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Gō Nagai

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Gō Nagai al Japan Expo 2008

Kiyoshi Nagai (永井 潔?, Nagai Kiyoshi), noto come Gō Nagai (永井 豪?, Nagai Gō) (Wajima, 6 settembre 1945) è un fumettista, illustratore e sceneggiatore giapponese.

Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto portando - tra le tante - due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968, con l'accoglimento dell'erotismo nei manga destinati ai ragazzi con La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen)[1] e nel 1972, con la "rivoluzione" del genere super robot attraverso Mazinga Z, che popolarizzerà il concept di enormi mecha guidati da piloti posti al loro interno attraverso la famosissima serie anime dello stesso anno.

Dall'infanzia agli esordi come mangaka

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Go Nagai nacque il 6 settembre del 1945 nella città di Wajima, situata nella prefettura di Ishikawa. Figlio di Yoshio e Fujiko Nagai[2], è il quarto di cinque fratelli, nato poco dopo il ritorno della sua famiglia da Shanghai. Nei primi anni dell'infanzia, insieme alla madre e ai fratelli, si traferí a Tokyo dopo la morte del padre. Da bambino fu influenzato dai lavori di Gustave Doré (specialmente grazie a un'edizione giapponese della Divina Commedia di Dante Alighieri), di Sanpei Shirato, Osamu Tezuka (che conobbe grazie a una copia del fratello maggiore Yasutaka di "Lost World") e Mitsuteru Yokoyama.

L'illustrazione di Lucifero all'Inferno, di Gustave Doré, che sarà l'ispirazione per Mao Dante e Devilman.

Si diplomò alla Hitabashi High School di Tokyo. Mentre passava l'anno da "ronin" (termine che indica la condizione per cui uno studente fallisce un esame universitario ed è perciò costretto a studiare l'intero anno per ritentare nuovamente il test l'anno successivo) in una scuola preparatoria per poter accedere all'Università di Waseda, patí un caso grave di diarrea per tre settimane. Credendo di essere prossimo alla morte, decide di lasciare una prova della sua esistenza facendo ciò che più lo appassionava da bambino: creare fumetti. Determinato quindi a creare un lavoro in quelli che credeva essere i suoi ultimi momenti di vita, scopre poi da una visita di essere stato colpito da un semplice catarro al colon, da cui guarí successivamente. Questo, però, può essere considerato l'evento che svoltò la sua vita: convinto di voler continuare a lavorare sui manga, abbandona la scuola preparatoria dopo tre mesi.

Con l'aiuto del fratello Yasutaka, muove i suoi primi passi nel mondo del fumetto, nonostante l'opposizione della madre. Inizia così a presentare i suoi primi lavori alle case editrici, vedendosi numerosi rifiuti (si dice che la stessa madre, quando il giovane Nagai presentava le sue tavole agli editori, li convincesse segretamente a rifiutarle). Ciononostante, il suo lavoro venne notato dalla rivista Weekly Shonen Sunday dell'editore Shogakukan, la quale contattò Shōtarō Ishinomori (il creatore, tra le varie serie, di Cyborg 009, Kamen Rider, Ryu il Ragazzo delle Caverne) che lo accettò nel suo studio come assistente nel 1965.[3]

Il manga di prova che permise a Nagai - all'epoca diciannovenne - di essere notato dall'editore e di diventare assistente di Ishinomori riguardava un ninja con ambientazione fantascientifica, prototipo per una storia che sarà poi pubblicata sotto il nome di Il Leone Nero (Kuro no Shishi) solo nel 1978. Ishinomori, vedendo quest'opera, elogiò Nagai, affermando però che sarebbe dovuto migliorare e ammettendolo nel suo studio.

