Georges Simenon

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Georges Simenon (1963)

Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.

Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno. A lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie[1]. Secondo l'Index Translationum, un database dell'UNESCO che raccoglie tutti i titoli tradotti nei Paesi membri, Georges Simenon è il sedicesimo autore più tradotto di sempre[2] e il terzo di lingua francese dopo Jules Verne e Alexandre Dumas (padre).

Nonostante la sua opera abbia intrecciato diversi generi e sottogeneri letterari, dal romanzo popolare, al romanzo d'appendice, passando dal noir e dal romanzo psicologico, Simenon è noto soprattutto per essere l'ideatore del commissario Maigret, protagonista di racconti e romanzi polizieschi.

Simenon iniziò la sua carriera di scrittore a poco meno di sedici anni, a Liegi, come giornalista nella sua città natale. Negli anni venti, trasferitosi a Parigi, divenne un prolifico autore di narrativa popolare. Negli anni trenta raggiunse la fama grazie al personaggio del commissario Maigret, i cui racconti e romanzi furono i primi a essere pubblicati con il suo vero nome; sino ad allora infatti, Simenon aveva pubblicato opere sotto pseudonimo, usandone decine: il più ricorrente era Georges Sim. Fu quella la svolta nella carriera letteraria di Simenon che, fino agli anni settanta, produsse un considerevole numero di romanzi (gialli e non) che lo rendono uno degli autori più tradotti e più letti del XX secolo. Nonostante l'enorme successo commerciale, la critica letteraria è sempre stata indecisa riguardo ad una sua possibile classificazione, tanto che, benché la produzione poliziesca di Simenon riguardi una parte relativamente minoritaria della sua opera, egli è ricordato per lo più come un prolifico autore di romanzi gialli.

Lo stile di scrittura di Simenon è caratterizzato, nonostante il vocabolario scarno e la rinuncia di qualsiasi finezza letteraria, da atmosfere molto dense. Il suo lavoro arriva, nelle sue stesse parole, dal "popolo nudo", dall'uomo che viene alla luce dietro tutte le possibili maschere. La storia di Simenon è ripercorribile sia nelle sue opere di finzione che nei diversi romanzi autobiografici. La sua vita privata era instabile: a parte i suoi due matrimoni Simenon ebbe numerose relazioni. Nel corso della sua vita cambiò trentatré residenze, tra Belgio, Francia, Canada, Stati Uniti e Svizzera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Simenon, a Liegi, al numero 26 di rue Léopold (oggi numero 24[3]).

Simenon nasce a Liegi, in rue Léopold[4], giovedì 12 febbraio del 1903; la sua data di nascita è un piccolo mistero: nato il giorno 13, venerdì, considerato di cattivo auspicio dalla madre superstiziosa, venne registrato all'anagrafe locale come se fosse nato il 12 febbraio.[5] Figlio di un contabile, Désiré, e di una casalinga di estrazione borghese, Henriette Brüll, Simenon da bambino non gode di ottima salute. E proprio la cagionevole salute del piccolo Georges è uno dei numerosi motivi di scontro tra le famiglie, o meglio i clan, Simenon e Brüll: l'autore belga ricorderà in numerose interviste e in diversi romanzi autobiografici[6] il suo rapporto con i genitori e le rispettive famiglie di origine, venerando e forse mitizzando il padre Désiré e i Simenon, e sottolineando, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo difficilissimo rapporto con Henriette, una madre "morbosamente emotiva, ma insensibile alle emozioni degli altri"[7].

Georges Simenon frequenta con ottimi risultati vari istituti scolastici retti dai Fratelli delle Scuole Cristiane. In quegli anni adolescenziali, fatti di nuove esperienze, Simenon si ribella alle restrizioni imposte dai religiosi e sin da allora comincia il graduale allontanamento dalla Chiesa cattolica e dalla religione.[5] È attratto dalla lettura fin da ragazzo, in particolar modo dalle opere dei Dumas (padre e figlio), di Charles Dickens, Balzac, Stendhal, Conrad e Stevenson, e dai testi classici. Nel 1919 entra come cronista alla Gazette de Liège, dove rimane per oltre tre anni firmando con lo pseudonimo di Georges Sim. Contemporaneamente collabora con altre riviste e all'età di diciotto anni pubblica il suo primo romanzo[8]. Dopo la morte del padre, nel 1922, si trasferisce a Parigi dove inizia a scrivere utilizzando vari pseudonimi[9]; già nel 1923 collabora con una serie di riviste (almeno 14) pubblicando racconti settimanali: la sua produzione letteraria è notevole e nell'arco di tre anni ne scrive oltre 750. Le sue capacità letterarie gli assicurano un rapido successo economico. Contemporaneamente decide di intraprendere la strada del romanzo commerciale e negli anni tra il 1925 e il 1930 pubblica oltre 170 romanzi con vari editori (Ferenczi, Tallandier, Fayard), tutte opere sotto vari pseudonimi, dei quali i più ricorrenti sono Georges Sim, Jean du Perry, Gom Gut, Christian Brulls, Georges Martin-Georges e molti altri. Impiega pochi giorni per scrivere un romanzo, ed utilizza vari nomi per rivenderli a diversi editori; gli anni di scrittore sotto pseudonimo sono una sorta di apprendistato, in attesa di scrivere "letteratura impegnata".

Nel 1928 intraprende un lungo viaggio prima sulla chiatta Ginette, quindi sul cutter Ostrogoth, lungo i canali navigabili francesi, da cui trae ispirazione per la realizzazione di numerosi reportage; e i canali ed i paesaggi piatti e brumosi della Francia del Nord ricorreranno in molti dei suoi romanzi e racconti, polizieschi e non. Nel 1929[8], in una serie di novelle scritte per la rivista Détective, appare per la prima volta il personaggio del Commissario Maigret. Nel 1931, si avvicina al mondo del cinema: Jean Renoir e Jean Tarride producono i primi due film tratti da suoi romanzi, Il mistero del crocevia e Il cane giallo.

Georges Simenon nel 1963

Assieme alla prima moglie Régine Renchon detta Tigy, intraprende lunghi viaggi per il mondo per tutta la durata degli anni trenta. Nel 1939 nasce il primo figlio, Marc. Nel 1940 si trasferisce a Fontenay-le-Comte in Vandea, ma non lontano da La Rochelle: durante la guerra si occupa dell'assistenza dei rifugiati belgi, e nello stesso periodo intrattiene una lunga corrispondenza epistolare con André Gide. A causa di un'errata diagnosi medica, Simenon si convince di non avere ancora molti anni da vivere e questo lo spinge a scrivere le sue memorie, dedicate al figlio Marc e raccolte nel romanzo autobiografico Pedigree.[10]

La fine della guerra coincide in Francia con la caccia ai collaborazionisti: accuse poi rivelatesi infondate sfiorano Simenon che preferisce trasferirsi negli Stati Uniti, prima in Texas poi nel Connecticut, mentre il fratello Christian condannato a morte in contumacia per collaborazionismo ripara, su consiglio di Georges[11], nella Legione straniera francese, ove troverà la morte in combattimento nel 1947 nella guerra d'Indocina: una morte di cui la madre - con la quale, come si è detto, Georges Simenon aveva un difficilissimo rapporto - lo riterrà sempre responsabile. Negli Stati Uniti conosce Denyse Ouimet che diventerà seconda moglie e madre di tre figli di Simenon (John, Marie-Jo e Pierre). Torna in Europa negli anni cinquanta, prima in Costa azzurra e quindi in Svizzera, a Epalinges nei dintorni di Losanna. Nel 1960 presiede la giuria della tredicesima edizione del festival di Cannes: i film in concorso quell'anno sono memorabili, da A casa dopo l'uragano di Minnelli, a L'avventura di Antonioni, da La fontana della vergine di Bergman a Violenza per una giovane di Buñuel. Tra i fischi del pubblico[12], vengono assegnati il Premio della giuria al film di Antonioni e la Palma d'oro a La dolce vita di Federico Fellini, e tra Simenon e il regista riminese nasce una lunga e duratura amicizia. Dopo pochi anni Simenon si separa da Denyse Ouimet e, in seguito ad una piccola caduta, assume una domestica perché lo accudisca nelle faccende domestiche: è Teresa Sburelin, di origini friulane, che gli resterà accanto fino alla morte di lui.

