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Cronologia della storia antica (2500 a.C. - 2001 a.C.)

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 V · D · M 

Eventi importanti[modifica | modifica wikitesto]

2500 a.C. - (XXV secolo a.C.)[modifica | modifica wikitesto]

Mesopotamia (Mezzaluna fertile)[modifica | modifica wikitesto]

Schema cronologico generale del Vicino Oriente (cronologia intermedia)[1]
  • Lugal-Anne-Mundu Leggendario Re di Adab
    • Secondo le leggende sumere, unificò nel suo potere tutta la Mesopotamia, costituendo un impero che andava dal Golfo Persico sino ai Monti Zagros e che si dissolse con la sua morte.
  • Presunto insediamento della III dinastia di Kish: Kubaba Regina di Kish
    • La cosiddetta Casa di Kubaba è riportata nel regno di Puzur-Nirah, re di Akšak[nota esplicativa 1]. Il suo regno, l'unico della terza dinastia di Kish, fu caratterizzato da pace e prosperità; fu contemporanea del terzo protoperiodo dinastico dei Sumeri, e sembra che sia durato per quasi un secolo. Collocandola in un contesto storico, il regno di Kubaba dovrebbe inserirsi nel XXV. Santuari in suo onore si diffusero in tutta la Mesopotamia: nell'area hurrita venne chiamata anche Kebat o Hepat, un titolo della dea madre hurrita Hannahannah, dal significato di "madre".
  • Primi insediamenti dei nomadi Amorrei (di origine semitica, antenati dei Re di Isin e dei Babilonesi) a ovest dell'Eufrate
    • In precedenza gli assiriologi hanno ipotizzato che gli amorriti fossero un popolo nomade, governato da un potente clan tribale che fece apparentemente spostare a forza il suo popolo in questi territori, di cui avevano bisogno per i pascoli delle loro mandrie. Tuttavia, molte delle nuove scoperte archeologiche hanno portato gli assiriologi a concordare sul fatto che gli amorriti non misero mai in atto un'invasione concertata di Ur. Molti amorriti vissero in modo pacifico all'interno del regno in piccole enclave. Ci sono ora attestazioni che gli amorriti servirono nell'esercito di Ur e formarono anche gruppi di operai sia sotto l'impero di Akkad che sotto la terza dinastia di Ur, molto prima dell'ascesa del loro potere nella regione.

Assiria[modifica | modifica wikitesto]

  • Primi insediamenti urbani nella città di Assur, in Alta Mesopotamia
    • Gli scavi rivelarono che il sito della città fu occupato dalla metà del III millennio a.C., in epoca ancora sumera, prima che emergesse il regno assiro. I resti più antichi della città furono scoperti nelle fondazioni del tempio della dea Ištar.

Vicino Oriente[modifica | modifica wikitesto]

  • I Fenici fondarono i primi insediamenti sulla costa del Mediterraneo
    • Benché l'indagine archeologica sia stata difficoltosa, si hanno notizie dal III millennio a.C. di occupazioni di Biblo e Tiro. Sono frequenti le campagne egiziane a scopo soprattutto commerciale, con alcune colonie di mercanti.
  • Gli Hurriti (popolazione indoeuropea) si insediano in Siria
    • Essi vengono ritenuti, per similitudini linguistiche, gli antenati degli Urartei, anche se la lingua hurrita, di tipo ergativo, sembra più di origine non indoeuropea, secondo la teoria di Alain Daniélou, facente parte della ipotetica Civiltà mediterranea. Il fiume Khabur valle divenne il cuore delle terre hurrite per un millennio. Il primo regno hurrita noto emerse intorno alla città di Urkesh (moderna Tell Mozan) durante il terzo millennio a.C. Ci sono prove che allearono con l'Impero accadico e che dunque assunsero nel territorio una posizione stabile nel regno di Naram-Sin di Akkad. In questo periodo, a un certo punto la città stato di Urkesh divenne stato vassallo di Mari.
  • Primi insediamenti urbani nella città di Karkemiš, fra Siria e Turchia
    • Il sito è stato abitato sin dal neolitico, con ceramiche e tombe che risalgono a ca. 3000 a.C. (inizio dell'età del bronzo). La città è menzionata in documenti ritrovati negli archivi di Ebla del III millennio a.C.

