicitamente di inserire un nuovo personaggio femminile; il motivo della proposta era di natura commerciale, con l'intenzione di rafforzare il fascino e l'attrattiva del prodotto[1]. Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore, accolse l'idea; egli infatti, lavorando con il proposito di portare una ventata di novità al franchise, reputò che la creazione di una nuova pilota avrebbe contribuito allo scopo, distanziando definitivamente i nuovi lungometraggi dall'opera originale[2]. In più, stando alle parole del personale, ella avrebbe consentito di dare al pubblico più service (サービス sabisu?). Anno aveva pianificato di introdurre l'eroina fin dalle prime sequenze, giocando con il significato di un particolare kanji presente sia nel titolo originale della pellicola sia nell'anteprima di questa alla fine dei titoli di coda di Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, ovverosia ha (?), avente il doppio significato di «intermezzo» e di «rottura».[3] All'inizio la presenza di lei doveva essere comunque ridotta, con l'idea che avrebbe potuto anche non parlare ed essere semplicemente presentata da altri personaggi nei dialoghi[1]. La sua personalità, le sue parole e la sua prima battaglia però cambiarono in corso d'opera[3], anche perché lo stesso Anno era combattuto in proposito; in qualità di produttore e di regista voleva attraverso di lei introdurre delle innovazioni alla storia, mentre come autore e sceneggiatore della serie classica non voleva apportare cambiamenti; fu per lui difficoltoso tentare di conciliare questi due istinti[2].

Del nome, il solo "Mari" fu rivelato nel manga Petit Eva - Evangelion@School, serializzato tra il 2007 e il 2009[4], mentre i cognomi vennero poi[quando?] mostrati su un numero della rivista Eva Extra[5]; infine, l'aspetto della ragazza fu reso noto in un manifesto promozionale della pellicola, suscitando scalpore fra gli appassionati[6]. Anno, come per altri personaggi di Neon Genesis Evangelion, decise di fondere insieme due nomi di navi da combattimento realmente esistenti[7]. Per il primo cognome scelse quello del cacciatorpediniere HMS Illustrious (R87), appartenente all'omonima classe della Royal Navy britannica; per il secondo invece si ispirò al Makinami della classe Ayanami della Forza marittima di autodifesa giapponese. Il kanji nami (? lett. "onda") creò un gioco di parole con i nomi degli altri due personaggi femminili principali della serie, Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley, "Shikinami Langley" per i capitoli del Rebuild[8][9]. Inizialmente la pilota doveva chiamarsi Mariko (マリコ?), in omaggio a un personaggio presente in un'opera[quale?] di Moyoco Anno; in un secondo momento però il regista pensò a Chizuru (ちづる?), in riferimento a Chizuru Nambara di Combattler V, una scelta che secondo lui avrebbe colpito positivamente il suo collega Shōji Kawamori[perché?]. Dopo altri ripensamenti si optò definitivamente per Mari, come tributo a Mari Sakurano, una delle protagoniste de Il prode Raideen[10].

Hideaki Anno, regista e sceneggiatore dei capitoli del Rebuild of Evangelion

Durante la scrittura del copione Anno si trovò in difficoltà, non riuscendo a decidersi su che ruolo o personalità assegnarle, indecisa fra quella di una ragazza misteriosa e tranquilla e lo stereotipo di dojikko, cioè di ragazza goffa, sbadata e carina[11]. All'iniziò pensò di averla inserita forzatamente nella storia, pur di distanziare i Rebuild dalla serie classica; le prime bozze erano così irregolari che, essendo estranea alla storia, la sua presenza sembrava non avere fondamento, e non compariva se non nella sequenza d'apertura del lungometraggio[12]. Per l'occasione rivide la serie animata originale, cercando di trovare idee o spunti originali; lo sceneggiatore però si trovò ancora di più in difficoltà, vista la rigidità dei ruoli dei personaggi di Neon Genesis Evangelion. La cosa gli rese difficile inserire un elemento di novità senza, a suo dire, rovinare così l'intero mosaico costruito dalla serie classica. In un primo momento rimase sul vago, dando solo qualche generica indicazione ai colleghi dello studio Khara; fin da subito, per esempio, fu stabilito che il nuovo personaggio dovesse essere una amante degli animali[12]. Le indicazioni vaghe di Anno non aiutarono e misero in difficoltà anche il personale; agli occhi dell'assistente alla regia, Kazuya Tsurumaki, a cui fu affidato gran parte del lavoro[13], sembrava che Mari avesse «una personalità multipla», un carattere diverso per ogni scena, e fu arduo conciliare il tutto e rendere coerente la sua psicologia[14]. Le idee erano generiche e le indicazioni anche, come: «In questa scena cerca i propri occhiali», «Dice "miao" (にゃ nya?) alla fine della frase» e «Il seno deve diventare più grande»[15]. Anno infatti volle rendere Mari un personaggio a tutti gli effetti alieno e estraneo; egli decise di non prendere troppa iniziativa, così da non farla diventare come i personaggi già esistenti della serie classica, basati tutti sulla sua personalità, e affidò la sua creazione ad altri, Tsurumaki su tutti[10][16]. Anche la sequenza iniziale di 2.0 venne pensata nell'ottica di rompere con il vecchio Eva, mettendo dei dialoghi in lingua russa e inglese. Unico elemento di familiarità diventò la voce di Ryōji Kaji, che divenne il primo personaggio a interagire con lei, per permettere agli spettatori di sentirsi tranquillizzati e non essere sopraffatti da novità[3][17].

Nella prima versione della trama ideata da Anno il nuovo personaggio avrebbe avuto un ruolo molto attivo dalla terza parte in poi, dunque all'inizio Mari avrebbe fatto soltanto una fugace comparsa nel secondo capitolo. Inizialmente infatti pensò di porre l'accento su Asuka, senza l'intenzione di trattare seriamente la nuova arrivata. Le cose cambiarono dopo la première di 1.0 allo Shinjuku Milano; da quel momento in poi iniziò un sostanziale lavoro di revisione del secondo lungometraggio[3]. La discussione venne protratta per altro tempo, in assenza di direttive precise[18]. Fino all'ultimo minuto furono apportati dei cambiamenti[10], con circa quaranta revisioni della sceneggiatura; ma anche quando i ruoli e il percorso di Rei, Asuka e Misato Katsuragi diventarono chiari, Anno trovò dei problemi con il personaggio di Mari[19]. Il regista andò avanti a esclusione, cercando di creare un personaggio nuovo[20], ma, visto che lui stesso non sapeva che cosa fare esattamente, furono apportati altri cambiamenti[21]; notando il fervore fra gli appassionati di animazione comunque Anno aumentò le scene e le diede via via un ruolo sempre più preponderante rispetto alle prime stesure del copione. Parte delle idee però fu scartata, per varie ragioni, e bocciate dagli altri membri[19]. Una bozza del copione, ad esempio, prevedeva una scena in cui Mari e Asuka avrebbero combattuto insieme nell'Entry Plug dello stesso Evangelion contro l'ottavo angelo come in un nininbaori, un espediente del teatro giapponese in cui due attori nello stesso cappotto fingono di essere una persona sola[11][22]. In un'altra bozza, poi revisionata, il regista pensò di affibbiarle il ruolo di compagna di classe europea di Asuka, visto che nessun altro personaggio conosceva Mari e i dialoghi sembravano non andare da nessuna parte; anche questa proposta venne accantonata, perché questo avrebbe indebolito il senso d'isolamento che il regista voleva affibbiare ad Asuka[12]. Altre ipotesi, giocando sulla sua nazionalità britannica, prevedevano un suo incontro con Shinji Ikari nei pressi di un binario ferroviario[23] e una seduta di tè sul tetto di una scuola; nonostante le varie stesure però anche allo stesso regista ancora non era chiaro il carattere della ragazza[12].