L'esordio nel mondo del fumetto come autore indipendente avviene nel 1967 con Meakashi Polikichi, gag manga one-shot pubblicato nel novembre di quell'anno sulla rivista Bokura di Kodansha (sebbene, sempre sulla stessa rivista, avrebbe dovuto essere pubblicato il manga Go Go Sweet (ゴーゴー・スイート), che non vide mai la luce per circostanze sconosciute: questo sarebbe da considerarsi l'esordio "fantasma" del mangaka, nonché l'unica opera dove si firma con il nome di battesimo Kiyoshi Nagai[4]). Quasi allo stesso tempo, sempre sulla stessa rivista venne pubblicata la riduzione a fumetti dell'anime televisivo Chibikko Kaiju Yadamon.

I primi successi e le prime controversie

Il suo primo grande successo avviene solo dopo un anno dal debutto. Nel 1968, mentre Shueisha era pronta per il lancio della sua prima rivista dedicata ai manga, Weekly Shōnen Jump, cosí da poter competere con magazine delle case editrici rivali (come la già citata Weekly Shonen Sunday di Shogakukan o Weekly Shonen Magazine di Kodansha) Nagai viene chiamato come per entrare nelle file di autori che avrebbero pubblicato delle serie pubblicate a puntate sulle pagine della rivista in questione. Lui, che già da tempo contemplava di potersi dedicare a una serie di lunga durata invece delle storie brevi autoconclusive che aveva sviluppato fino ad allora, accetta: la serie che vedrà la nascita sulle pagine di Jump sarà La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen). Serializzata tra il 1968 e il 1972, arriverà ai primi posti delle classifiche e sarà la serie di punta del magazine.

Con Harenchi Gakuen Weekly Shonen Jump arriverà a vendere il primo milione di copie e Nagai sarà il primo autore a introdurre l'erotismo nel manga moderno, segnando tutte le generazioni a venire e cambiando la percezione comune del manga come medium. Il manga di La Scuola Senza Pudore acquisí un'importanza tale da fare basare su di essa numerosi film e serie live-action, ma ciò a un caro prezzo. Al tempo della sua pubblicazione, infatti, divenne bersaglio dei media per la sua natura tremendamente dissacrante e "volgare", in quanto lavoro che presentava un eccesso di nudità (e che quindi esponeva bambini all'erotismo) e che fungeva da forte critica al sistema sociale ed educativo giapponese. Nel fumetto, gli insegnanti venivano rappresentati mentre cercavano di intravedere mutandine o corpi nudi di studentesse e mentre portavano avanti vere e proprie "guerre" contro gli studenti: questo portò molti genitori e PTA (Parent-teacher association, associazioni genitori-insegnanti) a protestare.

In particolare, le proteste delle PTA riguardo Harenchi Gakuen erano numerose, portando Nagai a essere bombardato da richieste di interviste da giornali e riviste e dibattiti televisivi, tanto da essere etichettato come un "nemico della società" e vedersi ostacolata la vendita dei magazine contenenti la serie in numerose parti del Giappone. Le proteste (che colpirono anche le serie TV oltre al manga) furono contrapposte al supporto che i fan mostravano all'autore, attraverso lettere in cui i bambini affermavano di essere pienamente a conoscenza che gli adulti i quali criticavano la serie, allo stesso tempo, leggevano cose ben peggiori.[5] Di contro, Nagai portò Harenchi Gakuen verso una strada "più matura", mostrando un twist dalle gag slapstick a una guerra su vasta scala che mostrerà i risvolti crudi e brutali che tanto lo caratterizzeranno negli anni successivi, portando alla fine della serie (che poi non diverrà l'attuale fine, poiché il fumetto vedrà una ripresa della serializzazione per altre due volte).

É qui che si cominciano a intravedere quelli che saranno gli stilemi cari tanto cari all'autore, come la brutalità, la rottura della quarta parete e il desiderio di abbattimento di tabú o morali artificiose, caratterizzanti una società ipocrita. Come risultato delle proteste delle PTA, proprio durante la serializzazione di La Scuola Senza Pudore, nel 1969 Nagai creerà La Famiglia Abashiri (Abashiri Ikka) pubblicata su Weekly Shonen Champion, suo secondo maggior successo dell'epoca.

