L'isola dei cani (film)

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L'isola dei cani
Isle of Dogs.jpg
Una scena del film
Titolo originaleIsle of Dogs
Lingua originaleinglese, giapponese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Germania
Anno2018
Durata101 min
Rapporto2.35:1
Genereanimazione, fantastico, avventura, commedia
RegiaWes Anderson
SoggettoWes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman, Kunichi Nomura
SceneggiaturaWes Anderson
ProduttoreWes Anderson, Jeremy Dawson, Steven Rales, Scott Rudin
Produttore esecutivoEli Bush, Molly Cooper, Christoph Fisser, Henning Molfenter, Charlie Woebcken
Casa di produzioneAmerican Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions
Distribuzione in italiano20th Century Fox
FotografiaTristan Oliver
MusicheAlexandre Desplat
ScenografiaPaul Harrod, Adam Stockhausen
StoryboardJay Clarke, Steve Moore
Character designFélicie Haymoz
AnimatoriAnthony Elworthy, Jason Stalman
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

L'isola dei cani (Isle of Dogs) è un film d'animazione in stop motion[1] del 2018 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel futuro 2038, un'epidemia di "influenza canina" colpisce tutti i cani del Giappone. Pur di evitare il rischio di permettere alla pestilenza di mutare e attaccare anche gli umani, Kobayashi, l'autoritario sindaco della città di Megasaki, firma un decreto che bandisce tutti i cani, ponendoli in quarantena su un'isola di rifiuti, nonostante il professor Watanabe, capo del Partito della Scienza, insista di essere vicino a creare un antidoto. Il primo cane ad essere pubblicamente trasferito sull'isola è Spots, appartenuto ad Atari Kobayashi, nipote adottivo orfano del sindaco.

Sei mesi più tardi, Atari ruba un piccolo aeroplano per raggiungere l'Isola dei Cani nella speranza di ritrovare Spots. Dopo essere precipitato, Atari incontra cinque cani: Rex, Duke, King e Boss, e il loro capo lo scontroso randagio Chief. I cani accettano di aiutare il ragazzo a trovare Spots, mentre Chief si oppone, rifiutando di stringere rapporti con gli umani. Atari e i cani trovano una gabbia per il trasferimento bloccata contenente lo scheletro di un cane; inizialmente credono che si tratti di Spots, salvo poi scoprire che sulla targhetta del cane morto c'è scritto "Sport", capendo quindi che Spots può essere ancora vivo.

Kobayashi viene a sapere della fuga del nipote e invia un gruppo di uomini, assistiti da un cane-robot, per riportarlo indietro. Chief e i cani riescono a sconfiggere gli assalitori, impedendo il sequestro di Atari. Dopo essere stato incoraggiato dalla cagnetta Nutmeg, dalla quale è attratto, Chief acconsente ad aiutare Atari nella sua ricerca. I cani si consultano con Jupiter e Oracle, due cani anziani, che li inviano in un posto isolato dove potrebbero trovare Spots e li mettono in guardia circa un famigerato gruppo di cani cannibali a cui potrebbero andare incontro.

Nel frattempo, il professor Watanabe riesce a mettere a punto l'antidoto contro l'influenza canina, ma gli sgherri di Kobayashi lo assassinano con un piatto di sushi avvelenato. La studentessa americana e amica di Atari, Tracy Walker sospetta che ci sia in ballo una cospirazione e si mette alla ricerca di prove per denunciare il sindaco per il maltrattamento dei cani. Dopo una lunga indagine, Tracy va a confrontarsi con Yōko Ono, l'ex assistente di Watanabe, la quale conferma la teoria sul complotto del sindaco contro i cani e le affida l'ultima fiala di antidoto.

Durante il cammino, Chief e Atari si separano dagli altri. Atari pulisce Chief, rivelando che egli ha il pelo bianco con macchie nere e un aspetto quasi identico a Spots, in quanto entrambi esemplari di una razza canina molto rara. Chief si ricorda che, prima di diventare randagio, faceva parte di una cucciolata dove tutte le femmine furono soppresse. Atari e Chief si riuniscono agli altri proprio nel momento in cui vanno incontro al gruppo di cani cannibali. Tuttavia, si scopre che non sono selvaggi, ma solo etichettati come cannibali perché una volta furono costretti a sopravvivere nutrendosi, a malincuore, del loro capobranco, quando quest'ultimo morì di fame. I cani cannibali, infatti, hanno liberato e accolto Spots, che finalmente raggiunge Atari e rivela di essere il fratello di Chief. Spots spiega di essere diventato il capo del branco e che si è accoppiato e si accorda con Chief per prendere il suo posto come compagno di Atari.