Alla fine venne fuori un personaggio a tratti affine a Rei, a Asuka o a Misato; Tsurumaki rimase insoddisfatto, credendo che non riuscisse a staccare 2.0 dalla serie originale[18]. Suo fu il tentativo di rendere il personaggio d'impatto e farle fare qualcosa di bizzarro, come precipitare dal cielo[24] con un paracadute; l'incontro fra lei e Shinji venne sottoposto alla fase di storyboard il 28 febbraio 2009, mentre Tsurumaki e gli altri membri del personale continuarono a lavorare pericolosamente vicini alle scadenze[10]. Per decidere definitivamente quale personalità affibbiarle il regista chiese il parere ad altri membri del personale, fra i quali Yōji Enokido. Questi, pensando agli stereotipi degli anime harem, propose una combattente sulla scia di Sapphire di La principessa Zaffiro[25], con l'immagine di un personaggio «neutro, spensierato e innocente». Ad Anno, sentendo Enokido, venne in mente la figura di una ragazza infantile, simile a Chiyoko Wato di Mitsume ga Tōru di Osamu Tezuka, giudicandola più realistica. Tutto il personale incominciò a proporre idee; i membri della Khara, fra gli scenari, suggerirono di presentarla come una componente di una ricca famiglia inglese, proprietaria di cani e gatti e con tatuaggi dei nomi di tutti i suoi animali[26]. Altre proposte vennero da Ikko Todoroki; Mari, nello scenario di Todoroki, sarebbe stata ospite a casa di Hikari Horaki[27] e sarebbe diventata una rivale di Asuka, sia per le attenzioni di Kaji, sia per il controllo dell'Unità 02, battendola in un test di sincronia[28]. Un'altra proposta di Enokido prevedeva inoltre uno scenario romantico fra lei e Shinji Ikari[3].

Design[modifica | modifica wikitesto]

Mari venne associata al verde, un colore particolarmente diffuso fra le divise delle scuole britanniche

Il character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, cercò di rappresentare Mari con un aspetto tipicamente inglese[29], giocando su vari stereotipi. Anno cercò di influenzare il meno possibile la sua immagine, dando soltanto un settei molto approssimativo a Sadamoto e Tsurumaki, lasciandoli lavorare e controllando solo ciò che essi completarono[12]. Sadamoto, seguendo lo stereotipo della ragazza meganekko, la disegnò aggiungendole un paio di lenti da vista; tale espediente si dimostrò, a suo dire, «semplice ma efficace per differenziarla dagli altri personaggi»[30]. Nella serie classica infatti non venne praticamente usato come accessorio, perché gli occhiali avrebbero complicato il lavoro degli animatori[12]. Hideaki Anno poi scelse proprio il bozzetto con gli occhiali da vista per l'anteprima del lungometraggio nei titoli di coda di You Are (Not) Alone, che venne in seguito perfezionato da Sadamoto[31]. Le uniche direttive che il personale diede al character designer furono quella di una ragazza «in stile britannico», studentessa di un istituto privato cristiano. Quando chiese maggiori informazioni ad Anno su cosa intendesse dire per un «istituto cristiano privato», però, Anno rispose di non saperlo, e di abbozzare qualcosa partendo da quelle semplici parole[32]. Fra i vari bozzetti Sadamoto progettò alcuni in cui Mari aveva vestiti dell'epoca vittoriana e un parasole[33], per poi optare per una gonna con un motivo tipicamente scozzese[34]. Vedendo alcune fotografie di reali studentesse britanniche, inoltre, Sadamoto notò che la maggior parte di loro indossassero collant e giacche con bordi colorati; egli, prendendo spunto da tali elementi, le associò, oltre alla minigonna scozzese, una giacca a maniche lunghe, ispirate a quelle della pellicola Trainspotting di Danny Boyle. Vista l'ambientazione estiva di Eva però alla fine glissò per una semplice camicia bianca con cravatta[32].

La produzione richieste un personaggio diverso, che potesse attrarre un nuovo tipo di pubblico, e Sadamoto dovette tenere presente le esigenze di mercato e di trama durante il lavoro[35][36]. In un primo momento fuse semplicemente le caratteristiche di Asuka e di Rei; lui stesso, tuttavia, rimase insoddisfatto del risultato, pensando che il personaggio fosse troppo derivativo[31]. Per distinguerla visivamente dalle due protagoniste della serie classica le conferì dei capelli lisci e scuri, con una testa e un corpo più alti rispetto alle colleghe[37]. Gli occhi invece furono concepiti per essere lunghi e ben definiti, così da conferirle un aspetto kawaii. Egli optò per un'acconciatura con due trecce, ma, visto che anche Asuka ha una capigliatura simile, Anno suggerì di spostare le molle delle trecce verso il basso, aggiungendo una fascia. Per la postura e l'acconciatura si prese spunto in particolare da quelle dell'attrice Yui Aragaki, interprete di Umemura Hikari del dorama My Boss, My Hero[31].

Il regista decise di far indossare al personaggio due diverse tute da combattimento, una di vecchia e una di nuova generazione, come ulteriore elemento di distacco dagli altri piloti[38]. Nelle prime fasi di produzione della pellicola si pensò di associarle un plugsuit di colore verde, indaco o giallo[39], per poi spostare la scelta sul rosa, colore particolarmente popolare nell'industria dell'animazione giapponese, dandole un tocco di maggiore femminilità. L'artista in un secondo momento notò che, rispetto ai modelli bianchi e rossi di Rei e Asuka, il rosa ha un impatto visivo meno forte, motivo per cui le conferì poi un colore più «scandaloso». Fu così che per il vecchio plugsuit si optò per il colore verde, anch'esso stereotipatamente associato all'Inghilterra[40]. La proposta fu del colorista Kikuchi Kazuko, e venne accolta subito con fervore da Sadamoto. Per il suo design si prese spunto dalle uniformi verdi dei Gamilas di La corazzata Yamato, nonché da alcune tute spaziali apparse nella serie televisiva UFO[37]. Ulteriore fonte di ispirazione furono le tute spaziali indossate dai sovietici durante la guerra fredda, dalle quali poi Sadamoto attinse l'idea di rendere la parte inferiore del plugsuit verde quadrettata[41]. Per ideare il design della nuova plugsuit invece l'artista volle dare l'idea di qualcosa di moderno, che sfrutta le ultime tecnologie e all'avanguardia; egli guardò i design della prima e della seconda serie della spider Lotus Elise, osservandone le differenze di design[41]. Il regista decise infine di conferirle un casco, in modo da coprire il volto fino alla fine della battaglia e creare un effetto drammatico a fine scontro; per il design del casco Sadamoto prese spunto da quelli dei ciclisti. Il design della parte inferiore della tuta invece venne ideato ricalcando quello delle tute da scherma, alimentando l'idea di una ragazza appartenente all'aristocrazia europea[37].

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio ero preoccupata. Non sapevo se Mari sarebbe stata accolta, essendo entrata così all'improvviso nella squadra. Se guardo le produzioni recenti, vedendo Mari accanto agli altri personaggi sembra che ci sia sempre stata. La sensazione che Mari – nonostante sia un personaggio del tutto nuovo – ci sia stata fin dall'inizio ce l'ho anch'io, e finisco per dimenticarmi che in realtà non è così.

