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Àncora

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "ancora" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Ancora (disambigua).
Parti dell'àncora
a. Fusto
b. Diamante
c. Marra
d. Patta
e. Unghia
f. e g. Occhio e cicala
h. Ceppo
i. Cima d'ormeggio

L'àncora, nella nautica, è un oggetto pesante utilizzato per trattenere un'imbarcazione (o un idrovolante) in un punto specifico del fondale di una massa di acqua; un'ancora è realizzata spesso in metallo e collegata per mezzo di una cima o di una catena all'imbarcazione.

L'àncora è uno strumento antico, conosciuto e usato dai fenici e dai greci, che fu successivamente perfezionato dai romani, subendo nel tempo notevoli miglioramenti ma conservando ancora alcuni dei tratti originari. Nel tempo esse si sono evolute verso l'uso di ferro, ghisa o acciaio.

Meccanismi di funzionamento di un'àncora[modifica | modifica wikitesto]

Un'àncora lavora esercitando le forze di resistenza sufficienti a trattenere l'imbarcazione a cui essa è collegata. Sono due i modi primari di realizzare questa azione: tramite il peso, che tende a spingere l'àncora sul fondo, e tramite la sua forma, che permette una presa ottimale sui fondali. Mentre le àncore permanenti fanno uso prevalente del fattore peso mediante grandi masse lasciate sul fondo marino, ciò non risulta più pratico per le àncore temporanee che necessitano di essere sollevate a bordo dell'imbarcazione. Per queste, il peso dell'ancora e la lunghezza (ed il peso) della catena sommersa (calumo) contribuiscono ancora al meccanismo di ancoraggio, garantendo il giusto angolo di presa sul fondo, ma le àncore temporanee fanno affidamento prevalente sul fattore di forma per «dar testa» bene nei fondali: migliore è la forma, minore è il peso necessario affinché l'ancora funzioni.

Tipi di àncore[modifica | modifica wikitesto]

Àncora della HMAS Canberra
Àncora Hall, alloggiata nella cubìa
Ancora alloggiata nel musone di prua
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ancoraggio.

Esistono due principali tipi di àncore (ed ancoraggi): ancora provvisoria e ancora permanente.

  • Un'àncora provvisoria è trasportata solitamente dall'imbarcazione ed è sollevata a bordo durante la navigazione: è questo il caso al quale per lo più i marinai si riferiscono parlando di ancora e ancoraggio. In tal caso l'ancora rappresenta la dotazione di bordo di sicurezza più importante di un'imbarcazione e si parla di ancora di posta per indicare quella che si tiene pronta all'uso, cioè di servizio, in contrapposizione a quella di speranza o di rispetto.
Dar fondo all'àncora è l'espressione che descrive l'operazione di ancoraggio.
Salpare l'àncora è l'espressione che descrive l'operazione di spedare l'ancora dal fondo e riportarla a bordo.
Nelle moderne navi l'àncora trova alloggiamento nella cubìa, un'apertura presente sulla superficie dei masconi. Nelle imbarcazioni più piccole l'àncora è generalmente alloggiata sul musone di prua, oppure, se piccola e magari ripiegabile, nel gavoncello in prua in cui si trova l'eventuale verricello e si ripone la catena salpata, detto per estensione cala ancore.
  • Le àncore permanenti sono usate per mantenere in una fissa posizione in maniera stabile un'imbarcazione (come ad esempio una nave-faro) in tutte le condizioni meteomarine, anche le più avverse. Tali ancore non necessitano mai di essere spostate dal fondo o sollevate a bordo (tranne che occasionalmente). Àncore permanenti sono anche utilizzate per ancorare pontili galleggianti, piattaforme petrolifere, bacini per la pescicoltura, boe, ecc. Si parla anche (in modo improprio) di ancoraggio permanente per l'ormeggio delle imbarcazioni, per lo più realizzato senza uso di àncore, ma tramite cime (cime di ancoraggio) o catene ad un corpo morto sul fondale.
  • Le spere e le àncore galleggianti, infine, spesso confuse tra loro sono dispositivi/accorgimenti utilizzati quando in sostanza si tratta di ridurre il più possibile lo spostamento o la velocità della barca. Entrambi col principio del paracadute, ma in situazioni diverse: la spera può essere qualsiasi zavorra fissata ad una cima utilizzata a rimorchio dell'imbarcazione, per frenarne l'andatura in caso di maltempo specie con onde frangenti e impedire intraversamenti (a patto di far passare la linea di applicazione sull'asse di simmetria dello specchio di poppa diversamente si favorisce proprio l'intraversarsi), l'àncora galleggiante invece è una sorta di secchio tessile immerso, e si usa laddove la profondità dell'acqua impedisce un ancoraggio vero e proprio, è posto di prua per tenerla orientata al mare e al vento.