Dopo essere sfuggiti a un altro attacco da parte degli uomini di Kobayashi e di un esercito di cani-robot, Atari e i cani vengono a sapere da un gufo che il sindaco sta pianificando lo sterminio di massa di tutti i cani sull'isola per favorire la propria rielezione imminente. Atari costruisce un'imbarcazione con la quale ritorna a Megasaki, portando con sé Spots, il gruppo di Chief e una grande quantità di cani dell'isola per raggiungere il sindaco e fermarlo in tempo. Durante la cerimonia per dare pubblicamente il via allo sterminio dell'Isola dei Cani, Tracy e il suo gruppo salgono sul palco e presentano le prove della cospirazione di Kobayashi e l'impedimento della cura. Atari e i cani giungono anch'essi alla cerimonia e Tracy somministra l'antidoto a Chief, rivelando a tutti che funziona.

Tuttavia, il maggiore Domo, braccio destro del sindaco, vuole ugualmente sterminare i cani e si appresta a premere il pulsante per mettere in atto lo sterminio. Kobayashi e Atari si scontrano con Domo, che riesce a premere il pulsante ma, grazie all'intervento di un amico hacker di Tracy, l'arma biologica messa a punto per i cani viene liberata contro gli addetti allo sterminio. Nello scontro, però, Atari e Spots rimangono gravemente feriti. Per rimediare alle sue azioni, Kobayashi dona il proprio rene ad Atari e accetta di essere messo agli arresti con Domo e i suoi alleati. Atari diventa il nuovo sindaco di Megasaki e permette ai cani di essere reintegrati nella società.

Tracy si fidanza con Atari, mentre Chief con la cagnolina di Tracy, Nutmeg, che lavora insieme a lui come guardia del ragazzo. A Spots viene eretta una statua in suo onore, ma nel finale si scopre che è stato curato dalle ferite e vive nascosto, con la sua compagna e i loro cuccioli, in un santuario sotto la residenza di Kobayashi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2015 Anderson annuncia di voler tornare all'animazione con un film sui cani,[2] che sarà influenzato dai film di Akira Kurosawa e dagli speciali televisivi natalizi.[3]

La produzione del film inizia nell'ottobre 2016 in Inghilterra.[4]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il cast alla presentazione del film alla Berlinale 2018

Il 25 aprile 2017 viene diffuso il primo poster ufficiale del film.[5] Il primo teaser trailer viene diffuso il 20 settembre 2017,[1][6] mentre il trailer esteso viene diffuso il giorno seguente.[7]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