Maaya Sakamoto[42]

La scelta della doppiatrice da affibbiare a Mari venne rimandata per molto tempo, dal momento che Anno cercò di evitare di intromettersi troppo nella creazione del personaggio. Durante una festa di bevute allo studio però Ōtsuki si lamentò del fatto che, nonostante la produzione fosse vicina al periodo di registrazione, il ruolo non fosse stato ancora deciso senza che il regista avesse dato alcun suggerimento; il produttore dunque chiese agli altri membri del personale quale doppiatrice ritenessero più adatta per il nuovo personaggio[10]. Fu Sadamoto, parlando della cosa con Tsurumaki, a suggerire diversi nomi, menzionando per la prima volta quello di Maaya Sakamoto, che aveva già lavorato a Punta al top 2! - DieBuster. Tsurumaki, notando che la personalità di Mari fosse completamente differente degli studenti modelli solitamente interpretati dalla Sakamoto, accolse con favore l'idea, credendo che il contrasto avrebbe reso ancora più accattivante il personaggio. Tsurumaki passò a propria volta la proposta ad Hideaki Anno, che accettò immediatamente, senza neanche pensarci su[43][44].

Sakamoto fu chiamata, stando alle sue parole, senza un provino e senza aver sentito nessuna opinione in proposito. Visto lo scalpore suscitato dal personaggio Sakamoto si sentì sotto pressione; anche il personale era preoccupato su come rendere il personaggio. Quando incominciò a registrare tuttavia l'atmosfera cambiò, nonostante la pressione[42]. Non avendo nessuna informazione particolare sul personaggio dovette doppiare Mari in maniera intuitiva. In un primo momento recitò nella maniera più esagerata che le venisse in mente; il regista però la bloccò subito. Così, dopo essersi sincronizzata emotivamente con il personaggio, riprovò, ricevendo i complimenti del personale[45]. Sakamoto chiese maggiori istruzioni ad Anno, che le diede direttive piuttosto vaghe. In un altro momento la doppiatrice si rivolse a Tsurumaki; l'assistente alla regia le fornì degli ordini molto più dettagliati di quelle di Anno, che ebbero il merito coinvolgerla a poco a poco nel progetto e ad aiutarla nell'interpretazione. Ella interpretò Mari in modo da renderla un elemento «alieno», rompendo con il vecchio Evangelion[46]. Registrando la prima battaglia di Mari riuscì finalmente a sincronizzarsi con lei, facendo convergere il proprio nervosismo nel personaggio[42]. La performance di Sakamoto ricevette il plauso di Sadamoto[47], e anche Tsurumaki elogiò la doppiatrice, dicendo che dopo averne ascoltato la voce iniziò per la prima volta a capire Mari[15][43]. Anche Anno poi diede delle direttive più precise all'interprete, e riuscì ad entrare meglio nel personaggio[48]. Egli le diede una parola chiave, cioè "padre del periodo Shōwa" (昭和のおやじ Shōwa no oyaji?), cioè il tipico genitore giapponese degli anni settanta e ottanta, e dopo aver capito che cosa intendesse dire Sakamoto riuscì meglio nel proprio ruolo[42]. Per la scena in cui invece usa la modalità The Beast le venne chiesto di recitare come una bestia, e fu difficile; usò una voce molto bassa per l'occasione, e la sua gola diventò rauca di conseguenza[49].

Per Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, terzo capitolo del Rebuild, Sakamoto si sentì meno tesa, avendo la sensazione che, nonostante sia un personaggio nuovo, «ci sia stata fin dall'inizio»[42]. La doppiatrice, visto che la maggior parte delle scene in cui compare il personaggio sono d'azione e non interagisce molto con gli altri personaggi, non comprese molto della storia, ma cercò di non preoccuparsene e trasmettere l'entusiasmo di Mari[42]. Anche in tal caso ebbe comunque delle difficoltà nell'interpretazione; Anno le diede delle istruzioni segrete, e la stessa Sakamoto si rifiutò di condividerle ad altre persone, dicendo di volerli portare con sé «fino alla tomba»[50]. In Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time, ultimo capitolo della saga, Sakamoto cercò di interpretare il ruolo nella maniera più semplice possibile, senza sfumature troppo complesse, vista la natura semplice e onesta del personaggio; ella tentò di dare attraverso la propria recitazione l'idea di positività, gioia e innocenza. La doppiatrice dichiarò inoltre di aver usato un tuono neutro per Mari; secondo lei, nonostante sembri una semplice ragazza, Mari è anche un padre dell'era Showa, e provò a dare l'idea che non fosse né vecchia e né giovane, né maschio e né femmina. Per la scena in cui parla con il vicecomandante Fuyutusuki, nonostante le difficoltà incontrate, ricevette l'OK già al primo tentativo. Dovette inoltre svolgere il postrecording quasi interamente da sola, senza gli altri doppiatori, e non vide nessuno nel processo, eccezion fatta per Yūko Miyamura, doppiatrice di Asuka[49].

Nell'adattamento italiano è doppiata da Monica Ward[51][52]. In lingua inglese è doppiata da Trina Nishimura[53][54], da Isabelle Volpe in lingua francese[55], Marta Barbará in catalano[56], Mireya Mendoza in quello latinoamericano[57][58] e Jennifer Weiß in lingua tedesca[59]. In occasione dell'uscita del Rebuild su Amazon Prime Video Mari venne poi ridoppiata in alcune lingue; in inglese venne doppiata da Deneen Melody[60], in tedesco da Lea Kalbhenn[61].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mari Illustrious Makinami è una ragazza allegra, spensierata ed estroversa di origini inglesi, introdotta nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Adance; non viene rivelato ufficialmente nulla sulla sua biografia o sulle sue origini, se non che intrattiene una misteriosa relazione con un uomo di nome Ryōji Kaji, che sembra essere il suo superiore[62]. In una data non precisata sale per la prima volta a bordo di un mecha chiamato Unità provvisoria Evangelion 05, o Eva-05[63], con il permesso dello stesso Kaji. Durante la sua prima sortita ufficiale il mecha affronta in combattimento in una base chiamata Bethania il terzo di una serie di nemici chiamati angeli[64]; nel combattimento Mari agisce istintivamente, canticchiando e muovendosi senza un piano ben preciso, e dice di essere poco propensa a coinvolgere adulti nella realizzazione del suo obiettivo[65]. Nel combattimento la ragazza sembra avere in un primo momento la peggio, ma, benché le funzioni del suo mecha siano state regolate soltanto sommariamente, riesce a sconfiggere il nemico[66]. L'angelo genera una grande esplosione, nella quale l'Eva-05 e il nemico vengono completamente annichiliti, e Mari riesce a sfuggire appena in tempo dal campo di battaglia[67].