Forma e tipi di àncore temporanee[modifica | modifica wikitesto]

Un'àncora temporanea moderna consiste generalmente di una barra centrale, detta fuso, e bracci (marre) dotati di superfici (patte) di forma opportuna al fine di penetrare il fondale. Il fusto è generalmente chiuso ad un'estremità da un anello (cicala) per legare l'ancora alla cima o alla catena e presenta in genere all'altra estremità il diamante, dal quale si dipartono le marre.

Le variazioni e le integrazioni di tali elementi-basi hanno dato sviluppo a diversi tipi di àncore, utilizzate in relazione al tipo di fondale nel quale devono esercitare la presa ed alle caratteristiche dell'imbarcazione. In generale, le àncore a patte larghe sono più indicate per fondali di sabbia o fango, mentre quelle a patta stretta ed unghia appuntita sono più indicate per fondali duri. Oggi esistono àncore di ultima generazione definite «universali», ovvero capaci di utilizzo in ogni tipo di fondale penetrabile.

Fondamentalmente le moderne àncore temporanee si dividono in cinque famiglie:

  • àncore a ceppo;
  • àncore a vomere o ad aratro;
  • àncore a cucchiaio
  • àncore a marre articolate;
  • àncore a grappino o ad ombrello.
Àncora ammiragliato

Àncore a ceppo[modifica | modifica wikitesto]

Le àncore a ceppo sono tra le più efficienti. L'esempio più noto di tale famiglia è l'àncora Ammiragliato, spesso usato a simbolo stesso dell'ancora. La sua efficacia è legata alle dimensioni contenute delle marre, che le permettono di affondare anche nel groviglio delle alghe, e al ceppo che le permette, una volta arrivata sul fondo, di assumere una posizione particolarmente favorevole alla presa delle marre nel terreno. In commercio si trovano per lo più a ceppo sfilabile, per un più facile stivaggio.

L'àncora Northill appartiene a questa famiglia ma, per il suo peso, è di uso esclusivo su navi.

Àncora CQR

Àncore a vomere o aratro[modifica | modifica wikitesto]

Le àncore di questa famiglia hanno in comune il fatto che le loro marre assomigliano a un aratro. Esso sono particolarmente popolari tra i naviganti diportisti e possessori di barche private. Hanno generalmente un buon comportamento in tutti i fondali, ma non sono eccezionali su nessuno in particolare. Le àncore di questa famiglia più conosciute sono la CQR e la Delta, che è «figlia» della prima.

La C.Q.R. originale fu messa a punto dal matematico Geoffrey Ingram Taylor nel 1933, per coprire le esigenze degli idrovolanti che necessitavano di un'àncora di ancoraggio leggera ma efficiente. Ha la caratteristica che, trascinata sul fondo marino, tende a girarsi lateralmente, conficcando la sua punta nel terreno e quindi ammorsarsi grazie alla sua forma ad aratro. Fa prese su ogni tipo di fondale, tranne che nella posidonia, dove però riesce a sfruttare ogni tipo di asperità per aggrapparsi.

Àncora Bruce

Àncore a cucchiaio[modifica | modifica wikitesto]

In questa famiglia cadono molte delle àncore contemporanee ad alta tenuta. Sono àncore totali, ovvero non solo adatte a tutti i fondali ma anche con la più alta tenuta in ogni fondale. Essendo di recente costruzione non sono ancora estremamente diffuse. Le più conosciute sono Spade, Rocna, Ultra.

In questa famiglia si può far in qualche modo rientrare la ormai storica àncora Bruce e tutte le sue derivate (la Trefoil per esempio), considerandola una sorta di «cucchiaio capovolto» o guantone. L'àncora Bruce fu disegnata nel 1970 da Peter Bruce, ingegnere navale, per l'ancoraggio delle piattaforme petrolifere. È un'àncora molto popolare tra le piccole imbarcazioni che, nata specificatamente per la sabbia, ha un'ottima presa nei fondali giusti, diversi da quelli fangosi ed erbosi. Ma essa funziona bene nei modelli ad elevato peso, meno bene in quelli a basso peso, tipicamente utilizzate nelle piccole imbarcazioni.

Àncora Danforth

Àncore a marre articolate[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di àncore con marre molto grandi e piatte che possono ruotare su un asse trasversale al fusto.

L'àncora Danforth è la più conosciuta di questa famiglia. È un'àncora leggera con una presa eccezionale su fondali di sabbia, ma con performance molto limitate su altri fondali, in particolare su fondali rocciosi e di posidonie, sui quali tende a scivolare con un effetto slitta.

Anche l'àncora Hall appartiene a questa famiglia ma, per il suo peso, è di uso prevalente su navi di grandi dimensioni.