L'isola dei cani è stato selezionato come film d'apertura della 68ª edizione del Festival di Berlino.[8] La pellicola, inizialmente programmata per il 20 aprile 2018,[5] è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 23 marzo dello stesso anno,[7] mentre in Italia è stata distribuita a partire dal 1º maggio.[9]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 13 anni non accompagnati da adulti per la presenza di "immagini violente".[10]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 32 015 231 $ nel Nord America e 32 226 268 $ nel resto del mondo, per un totale di 64 241 499 $ in tutto il mondo.[11]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Sull'aggregatore Rotten Tomatoes il film riceve il 90% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 8,03 su 10 basato su 336 critiche,[12] mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 82 su 100 basato su 55 recensioni.[13]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pierre Hombrebueno, Isle of Dogs: il nuovo film di Wes Anderson si mostra in un assaggio del trailer, Best Movie, 20 settembre 2017. URL consultato il 20 settembre 2017.
  2. ^ (EN) Alex Osborn, WES ANDERSON TO DIRECT STOP-MOTION ANIMATED FILM ABOUT DOGS, IGN, 12 ottobre 2015. URL consultato il 20 settembre 2017.
  3. ^ (EN) Zack Sharf, Wes Anderson’s ‘Isle of Dogs’ is Inspired By Akira Kurosawa and Christmas Television Specials, Yahoo!, 13 marzo 2017. URL consultato il 20 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Chris Cabin, Wes Anderson Confirms His Stop-Motion Animated Dog Movie Is In Production, collider.com, 27 ottobre 2016. URL consultato il 20 settembre 2017.
  5. ^ a b (EN) Nigel M. Smith, Wes Anderson’s ‘Isle of Dogs’ Gets Release Date, First Poster, thewrap.com, 25 aprile 2017. URL consultato il 20 settembre 2017.
  6. ^ Filmato audio FoxSearchlight, ISLE OF DOGS Motion Poster, su YouTube, 20 settembre 2017. URL consultato il 20 settembre 2017.
  7. ^ a b Filmato audio FoxSearchlight, ISLE OF DOGS, su YouTube, 21 settembre 2017. URL consultato il 21 settembre 2017.
  8. ^ L'isola dei cani di Wes Anderson aprirà il Festival di Berlino 2018, Comingsoon.it. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  9. ^ Isle of Dogs (2018). URL consultato il 22 febbraio 2018.
  10. ^ Davide Stanzione, Isle of Dogs: il nuovo film di Wes Anderson avrà un divieto PG-13 per “immagini violente”, Best Movie, 1º febbraio 2018. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  11. ^ (EN) L'isola dei cani, su Box Office Mojo. URL consultato il 12 ottobre 2019. Modifica su Wikidata
  12. ^ (EN) L'isola dei cani, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 12 ottobre 2019. Modifica su Wikidata
  13. ^ (EN) L'isola dei cani, su Metacritic, CBS Interactive Inc.. URL consultato il 12 ottobre 2019. Modifica su Wikidata
  14. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2019: tutte le nomination, Roma e La Favorita candidati a 10 statuette!, badtaste.it, 22 gennaio 2019. URL consultato il 22 gennaio 2019.
  15. ^ Karin Ebnet, Golden Globe 2019, tutte le nomination, Best Movie, 6 dicembre 2018. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  16. ^ Simona Carradori, Festival di Berlino 2018: Orso d’oro a Touch Me Not di Adina Pintilie, Best Movie, 24 febbraio 2018. URL consultato il 24 febbraio 2018.
  17. ^ (EN) 2018 San Diego Film Critics Society Award Winners, su San Diego Film Critics Society Awards, 10 dicembre 2018. URL consultato il 3 marzo 2019 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2018).
  18. ^ Andrea Francesco Berni, Roma conquista i premi della critica di Chicago, Los Angeles, Toronto, New York, Philadelpha, badtaste.it, 10 dicembre 2018. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  19. ^ (EN) Annie Awards Fourty Six, Annie Award. URL consultato il 4 dicembre 2018.
  20. ^ Andrea Francesco Berni, Annie Awards: Spider-Man: Un Nuovo Universo è il miglior film d’animazione dell’anno, badtaste.it, 3 febbraio 2019. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  21. ^ a b Andrea Francesco Berni, Oscar 2019: le nomination dei premi dei sindacati WGA, ASC, ADG e ACE, badtaste.it, 7 gennaio 2019. URL consultato l'8 gennaio 2019.
  22. ^ Andrea Francesco Berni, ADG Awards 2019: premiati Black Panther, La Favorita e Crazy & Rich, badtaste.it, 3 febbraio 2019. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  23. ^ Pierre Hombrebueno, BAFTA 2019: tutte le candidature agli Oscar britannici. Dogman è nominato come Miglior Film Straniero, Best Movie, 9 gennaio 2019. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  24. ^ Andrea Francesco Berni, BAFTA 2019: La Favorita domina le nomination agli Oscar inglesi, badtaste.it, 9 gennaio 2019. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  25. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2019: Bohemian Rhapsody vince i Cinema Audio Society Awards, su badtaste.it, 17 febbraio 2019. URL consultato il 17 febbraio 2019.
  26. ^ (EN) 2019 CRITICS CHOICE AWARDS NOMINATIONS: THE FULL LIST, Rotten Tomatoes, 10 dicembre 2018. URL consultato l'11 dicembre 2018.
  27. ^ Andrea Francesco Berni, PGA Awards 2019: tutte le nomination, c’è anche Black Panther, badtaste.it, 4 gennaio 2019. URL consultato il 5 gennaio 2019.
  28. ^ (EN) 2018 NOMINEES, pressacademy.com. URL consultato il 2 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2018).
  29. ^ (EN) Quendrith Johnson, ROMA, A STAR IS BORN, Set for Top Honors at 23rd Satellite™ Awards, pressacademy.com, 3 gennaio 2019. URL consultato il 19 gennaio 2019.

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