La fondazione di Dynamic Pro. e la svolta fantascientifica[2]

Nel 1970 fonda insieme ai suoi fratelli la Dynamic Production, studio che aveva l'obbiettivo di aiutarlo nella gestione delle sue serie e dei relativi diritti contrattuali (come risultato dal non aver ricevuto alcune royalties dai film, dalle serie TV o dal relativo merchandise su La Scuola Senza Pudore) e che comprendeva e riuniva tutti i suoi collaboratori e assistenti (come per esempio Mitsuru Hiruta, Ken Ishikawa, Tatsuya Yasuda, Gosaku Ota, Shinobu Kaze, Yu Okazaki, Makoto Ono, Shigeru Akimoto, Tsutomu Oyamada, Shuichi Ishiwata, Teppei Takanashi, Minoru Nonaka, Susumu Yoshikawa) che contribuivano alla produzione delle sue serie. Per la gestione dei diritti dei suoi lavori, Dynamic Pro. si dotò poi di sussidiarie, come Dynamic Planning, sister company occupata nella gestione delle licenze a livello internazionale.

Volendosi distaccare dal genere comico-parodistico (che lo aveva sí reso tanto famoso come autore comico ma a cui non riusciva più a sottostare), decide di diventare un autore di "story manga" (genere che vede storie lunghe e caratterizzate da maggiore realismo e drammi umani, contrapposte ai gag manga, più brevi, o alle strisce comiche) approcciando alla fantascienza. Dopo le brevi esperienze con Guerrilla High (Gakuen Taikutsu Otoko, che tanto rappresenta il cambio, più o meno repentino, dal genere comico al sci-fi puro, poiché in fase di stesura passa dall'essere una storia di azione comica a un vero e proprio thriller fantascientifico) e Oni – Rebellion 2889 (Oni: 2889-nen no Hanran, one-shot di cento pagine ambientato nell'anno 2889 e che raffigura la battaglia tra uomini e oni, secondo quest'opera esseri umani artificiali creati attraverso la materia inorganica che vengono rappresentati come una classe inferiore e subordinata ai primi) ciò accadrà con il manga Mao Dante, dove inizia anche la sua esplorazione delle tematiche religiose e demoniache. Con questa serie, pubblicata su Bokura Magazine dell'editore Kodansha, Nagai non solo si ispira alla commedia dantesca che tanto lo influenzò da bambino, bensì capovolge a 180° l'ottica di quest'ultima (che ha al centro il punto di vista di Dante Alighieri e non dei demoni o dei dannati) e ha l'occasione di inserire il tema del "mostro gigante" e delle sue "crisi di coscienza", risultato dall'influenza di Godzilla; l'opera, nonostante le grandi ambizioni, fu bruscamente interrotta a metà per la chiusura della rivista su cui veniva serializzata.

Fortuna vuole che lo staff di Toei Animation fosse rimasto affascinato da Mao Dante nonostante il suo brusco finale, cosí richiede a Nagai di "addolcire" le tematiche demoniache per svilupparne una serie animata. Il soggetto finirà per diventare qualcosa di molto differente, ovvero ciò che l'anno successivo porterà alla nascita di Devilman (Debiruman), forse la sua opera più famosa e conosciuta a livello mondiale. Per supportare la serie anime, Nagai crea anche un manga, molto meno edulcorato, tanto che, mentre la serie TV presenta richiami all'iconografia del supereroe occidentale, quest'ultimo introduce situazioni dal background sci-fi al limite dello splatter e un finale apocalittico pessimista e imprevedibile, soprattutto per l'epoca in cui venne serializzato e per il target di riferimento. Anni dopo, poi, verranno realizzati due OAV che riprenderanno più fedelmente la prima parte del manga (corrispondente a circa i primi due volumi, sebbene il progetto volesse originariamente adattare l'intero fumetto).