Dopo la sconfitta del terzo angelo arriva sul suolo giapponese atterrando con un paracadute sul tetto della scuola media comunale di Neo Tokyo-3; nell'occasione si scontra e fa conoscenza con Shinji Ikari, pilota dell'Unità Evangelion 01. Poco dopo la città viene attaccata dal decimo angelo, Zeruel[68]; Mari, all'insaputa dello stesso personale dell'agenzia speciale Nerv, prende controllo dell'Eva-02, precedentemente appartenuto ad Asuka Shikinami[69]. Durante lo scontro adopera diverse armi, colpendo ripetutamente il nemico e dimostrando una certa dimestichezza con le unità Evangelion nel tentativo di perforarne la barriera protettiva, detta AT Field. Nonostante i suoi attacchi però il nemico ne esce perfettamente illeso[70]. Mari decide allora di attivare una modalità chiamata The Beast[71], con la quale l'Eva incomincia a camminare come un animale su quattro zampe e ad attaccare furiosamente l'obbiettivo[72]. Zeruel si difende tagliando prima le braccia e poi colpendo la testa dell'Eva-02. Anche l'Unità-00 di Rei Ayanami incomincia ad attaccare l'angelo[73]. L'Eva-02 di Mari aiuta Rei distruggendo a morsi l'AT Field del nemico; nonostante i tentativi però l'angelo si difende, e Rei salva Mari scaraventando la sua unità distante dal campo di battaglia. L'Eva-02 finisce per scontrarsi su un rifiugio per civili con al suo interno Shinji Ikari, intenzionato ad abbandonare la Nerv[74]; Mari solleva Shinji con la mano del suo mecha, assistendo alla distruzione dello 00. Il giovane, dopo l'incontro con Mari, decide poi di salire a bordo dell'Eva-01 e affrontare Zeruel per salvare Rei[67][75].

Logo della Wille, società in cui entrano a far parte Mari e altri membri della Nerv

In Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, ambientato quattordici anni dopo il secondo capitolo, Mari è parte di un'organizzazione nata per distruggere la Nerv chiamata Wille in un mondo quasi completamente invivibile. Nonostante il tempo trascorso il suo fisico e quello degli altri piloti è rimasto immutato, a causa di quella che viene definita «la maledizione degli Eva»[76]. Nell'organizzazione lavora spesso al fianco di Asuka Shikinami, con la quale intrattiene un rapporto di confidenza, e obbedisce agli ordini del capitano Misato Katsuragi[77]. All'inizio del lungometraggio Makinami, assieme ad Asuka, si dirige con il suo Eva-08 nello spazio per intercettare e recuperare l'Eva-01, con Shinji ancora dentro; nell'occasione però Mari non ha abbastanza quota, lasciando il lavoro alla collega. Una volta sceso a terra Shinji viene prelevato dall'Eva-09 e lo segue per sfuggire alla Wille; Asuka ordina a Mari di attaccare l'unità e impedire la fuga del ragazzo, fallendo nel tentativo. Diverso tempo dopo lo 02 di Asuka e lo 08 di Mari affrontano nella base della Nerv un altro Evangelion, l'Eva-13, con lo stesso Shinji e Kaworu Nagisa a bordo. Mari copre Asuka durante il combattimento, e a fine battaglia estrae Shinji dall'abitacolo dell'Eva-13[78], chiedendogli di salvare almeno Asuka[79].

In Evangelion 3.0+1.0, ultimo capitolo della saga, Mari si dirige a Parigi per un'operazione per conto della Wille. Qui l'Eva-08 viene attaccato da uno stormo di nemici prodotti dalla Nerv chiamati Eva 44A, una colonia di umanoidi che si comporta come un solo organismo. Mari riesce ad avere la meglio contro i 44A, ma viene poi attaccata da una serie di accrocchi formati da Eva 4444C assemblati con alimentatori 44B e un fucile a positroni, da lei definiti «falsi angeli». Nonostante le difficoltà e l'elevata potenza del nemico Mari adopera la torre Eiffel come arma e riesce anche in tal caso ad avere la meglio, e a fine combattimento dice di voler andare a prendere Shinji. Tornata alla Wille la ragazza si prepara assieme ad Asuka e si presenta a Shinji; Mari si dirige in seguito assieme ai membri dell'organizzazione al polo sud, epicentro di un evento catastrofico chiamato Second Impact. Giunte a destinazione lei e Asuka, a bordo dei rispettivi Evangelion, affrontano una serie di nemici noti come Mark.07. A fine combattimento Mari fa salire Shinji a bordo del suo Eva-08; qui aiuta il collega pilota a salire a bordo dell'Eva-01 e affrontare Gendō Ikari, e prima di separarsi la ragazza dice a Shinji di aspettarla, augurandogli buona fortuna. Intanto, mentre Shinji affronta Gendō, Mari entra sulla nave su cui è presente il vicecomandante della Nerv, Kōzō Fuyutsuki[80]; Fuyutsuki dice di aver seguito tutte le indicazioni di Mari, che chiama Maria Iscariota, e i due si dicono addio. Mari si dirige allora di nuovo sul suo Eva-08 divorando degli Eva Marks.10, 11 e 12 per quella che lei definisce «l'overlapping» del proprio Eva, venendo incaricata da Misato di riportare Shinji indietro sano e salvo. A fine lungometraggio Mari e Shinji, su una spiaggia, si incontrano di nuovo, dicendo addio all'Eva-08+09+10+11+12 e a tutti gli Evangelion. Shinji, cresciuto, nella scena finale si trova seduto sulla banchina di una stazione ferroviaria; qui Mari, anche lei cresciuta, gli viene incontro. Mari toglie dal collo del giovane un collare chiamato DSS Choker[81], e i due prendendosi per mano escono dalla stazione sorridendo in un mondo senza Evangelion e di nuovo abitato[82].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Mari, indipendentemente dalle circostante in cui ha vissuto, è fondamentalmente un'ottimista e non si preoccupa troppo. Può avere le sue preoccupazioni, ma non è il tipo da mostrarle, e sembra sempre divertirsi. [...] Non ha due facce. [...] Non importa quanto la situazione possa sembrare disperata, Mari crede che le cose stiano andando nella giusta direzione, ed è felice. E questa è la sfumatura di gioia che ho cercato di trasmettere nella mia voce.

Maaya Sakamoto[49]

Mari è una ragazza allegra[83], ribelle[84], sicura di sé[85], estroversa, ironica, distratta ed eccentrica. Sembra non avere riguardo per i limiti delle proprie forze o della sua unità Eva[86], pilotando gli umanoidi con grande entusiasmo[87]. Nelle battaglie non si cura delle conseguenze delle sue azioni, prendendo il comando o mettendosi volontariamente in situazioni di pericolo. Nel corso della storia si distingue inoltre dagli altri piloti di unità Evangelion per i suoi modi disinvolti e sensuali[88]. A differenza di tutti gli altri suoi colleghi, emotivamente dipendenti dagli Evangelion o intimoriti dagli scontri bellici con i nemici, dà prova di forza e di nutrire piena fiducia di sé, spingendosi in azioni al limite del buon senso. Nel combattimento contro il decimo angelo, ad esempio, attiva la modalità The Beast senza preoccuparsi di un possibile rischio di contaminazione mentale e gli occhi le si illuminano di verde. Nell'occasione il suo Eva dimostra bestialità e forza bruta animalesca, arrivando a strappare a morsi l'AT Field del nemico. Durante le battaglie mantiene un sorriso ironico, sprezzante del pericolo, anche in situazioni apparentemente disperate e senza scampo[89]. Anno spiegò alla doppiatrice Sakamoto il personaggio dicendole che «[Mari] fa esattamente quello che dice». Il personaggio, dunque, non ha seconde facce, e fra quello che dice e quello che vuole ci sarebbe perfetta armonia, senza doppi fini[42].