Àncora ad ombrello

Àncore a grappino o ad ombrello[modifica | modifica wikitesto]

Di forma tradizionale, il grappino è semplice da progettare e costruire. Ha il vantaggio che, indipendentemente dal lato con cui tocca il fondo marino, c'è sempre una marra per far presa sul terreno. È particolarmente usata su piccoli natanti.

Il tipo con marre larghe è adatta in fondali sabbiosi, fangosi o ciottolosi, mentre quella con marre più strette rende meglio su fondali duri, sono comunque da evitare i fondali rocciosi per la facilità con cui si può incattivare.

  • Nei modelli più recenti, specie a marre larghe, è spesso con marre richiudibili ad ombrello, per un più facile stivaggio. Per quelli a marre strette esistono geniali soluzioni artigianali diverse che consentono lo stivaggio coricato dell'àncora: una coppia di marre che può essere sbloccata a mano e ruotata sul fusto fino ad appaiarsi alla coppia, oppure una coppia di marre sfilabile, o ancóra le 4 marre sfilabili in blocco dal fusto.
Àncora Rocna

Àncore di recente sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

In anni recenti sono stati portati a termine diversi progetti di ancore, di facile uso e con una forte capacità di presa, orientate per imbarcazioni da piccola a grande dimensione: molti di questi progetti sono sotto brevetto.

  • àncora Bügel (o Wasi) di design tedesco – Autoraddrizzante di forma;
  • àncora Bulwagga;
  • àncora Spade di design francese;
  • àncora Rocna di design neozelandese – Autoraddrizzante di forma;

Àncore a tenuta dinamica

Àncora ULTRA

Fra le àncore recenti l'ultima evoluzione è nella cosiddette «àncore a tenuta dinamica» ovvero quelle che, sotto tiro, hanno un

comportamento che gli permette non solo di dare testa in poco spazio ma di assestarsi in posizioni di forza mano a mano che cresce il tiro.

Questa caratteristica fa sì che abbiano una tenuta statica già più alta delle àncore di precedente concezione, ma se si dovesse superare tale tenuta – vuoi per un tiro più forte, vuoi per un semplice giro di vento che le fa ruotare – queste si assestano sempre più solidamente nel fondale e non spedano.

In poche parole, queste àncore fanno testa con grande capacità in ogni fondale (penetrabile), non possono spedare e possono essere solo salpate con un tiro verso l'alto a circa 80-90°.

Ancora Mantus a geometria vettoriale
Àncora Mantus
  • àncora Ultra (o Ultranchor) di design turco - Autoraddrizzante di peso e disegno a geometria complessa.
  • àncora Mantus di disegno americano - Autoraddrizante di forma e costruita secondo una geometria vettoriale che massimizza la pressione sull'unghia.
Àncora a fungo in una nave-faro

Forma e tipi di ancore permanenti[modifica | modifica wikitesto]

Le ancore permanenti rientrano in una grande varietà di forme. Non dovendo essere sollevate a bordo (se non occasionalmente) e dovendo garantire l'ancoraggio in qualsiasi condizione meteo, caratteristica comune delle ancore permanenti è il loro elevato peso. Per le navi-faro ed in fondali sabbiosi, spesso è utilizzata l'àncora a fungo. Àncore permanenti possono essere costituite anche da grandi lastre di roccia o cemento. In alternativa, àncore permanenti sono pure costituiti da sistemi infissi sul fondo mediante trivellazione (in tutti questi casi si parla più propriamente di «corpi morti»).

Simbolo e simbolismi[modifica | modifica wikitesto]

Nelle cartografia nautica, il simbolo dell'àncora «» (Unicode U+2693) è spesso utilizzato per indicare una zona di ancoraggio.

Nell'iconografia cristiana l'ancora rappresenta la fede cristiana e la speranza nella risurrezione:[1] San Paolo, nella sua Lettera agli Ebrei, parla della speranza che serve alla nostra anima come un'àncora ferma ed assicurata al fondo marino.[2]

La cubìa, dove trova alloggiamento l'àncora, è detta anche occhio di cubìa: tale nome deriva dall'usanza di alcune popolazioni antiche di dipingere un occhio quale espressione di fede in una divinità che si credeva sempre vigile contro i pericoli della navigazione.[3]

Un'àncora, alla quale è avvinto un delfino, è il marchio dell'editore Aldo Manuzio. Il marchio è accompagnato dal motto Festina lente, a significare il peso dell'àncora e l'agilità del delfino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Christophe Renault, Reconnaître les saints et les personnages de la Bible, Paris, Éditions Jean-Paul Gisserot, 2002 ISBN 9 782877 476574. p. 12
  2. ^ San Paolo, Lettera agli Ebrei, VI, 19
  3. ^ L'occhio di cubìa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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