I mecha pilotati dall'interno: Mazinger Z

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Gō Nagai nel 1987

Il 1972 è un anno importantissimo per Nagai, poiché oltre a Devilman vede la luce Mazinga Z, il primo cartone animato con protagonista un super robot controllato dall'interno da un essere umano. Di quest'opera furono pubblicate varie versioni a fumetti, tra cui l'originale (curata dallo stesso Nagai) e una riduzione di Gosaku Ota, che inizialmente segue con maggiore fedeltà la trama della versione televisiva, - accentuandone semplicemente la violenza - ma finisce poi introducendo alcune innovazioni e discostandosene notevolmente con i suoi seguiti (rispettivamente il Grande Mazinga e Ufo Robot Grendizer).

Nel 1973 ha poi inizio la lunghissima epopea di Violence Jack, una serie in cui la penisola del Kantō (regione dove si trova Tokyo), devastata dall'Infernale Terremoto del Kanto, diventa una landa desolata, teatro di selvagge lotte per la sopravvivenza. Con questa serie, l'autore sperimenterà nel genere del post apocalittico, che sarà tanto caro a serie altrettanto di successo come Mad Max e Ken il guerriero, diventandone il pioniere assoluto in patria. La serializzazione del fumetto in questione verrà interrotta e ripresa ripetutamente, venendo completata solo nel 1990.

Sempre dello stesso anno è anche Cutie Honey, cardine della produzione nagaiana al pari di Devilman e Mazinger Z poiché una delle prime serie "majokko", genere che vedrà il suo maggior successo con serie come Magica magica Emi o Sailor Moon. Protagonista é Honey Kisaragi, ragazza androide che combatterà per vendicare il padre contro la terribile associazione criminale Panther Claw.

La serie televisiva Il Grande Mazinger, poi, apparsa nel 1974, approfondirà ed estremizzerà le tematiche presenti in Mazinga Z: questa volta il pilota del mecha non è un ragazzino inesperto, ma un vero e proprio soldato addestrato al compito e che ha come unico scopo nella sua vita la sconfitta del popolo dei Micenei, che si presentano nelle mostruose fattezze di enormi mostri robotici con teste umane incastonate solitamente nel ventre.

Sempre nel 1974 Nagai dà di nuovo prova del suo genio assieme al suo collaboratore e fedele amico Ken Ishikawa, inventando il "mecha componibile" moderno con Getter Robot (in Italia noto come "Space Robot"). Anche in questa serie ritorna la tematica del "nemico che viene dal passato", in questo caso con l'Impero dei Dinosauri, una razza di rettili umanoidi particolarmente intelligenti, rimasti in ibernazione per secoli e tornati a reclamare la Terra. Della serie TV vengono nuovamente create molte riduzioni a fumetti, la cui più importante è senza dubbio quella disegnata dallo stesso Ken Ishikawa sulle pagine di Weekly Shonen Sunday a partire dal 7 aprile di quell'anno, giunta poi al termine con Getter Robot Arc nel 2003; questa "riduzione", comunque, risulta essere radicalmente diversa dalla versione televisiva, mantenendo solo i presupposti di base e mostrando uno sviluppo completamente diverso.

Ancora del 1974 è il fumetto Kekko Kamen (Maschera libidinosa), un'ennesima fusione di supereroi ed erotismo in cui la protagonista combatte il crimine vestita della sola maschera.

Nel 1975 viene prodotto il seguito di Getter Robot, Getter Robot G ("Jet Robot" in Italia) insieme ad altre due serie che avranno molto successo in Italia, Jeeg robot d'acciaio e Ufo Robot Grendizer ( in Italia "Ufo Robot Goldrake"). Anche in questo caso ci sono innovazioni non da poco nei mecha: in Jeeg, il pilota si trasforma esso stesso nella testa del robot con una metamorfosi e le altre parti del corpo, agganciate magneticamente, vengono "sparate" da una piccola navetta volante, appunto chiamato Big Shooter. I nemici, l'Impero Yamatai, provengono di nuovo dal passato, per la precisione dall'antichità giapponese. In Goldrake, invece, il mecha può entrare o uscire da un vero e proprio disco volante che gli fa da mezzo di trasporto nell'aria e nello spazio. Da questo particolare deriva il nome "Ufo Robot"; i temi sono questa volta più "classicamente" fantascientifici, con una vera e propria invasione aliena; la serie è notevole anche per una maggiore caratterizzazione dei personaggi e delle loro emozioni, non solo negli eroi ma anche e soprattutto nei nemici.