In 3.0+1.0 dimostra di avere la passione per la lettura, arrivando a collezionare diversi libri con il sogno di leggere tutti quelli mai scritti[82][90]. Secondo Yōji Enokido, membro del personale di You Can (Not) Advance, Mari si differenzierebbe per diversi aspetti da Asuka e Rei Ayanami, le due protagoniste femminili della serie classica: «Non è "pratica" come Asuka, ma pensa a cose "profonde", come una di quelle persone che riescono a vedere cose misteriose, come quelle legate agli dèi»[26]. Stando a quanto detto da Enokido, durante la creazione del personaggio alla produzione venne in mente l'immagine di una miko, le donne che lavorano presso i templi shintoisti, che canalizza gli dèi[26]. Enokido sottolineò inoltre come Mari fosse molto loquace, differenziandosi anche dall'aria ultraterrena di Rei[26]. Secondo il portale giapponese Good Movies Mari sarebbe ritratta come un personaggio «innoscente», analogamente alla Seele o al comandante Ikari della serie classica[91]. L'assistente alla regia della serie, Kazuya Tsurumaki, l'ha descritta invece come un personaggio «irresponsabile», astuto e ostinato, il tipo di ragazza che «si serve della propria apparente frivolezza a proprio vantaggio»[92]. Il suo carattere eccentrico si riflette anche nel modo di parlare, colloquiale, espressivo e ironico. Nella versione originale Mari chiama la collega Asuka Shikinami Langley «principessa» ( hime?)[93] e Shinji Ikari «cagnolino» (ワンコ君 wanko-kun?)[94]. Anche con gli anziani mantiene lo stesso atteggiamento, usando il suffisso onorifico -kun (君) anche per Gendō Ikari, anziano comandante della Wille, solitamente usato fra ragazzi e amici in segno di confidenza in contesti poco formali. Nel mezzo di operazioni complesse termina le frasi con il suono onomatopeico nya, stereotipatamente associato ai gatti e ai personaggi kawaii dei manga. Sakamoto l'ha descritta come una persona molto semplice, che fa le cose a modo proprio e non si preoccupa molto; la doppiatrice, inoltre, cercò di rappresentarla come una ragazza sicura di sé e sinceramente felice di pilotare un Eva[42]. Stando a quanto dichiarato da Sakamoto, a Mari «piacciono molto le persone» in generale, come Shinji e Asuka, che per lei «è speciale»; benché la stessa Asuka la tratti freddamente, Mari continua a chiamarla principessa, rispettandola e proteggendola «come se fosse una persona speciale»[49].

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

L'Università di Tokyo, frequentata da Mari nel capitolo extra del manga di Sadamoto

Un personaggio chiamato Mari è presente anche in Evangelion: Anima, una light novel del mecha designer della serie, Ikuto Yamashita, ambientata a distanza di tre anni dagli eventi della serie animata originale. Nella continuity di Anima Mari è una bambina di sette anni creata artificialmente dalla branca nordamericana della Nerv per diventare pilota di un'unità chiamata US Evangelion/Wolfpac (US エヴァンゲリオン/ウルフパツク?)[95]. Per via di alcuni geni ibridi usati durante la sua creazione la bambina presenta dei tratti simili a quelli di un felino[96], ama molto gli animali ed è una grande amica di Rei Six, un clone di Rei Ayanami[97]. Una versione chibi di Mari e del suo Eva-05 compare nel fumetto di Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie originale[98].

Il personaggio compare inoltre in un capitolo extra contenuto nell'ultimo volume del manga di Neon Genesis Evangelion, scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto[99]. Mari viene presentata come una studiosa ragazza di sedici anni che si è iscritta all'università saltando due anni. Ella frequenta l'Università di Kyoto assieme a Yui Ikari, che riveste il ruolo di senpai, cioè di guida spirituale; il rettore dell'università la convoca nel suo ufficio, dove egli le propone uno stage in Inghilterra. Nel corso del capitolo la giovane dà prova di nutrire fastidio nei confronti di Gendō Rokubungi, uno studente che si è sentimentalmente legato da poco con Yui. A fine storia Mari dichiara i suoi sentimenti a Yui, augurandole una vita felice con Gendō[100]. Secondo Sadamoto il capitolo sarebbe da intendersi come un extra completamente separato dalla cronologia principale dei lungometraggi, in quando ideato e realizzato senza alcuna richiesta o qualsivoglia indicazione da parte dello staff dello studio Khara[101]. L'artista lo realizzò come semplice omaggio al personaggio, facendo supposizioni sulla sua origine e sul suo vero ruolo nella vicenda come qualsiasi appassionato ella serie. Egli rifletté su alcuni aspetti inusuali di Mari, come l'abitudine a chiamare Gendō Gendō-kun e cantare canzoni del periodo Shōwa, dunque giunse alla supposizione che sia molto interessata o che sia nata in quell'epoca e non sia invecchiata da allora. Il fumettista lavorò al capitolo seguendo la seconda ipotesi, credendo che Mari sia qualcuno della generazione della madre di Shinji, e che sia diventata in qualche modo pilota e non sia mai invecchiata. Egli ribadì inoltre di aver immaginato e presentato tutto ciò da sé, come mero fan service[101]. Secondo Sadamoto inoltre Mari nel manga è innamorata di Yui[102].

Interpretazioni e riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sequenze iniziali di Evangelion 2.0 Mari canta 365 no march (三百六十五歩のマーチ? lett. "la marcia dei 365 passi"), un brano del 1968 cantato da Kiyoko Suizenji. L'idea di farle canticchiare il pezzo venne in fase di produzione a Hideaki Anno, che volle conferire al personaggio l'aura di qualcuno collegato al periodo Shōwa[103], utilizzando una canzone che lui stesso ascoltava da piccolo. Il regista decise di farla cantare con l'idea di trasmettere una «sensazione di agio», nonostante fosse il suo primo scontro su un Eva. Nella scena contro il decimo angelo, collegandosi sempre all'idea di trasmettere il periodo Shōwa attraverso il personaggio, Mari pronuncia l'espressione dokkoisho (ドッコイショ?), tipica della danza sōran, o yoshi so da[10]. Un episodio simile si ripete nelle prime scene del lungometraggio seguente, Evangelion 3.0, in cui canticchia la sigla iniziale giapponese di Grand Prix e il campionissimo[42]. Altre canzoni collegate e cantate dal personaggio sono Mamikazumichi no māchi (真実一路のマーチ?) di Suizenji, Sekai ha futari no tameni (世界は二人のために?) di Naomi Sagara e Hitori janai no (ひとりじゃないの?) di Mari Amachi[104]. In una scena di Evangelion 3.0+1.0 chiesero inoltre a Sakamoto di recitare imitando il tono di Chōsuke Ikariya (1931-2004), un comico e attore giapponese del gruppo musicale The Drifters[49]. Degli appassionati hanno elaborato una teoria secondo la quale Mari sarebbe in realtà più anziana di quanto appare; secondo l'ipotesi ella sarebbe una conoscente di vecchia data di Yui e di Gendō Ikari, vista la confidenza con la quale si rivolge verso di loro, e il suo fisico sarebbe rimasto immutato per via della maledizione degli Eva[105][106]. La sua vera età dunque si aggirerebbe secondo una teoria attorno ai trentatré anni all'inizio della saga, e quarantasette dopo il salto temporale di quattordici anni di You Can (Not) Redo[107]. Uno scenario analogo è stato disegnato da Sadamoto nella versione a fumetti di Evangelion. Megumi Ogata, doppiatrice giapponese di Shinji Ikari, è stata interrogata in proposito, fornendo una interpretazione simile[108].