Simenon era anche noto per essere un "playboy" e per tradire spesso le sue compagne ufficiali, soprattutto nella seconda parte della sua vita: affermava infatti di aver avuto rapporti sessuali occasionali - spesso più di una volta al giorno - con circa diecimila donne[13]; e, a chi si mostrava scettico su questa cifra, ritenendola una vanteria o una grossolana esagerazione, rispondeva (come nel celebre epistolario con l'amico Federico Fellini, il quale cercava fonti d'ispirazione per il suo film su Casanova) spiegando che la stragrande maggioranza di queste donne, circa ottomila, erano prostitute, e che anche le altre erano quasi tutte di estrazione sociale inferiore alla sua: domestiche, ballerine (tra cui una giovanissima Nadia Cassini), spogliarelliste e cameriere[14][15]. Ripeteva che "non si tratta assolutamente di un vizio, non sono un maniaco sessuale, ma sento il bisogno di comunicare", e che fare sesso per lui era come "respirare"[15]. Lo scrittore era inoltre un fumatore accanito e un forte bevitore[14].

Nel 1972, dopo aver pubblicato Maigret e il signor Charles, lo scrittore annuncia sul quotidiano francese 24 heures che non avrebbe mai più scritto[16], e infatti da allora inizia l'epoca dei dettati: Simenon registra su nastri magnetici le parole che aveva deciso di non scrivere più. Nei tardi anni settanta le condizioni di salute di Simenon sono precarie, ma questo riduce solo in parte la sua produzione letteraria[17]. Nel 1978 la figlia Marie-Jo muore suicida: nel 1980 Simenon rompe la promessa fatta otto anni prima e scrive di suo pugno il romanzo autobiografico Memorie intime, dedicato alla figlia, della quale spargerà le ceneri nel giardino della sua casa svizzera. Georges Simenon muore a 86 anni a Losanna per un tumore al cervello, nel 1989.

Stile narrativo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Caratteristiche dell'opera di Simenon.

La narrativa di Simenon è caratterizzata da storie nelle quali i personaggi, quasi sempre umili o appartenenti alla piccola borghesia, ma anche ricchi e rinomati, si trovano coinvolti in vicende drammatiche. Pur utilizzando uno stile narrativo asciutto e poco incline a estetismi letterari, le sue opere dimostrano una notevole capacità di ritrarre con arguta psicologia vicende dal sapore profondamente umano. Con Simenon si giunge alla borghesizzazione del racconto giallo: piccoli uomini spersi nelle traversie della vita passano sotto la lente di un osservatore attento e analitico, che nelle sue opere non si dilunga in descrizioni favolistiche di luoghi e persone, ma anzi ad esse dedica spesso poche e asciutte, anche se esaustive, righe. Tutto è crudo e brutalmente trasparente, tutto è nuda realtà.

Simenon a Milano nel 1957 presso il vicolo dei Lavandai in Porta Ticinese.

La sua popolarità è dovuta soprattutto ai settantacinque romanzi ed ai ventotto racconti che vedono come protagonista il commissario Maigret. In tali romanzi polizieschi Simenon si discosta dagli schemi dell'inchiesta per tracciare suggestivi ritratti psicologici e per evocare con efficacia le atmosfere parigine o quelle grigie e stagnanti della provincia francese. Le inchieste di Maigret sono in realtà la paziente ricostruzione della verità umana, per arrivare all'antefatto che ha causato il dramma, e con esso alle prove per poter incastrare il colpevole.

In tal senso Simenon già dagli anni trenta imprime una svolta irreversibile nella storia del romanzo giallo: con Simenon, cioè, la domanda che ci si pone, che si pone l'investigatore e di conseguenza il lettore, si sposta ormai definitivamente dal chi è stato del giallo classico all'inglese, al perché, al cosa è successo nell'esistenza di una persona per portarla fino alla soglia irreversibile del delitto. L'attenzione dell'autore non è più centrata, come in altri autori di romanzi gialli, sulla costruzione di un meccanismo perfetto, di un enigma apparentemente insolubile che si sciolga magicamente nella sorpresa finale. Importante per Simenon è raccontare una vicenda umana, attraversata da un dramma, da un delitto, anche se ricostruita attraverso i passi che deve muovere un poliziotto per scoprire alla fine che il dramma è tale non solo per la vittima, ma anche per l'assassino.

Tra i romanzi scritti da Simenon dove non figura Maigret è doveroso ricordare:

  • Tre camere a Manhattan: una storia avvincente e tetra, in cui non mancano colpi di scena, fotografie di vite squallide, persone insensibili, ma anche un amore; è stato scritto nel periodo in cui l'autore fu travolto dalla passione per la donna che poi diverrà la sua seconda moglie, Denyse Ouimet.
  • L'uomo che guardava passare i treni: è la storia del signor Popinga che colto nella routine della sua vita "perfetta" guarda passare i treni della notte con le tendine abbassate "sul segreto dei viaggiatori", finché un giorno prenderà anch'egli il treno della fuga da tutto e da tutti, per vestire i panni dell'omicida braccato dalla polizia di mezza Europa;
  • I fantasmi del cappellaio (Les fantômes du chapelier): Il cappellaio Labbè gestisce un negozio nella cittadina francese La Rochelle e appare agli occhi di tutti come un borghese rispettabile. Proprio per questo nessuno può immaginare che è lui l'omicida seriale che sta sconvolgendo tutto il paese. Tuttavia, una persona sembra nutrire dei sospetti per lui: è il sarto armeno Kachoudas, che ha il negozio proprio di fronte al suo.

Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti è doveroso ricordare il Mystery Writers of America Grand Master, ricevuto nel 1966.

Molti dei suoi romanzi sono divenuti film, sceneggiati e serie televisive.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia dei romanzi e racconti con protagonista il commissario Maigret - in lingua originale[modifica | modifica wikitesto]

Gli altri romanzi e racconti[modifica | modifica wikitesto]

La bibliografia comprende titolo in lingua originale e in ultima traduzione (con altre traduzioni solo se con titolo diverso).