In particolare, Jeeg nacque quando la Takara (azienda produttrice di giocattoli, ora Takara Tomy) contattò Toshio Tanaka - l'allora caporedattore della rivista "TV Magazine" di Kodansha - proponendogli un progetto che riguardava robot che si assemblassero con giunti magnetici (linea di successo che sarà poi nota come "Magnemo", da noi arrivata come "Micronauti"): fu cosí presentata a Takara la Dynamic Production di Nagai, e quest'ultimo, coadiuvato dal suo assistente Tatsuya Yasuda, progettò il robot.[6]Grazie a Tanaka, poi, venne anche deciso un progetto legato al giocattolo, che includeva una serie manga pubblicata proprio su TV Magazine. Questa sarà curata dagli stessi Nagai e Yasuda, decretando il debutto ufficiale come mangaka di quest'ultimo (che fino ad allora aveva avuto due anni di esperienza in Dynamic come assistente). Quando poi Ken Ariga, produttore di Toei Animation, vide sul numero di maggio del '75 di TV Magazine un'artwork che pubblicizzava l'inizio della serie sul numero del prossimo mese (con una didascalia che recitava "Chi é questo eroe?") contattò Dynamic e decise, dopo che gli fu illustrato il progetto, che ne sarebbe stata trasposta una serie animata.[7]

Anche la nascita di Grendizer é stata piuttosto "improvvisa". Nel 1975, mentre andava in onda la serie del Grande Mazinga, il cavalcante interesse sugli Ufo - nato nella fine degli anni ‘60 ed esploso negli anni ‘70 e alimentato anche da serie televisive, come UFO, giunta anche nei territori del Sol Levante - spinse i produttori della Toei Animation a creare un cortometraggio che vedesse la presenza di dischi volanti e personaggi alieni come protagonisti, decidendo di affidare il soggetto della storia e i personaggi a Go Nagai (il quale, un anno prima, aveva contribuito alla realizzazione di un documentario animato proprio sugli Ufo). Questo non era un progetto sul quale Toei puntava molto, tanto che si decise di proiettarlo al Toei Manga Matsuri del 1975 insieme d un piano molto più promettente e, apparentemente, più sicuro, ovvero il film crossover Il Grande Mazinga contro Getta Robot G. Contrariamente a quanto ci si aspettava, Uchu Enban Daisenso ottenne un successo enorme, addirittura maggiore rispetto a quello di Il Grande Mazinga contro Getter Robot G (che al contrario venne reputato deludente dal pubblico), grazie alla caratterizzazione psicologica dei personaggi e dall’aspetto innovativo dei mecha, i quali mutavano in dischi volanti. La notorietà di questo cortometraggio animato suggerì ai produttori della Toei di creare una nuova serie che avrebbe sostituito Il Grande Mazinga, decidendo di affidarla sempre a Nagai, facendogli sviluppare proprio le tematiche accennate in Daisenso: questa serie verrà trasformata nel terzo capitolo della Trilogia dei Mazinger (costituita da Mazinga Z, Il Grande Mazinga e che avrebbe dovuto includere il progetto, più volte ripreso ma che non ha mai visto la luce, di God Mazinger - inizialmente concepito come seguito diretto ddi Il Grande Mazinga - , nome che successivamente verrà riutilizzato per la serie del 1984) e sarà proprio UFO Robot Goldrake. Per dare una continuità tra le due serie e questa, seppur contrariamente al volere di Nagai, l'emittente televisiva Fuji TV spinse Toei e Nagai a inserire Koji Kabuto tra i personaggi principali (che in Uchu Enban Daisenso non c’è perché Duke Fleed agisce senza un comprimario terrestre), ovvero ciò che permette a questa serie di avere un collegamento con i precedenti Mazinga Z e Grande Mazinga, poiché queste due - quanto a tematiche e impostazione - sono molto diverse da Grendizer.