Shinji Higuchi ha descritto Mari come una «controparte femminile di Kaworu Nagisa»[109]

In una scena di Evangelion: 2.0 Mari si scontra con Shinji sul tetto della scuola di Neo Tokyo-3; nell'occasione il Digital Audio Tape del ragazzo, che come nella serie classica è costantemente fermo alle tracce 25 e 26, passa alla traccia 27. Tale dettaglio è stato interpretato come una metafora del fatto che, dopo lo scontro con Shinji, la trama dei Rebuild si staccherebbe definitivamente da quella della serie originale[110]. Secondo Anno «il collegamento fra lo S-DAT di Shinji che inizia a fare i capricci» e la caduta di Mari sul tetto fu «il risultato del caso»; la scena venne montata e riscritta molte volte e avrebbe dovuto essere inserita dopo una sequenza in cui l'Eva-02 viene sigillato, e soltanto in fase di montaggio fu cambiata disposizione[10]. Mari è stata interpretata inoltre come una rappresentazione dell'Altro, visto che mentre tutti gli altri personaggi della serie, come Shinji, sono basati su Hideaki Anno, per la creazione di Mari il regista lasciò il lavoro agli altri membri[111]. Altri appassionati hanno visto nel personaggio una metafora di Moyoco Anno, moglie del regista. Anche Toshio Okada, vecchio conoscente di Hideaki, ha menzionato lo stesso parallelismo. Moyoco stessa si è espressa sulla questione, chiedendo agli appassionati di non essere accostata al personaggio[112]. Il personale della Khara ha risposto inoltre a Okada, negando l'analogia[113].

In una scena di 3.0+1.0 il professor Fuyutsuki chiama Mari con il nome di Maria Iscariota; il nome è stato interpretato come un riferimento a Giuda Iscariota, uno degli apostoli di Gesù Cristo che lo tradì e lo consegnò alle autorità giudaiche, visto che Mari tradirebbe la Nerv[114], e Maria Maddalena[115]. Il sito Nizidara ha visto nel nome Maria un riferimento sia a Maddalena, in alcune tradizioni apocrife identificata come l'amante o la sposa di Cristo, sia a Maria Vergine, sua madre; Mari sarebbe, secondo questa esagesi, sia una figura materna e sia un interesse romantico per Shinji, identificato come Cristo e figura salvatrice all'interno del mondo di Evangelion[116].

Il critico giapponese Naoya Fujita, notando come ella possa attivare la modalità The Beast, l'ha descritta come un personaggio «animalesco». Ella sarebbe per Fujita il simbolo dell'affermazione della vita, dell'umanità, del corpo e del desiderio. Il critico ha inoltre interpretato Mari come un simbolo del fatto che il Rebuild presenta una filosofia molto diversa dalla serie televisiva; in 2.0 infatti Mari, incontrando Shinji intento a fuggire dalla Nerv, gli dice di fuggire, e questo per Fujita lo renderebbe il primo personaggio del mondo di Evangelion ad affermare «il bisogno di fuggire»[117]. Egli ha inoltre paragonato la sensualità del personaggio a Cutie Honey, altra pellicola diretta da Hideaki Anno, in quanto Mari sarebbe «un essere che non soffre del senso cristiano del peccato originale o della moderna autocoscienza»[117]. Il portale italiano Komix Jam ha notato come in 2.0 sostituisca Kaji, «convincendo Shinji a tornare sullo 01 e combattere»[118]. Altri critici hanno notato come il personaggio sembri riprendere diversi elementi del personaggio di Asuka[119]. Comic Book Resources ha interpretato inoltre il rapporto fra Mari e quest'ultima come potenzialmente romantico, vedendo un «pesante sottotesto bisessuale nelle scene di flirt» fra le due[120]. Shinji Higuchi, membro del personale del Rebuild e amico di Anno, si è espresso in proposito, paragonandola, più che ad Asuka, ad una versione femminile di Kaworu Nagisa, altro personaggio della serie classica[109]. Kazuya Tsurumaki l'ha descritta come un pilota deciso, simile al capitano Tatsumi Tashiro o a Kōichirō Ōta di Punta al top! - GunBuster, serie d'esordio alla regia di Anno[121]. Il personale della Khara ha inoltre sostenuto come Mari «abbia la libido di Tsurumaki dentro di lei»; la ragazza è infatti occhialuta e forte e ha dei dialoghi simili a quelli udibili nella serie FLCL, diretta dallo stesso Tsurumaki[113]. Anche secondo lui ella potrebbe essere un personaggio alla FLCL, ma non per sua intenzione; Tsurumaki cercò semplicemente di creare un personaggio che non fosse «da Evangelion», e la sua caratterizzazione fu piuttosto il risultato del fatto che egli parlò ad Anno e cercò di trovare «un terreno comune»[122].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Cosplayer travestita da Mari Illustrious Makinami

In Giappone Mari diventò un personaggio molto popolare[123], venendo accolto positivamente[124], e benché appaia in poche scene attirò l'attenzione del pubblico per lungo tempo[125]. Essa comparve nei sondaggi mensili sui personaggi animati più apprezzati dai lettori della rivista specializzata Newtype, conquistando il terzo posto nel settembre del 2009, a pochi mesi dal debutto di Evangelion 2.0[126]. L'anno seguente, a marzo 2010, la stessa rivista pubblicò i risultati su un sondaggio sui migliori personaggi femminili degli anni duemila, in cui il personaggio di Mari figurò al ventiquattresimo posto[127]. Nel luglio dello stesso anno, in seguito all'uscita dell'edizione giapponese Blue ray di Evangelion: 2.0, Mari riuscì a vincere il primo posto, battendo tutte le eroine degli anime del momento[128]. A giugno 2021, dopo l'uscita dell'ultimo capitolo del Rebuild, ritornò nei sondaggi mensili e guadagnò il terzo posto[129][130].

Nel 2009 Yahoo! Japan chiese a un largo campione di intervistati quale eroina animata fosse la loro favorita e vorrebbero sposare, e Mari conquistò la prima posizione con 11 348 voti[131]. Nel 2013 il sito AnimeOne chiese ai propri utenti di nominare il miglior personaggio femminile con occhiali della storia dell'animazione giapponese, occasione in cui Mari si posizionò al 37º posto con circa duecento voti[132]. Sondaggi simili vennero effettuati anche dal sito Goo Ranking[133], in cui Mari figurò per diversi anni fra i migliori personaggi occhialuti[134][135], nonché fra i ruoli più memorabili di Sakamoto[136][137]. Nei sondaggi di popolarità dei soli personaggi di Evangelion si piazzò alta[138][139] e si aggiudicò costantemente un posto fra i primi dieci[140], ma solitamente il più basso per quanto riguarda i piloti di Eva[141][142].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Mari ricevette un'accoglienza contrastante da parte della critica[143] e fu definito «un personaggio controverso»[144]. I critici furono particolarmente negativi sulle sue scene di fan service a sfondo erotico[145], giudicando il personaggio poco d'impatto e un'aggiunta inutile ai lungometraggi[146]. Altri si lamentarono circa la mancanza di spiegazioni riguardo la sua figura[147], ritenendola confusa[148], non esplorata[149] e frustrante[150]. I due scrittori Jonathan Clements ed Henel McCarty nella loro The Anime Encyclopedia criticarono il personaggio, a parer loro aggiunto nella serie «come un cinico esercizio con il semplice scopo di sfornare delle action figure nuove»[151]. Morgan Lewis di VG Culture HQ, pur apprezzando You Can (Not) Advance, ha detto di odiarla per via del fan service e della scena in cui parla a Shinji prima che questi decida di salire di nuovo a bordo del proprio Eva, sottraendo spazio al personaggio di Kaji[152]. Per Mark Sombillo di Anime News Network l'esistenza di Mari si ricondurrebbe allo scopo di creare nuovi articoli da vendere[153]. Parere analogo venne espresso da Nicoletta Browne di T.H.E.M. Anime Reviews; pur apprezzando alcune allusioni sul vero ruolo del personaggio per la trama del progetto Rebuild, la Browne rimproverò uno scarso approfondimento del suo carattere e i suoi «dialoghi in un inglese assurdamente complicato», che la rendono a suo dire «fuori posto»[154]. Anche Rehan Fontes di Comic Book Resources criticò aspramente il personaggio; secondo Fontes Mari occuperebbe spazio e mancherebbe di sviluppo, esistendo soltanto per il fanservice e assecondare la fanbase otaku: «Mari è poco più di una action figure»[155].