Romanzi "duri"[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Relais d'Alsace (1931), trad. La locanda d'Alsazia (Mondadori, 1933)
  • Le Passeger du Polarlys (1930), trad. Il passeggero del "Polarlys" (Mondadori, 1934)
  • Les Fiançailles de M. Hire (1932), trad. Il fidanzamento del signor Hire (Adelphi, 2003)
  • Le Coup de lune (1932), trad. Colpo di luna (Adelphi, 2004)
  • La Maison du canal (1933), trad. La casa sul canale (Adelphi, 2005)
  • L'âne rouge (1932), trad. L'Asino rosso (Mondadori, 1934)
  • Les Gens d'en face (1933), trad. Quelli di fronte (Mondadori, 1934) e Le finestre di fronte (Adelphi, 1985)
  • Le Haut Mal (1933), trad. Il delitto della signora Pontreau (Mondadori, 1934); Il grande male (Adelphi, 2015)
  • L'Homme de Londres (1933), trad. L'inglese (1934) e L'uomo di Londra (1999)
  • Le Locataire (1933), trad. L'ospite di riguardo (Mondadori, 1962) e Il pensionante (Adelphi, 2015)
  • Les Suicidés (1933), trad. La fuga (Mondadori, 1938)
  • Les Pitard (1934), trad. I Pitard (Adelphi, 2000)
  • Les Clients d'Avrenos (1934), trad. I clienti di Avrenos (Adelphi, 2014)
  • Quartier nègre (1935), trad. Quartiere negro (Mondadori, 1937)
  • L'évadé (1934), trad. L'evaso (Mondadori, 1938)
  • Long cours (1935), trad. Cargo (Adelphi, 2006)
  • Les Demoiselles de Concarneau (1935), trad. Le signorine di Concarneau (Adelphi, 2013)
  • 45 grades à l'ombre (1934), trad. 45 gradi all'ombra (Mondadori, 1938)
  • Le Testament Donadieu (1937), trad. Il testamento Donadieu (Adelphi, 1988)
  • L'Assassin (1935), trad. L'assassino (Adelphi, 2011)
  • Le Blanc à lunettes (1937), trad. Il bianco con gli occhiali (Mondadori, 1967)
  • Faubourg (1937), trad. Periferia (Mondadori, 1961) e Faubourg (Adelphi, 2013)
  • Ceux de la Soif (1935), trad. Gli assetati (Mondadori, 1953) e Hôtel del ritorno alla natura (Adelphi, 1989)
  • Chemin sans issue (1938), trad. Senza via di scampo (Adelphi, 2008)
  • Les Rescapés du Télémaque (1936), trad. I superstiti del "Telemaco" (Mondadori, 1948)
  • Les trois crimes des mes amis (1937), trad. I tre delitti dei miei amici (Mondadori, 1967)
  • Le Suspect (1937), trad. Il sospettato (Mondadori, 1940) e L'uomo sospetto (Mondadori, 1953)
  • Les Sœurs Lacroix (1937), trad. Le sorelle Lacroix (Mondadori, 1960)
  • Tomates de Tahiti o Touristes de Bananes o Les dimanches de Tahiti (1937), trad. Turista da banane (Adelphi, 1996)
  • Monsieur La Souris (1937) o Pére la Souris (1938), trad. La trovata di La Souris (Mondadori, 1966)
  • La Marie du port (1937), trad. Maria del porto (Mondadori, 1949) e La Marie del porto (Adelphi, 1992)
  • L'Homme qui regardait passer les trains (1938), trad. Treni nella notte (Mondadori, 1952) e L'uomo che guardava passare i treni (Adelphi, 1992)
  • Le Cheval-Blanc (1938)
  • Le Coup-de-Vague (1938), trad. Le zie (Mondadori, 1969)
  • Chez Krull (1938), trad. Casa Krull (Mondadori, 1965)
  • Le bourgmestre de Furnes (1938), trad. Il borgomastro di Furnes (Adelphi, 1994)
  • Malempin (1939), trad. Ricordi proibiti (Mondadori, 1960)
  • Les Inconnus dans la maison (1938), trad. Gli sconosciuti in casa (Mondadori, 1966) e Gli intrusi (Adelphi, 2000)
  • Cour d'Assises (1937), trad. Corte d'Assise (Adelphi, 2010)
  • Bergelon (1939), trad. Bergelon (Mondadori, 1964)
  • L'Outlaw (1938), trad. Il fuorilegge (Mondadori, 1948)
  • Il pleut, bergère... (1939), trad. Piove, pastorella! (Mondadori, 1948) e Pioggia nera (Adelphi, 2002)
  • Le Voyageur de la Toussaint (1941), trad. La cassaforte dei Mauvoisin (Mondadori, 1963); Il viaggiatore del giorno dei Morti (Adelphi, 1999)
  • La maison des sept jeunes filles (1941)
  • Oncle Charles s'est fermé (1939)
  • La Veuve Couderc (1940), trad. La vedova Couderc (Adelphi, 1993)
  • Le Fils Cardinaud (1941), trad. Sangue alla testa (Mondadori, 1957)
  • La Vérité sur Bébé Donge (1940), trad. La verità su Bébé Donge (Adelphi, 2001)
  • Les Rapports du gendarme (1944), trad. Il rapporto del gendarme (Mondadori, 1958)
  • La Fenêtre des Rouet (1945), trad. La finestra dei Rouet (Adelphi, 2009)
  • La Fuite de Monsieur Monde (1944), trad. La fuga del signor Monde (Adelphi, 2011)
  • L’Aîné des Ferchaux (1943), trad. Il segretario (Mondadori, 1962) e Il primogenito dei Ferchaux (Adelphi, 2002)
  • Les Noces de Poitiers (1944), trad. Provinciali a Parigi (Mondadori, 1959)
  • Trois chambres à Manhattan (1946), trad. Tre camere a Manhattan (Adelphi, 1998)
  • Le Cercle des Mahé (1945), trad. Il clan dei Mahé (Adelphi, 2006)
  • Au bout du rouleau (1947), trad. Partita perduta (Mondadori, 1961)
  • Lettre à mon juge (1946), trad. Lettera al mio giudice (Adelphi, 1990)
  • Le Clan des Ostendais (1946), trad. Il clan degli ostendesi (Mondadori, 1966)
  • Le Destin des Malou (1947), trad. Il destino dei Malou (Adelphi, 2012)
  • Le Passager clandestin (1947), trad. Passeggero clandestino (Mondadori, 1958)
  • Le bilan Malétras (1943), trad. I conti sbagliati di Malétras (Mondadori, 1964)
  • La Jument perdue (1947), trad. Il ranch della Giumenta perduta (Adelphi, 2010)
  • La Neige était sale (1948), trad. Monsieur Holst (Mondadori, 1966) e La neve era sporca (Adelphi, 2004)
  • Pedigree (1948), trad. Pedigree (1987)
  • Le Fond de la bouteille (1948), trad. Il fondo della bottiglia (Mondadori, 1956)
  • Les Fantômes du chapelier (1948), trad. I fantasmi del cappellaio (Adelphi, 1997)
  • Les quatre jours du pauvre homme (1949), trad. I quattro giorni del pover'uomo (Mondadori, 1957)
  • Un nouveau dans la ville (1949)
  • L'enterrement de Monsieur Bouvet (1950), trad. I funerali del signor Bouvet (Mondadori, 1962)
  • Les Volets verts (1950), trad. Persiane verdi (Mondadori, 1957)
  • Tante Jeanne (1950), trad. La zia Jeanne (Mondadori, 1957)
  • Le Temps d'Anaïs (1950) o L'Auberge d'Ingrannes (1951), trad. Ai tempi di Anais (Mondadori, 1964)
  • Une vie comme neuve (1951)
  • Marie qui louche (1951), trad. Maria la strabica (Mondadori, 1963)
  • La Mort de Belle (1951), trad. La morte di Belle (Adelphi, 1994)
  • Les Frères Rico (1952), trad. I fratelli Rico (Adelphi, 1958)
  • Antoine et Julie (1952), trad. Piano inclinato (Mondadori, 1965)
  • L'Escalier de fer (1953), trad. La scala di ferro (Mondadori, 1963)
  • Feux rouges (1953), tr. Luci rosse (Mondadori, 1960) e Luci nella notte (Adelphi, 2005)
  • Crime impuni (1953), trad. Delitto senza castigo (Mondadori, 1955)
  • L'Horloger d'Everton (1954), tr. L'orologiaio di Everton (Adelphi, 2005)
  • Le grand Bob (1954), trad. Il grande Bob (Mondadori, 1962)
  • Les Témoins (1954), trad. I testimoni (Mondadori, 1967)
  • La Boule noire (1955), trad. La pallina nera (Mondadori, 1972)
  • Les Complices (1955), trad. I complici (Adelphi, 2012)
  • En case de malheur (1955), trad. La ragazza del peccato (Mondadori, 1958) e In caso di disgrazia (Adelphi, 2001)
  • Le petit homme d'Arkhangelsk (1956), trad. L'omino di Arcangelo (Mondadori 1959) e Il piccolo libraio di Archangelsk (Adelphi, 2007)
  • Le Fils (1956), trad. Il figlio (Mondadori, 1959)
  • Le Nègre (1957), trad. Il lungo uomo negro (Mondadori, 1960)
  • Strip-tease (1957)
  • Le Président (1957), trad. Il Presidente (Adelphi, 2007)
  • Le Passage de la ligne (1958), trad. La linea della fortuna (Mondadori, 1961)
  • Dimanche (1958)
  • La Vieille (1959)
  • Le Veuf (1959)
  • L'Ours en peluche (1960), trad. L'orsacchiotto (Mondadori, 1967)
  • Betty (1960), trad. Betty (Adelphi, 1991)
  • Le Train (1961), trad. Il treno (Adelphi, 2003)
  • La Porte (1961)
  • Les Autres (1961)
  • Les Anneaux de Bicêtre (1962), trad. L'ottavo giorno (Mondadori, 1966) e Le campane di Bicêtre (Adelphi, 2009)
  • La Chambre bleue (1964), tr. La camera azzurra (Adelphi, 2003)
  • L'Homme au petit chien (1963), trad. L'uomo del cagnolino (Mondadori, 1966)
  • Le Petit Saint (1964), trad. Piccolo santo (Mondadori, 1966) e L'angioletto (Adelphi, 2013)
  • Le Train de Venise (1965)
  • Le Confessionnal (1965)
  • La Mort d'Auguste (1966)
  • Le Chat (1966), trad. Il gatto (Adelphi, 2010)
  • Le Déménagement (1967), trad. Il trasloco (Mondadori, 1974)
  • La Prison (1967), trad. La prigione (Mondadori, 1969)
  • La Main (1968)
  • Il y a encore des noisetiers (1968), trad. Germogliano sempre i noccioli o Vi sono ancora noccioli (Mondadori, 1971)
  • Novembre (1969)
  • Le riche homme (1970), trad. Il ricco (Mondadori, 1971)
  • La Disparition d'Odile (1970)
  • La Cage de verre (1971)
  • Les Innocents (1971), trad. Gli innocenti (Mondadori, 1972)