Goldrake ha avuto particolare fortuna in Europa, dove in alcuni stati (Francia e Italia) ha dato origine a un vero e proprio fenomeno di costume, studiato perfino nelle facoltà di sociologia. In Italia, in particolare, Goldrake ha segnato ufficialmente l'ingresso degli anime nella programmazione televisiva. L'impatto che ebbe all'epoca fu molto forte, in quanto c'erano molte differenze, sia di tecnica di animazione sia di tematiche, con le serie allora conosciute, come i cartoni animati della Warner Bros. o di Hanna-Barbera. Goldrake era veramente "un mondo a parte" in confronto ai suoi predecessori, tanto che la prima puntata trasmessa sulla RAI fu preceduta da una breve introduzione. Famosissime divennero anche le sigle italiane, create da Vince Tempera.

Inoltre, come il già citato Grande Mazinga contro Getter Robot G, saranno prodotti numerosi film in cui i super robot di Nagai si uniranno per una causa comune, tra i qualiMazinga Z contro Devilman, Il Grande Mazinga contro Getter Robot, Ufo Robot Grendizer contro il Grande Mazinga e il team-up Il Grande Mazinga, Getter Robot G, UFO Robot Grendizer contro il Dragosauro.

Anni '80, '90 e '00: la stagione dei remake

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Da questo punto in poi la carriera di Nagai prende una piega curiosa: meno legato a vincoli commerciali di sponsor o produttori televisivi e di giocattoli poiché più affermato, oltre a produrre nuove opere (come per esempio Iron Muscle, Maboroshi Panty o Hanappe Bazooka) allo stesso tempo vedranno la nascita numerose "riscritture" delle serie che lo hanno reso celebre, sia direttamente - cioè a opera sua e dei suoi assistenti - che indirettamente - con versioni curate da altri autori. In questo modo verranno riletti, sia per quanto riguarda il mondo manga che il mondo anime, Mazinga (God Mazinger, Mazinger U.S.A Version, Mazinsaga, Z Mazinger, Mazinkaiser, Shin Mazinger Z, Mazinkaiser SKL, Mazinger Angels, Mazinga Z: Infinity), Devilman (Neo Devilman, Devillady, Amon - The Darkside of Devilman, Strange Days - The Apocalypse of Devilman, Devilman Grimoire, Devilman Saga), Mao Dante (Shin Mao Dante), Cutie Honey (Cutie Honey a Go Go, Cutie Honey SEED, Shin Cutie Honey, Cutie Honey F, Re:Cutie Honey,) Getter Robot (Change!! Getter Robot, gli Ultimi Giorni del Mondo, Neo Getter Robot contro Shin Getter Robot, Getter Robot Re:MODEL), Jeeg (Shin Jeeg Robot d'Acciaio) e Grendizer (Grendizer Giga, Grendizer U).

Esiste anche una parodia umoristica, Il pazzo mondo di Go Nagai (del 1991), in cui compaiono tutti i personaggi delle sue serie più celebri in stile super deformed.

Stile e tematiche

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Per quanto si può vedere in Devilman e in Mazinga Z, lo stile di Nagai è agli antipodi dell'eleganza: semplice eppure incline al grottesco, all'effetto splatter, all'eccessivo, eppure capace di realizzare tavole che hanno influenzato generazioni di disegnatori (per esempio Kentarō Miura, che nel suo Berserk fa più di un omaggio alle tavole di Devilman). Insomma, uno stile completo, anche se di difficile assimilazione d assolutamente non kawaii (carino).

