Il caso del boulevard Beaumarchais

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Il caso del boulevard Beaumarchais
Titolo originale L'Affaire du Boulevard Beaumarchais
Altri titoli Il caso di boulevard Beaumarchais
Autore Georges Simenon
1ª ed. originale 1936
1ª ed. italiana 1954
Genere Racconto
Sottogenere Giallo
Lingua originale francese
Serie Racconti con Maigret protagonista
Preceduto da La chiatta dei due impiccati
Seguito da La finestra aperta

Il caso del boulevard Beaumarchais (titolo originale in francese L'affaire du boulevard Beaumarchais, pubblicato in italiano anche con il titolio Il caso di boulevard Beaumarchais) è un racconto dello scrittore belga Georges Simenon con protagonista il personaggio del commissario Maigret.

Il racconto fu scritto a Neuilly-sur-Seine, nell'ottobre del 1936.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Louise Voivin, originaria di Orléans, viene trovata avvelenata nel suo appartamento di boulevard Beaumarchais, dove abitava con il marito Ferdinand, commerciante in preziosi, e con la propria sorella Nicole Lamure, di 18 anni. I due sono sposati da 8 anni, quando la sorella di lei aveva 10 anni. Il veleno, nascosto in un barattolo di bicarbonato di sodio è il digitalis, che agisce sul cuore. Entrambi la sorella e il marito negano di essere responsabili, ma Maigret fa ammettere loro che erano amanti, poi scopre che anche Louise sapeva tutto e comunicava con la sorella solo tramite bigliettini; lui dormiva da solo sul divano e la donna ora morta spiava di nascosto i loro incontri. Il commissario scopre anche che Ferdinand, durante un viaggio ad Antwerp o ad Amsterdam, aveva comprato il veleno sperando con quello di uccidere entrambi le donne e se stesso, stanco dello stile di vita a cui era costretto. Lo stava però usando a piccole dosi, senza riuscirci. Sua moglie, invece, una volta che aveva mal di stomaco e ne aveva preso in abbondanza, si è uccisa senza volerlo.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

In francese fu pubblicato per la prima volta su "Paris-Soir-Dimanche" (supplément), n° 44 e n° 45, rispettivamente del 24 ottobre e 1º novembre 1936, poi in volume nel 1944 nella raccolta Les nouvelles enquêtes de Maigret, presso Gallimard, seconda di 9 inchieste della prima serie.

In italiano il racconto è uscito per la prima volta da Mondadori nel 1954, nella collana “Capolavori Gialli” n° 1, poi nel 1962 nella raccolta Maigret in Rue Pigalle[1], traduzione di Elena Cantini, collana “Romanzi di Simenon” (n° 185) e nel 1968 nella stessa raccolta ma in due volumi della collana “Le inchieste del commissario Maigret” (n° 53); quindi dal 1973 nella collana "Oscar" (n° 476). È stato poi incluso nel 2012 nella raccolta Rue Pigalle e altri racconti, nella traduzione di Annamaria Carenzi Vailly per Adelphi (parte della collana "gli Adelphi", al n° 424).

Film e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Non risultano adattamenti sugli schermi del racconto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il sito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Georges Simenon, Rue Pigalle e altri racconti, trad. Annamaria Carenzi Vailly, Milano, Adelphi, 2012, pp. 27–42 ISBN 9788845927409

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]