Dettati e memorie[modifica | modifica wikitesto]

  • Je me souviens (1945)
  • Quand j’étais vieux (1970)
  • Lettre à ma mère (1974), trad. Lettera a mia madre (Adelphi, 1985)
  • Des traces de pas (1975)
  • Un homme comme un autre (1975), trad. Un uomo come un altro (Mondadori, 1981)
  • Les petits hommes (1976)
  • Vent du nord, vent du sud (1976)
  • A l'arbri de notre arbre (1977)
  • De la cave au grenier (1977)
  • Un banc au soleil (1977)
  • Au-delà de ma porte-fenetre (1978)
  • La main dans la main (1978)
  • Tant que je suis vivant (1978)
  • Vacances obligatoires (1978)
  • Je suis resté un enfant de chœur (1979)
  • A quoi bon jurer? (1979)
  • Point-virgule (1979)
  • Le prix d'un homme (1980)
  • Les libertés qu'il nous reste (1980)
  • On dit que j'ai soixante-quinze ans (1980)
  • Quand vient le froid (1980)
  • Destinées (1981)
  • Jour et nuit (1981)
  • La femme endormie (1981)
  • Mémoires intimes (1981), trad. Memorie intime (Adelphi, 2003), comprende:
    • Le livre de Marie-Jo (1981), trad. Il libro di Marie-Jo

Volumi di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Les treize mystères (1929, 13 racconti)
  • Les treize énigmes (1929, 13 racconti), trad. L'impareggiabile signor Leborgne (Mondadori, 1934, solo 12 dei 13 originali)
  • La mauvaise étoile (1935, 11 racconti)
  • Le petit docteur (1938, 13 racconti), trad. Il dottorino (Mondadori, 1960, solo 10 dei 13 originali)
  • Les sept minutes o G.7 (1938, 3 racconti)
  • Le dossier de l'Agence 0 (1943, 14 racconti)
  • Le Bateau d'Émile (1954, 9 racconti)
  • La Rue aux trois poussins (1963, 14 racconti)
  • Simenon avant Simenon. Yves Jarry Détective aventurier (1999, 4 romanzi)
  • Simenon avant Simenon. Maigret entre en scène (1999, 4 romanzi e 1 racconto)
  • Simenon avant Simenon. Les Exploits de Monsieur Sancette (1999, 8 racconti)
  • Nouvelles secrètes et policières, vol. 1: 1929-1938 (2014, 85 racconti)
  • Nouvelles secrètes et policières, vol. 2: 1939-1953 (2014, 52 racconti)

Articoli di costume e brevi racconti su periodici[modifica | modifica wikitesto]

Su giornali e periodici, spesso con pseudonimi:

  • "Gazette de Liège" (1919-22)
  • "Noss' Pèron" (1921)
  • "La Revue sincère" (1922-23)
  • "Frou-frou" (1923-31)
  • "Le Matin" (1923-26)
  • "Le Sourire" (1923-26)
  • "Sans-Gêne" (1923-28)
  • "Gens qui rient" (1924-26)
  • "L'Humour" e "L'Almanach de L'Humour" (1924+26)
  • "Le Merle blanc" (1924-25)
  • "Le Rire" (1924-25)
  • "Miousic" (1924)
  • "Paris-Flirt" (1924-26)
  • "Paris-Soir" (1924-37)
  • "Eve" (1925)
  • "Paris-Plaisirs" (1925-31)
  • "Lectures de quinzaine" (1926-27)
  • "L'Aventure" (1927-29)
  • "Ric et Rac" (1927-30)
  • "La Vie Joyeuse" (1927)
  • "Le Merle Rose" e "Le Reportage du Merle Rose" (1927)
  • "Almanach de la Garçonne" (1927)
  • "Le Petit Parisien" (1927 e 1937)
  • "Détective" (1929-33)
  • "La Jeunesse illustrées" (1931-32)
  • "Vu" (1931)
  • "Le Petit Journal" (1931)
  • "L'Ami du Peuple" (1931
  • "La jeune France littéraire" (1932)
  • "L’Eclair du Soir" (1932)
  • "Le Figaro illustré" (1932)
  • "Pour vous" (1932)
  • "Voilà" (1932-33)
  • "Aujourd'hui" (1933)
  • "L’Intransigeant" (1933 e 1938)
  • "Témoignages de notre temps" (1933)
  • "Police et réportage" (1933)
  • "Marianne" (1934-37)
  • "Benjamin" (1934)
  • "Le Jour" (1934-35)
  • "Excelsior" (1934)
  • "Je sais tout" (1934)
  • "Le Courrier Royal" (1935-36)
  • "Paris-Soir dimanche" (1936)
  • "Le Petit Parisien" (1937)
  • "Confessions" (1937)
  • "Ouest-Eclair" (1937)
  • "Le Point" (1938)
  • "Match" (1938)
  • "Police-roman" (1938-39)
  • "Gringoire" (1939-41)
  • "Notre cœur" (1940)
  • "Tout et tout" (1941)
  • "Vrai" (1941)
  • "La Patrie" (1945)
  • "Lectures de Paris" (1945)
  • "France-soir" (1945-46)
  • "The French Review" (1946)
  • "Shadow Rock Farm" (1953)
  • "La Table Ronde" (1955 e 1958)
  • "Arts" (1956 e 1958)
  • "Paris Review" (1957)
  • "Marie-France" (1958)
  • "Paris Actualité Littéraire" (1958)
  • "Elle" (1962)

