Digital Audio Tape

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Un DAT da 90 minuti confrontato con una pila AAA (LR03)

Il Digital Audio Tape, abbreviato in DAT, è un supporto per la registrazione e riproduzione di audio introdotto da Sony nel 1987.

In apparenza è simile ad una videocassetta e utilizza un nastro magnetico da 1/8" protetto da una analoga copertura. Le dimensioni sono tuttavia circa la metà di un supporto VHS, 73 mm × 54 mm × 10,5 mm. Come suggerisce il nome, la registrazione non avviene in modo analogico, ma digitale. Il DAT converte il suono ad una frequenza di campionamento più o meno elevata rispetto al CD (96,48, 44.1 o 32 kHz di frequenza, e 16 bit di quantizzazione), senza compressione audio. Questo significa che tutto il segnale di input viene mantenuto. Se viene riprodotta una risorsa digitale, allora il DAT produrrà un clone identico, al contrario di quello che fanno per esempio la musicassetta, che registra il segnale analogico, o il minidisc che usa una compressione di tipo lossy.

I DAT sono di durata variabile tra 15 e 240 minuti; uno di 120 minuti è lungo circa 60 metri.

Il DAT è tuttora utilizzato dai grandi broadcaster in tutto il mondo, tra questi: RAI Italia, BBC Regno Unito, ZDF Germania, ORF Austria, RTSI Radiotelevisione della Svizzera italiana, SVT Svezia, NHK Giappone, CBS USA, ABC USA, NBC USA, YLE Finlandia. Largo utilizzo nel mondo del cinema come sincronizzazione del master finale e naturalmente nella radiofonia, soprattutto quella pubblica. È anche utilizzato nella masterizzazione in campo musicale, ma commercialmente fu un flop. In parte perché costoso, cosicché il pubblico di largo consumo ebbe difficoltà ad adeguarvisi, ma soprattutto perché con la facilità con cui permetteva la riproduzione di materiale audio minava seriamente alla base il mercato discografico e la tutela del copyright. Nessuna casa discografica si accollò quindi il rischio di promozioni vantaggiose che incentivassero da parte dei consumatori l'adozione di questo standard, nonostante l'introduzione nei registratori commercializzati di un sistema anticopia che, pur consentendo la duplicazione digitale dei nastri originali, inibiva l'ulteriore clonazione delle copie da questi ottenute. Il DAT rimase perciò relegato all'area professionale, soprattutto in ambito editoriale.

Fu invece più utilizzato nel campo informatico, grazie alla sua capienza, soprattutto per realizzare copie di sicurezza (Backup) o archiviare file di grandi dimensioni (grafica, animazioni ecc.), per essere infine soppiantato dalla diffusione del masterizzatore per CD.