La vivacità e l'entusiasmo di Mari sono in netto contrasto con gli altri piloti di Eva e la sua aggiunta sembra incongrua, ma questo è probabilmente il punto: lei è destinata a scuotere lo status quo e a mostrare che non è necessario essere socialmente disadattati per pilotare un Eva. Anche se gioca un ruolo importante in due delle grandi scene di combattimento dei film però non ottiene abbastanza tempo sullo schermo qui affinché gli spettatori capiscano qualcosa circa i suoi motivi o scopo, ma resta una ventata di aria fresca di cui il franchising ha bisogno e contribuisce a ristabilire il senso di mistero della serie originale.

Martin Theron, Anime News Network[156]

Anche la sua comparsa in Evangelion: 3.0 fu accolta negativamente da diversi critici. Nicolò Pellegatta di Everyeye.it, ad esempio, si dichiarò deluso del fatto che Anno non fosse riuscito a darle un ruolo più definito nel terzo episodio[157]. Anche la rivista Anime Reign fu molto critica, dicendo: «Mari è un personaggio completamente superfluo, che non contribuisce ad aggiungere nulla degno di nota alla trama generale»[158]. Richard Eisenbeis di Kotaku si lamentò del fatto che in 3.0 Mari sembrasse non avesse ancora «un motivo per esistere»[159]; il portale tedesco Film Rezensionen similmente criticò il fatto che il personaggio non avesse quasi dialoghi[160]. Nicoletta Christina Browne di T.H.E.M. Anime Reviews la descrisse come una figura «divertente», ma «enigmatica e poco sviluppata»[161]. Chris Homer del The Fandom Post pubblicò nel 2019 una lista dei dieci migliori personaggi britannici dell'animazione giapponese; pur non includendo Mari nell'elenco finale, egli la inserì fra le «menzioni d'onore», lodando il suo atteggiamento estremamente spensierato e combattivo rispetto agli altri piloti di Evangelion. Anche per Homer però il personaggio non viene sviluppato a sufficienza, e sembra essere stato inserito «per ragioni di mero fan service»[162].

Altri recensori accolsero Mari e la sua introduzione positivamente[156][163]. James Mudge del sito Beyond Hollywood, per esempio, apprezzò il fatto che Mari avesse attinto diversi tratti della personalità di Asuka, dicendo che questo lasciasse intendere «interessanti sviluppi a venire»[164]. Anche Bryan Morton del The Fandom Post si dichiarò soddisfatto: «Lei mi piace, sia per la sua personalità, sia perché è una grande dose di incertezza in una storia piena di elementi familari»[165]. Chris Nelson di Dreamlogic.net la descrisse come un personaggio «semplicemente fantastico», scrivendo: «È un'aggiunta fantastica alla serie, e anche se finora si sa poco di lei, è diventata uno dei miei nuovi personaggi preferiti»[166]. Josh Tolentino del sito Japanator la inserì fra i migliori personaggi anime britannici, apprezzando il fatto che, a differenza degli altri piloti, sembrasse felice di salire a bordo di un Eva, «un fatto che già da solo la rende un personaggio più interessante di tutti gli altri» del franchise[167]. Anche l'opinione di Sneak-Leipzig.de fu positiva, visto che ne lodò il carattere spensierato[168].

Anche l'uscita di Evangelion 3.0+1.0, ultimo capitolo della saga Rebuild, ha suscitato dei commenti contrastanti. Diversi appassionati rimasero increduli per la scena finale del lungometraggio, in cui Mari prende la mano a Shinji nella stazione di Ube; la scena è stata interpretata come il segno di una relazione fra i due, cosa che ha fatto discutere gli appassionati, convinti che il ragazzo alla fine si sarebbe messo con Asuka[169]. Il personaggio è diventato al centro di discussioni, attirando l'attenzione e ricevendo una buona ricezione dal pubblico nipponico[170][171]. Mari è stata descritta infatti come la stella del lungometraggio, e anche l'interpretazione di Sakamoto ha ricevuto elogi[172]. Diversi recensori hanno nuovamente criticato il personaggio e il suo ruolo in Thrice Upon A Time[173][174], ritenuto poco approfondito e trascurato dalla sceneggiatura[175][176]. Anche in tal caso i critici lamentarono una mancanza di spiegazione circa la sua natura[177], trovandola poco sviluppata e sprecata[178]. Fra questi, i Akiba Gamers e Everyeye, secondo i quali avrebbe meritato un approfondimento maggiore[179][180]. Andrea Peduzzi di IGN l'ha ritenuta un'occasione sprecata da parte di Anno, perché «mai davvero esplorata», ad eccezione dei cenni presenti nel manga di Sadamoto[181], mentre Andrea Vitagliano di Tomshw.it ha ritenuto il suo ruolo nell'epilogo della pellicola «forzato», visto il poco ruolo rivestito nel resto della saga[182]. Anche Movieplayer.it, pur riconoscendole un ruolo estremamente rilevante, ha lamentato l'assenza di un dovuto approfondimento[183].

Animeclick.it l'ha descritta come una «piccola grande deus ex machina»[184]. Altri critici hanno elogiato il personaggio e il suo rolo nell'ultimo lungometraggio. Henrique Padula di IGN, pur ritenendola «la meno profonda» fra i piloti della saga, ha apprezzato il suo ruolo, a suo dire «molto chiaro»[185]. Raul Velazquez di Game Rant ha elogiato le sue scene di battaglia, dicendo che «forse meriterebbe tanti cosplay quanti quelli Rei e di Asuka»[186]. Cidnya Silva di But Why Tho ha espresso parole di elogio per le scene di battaglia con Asuka e Mari, che forniscono a suo dire «una delle sequenze più coinvolgenti e sbalorditive [del lungometraggio], che farà sicuramente piacere a qualsiasi appassionato del genere»[187]. Il portale italiano Critical Eye ha apprezzato in particolare la «brillante» contestualizzazione del personaggio offerta dall'ultimo capitolo[188]. Andrea Vitagliano di Tomshw.it, nonostante abbia lamentato poca caratterizzazione, ne ha lodato il carattere scanzonato, capace di non scadere «nel ruolo di macchietta o di comic relief»[189]. Rebuen Baron di Comic Book Resources ha sottolineato come ella sia a suo dire poco interessante rispetto ai personaggi della serie classica, ma secondo lui nell'ultimo capitolo «ha uno scopo che va oltre il semplice fan service»; Baron ha infatti apprezzato come la sua personalità sia più stabile di quella degli altri piloti, e come tale stabilità si ripercuota su Shinji, un fattore «estremamente importante per far funzionare così bene il finale [del lungometraggio]»[190]. Anche per il collega di CBR Daniel Kurland Mari sarebbe un elemento vitale per la crescita di Shinji e degli altri personaggi, e, interpretandola come una metafora della moglie di Anno, l'ha descritta come un elemento «ancora più toccante e importante» per il protagonista[191].