Anche le seguenti riviste contengono suoi inediti:

  • "Cahiers Simenon" (1987-2011, 25 numeri di "Les amis de Georges Simenon" di Bruxelles) ISSN 0777-6640
    • 1. Simenon et le cinéma (1987)
    • 2. Les lieux de la mémoire (1988)
    • 3. Des doubles et des miroires (1989)
    • 4. Du petit reporter au grand romancier (1990)
    • 5. Le milieu littéraire (1991)
    • 6. Le nouvelliste et le conteur (1992)
    • 7. Le roman d’une amitié. Lettres avec Gilbert Sigaux 1954-82 (1993)
    • 8. Boire et manger (1994)
    • 9. Traversées de Paris (1995)
    • 10. Dix ans d’Amerique (1996)
    • 11. D'Afrique et d'ailleurs (1997)
    • 12. Histoires d'eaux (1998)
    • 13. Correspondance Jean Mambrino - Simenon 1951-88 (1999)
    • 14. Sous les feux de la critique (1925-45) (2000)
    • 15. Sous les feux de la critique II (1945-55) (2001)
    • 16. Les feux de la rampe (2002)
    • 17. Rapprochements et parallèles (2003)
    • 18. Une œuvre, une critique (2004)
    • 19. Demeures et logis (2005)
    • 20. De vive voix (2006)
    • 21. Situations ferroviaires (2007)
    • 22. Rapprochements et parallèles II (2008)
    • 23. Justice est faite? (2009)
    • 24. Petits docteurs et grands patrons (2010)
    • 25. Vous comprenez ce que je veux dire? (2011)
  • "Traces" (1989-2012, 20 numeri del "Centre d’études Georges Simenon" di Liegi)[20]
    • 1. Genèse et unité de l'œuvre (1989)
    • 2. Simenon (1990)
    • 3. Simenon et son temps (1991)
    • 4. Simenon (1992)
    • 5. Simenon et la biographie (1993)
    • 6. Simenon (1994)
    • 7. Les lieux et l’écrits (1995)
    • 8. Simenon (1996)
    • 9. Simenon et l'exotisme (1997)
    • 10. Simenon (1998)
    • 11. Modernité de Simenon? Style, narratologie, thématique (1999)
    • 12. Simenon (2000)
    • 13. Simenon (2001)
    • 14. Simenon et son siècle (2002)
    • 15. Simenon et le roman (2003)
    • 16. Simenon et l'Afrique. Des reportages sur l'Afrique à la recherche d'un nouvel humanisme (2004)
    • 17. Les derniers romans (2005)
    • 18. Simenon (2010)
    • 19. Simenon (2011)
    • 20. Simenon (2012)
  • Cahiers de l'Herne n. 102: Georges Simenon, a cura di Laurent Demoulin (2013)

Reportages[modifica | modifica wikitesto]

  • Marins pour rire, marins quand même (1931), poi in Simenon en bateau (2013)
  • Long cours sur les rivières et canaux (1937)
  • Police-secours ou les nouveaux mystères de Paris (da "Paris-Soir, 6-16 febbraio 1937), trad. Pronto intervento (Stampa Alternativa, 2000)
  • La Méditerranée en goélette (9 articoli, 1939), poi in Simenon en bateau (2013)
  • L'Amérique en auto (1947), poi come Des phoques aux cocotiers et aux serpents à sonnette (2013)
  • La Femme en France (1959, con foto di Daniel Frasnay)
  • Mes apprentissages. Reportages 1931-1946 (2001)
    • A la découverte de la France (1976)
    • A la recherche de l'homme nu (1976)
    • A la rencontre des autres (1989)

Lettere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sans trop pudeur. Correspondance 1938-50 (con André Gide, 1973), trad. Caro maestro, Caro Simenon (Archinto, 1989)
  • Lettre à Frédéric Dard (1991)
  • Lettres sur Balzac. Corrispondenza con André Jeannot (1994)
  • A la conquête de Tigy. Lettres inédites 1921-1924 (1995)
  • Carissimo Simenon, Mon cher Fellini (con Federico Fellini, 1997), trad. Carissimo Simenon. Mon Cher Fellini (Adelphi, 1998)

Altri volumetti più o meno d'occasione[modifica | modifica wikitesto]