Al di là dell'erotismo, le tematiche trattate da Nagai nei suoi manga e anime possono essere così schematizzate:

  • Fiducia nella scienza, ma non completa: in molte sue opere la scienza è l'unica risorsa in grado di salvare gli esseri umani dai pericoli delle antiche civiltà che le assalgono. È la scienza che crea le nuove divinità mecha, salvifiche e spaventose allo stesso tempo, con il potere di salvare il mondo ma anche di distruggerlo. Così come esistono scienziati scrupolosi e pacifici, allo stesso tempo spregevoli scienziati pazzi tramano utilizzando le proprie conoscenze allo scopo di conquistare il mondo. Questa opposizione è rappresentata perfettamente in Mazinga Z con la coppia di scienziati Dottor Inferno/Professor Kabuto.
  • Ambiguità tra male e bene: i "cattivi" di Nagai non lo sono mai nel senso classico, monodimensionale come quello dei cartoon americani. Hanno vissuto un destino spaventoso ed è per questo che vogliono vendicarsi, dopo essersi proposti di instaurare il loro dominio sulla Terra. Sono di certo malevoli e crudeli, ma anche intelligenti e astuti. Inoltre hanno una visione della vita diversa da quella moderna, legata a certe pratiche ancestrali, quasi primitive: il più forte sopravvive e ha ragione, tutto il resto è solo fumo negli occhi. Ma anche i buoni, soprattutto nei fumetti di Nagai, non lo sono certo nel senso dei prodi cavalieri medioevali; pur rispettando la via del Bushidō, spesso hanno psicologie disturbate che a tratti li rendono spaventosi quanto coloro che devono combattere: per esempio le personalità di Tetsuya Tsurugi del Grande Mazinga o quelle di Ryoma Nagare e Hayato Jin nel manga di Getter Robot). Perfino le "armi finali" dell'umanità, siano esse mecha o Devilmen, hanno tutte elementi sia di angeli che di demòni; non a caso, Nagai le indica con il termine "majin", dove "ma" vuol dire "demonio" e "jin" vuol dire "divinità". Un po' diversi appaiono i nemici in Ufo Robot Goldrake, i vegani: essi non hanno mai abitato la Terra (anche se nell'episodio 44 si scopre che in un'era lontana l'avevano visitata), ma sono costretti a invaderla perché la sopravvivenza sulla loro stella è a rischio: e in loro albergano anche nobili sentimenti, che non di rado affiorano, vedi soprattutto la figura di Zuril (i dialoghi tra lui e il figlio sono i più toccanti di tutto l'anime); vi sono poi tra questi alieni alcuni personaggi secondari che lottano contro Goldrake senza per questo essere portatori di tratti negativi, come il giovane scienziato pacifista Iara, la cui originaria personalità viene fatta cancellare da una diabolica macchina messa a punto da Hydargos, o l'adolescente Aensu, vittima di un terribile inganno ordito da Gandal, il quale gli ha fatto credere che Goldrake si apprestasse a sottomettere i vegani dopo aver ottenuto la supremazia assoluta su tutta la Terra. Fondamentalmente buono può essere considerato anche il licantropo Gauss, giovane principe di una stella conquistata dai vegani, il quale accetta di combattere contro Actarus (Duke Fleed o Daisuke nella versione originale) nella speranza che Re Vega conceda l'indipendenza alla sua gente; dopo un primo scontro con Goldrake, dal quale pure esce vincitore, egli lentamente matura la convinzione che la consegna della Terra a Vega è quanto di più ingiusto ci possa essere, per arrivare così a una decisione drastica che lo riconcilierà con Actarus e con sé stesso. E un gesto ancora più nobile, forse il più nobile che si possa vedere in Ufo Robot Goldrake, viene da un personaggio che è invece votato al male: Haruk, l'alieno originario della stella Delta, alleata con i vegani. Inviato da Zuril sulla Terra per spiare la base di Procton, Haruk finisce per affezionarsi al piccolo Mizar; quando poi questi scopre la sua vera provenienza egli inorridisce all'idea di ucciderlo, sicché non solo lo lascia libero, ma si preoccupa addirittura di rassicurare Actarus che ancora ignaro del rilascio di Mizar sta battendo tutta la zona alla ricerca del bambino scomparso; solo allora affronterà Goldrake, senza dunque venir meno alla missione affidatagli.
  • Fiducia nelle giovani generazioni: sempre, nell'universo di Nagai, sono i giovani e la loro mentalità più aperta che riescono ad avere ragione di spaventosi pericoli. Nati nella società tecnologica, si rapportano più facilmente con i mecha e capiscono più rapidamente la natura e le intenzioni del nemico, oltre a possedere la grande forza e l'indomabile volontà che Nagai vorrebbe fosse propria delle nuove generazioni. Viceversa, i nemici provengono quasi sempre dall'antichità, dal passato, hanno un aspetto senile con lunghe barbe o lunghi capelli bianchi, non capiscono il mondo moderno e vorrebbero distruggerlo, per riportare tutto a com'era quando lo dominavano in quanto per loro le tradizioni sono legge ed essi stessi sono "imprigionati" in una rigida architettura gerarchica che non prevede possibilità di scalata sociale. Anche qui tuttavia i vegani costituiscono ovviamente un'eccezione.
  • Interesse per il cinema occidentale: nelle serie di Nagai, in particolare Goldrake, vi sono diverse citazioni di capolavori del cinema made in Hollywood. Il rapimento di Venusia da parte del gorilla cyborg di Dantus è un palese omaggio a King Kong; l'aspetto diurno di Gauss ricorda i personaggi che Clint Eastwood ha interpretato nei suoi film western.
  • Interesse per il mondo antico, sia giapponese che europeo: Nagai ha spesso dichiarato di aver tratto molti spunti dalla romanità antica e dalle civiltà che l'hanno ispirata. Gli omaggi in questo senso sono innumerevoli. In Mazinga Z il cattivissimo Dottor Inferno vive in un'isoletta greca ingombra di ruderi ellenici e comanda i mostri con una Verga di Rodi, simile ai bastoni del comando in uso presso alcune antiche civiltà. Nel Grande Mazinga i nemici sono i Mikenes, ovvero i Micenei, e uno dei generali si chiama Yuri Cesar (da Giulio Cesare), mentre dai personaggi della mitologia classica sono presi pari pari molti nomi, sia tra i comandanti sia tra i mostri guerrieri (Argos, Helena, Achilleus, Hercules); inoltre i mostri vestono come i gladiatori e hanno armi similari. In Jeeg, invece, i nemici sono ispirati all'antico Giappone, con la regina che si chiama Himika, nome che ricorda da vicino quello di una donna realmente esistita, Himiko, una sacerdotessa a capo del Regno Yamatai, antico nome di una zona del Giappone; allo stesso modo i suoi soldati assomigliano alle statuette votive che si trovano nelle tombe dell'epoca, così come le Campane di Bronzo sono un oggetto cerimoniale molto diffuso nel periodo.