Merchandising e influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Un taxi con la livrea decorata con l'immagine di Mari a Sapporo

Il personaggio di Mari è stato usato per diversi articoli di merchandising[192][193], come bambole[194], action figure[195][196], peluche[197] nendoroid[198], spille e modellini collezionabili di ogni forma e dimensione[199]. Sul personaggio vennero prodotte inoltre delle linee di abbigliamento[200] e diversi articoli di vestiario, come felpe[201], borse[202], kimono[203], maglie[204][205], riproduzioni dei suoi indumenti[206][207], stivali[208] e biancheria intima[209], nonché occhiali[210], collane[211], gioielli[212], accendini[213], adesivi per iPhone[214], caffè[215], alcolici e bibite varie[216][217]. Vista la popolarità del personaggio i suoi occhiali diventarono particolarmente popolari, raggiungendo vendite alte e diventando un argomento di grande interesse[218]. Oltre che nei vari videogiochi[219] e pachinko tratti dalla serie animata originale[220][221], Mari è apparsa e usata in alcuni media non appartenenti al franchise di Evangelion, come nei videogiochi Puyopuyo!! Quest[222], The Battle Cats[223], Monster Strike[224], Tales of Zestiria[225], Puzzle & Dragons[226], Million Arthur[227], Hortensia Saga[228], Keri hime sweets, Summons Board[229][230] Othellonia[231], Final Gear[232][233] e l'RPG Kotodaman[234].

Una sua riproduzione a grandezza naturale fu esposta al parco di divertimenti Fuji-Q HighLand nel 2011, assieme ad altre installazioni a tema Evangelion[235]. Nel 2012 la sua immagine è stata usata per decorare alcuni bus della linea Odakyu, compagnia di trasporti di Hakone, città giapponese realmente esistente nei pressi dei quali sorgerebbe la fittizia Neo Tokyo-3 della serie[236]. Nel 2013 invece nella stessa città l'azienda Panasonic decise di installare delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici con la sua effige, assieme a quelle di altri personaggi del Rebuild of Evangelion[237]. Nel 2016, in occasione del ventesimo anniversario dalla prima messa in onda della serie originale, fu presentata l'attrazione interattiva Evangelion The Real 4D, in cui venne ricreata la battaglia contro il decimo angelo dal punto di vista di Mari[238]. Nel 2020 venne annunciata l'installazione di una giostra chiamata Evangelion The Flight, con sedili coperti da uno schermo con proiezione di un viaggio turistico sul monte Fuji sotto la guida di Mari[239]. A giugno dell'anno seguente, in occasione dell'ultima grande corsa dell'ultimo capitolo del Rebuild, venne distribuito un milione di copie di due manifesti in formato A4 di Mari e Kaworu nei cinema giapponesi che proiettarono la pellicola[240][241].

Il personaggio è diventato popolare anche nel mondo del cosplay, assieme a quelli di Rei e Asuka[242]. Anche alcune celebrità hanno omaggiato il personaggio indossandone i panni, fra cui l'idol Jurina Matsui, ex componente del gruppo AKB48[243], Airi Shimizu[244], la cantante Shōko Nakagawa[245], First Summer Uika[246], Tenka Hashimoto[247], Mea Shimotsuki[248], Ayana Tsubaki[249] e l'attrice Natsuki Katō[250]. Nel 2010, in concomitanza dell'uscita dei Blue-ray di You Can (Not) Advance, una cosplayer si vestì da Mari presso il negozio di Animate per l'occasione nel quartiere Akihabara di Tokyo; il cosplay generò commenti positivi e discussioni fra i netizen e gli otaku giapponesi, guadagnando popolarità anche in terra cinese[251][252]. Data la buona ricezione del personaggio anche la canzone 365 no march, da lei canticchiata nella sua scena di presentazione, tornò a essere popolare[253]. Il personaggio di D.Va di Overwatch presenta delle somiglianze estetiche con quello di Mari; come quest'ultima, D.Va possiede un mecha di colore rosa, un drone armato chiamato Meka[254].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Khara, 『序』の公開直後に大きいな転換点へ.
  2. ^ a b Khara, エヴァの構造を強固にする存在とは?.
  3. ^ a b c d e Khara, 大きく変えたきっかけは『序』次回予告の反響, pp. 352-353.
  4. ^ (EN) Hideaki Anno Told Evangelion Voice Actor Secrets She Says She'll Take To Her Grave, su kotaku.com, Kotaku, 30 giugno 2021. URL consultato il 31 agosto 2021 (archiviato il 27 agosto 2021).
  5. ^ I post sono contenuti nella Complete Record Collection del lungometraggio, pp. 387-388.
  6. ^ (EN) Anno's Evangelion 2.0 Film Slated for June 27 in Japan (Update 2), su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 19 febbraio 2009. URL consultato il 13 febbraio 2021 (archiviato il 23 luglio 2017).
  7. ^ (EN) Maaya Sakamoto to Play New Character in Eva: 2.0 Film (Updated), su animenewsnetwork.com, Anime News Network, 17 aprile 2009. URL consultato il 13 febbraio 2021 (archiviato il 6 dicembre 2018).
  8. ^ (JA) 『ヱヴァンゲリヲン新劇場版:破』新美少女キャラは、めがねっ子の真希波・マリ・イラストリアス!, su cinematoday.jp, 20 aprile 2009. URL consultato il 13 febbraio 2021 (archiviato il 20 gennaio 2021).
  9. ^ (EN) Daryl Harding, Spoiler-filled review: Talking About That Evangelion 3.0+1.0 Ending, su crunchyroll.com, Crunchyroll, 7 aprile 2021. URL consultato il 31 agosto 2021 (archiviato il 22 agosto 2021).
  10. ^ a b c d e f g Khara, ギリギリまで粘って変更したマリの出番.
  11. ^ a b Khara, マリの登場シーン増加で発生したこと.
  12. ^ a b c d e f Khara, なかなか異物として入っていかないマリ, p. 355.
  13. ^ Khara, 庵野秀明 interview, p. 357.
  14. ^ Khara, キャラクターを貫く声の存在感.
  15. ^ a b Khara, 鶴卷和哉interview, p. 340.
  16. ^ Kazuya Tsurumaki, in Fascicolo ufficiale di Evangelion 3.0+1.0, Kadokawa Shoten, 2021.
  17. ^ Khara, 庵野 秀明 interview: メインキャラにも様々な変化が.
  18. ^ a b Khara, 鶴卷和哉 interview, p. 324.
  19. ^ a b Khara, 改稿に改稿を重ね、難航したシナリオ, pp. 353-354.
  20. ^ Khara, 庵野秀明 interview, p. 356.
  21. ^ Khara, 鶴卷和哉 interview, p. 349.
  22. ^ CUT-0549.
  23. ^ Khara, p. 311.
  24. ^ Khara, p. 341.
  25. ^ Khara, 榎戸洋司 interview, p. 233.
  26. ^ a b c d Khara, 榎戸 洋司 interview.
  27. ^ "Evangelion New Theatrical Edition: Break", Screenplay Retreat Memo, 2007/10/31--11/2 Atami.
  28. ^ Evangelion New Theatrical Edition: Break, Organizational Plan Draft, 2007/10/13 Yōji ENOKIDO.
  29. ^ Dynit, Evangelion 2.22 You Can (Not) Advance - DVD Booklet.
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