Assia Noris

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Assia Noris in I grandi magazzini (1939)

Assia Noris (pseudonimo di Anastasia von Hertzfeld, in russo Анастасия Николаевна Герцфельд?, traslitterato Anastasija Nikolaevna Gercfel'd; San Pietroburgo, 26 febbraio 1912Sanremo, 27 gennaio 1998) fu un'attrice italiana d'origine russa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a San Pietroburgo, allora capitale dell'Impero russo, nel 1912: il padre era un ufficiale tedesco, la madre era di nazionalità ucraina. In seguito alla rivoluzione russa fuggì in Francia, trasferendosi poi in Italia nel 1929.

Il successo cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Assia Noris in Darò un milione (1935)

Il suo debutto cinematografico avvenne nel 1932 in Trois hommes en habit di Mario Bonnard (che l'anno dopo ne girerà una nuova versione per il mercato italiano, Tre uomini in frak, interpretata anche questa dalla Noris), ma la sua fama è legata principalmente ai film diretti da Mario Camerini (con il quale fu sposata dal 1940 al 1943) e recitati in coppia con Vittorio De Sica.

La sua capacità di interpretare alla perfezione il personaggio della ragazza onesta fu uno degli elementi del successo di pellicole come Il signor Max (1937) e I grandi magazzini (1939): Assia Noris conquistò il pubblico con la sua bellezza e il suo stile di recitazione fine ed elegante, ingenuo e malizioso al tempo stesso, diventando una delle grandi dive del cinema italiano degli anni trenta e quaranta.

Incarnò, agli occhi di una generazione di italiani, l'ideale di donna con la D maiuscola[1], descritta nelle canzoni dell'epoca e nelle pellicole del filone dei telefoni bianchi, di cui fu forse l'attrice più rappresentativa, ossia l'eroina angelica di un mondo rassicurante e romantico, privo di nubi e drammi.

Il suo successo continuò con la commedia Dora Nelson (1939) diretta da Mario Soldati, ed in seguito grazie a film come Una romantica avventura (1940), Una storia d'amore (1942), entrambi diretti dal marito, Un colpo di pistola (1942) di Renato Castellani e Una piccola moglie (1943) di Giorgio Bianchi, provò la sua capacità di saper affrontare anche ruoli drammatici, ma, terminata la seconda guerra mondiale, caduto il regime fascista e divorziatasi da Camerini, la sua stella tramontò molto rapidamente. Dopo il legame con il regista romano seguirono i matrimoni con Jacob Pelster, Tony Habib e Roberto Rossellini.

Tra gli episodi più emblematici nel periodo del suo massimo successo, si può annoverare l'incontro con Adolf Hitler, descritto da Assia Noris come un pupazzo di neve, con il naso, i baffi e gli occhi finti[2], che tra una spruzzata e un'altra di saliva in faccia, le chiese di recitare per conto della UFA (la più importante casa cinematografica tedesca del tempo), ricevendo però un'imbarazzata risposta negativa[3]. Tra i suoi comportamenti, che destarono stupore fra gli italiani, si ricorda l'apparizione, provocante e inusuale a quei tempi, in un costume a due pezzi, mentre alcuni suoi atteggiamenti, ritenuti poco in linea con l'"etica di regime", le costarono non solo continui rimproveri da parte del ministero della cultura popolare e del ministro Gaetano Polverelli, ma anche la deportazione in Germania[3].

Dopoguerra e morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra Assia Noris tentò la via del teatro e recitò anche in alcuni film all'estero con risultati alquanto deludenti. Dopo circa quindici anni di assenza, nel 1965 tornò a sorpresa nel film La Celestina P... R... di Carlo Lizzani ma non riuscì a recuperare il successo perduto e abbandonò.

Morì nel 1998 a Sanremo, dove viveva da decenni, dopo un ricovero a causa di un malore:[4]fu sepolta nel cimitero di Valle Armea[5][6].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

In La maschera sul cuore (1942)

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario del cinema italiano, «Attrici», di Enrico Lancia e Roberto Poppi, Gremese Editore, pagina 106
  2. ^ Assia Noris, una diva alla corte di Goebbels avvenire.it
  3. ^ a b Paolo Ruggieri, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol.II, pag.172-175
  4. ^ Addio Assia Noris la fidanzata d'Italia
  5. ^ 1998 - Funerali di Assia Noris
  6. ^ La Noris, superdiva del cinema negli anni '30 e '40, è morta ieri a Sanremo Assia, zarina d'Italia Celebri i film con De Sica, diretti da Camerin
  7. ^ Enrico Giacovelli, Poi dice che uno si butta a sinistra!, Gremese Editore, pagina 271

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Scaglione, Le dive del ventennio. Torino, Edizioni Lindau, 2003. ISBN 88-7180-484-8

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN185606925 · ISNI (EN0000 0001 4086 1102 · SBN RAVV094837 · LCCN (ENno2010067215 · GND (DE1061603709 · BNF (FRcb14693394b (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2010067215