Maigret e il fantasma

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Maigret e il fantasma
Titolo originaleMaigret et le fantôme
AutoreGeorges Simenon
1ª ed. originale1964
1ª ed. italiana1966
GenereRomanzo
SottogenereGiallo
Lingua originalefrancese
SerieRomanzi con Maigret protagonista
Preceduto daMaigret e l'affare strip-tease
Seguito daMaigret sotto inchiesta

Maigret e il fantasma (titolo originale francese Maigret et le fantôme) è un romanzo di Georges Simenon con protagonista il commissario Maigret.

Il romanzo è stato scritto dal 17 al 23 giugno 1963 in Svizzera[1] e pubblicato per la prima volta nel luglio del 1964 in Francia presso l'editore Presses de la Cité.

È il sessantaduesimo romanzo dedicato al celebre commissario.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Street View di Parigi, Avenue Junot, XVIII arrondissement, Francia.

Maigret ha appena concluso l'inchiesta su alcuni criminali che i giornali hanno chiamato "la banda delle motociclette", giovani rapinatori di gioiellerie, e rientra a casa tardi, sotto la pioggia. Il mattino successivo Lapointe lo avverte che, in avenue Junot, ignoti hanno sparato all'ispettore Lognon che è stato trasportato in ospedale. Maigret scopre che il suo ispettore "malgracieux" si era fermato diverse notti da Marinette Augier, giovane estetista, per sorvegliarla e proteggerla, benché non avesse detto niente ai colleghi. Da quando lui è stato ferito, però, la ragazza è scomparsa.

Gli ispettori del XVIII seguono il caso, soprattutto Chinquier che interroga Maclet, un vecchio misantropo che abita al di là della strada e sta sempre alla finestra. Maclet dice di aver visto diverse ragazze giovani andare e venire da casa di Norris Jonker, un collezionista d'arte olandese che abita in una lussuosa palazzina proprio di fronte. Maigret decide di fargli visita e parlare anche con la moglie, Mirella, originaria di Nizza. Riesce quindi a sapere che lei, prima di sposare Jonker, era conosciuta come Marcelle Mailland, amante di Stanley Hobson, un famigerato truffatore. Per sfuggirgli, poi, aveva sposato Herbert Muir, un londinese dal quale aveva più tardi divorziato. Nella grande casa dei Jonker, Maigret trova anche una strana stanza con un letto di ferro, un lucchetto all'esterno e delle scritte sui muri.

Un venditore porta a porta, tale Langeron, testimonia di aver visto un uomo portato via a forza dalla casa della coppia in una Jaguar gialla. L'automobile viene identificata; appartiene a Ed Gollan, critico d'arte che abita al Ritz. Intanto Marinette viene ritrovata e riportata a Parigi. Ha avuto paura e si era nascosta, ma ora Maigret la porta al Quai des Orfèvres e procede con l'inchiesta. Scopre che Jonker è coinvolto, suo malgrado, in un giro di falsi d'autore, prodotti da un giovane artista un poco matto, Federigo Palestri, al quale bastava essere rifornito di ragazze per fare copie geniali di quadri famosi mentre era trattenuto nella strana stanza, ma che era stato allontanato allorché Lognon era stato scorto aggirarsi nei paraggi. Quando Maigret lo ritrova, forse è stato ucciso, o si è impiccato da sé. Alla fine, verrà arrestato come responsabile della sua morte Mario de Lucia, collegato con Hobson, ed entrambi saranno condannati a dieci anni di lavori forzati; Gollan se la caverà con due anni, Jonker con uno, ma nemmeno lo sconterà, e Lognon partirà in convalescenza con la moglie per due mesi.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta presso l'editore Presses de la Cité nel 1963. È anche uscito su "Le Figaro", in 23 puntate dal 18 maggio al 12 giugno 1964.

In Italia è apparso per la prima volta nel 1966, tradotto da Paolo Caruso e pubblicato da Mondadori nella collana "Le inchieste del commissario Maigret" (n° 12)[2]. Sempre per lo stesso editore è stato ripubblicato in altre collane o raccolte tra gli anni sessanta e novanta[3]. Nel 2009 il romanzo è stato pubblicato presso Adelphi, tradotto da Valeria Fucci, nella collana dedicata al commissario (parte de "gli Adelphi", al n° 354).

Film e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato adattato due volte in televisione:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il romanzo è il dodicesimo e ultimo scritto a "Noland" (dall'inglese "nessuna terra") che è, chiaramente, un luogo immaginario. In realtà Simenon si trovava nella sua tenuta svizzera, il castello di Echandens nel cantone di Vaud, una delle sue residenze preferite.
  2. ^ Eskin, Op. cit., p. 406
  3. ^ Le edizioni dei "Maigret"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]