  • Au pont des Arches (1920, con lo pseudomimo Georges Sim), poi in Œuvres de jeunesse (1991)
  • Jehan Pinaguet, histoire d'un homme simple (1921, con lo pseudomimo Georges Sim), poi in Œuvres de jeunesse (1991)
  • Les ridicules, portraits (1921, con lo pseudomimo Georges Sim), poi in Œuvres de jeunesse (1991)
  • Le bouton de col (1921, con lo pseudonimo Georges Sim, in collaborazione con Henri-J. Moers)
  • Les larmes avant le bonheur (1924, con lo pseudonimo Georges Simm)
  • Amour d'exilée (1924, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Le roman d'une dactylo (1924, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Perversité frivoles (1925, 20 racconti di autori diversi, di cui 3 di Simenon con gli pseudonimi Gom Gut, Kim e Poum et Zette)
  • Conditions draconiennes (1925)
  • M. Gustave (1925)
  • Le capitaine Philps et les petits cochons (1925), poi in Nouvelles secrètes et policières', 1 (2014)
  • La Prêtresse des Vaudoux (1925, con lo pseudonimo Charles Brulls)
  • Étoile du cinéma (1925, con lo pseudonimo Georges d'Isly)
  • L'Orgueil qui meurt (1925, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Aux vingt-huit négresses (1925, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Au Grand 13 (1925, 57 racconti brevi, tra cui 3 di Simenon già apparsi in riviste con gli pseudonimi Gom Gut e Kim)
  • La noce à Montmartre (1925, con lo pseudonimo Gom Gut, apparso poi anche in 4 episodi su "Frou-frou" dal 7 al 28 luglio 1926 con il titolo Le dernier jour du Picratt's Bar)
  • Plaisirs charnels (1925, 26 racconti libertini tra cui L'Homme qui voulait être cocu di Simenon con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Un viol aux «Quat'z'Arts» (1925, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • À l'assaut d'un cœur (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • L'heureuse fin... (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • L'oiseau blessé (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • La fiancée fugitive (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Entre deux haines (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Ceux qu'on avait oubliés... (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Pour le sauver (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Pour qui'il soit heureux... (1925, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Nox l'insaisissable (1926, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Liquettes au vent (1926, 33 racconti brevi di autori diversi, tra cui uno di Simenon con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Une petite très sensuelle (1926, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Orgies bourgeoises (1926, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • L'homme aux douze étreintes (1926, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • L'orgueil d'aimer (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Celle qui est aimée (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Les yeux qui ordonnent (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • De la rue au bonheur (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Nuit de noces suivi de Double noces et de Les Noces ardentes (1926, pseudonimo Luc Dorsan)
  • Que ma mère l'ignore! (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un péché de jeunesse (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Amour d'Afrique (1926, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Voluptueuses étreintes (1926, 18 racconti di diversi autori, tra cui Le danseur inconnu', già apparso con lo pseudonimo Kim su "La Sourire", 1924)
  • Histoire d'un pantalon (1926, con lo pseudonimo Luc Dossan)
  • Nichonette (1926, con lo pseudonimo Luc Dossan)
  • Nini violée (1926, con lo pseudonimo Luc Dossan)
  • La pucelle de Bénouville (1926, con lo pseudonimo Luc Dossan)
  • Se Ma Tsien le sacrificateur (1926, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Mémoires d’un vieux Suiveur (1926, con lo pseudonimo Luc Dossan, 21 racconti già apparsi in "Frou-frou", "L'Humour" e "Paris-Plaisirs")
  • L'envers d'une passion (1927, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Exilé sentimental (1927)
  • Jacques d'Antifer, roi des îles du vent (1927, con lo pseudonimo Charles Brulls), poi come L'Héritier du corsaire (1934)
  • Le Désert du froid qui tue (1927, con lo pseudonimo Charles Brulls), poi come Le Yacht Fantôme (1933)
  • Défense d'aimer (1927, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Cercle de la soif (1927, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come Le Cercle de la mort (1933)
  • Le Feu d'éteint (1927, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Roi des glaces (1927, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Voleurs de navires (1927, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Paris leste (1927, con lo pseudonimo Georges Sim, 50 racconti brevi già apparsi in "Paris-Plaisirs")
  • Un monsieur libidineux (1927, romanzo e 2 racconti: Trois personnages et l'amour e Une vraie jeune fille, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Chair de beauté (1927, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Etreintes passionnées (1927, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Lili-Tristesse (1927, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un tout petit cœur (1927, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Les Mannequins du docteur Cup (1927, con lo pseudonimo Luc Dorsan)
  • Mademoiselle X... (1928, con lo pseudonimo Charles Brulls)
  • Annie, danseuse (1928, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Miss Baby (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Dolorosa (1928, con lo pseudonimo Charles Brulls)
  • Bobette et ses satyres (1928, con lo pseudonimo Bobette), poi come Histoire de trois satyres (1933, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • L'île empoisonnée (1928, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Haïr à force d'aimer (1928, con lo pseudonimo Georges Vialis)
  • Un petit corps blessé (1928, con lo pseudonimo Gaston Vialis)
  • Les Adolescents passionnés (1928, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • L'étreinte tragique (1928, con lo pseudonimo Georges Vialio)
  • Un soir de vertige... (1928, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Le lac d'angoisse (1928, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come Le Lac des esclaves (1933, con lo pseudonimo Christian Brulls), trad. Il lago dell'angoscia (1935)
  • Le Monstre blanc de la Terre de Feu (1928, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come L'île de la désolation (1933, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Brin d'amour (1928, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Les cœurs vides (1928, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Cabotine (1928, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • La Maison sans soleil (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Emma la Gaillarde (1928, con lo pseudonimo Sandor)
  • Garde Clémentine (1928, con lo pseudonimo Luc Dorsan)
  • Julius et sa négresse o La négresse déchainée (1928, con lo pseudonimo Jean Sandor)
  • Le Monsieur du samedi (1928, con lo pseudonimo Luc Dorsan)
  • Les Clients de Mme Marthe (1928, con lo pseudonimo Plick et Plock)
  • Les Noces d'Arlette o Une orgie à Pithiviers (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un Homme ardent o Les douze baisers d'Arthur o La douzième entreinte (1928, con lo pseudonimo Gom Gut, probabilmente inedito)
  • Une petite femme sincère (1928, con lo pseudonimo Sandor), poi come L'Amour a tous les étages (1929, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Nez d'argent (1928, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come Le Paria des bois sauvages (1933)
  • Le Semeur de larmes (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Songes d'été (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Sang des gitanes (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Aimer l’amour (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Secret des lamas (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Maudits du Pacifique (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Sous-marin dans la forêt (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Cœurs perdus (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Nains des cataractes (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Une Môme dessalée (1928, con lo pseudonimo Gom Gut, attribuito, ma forse scritto da Renée Dunan)
  • Madame veut un amant (1928, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Les Distractions d'Hélène (1928, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • L'Amour à Montparnasse (1928, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • L'Amant fantôme (1928, con lo pseudonimo Gom Gut)
  • Un seul baiser... (1928, con lo pseudonimo Jacques Dersonne)
  • Les Amants de la mansarde (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Le Fou d'amour (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un jour de soleil (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Cœur exalté (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Trois cœurs dans la tempête (1928, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un petit poison (1928, con lo pseudonimo Kim)
  • Des gens qui exagèrent (1928, con lo pseudonimo Poum et Zette)
  • Une petite dessalée (1928, con lo pseudonimo Luc Dorsan)
  • Seul parmi les gorilles (1928, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • La Femme qui tue (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • La Fiancée aux mains de glace (1928, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le chèri de tantine (1928, con lo pseudonimo Plick et Plock) o Le trio en folie (con lo pseudonimo Plick et Plock)
  • Un drame au pôle Sud (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Captain S.O.S. (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Les pirates du Texas (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls), poi come La chasse au whisky (1934)
  • Rien que pour toi (1929, con lo pseudonimo Georges Violis)
  • Lily-Palace (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Aimer, mourir (1929, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Trop beau pour elle! (1929, con lo pseudonimo Georges Violis)
  • Le Parfum du passé (1929, con lo pseudonimo Gaston Vialis)
  • Voleuse d'amour (1929, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Nuit de Paris (1929, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • La Victime (1929, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Une ombre dans la nuit (1929, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Les Bandits de Chicago (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Contrebandiers de l'alcool (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • L'amant sans nom (1928, con lo pseudonimo Christian Brulls), trad. La bella senza nome (Salani, 1933)
  • Destinées (1929, con lo pseudonimo Georges Sim), trad. Un gentiluomo tra i banditi ("La Stampa" 14 marzo-3 maggio 1931)
  • L'île des maudits (1929, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come Le Naufrage du Pélican (1933)
  • Le Gorille roi (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Chinois de San Francisco (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Le Roi du Pacifique (1929, con lo pseudonimo Georges Sim), poi come Le Bateau-d'Or (1935)
  • Deuxième Bureau (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • La Panthère borgne (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • L'île des hommes roux (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • En robe de mariée (1929, con lo pseudonimo Georges Sim), trad. Nicoletta e Dina ("Corriere della Sera", luglio 1929)
  • La Femme en deuil (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Mémoires d'un prostitué par lui-meme (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Hélas! Je t'aime (1929, con lo pseudonimo Germain d’Antibes)
  • La merveilleuse aventure (1929, con lo pseudonimo Jacques Dersonne)
  • Celle qui revient (1929, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • L'Amour méconnu (1929, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • Les deux maitresses (1929, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • Une femme qui a tué (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Cœur de poupée (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • L'Amour et l'argent (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • L'épave d'amour (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Deux cœurs de femmes (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • La Fille de l'autre (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Le Mirage de Paris (1929, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Un drôle de coco (1929, con lo pseudonimo Luc Dorsan)
  • L'inconnue (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls), trad. La sconosciuta ( "La tribuna illustrata", settembre 1931-febbraio 1932), La bella senza nome (Salani, 1933)
  • Un drame au pôle Sud (1929, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Katia acrobate (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • L'homme qui tremble (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Matricule 12 (1929, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • La police scientifique (1929, con lo pseudonimo J.K. Charles)
  • Mémoires d’une prostitué (1929, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • La Femme ardente (1930, con lo pseudonimo Gaston Vialis)
  • Lili-Sourire (1930, con lo pseudonimo Gaston Viallis)
  • La Puissance du souvenir (1930, con lo pseudonimo Gaston Martin-Georges)
  • Bobette, mannequin (1930, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • Le Bonheur de Lili (1930, con lo pseudonimo Gaston Martin-Georges)
  • Un nid d'amour (1930, con lo pseudonimo Gaston Martin-Georges)
  • La Femme 47 (1930, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Folie d'un soir (1930, con lo pseudonimo Gaston Viallis)
  • Mademoiselle Million (1930, con lo pseudonimo Georges Sim), trad. La signorina Milione ("Corriere della Sera", romanzo mensile, marzo 1934)
  • L'Œuil de l'Utah (1930, con lo pseudonimo Georges Sim), trad. L'occhio dello Utah ("Corriere della Sera", romanzo mensile, ottobre 1929)
  • Les épates du mensonge (1930, con lo pseudonimo Jacques Dersonne)
  • Le Pêcheur de bouées (1930, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Cœur de jeune fille (1930, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • Sœurette (1930, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • Petite exilée (1930, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • La Porte close (1930, con lo pseudonimo Gaston Martin-Georges)
  • La Poupée brisée (1930, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Celle qui passe (1930, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • L'inconnue (1930, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • La Fiancée du diable (1930, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Amants du malheur (1930, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Train de nuit (1930, con lo pseudonimo Christian Brulls), poi in Maigret entre en scène (1999)
  • La Folle d'Itteville (1931, con foto di Germaine Krüll), trad. La pazza di Itteville (Adelphi, 2008 [senza foto])
  • La Maison des disparus (1931, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • La Maison de la haine (1931, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Pour venger son père (1931, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Âme de jeune fille (1931, con lo pseudonimo Gaston Viallis)
  • La Double vie (1931, con lo pseudonimo Georges Martin-Georges)
  • L'Homme de proie (1931, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Les Errants (1931, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • Victime de son fils (1931, con lo pseudonimo Jacques Dersonne)
  • Les Chercheurs de bonheur (1931, con lo pseudonimo Jean Dorsage)
  • Marie-Mystère (1931, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Le Reve qui meurt (1931, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Pauvre amante! (1931, con lo pseudonimo Jean du Perry)
  • Baisers mortels (1931, con lo pseudonimo Jacques Dersonne)
  • L'homme à la cigarette (1931, con lo pseudonimo Georges Sim), poi in Maigret entre en scène (1999)
  • Les Forçats de Paris (1932, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • Fièvre (1932, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • La jeune fille aux perles o La figurante (1932, con lo pseudonimo Christian Brulls), trad. La ragazza con le perle (Foà, 1934), poi in Maigret entre en scène (1999)
  • L'épave (1932, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • La Maison de l'inquiétude (1932, con lo pseudonimo Georges Sim), trad. La casa dell'inquietudine ("Sette", 12 marzo-25 giugno 1998), poi in Maigret entre en scène (1999)
  • Le Paris des bois sauvages (1933, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • L’île de la désolation (1933, con lo pseudonimo Christian Brulls)
  • La Femme rousse (1933, con lo pseudonimo Georges Sim), poi in Maigret entre en scène (1999)
  • Le Chateau des sables rouges (1933, con lo pseudonimo Georges Sim)
  • L'évasion (1934, con lo pseudonimo Christian Brulls)