Riconoscimenti

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Nell'aprile 2016 è stato ospite alla XIX edizione del Romics, dove viene premiato con il Romics d'Oro.[8] Nel luglio 2026, viene inserito nella Hall of Fame dei Will Eisner Comic Industry Awards.[9]

Lo stesso argomento in dettaglio: Opere di Gō Nagai.

Onorificenze straniere

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  1. rsi.ch, https://www.rsi.ch/cultura/film-e-serie/Go-Nagai.-Robotico-eroico-erotico--3127874.html.
  2. 1 2 �i�䍋�ɂ‚���, su www.mazingerz.com. URL consultato il 23 aprile 2026.
  3. Il grande Go Nagai, su www.divertimento.it. URL consultato il 23 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2008).
  4. Go Nagai All His Works, p. 133.
  5. (EN) 40-year veteran of ecchi manga Go Nagai says brains more fun than boobs - Mainichi Daily News, su mdn.mainichi.jp. URL consultato il 23 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2008).
  6. Go Nagai's Animation Chronicle, Futabasha.
  7. Kodansha, rivista mensile "TV Magazine", numero di maggio 1975, pagina 103.
  8. Goldrake atterra a Romics, su romics.it. URL consultato l'8 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2016).
  9. Akira Toriyama e Gō Nagai da oggi sono nella Eisner Hall of Fame, su animeclick, 25 luglio 2026. URL consultato il 27 luglio 2026.
  10. (FR) Le créateur de Goldorak reçoit la distinction de Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres, 6 luglio 2019 (archiviato il 7 luglio 2019).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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