Racconti sparsi[modifica | modifica wikitesto]

  • La nuit des sept minutes (1931), trad. La notte dei sette minuti (Mondadori, 1938)
  • Le Grand Langoustier (1931), trad. La spiaggia d'argento ("L'illustrazione del popolo", 1939) e Tre donne scomparse (in 'L'uomo sospetto, 1953)
  • L'énigme de la Marie-Galante (1931), trad. Il mistero della Maria Galante ("L'illustrazione del Popolo", 1938) e Cadavere a bordo (Mnodadori, 1946)
  • La Nuit du Port Marie (1933)
  • L'as de l'arrestation (1934)
  • Les trois messieur du Consortium (1938)
  • L'Homme qui mitraillait les rats (1938)
  • Le Policier d'Istanbul (1938), trad. Testa di turco (1958) e Il poliziotto di Istanbul (in Sosta a Panama, Mondadori, 1961)
  • Un crime au Gabon (1938), trad. Omicidio legale (in Sosta a Panama, Mondadori, 1961)
  • L'escale de Buenaventura (1928), trad. Lo scalo di Buenaventura (1950) e Noi siamo la legge (1958) e Sosta a Panama (Mondadori, 1961)
  • Le Serpent (1938)
  • La Tête de Joseph (1939)
  • Little Samuel à Tahiti (1939)
  • Les Mystères du Grand Saint-Georges (1939)
  • L'Enquête de Mademoiselle Doche (1939), trad. Il portagioie delle signore (1958) e L'inchiesta di Mademoiselle Doche (Mondadori, 1961)
  • La ligne du désert (1939), trad. Quel poliziotto d'Egitto (1958) e Volo sul deserto (Mondadori, 1961)
  • L'homme dans la rue (1939), trad. Quattro giorni sempre a piedi (1958) o Il delitto di Bagatelle (1967) o Il prigioniero della strada (in Minacce di morte, Adelphi, 2014)
  • Vente à la bougie (1939), trad. Ricostruire un delitto (1959) o Vendita all'asta (1967) o Le lacrime di cera (in Rue Pigalle, Adelphi, 2012)
  • La Révolte du Canari (1940)
  • Le Mari de Mélie (1941), trad. Un marito disastroso ("Domenica del Corriere", luglio 1962)
  • L'Aventurier au parapluie (1941)
  • La Cabane à Flipke (1941), trad. Il capanno di Flipke ("Adelphiana", 2003)
  • Menaces de mort (1942), trad. Minacce di morte (Adelphi, 2014)
  • L'âge du roman (1943), trad. L'età del romanzo (Lucarini, 1990)
  • Madame Quatre et ses enfants (1944), trad. La signora della camera 4 (Mondadori, 1958)
  • Nicolas ou L'homme à barbe (1944), trad. L'uomo con la barba (in L'innamorato della signora Maigret, Mondaodri, 1967)
  • Le Deuil de Fonsine (1945), trad. Il lutto di Fonsine (in L'innamorato della signora Maigret, Mondaodri, 1967)
  • Un certain monsieur Berquin (1946), trad. A ciascuno la sua (1958), Un certo signor Berquin (Mondadori, 1966)
  • Les petits cochons sans queue (1946), trad. Stanotte ho da fare (1958) e I maialini senza coda (Mondadori, 1975)
  • Le petit restaurant des Ternes (1947), trad. Ristorante "Des Ternes" (Mondadori, 1957)
  • Le petit tailleur et le chapelier (1947), trad. Il piccolo sarto e il cappellaio (in I fantasmi del cappellaio, Adelphi, 1997)
  • Le témoignage de l'enfant de chœur (1947), trad. Non sculacciate i chierichetti (1959) e La testimonianza del chierichetto (in La pipa di Maigret, Adelphi, 1966)
  • Bénis soient les humbles (1949), trad. Benedetti gli umili (in I fantasmi del cappellaio, Adelphi, 1997)
  • Sept petites croix dans un carnet (1950), trad. Sette croci in un'agenda (in Un Natale di Maigret, Mondadori, 1957) e Sette piccole croci in un quaderno (1989)
  • La chanteuse de Pigalle (in Trois nouvelles inédites, 1952)
  • L'invalide à la tête de bois (in Trois nouvelles inédites, 1952)
  • Le gros lot (in Trois nouvelles inédites, 1952)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Georges Simenon sono state largamente adattate al cinema e alla televisione, per un totale di circa 170 produzioni in tutto il mondo.[21] Tra i numerosi film ricordiamo:

Simenon in numeri[modifica | modifica wikitesto]

  • Numero di romanzi e scritti brevi: circa 450
  • Inchieste del Commissario Maigret: 107[22] (in 75 romanzi e 28 racconti[23])
  • Pagine: 26.688 in 27 volumi[24]
  • Romanzi psicologici: 117
  • Articoli e reportage: quasi 3.000
  • Pseudonimi accertati: 37[25]
  • Tradotto in 58 lingue[26]
  • Pubblicato in 44 nazioni
  • Oltre 700 milioni di libri venduti
  • Film basati sui suoi scritti: circa 50 (oltre agli sceneggiati televisivi e radiofonici in varie nazioni del mondo, tra cui l'Italia dove Gino Cervi interpretava Maigret), per un totale di quasi 200 film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Encyclopædia Britannica (estratto), 1993. URL consultato il 21 marzo 2008.
  2. ^ (EN) Statistics on whole Index Translationum database: "TOP 50" Author aggiornato ogni quattro mesi circa.
  3. ^ Eskin. Op. cit., Note del curatore p. 350.
  4. ^ Eskin. Op. cit., p. 19.
  5. ^ a b (FR) Biografia del Centro di studi Georges Simenon. URL consultato il 21 marzo 2008.
  6. ^ Da Je me souviens..., a Pedigree, a Lettera a mia madre.
  7. ^ Eskin. Op. cit., pp. 30-33.
  8. ^ a b (FR) Chronologie de G. Simenon. URL consultato il 29 marzo 2008.
  9. ^ (FR) Lista degli pseudonimi utilizzati da Simenon, Reparages. URL consultato il 26 marzo 2008.
  10. ^ Biografia del Fondo Georges Simenon. URL consultato il 21 marzo 2008.
  11. ^ (FR) Biographie de Georges Simenon (1945-1954). URL consultato il 10 gennaio 2010.
  12. ^ (FR) 1960 - La Dolce Riviera..?
  13. ^ Jacques Dubois e Benoît Denis, Introduzione a Georges Simenon Romanzi, volume I, Milano, Adelphi, 2004., XXII
  14. ^ a b Simenon fu irriducibile Casanova ma fece il vuoto tra le sue donne
  15. ^ a b Come respiri bene bella bionda. Simenon e le sue centomila donne
  16. ^ (FR) Notice bibliographique, sezione Remarque(s). URL consultato il 29 marzo 2008.
  17. ^ Bibliografia 1971-1981. URL consultato il 21 marzo 2008.
  18. ^ Le date si riferiscono alla pubblicazione, non alla scrittura. L'ordine è quello voluto dall'ed. definitiva Tout Maigret, 10 voll., Paris, Omnibus, 2007-08, tranne i racconti che là sono raccolti nell'ultimo vol. e qui secondo il loro ordine d'uscita. cfr. il sito.
  19. ^ Nell'ordine in cui sono stati scritti, per vedere l'ordine nel volume andare alla voce.
  20. ^ Indice dei numeri.
  21. ^ (EN) Scheda dell'Internet Movie Database. URL consultato il 21 marzo 2008.
  22. ^ Jean Forest, Les archives Maigret. Répertoire analytique complet de ses cent sept enquêtes, Montreal U.P., 1994
  23. ^ secondo il sito. Un altro modo di contare vede 76 romanzi e 26 racconti.
  24. ^ nell'ed. Omnibus vd. il sito alle quali si dovrebbero aggiungere una vasta produzione giornalistica e pseudonima.
  25. ^ Aramis, Bobette, Christian Brulls, Georges Caraman, J.-K. Charles, Germain d’Antibes, Jacques Dersonne, Georges d'Isly, La Déshabilleuse, Luc Dorsan, Jean Dorsage, Jean Dossage, Jean du Perry, Gemis, Gom Gut, Kim, Georges-Martin Georges, Georges Martin-Georges, Georges-Martin-Georges, George Martin-George, Miquette, Misti, Pan, Maurice Pertuis, Plick et Plock, Poum et Zette, Sandor, Jean Sandor, G. Sim, Georges Sim, Georges Simm, Le Vieux Suiveur, Gaston Vialis, Gaston Viallis, G. Vialio, G. Violis, G. Legros Jaques.
  26. ^ il sito di WorldCat.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard de Fallois (a cura di), Simenon. Il Metodo di Maigret, Milano, Feltrinelli 1962
  • Patrick Marnham, L'uomo che non era Maigret. Ritratto di Georges Simenon, traduzione di Carla Della Casa, Milano, La Nuova Italia, 1994 e 2002. ISBN 88-221-4062-1
  • Alberto Arbasino, Simenon dal barbiere, in Parigi o cara, Milano, Adelphi, 1995, pp. 204–211.
  • Stanley G. Eskin, Georges Simenon, edizione italiana a cura di Giovanni Da Campo, Venezia, Marsilio, 1996 e 2003. ISBN 978-88-317-8205-0
  • Salvatore Cesario, Su Georges Simenon, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1996.
  • Fulvio Gianaria e Alberto Mittone, Georges Simenon, Torino, Paravia-Gribaudo, 1997.
  • Maurizio Testa, Maigret e il caso Simenon, Roma, Robin, 1998. ISBN 88-86312-05-9
  • Marco Biggio e Andrea Derchi, Simenon in Italia, prefazione di Sandro Volpi, La Spezia, Cinque terre, 1998.
  • Marco Vitale, Parigi nell'occhio di Maigret, premessa di Agnès Faganelli, Milano, Unicopli, 2000.
  • Signorelli et al. (a cura di), Georges Simenon... mon petit cinéma, Bergamo, Federazione Italiana Cineforum, 2002. ISBN 88-89653-02-7
  • Maria Ielo, Elogio della signora Maigret, Ravagnese (RC), Città del sole, 2002.
  • Giovanni Da Campo, Claudio G. Fava, Goffredo Fofi, Simenon, l'uomo nudo, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2004. ISBN 978-88-8325-143-6.
  • Francis Lacassin, Conversazioni con Simenon, traduzione di Elga Mugellini, Torino, Lindau, 2004, ISBN 88-7180-511-9
  • Gianfranco Brevetto I segni di Simenon. A vent'anni dalla morte, AgoraVox, 9 dicembre 2009 in linea qui
  • Pierre Assouline, Georges Simenon. Una biografia, traduzione di Elena Montemaggi, Bologna, Casa editrice Odoya, 2014. ISBN 978-88-6288-252-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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