Asia Minore[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli Hatti (popolazione mediterranea) si insediano in Turchia (fino al 1700 a.C.)
    • Gli Hatti erano organizzati in città-stato e piccoli regni teocratici che furono poi conquistati uno a uno dagli Ittiti dopo il 2200 a.C. Anche dopo questa conquista gli Hatti continuarono a rappresentare la maggior parte della popolazione. Per questa ragione influenzarono molto gli Ittiti, da cui presero gran parte della religione e della mitologia. La differenza tra Hatti e Ittiti emerge anche dalle descrizioni che gli Egiziani danno in occasione della Battaglia di Kadesh che parlano di individui molto diversi tra loro nell'aspetto.

Arabia[modifica | modifica wikitesto]

Asia Centrale ed Asia Orientale[modifica | modifica wikitesto]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nubia: Nasce il Regno di Kerma in Nubia (fino al 1520 a.C., che raggiungerà il suo splendore dopo il 1800 a.C.)
    • Il suo centro fu appunto la città di Kerma il cui momento di maggiore splendore coincise
      scavi archeologici a Kerma
      con il medio regno egizio anche se la civiltà nubiana mantenne sempre i suoi caratteri distintivi (come ad esempio la ceramica). L'archeologo George Reisner riteneva che Kerma fosse stata in origine un governatorato egizio che si sarebbe poi sviluppato verso una monarchia indipendente. Gli studiosi moderni ritengono invece che all'origine Kerma sia stata un avamposto commerciale essendo troppo lontana dai confini dell'Egitto del tempo.
      Ceramica di Kerma
      Anche la presenza di oggetti e statue recanti iscrizioni egizie viene ora interpretata come effetto degli scambi commerciali. Durante il primo periodo intermedio la presenza egizia nella Bassa Nubia scomparve del tutto e quando le fonti egizie tornano a citare Kerma la descrivono avere il controllo dell'Alta e della Bassa Nubia. Il regno di Kerma raggiunse il suo massimo sviluppo territoriale durante il secondo periodo intermedio arrivando a sfiorare il confine meridionale dell'Egitto. Il regno di Kerma finisce con l'avvento del nuovo regno e dei suoi sovrani alla ricerca di successi militari. Sotto Thutmose III il confine giunge alla IV cateratta del Nilo e Kerma si trova inglobata nell'impero egizio.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

  • Antica Grecia: Periodo Protoelladico II in Grecia - Popolazioni protoindoeuropee (Pelasgi) (fino al 2300 a.C.)
    • I siti importanti dell'Antico Elladico sono raggruppati sulle rive egee della Grecia continentale, in Boeozia e Argolide (Lerna, Pefkakia, Tebe, Tirinto) o sulle isole come Egina (Kolonna) ed Eubea (Lefkandi, Manika) e sono contrassegnati da ceramica che mostra influenze anatoliche occidentali e dall'introduzione della versione del tornio da vasaio veloce. La grande "casa lunga" chiamata megaron viene introdotta nell'AE II.
  • Italia: Civiltà del Gaudo in Cilento: Necropoli di Buccino
    • Grazie alla sua posizione geografica dominante e ben protetta, la località è stata frequentata sin dalle epoche più remote. I materiali più antichi risalgono al primo Neolitico, particolarmente nelle località di San Mauro e di Piani di Buccino. In località Sant'Antonio invece sono emerse diverse testimonianze calcolitiche, risalenti dunque alla seconda metà del III millennio a.C., più precisamente alcune tombe appartenenti alla vicina civiltà del Gaudo, oggi riconducibile ai primi abitanti di Paestum.[4] Le prime strutture sedentarie appartengono alla collina di Tufariello, costituenti un piccolo villaggio dell'età del bronzo (Proto-Appenninico B). Con l'età successiva (fine VIII secolo a.C.) l'abitato s'insedia nel territorio oggi occupato propriamente dalla città di Buccino; da qui sono note alcune necropoli - in località Santo Stefano - caratterizzate dalla disposizione fetale dei corpi, tipico della regione; l'uso viene meno dopo l'arrivo delle popolazioni lucane, intorno all'inizio del IV secolo a.C.[5]
  • Gran Bretagna: Completamento dei Dolmen di Stonehenge
    • A tre chilometri di distanza da Stonehenge è stato ritrovato da ricercatori della National Geographic Society un villaggio risalente al 2600 a.C. composto da circa venticinque piccole case. Si ritiene che fossero utilizzate per ospitare i costruttori del complesso, o i visitatori di qualche cerimonia.[6]
  • Europa Occidentale, Europa Centrale: inizio dell'Età del bronzo
  • Ucraina:(fino al 1500 a.C.) - Movimenti di popolazioni indoeuropee, suddivise nel ramo occidentale Centum (Celti, Latini, Germanici, Elleni) e orientale Satem (Slavi, Baltici, Illirici, Gutei, Ittiti, Hurriti, Tocari, Iranici e Arii).
  • Caucaso: Civiltà calcolitica kurgan - Sepolture in tumulo, poi diffuse in tutta Europa.

America settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

2499 a.C. - 2481 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2494 a.C.
    • Mesopotamia:
      • Inizio del Periodo proto-dinastico III (fino al 2334 a.C.)
      • Ur-Nina Re sumero di Lagash, Fondatore della I Dinastia di Lagash (Resasi indipendente da Kish)
        • La sua esistenza si colloca probabilmente nella prima metà del ventiquattresimo secolo a.C.
          Stele contenente l'iscrizione "Ur-Nanshe, figlio di Gunidu, per Ningirsu". Lagash, periodo protodinastico III (ca. 2550—2500 a.C.). Trova a Telloh, antica Girsu.
          Ascese al potere dopo Lugal-Sha-Gen-Sur (Lugal-Suggur), probabilmente nel 2494 a.C. circa, e regnò probabilmente fino al 2465 a.C. circa, quando gli succedette il figlio Akurgal. Non sappiamo da dove venne, né come ottenne il potere. È possibile che fosse un semita proveniente dalla terra occidentale di Tidnum. Ur-Nina ci ha lasciato circa cinquanta iscrizioni su tavolette d'argilla, piastre, mattoni, chiodi, che registrano soprattutto la costruzione dei templi, gli scavi dei canali e la costruzione di statue. Una di queste iscrizioni recita "navi di Dilmun avevano portato legname come tributo da terre straniere.". Questo implica che Ur-Nina fosse abbastanza potente da controllare un certo numero di terre straniere oltre al golfo Persico.
    • Bahrain: Primi contatti fra Sumeri e Civiltà Dilmun
  • c. 2486 a.C.
    • Antico Egitto: Shepsekhet 27º faraone - (c.a. 2486 a.C. -2479 a.C., secondo von Beckerath)- IV Dinastia
      • Figlio di Kakhet e di una sposa secondaria, il Canone Reale sembra attribuirgli un regno di soli quattro anni. Per legittimare il suo diritto a regnare, essendo prematuramente morto l'erede designato, sposò Khentkaus figlia di Hardedef, figlio di Cheope.A differenza dei suoi predecessori Shepsekhet non si fece costruire una piramide. La sua tomba segna infatti un ritorno alla mastaba, anche se di dimensioni fuori dal comune, il sepolcro di Shepsekhet misura m 104,60 per 78,60 con un'altezza di circa 18 metri.

2480 a.C. - 2471 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2479 a.C.
    • Antico Egitto
      • Djedefptah Presunto 28º faraone - (c.a. 2479 a.C. -2477 a.C., secondo von Beckerath)- Ultimo della IV Dinastia
        • La sua esistenza è attestata solamente dalla lista di Manetone, nella forma riportata da Sesto Africano, che pone al termine della IV dinastia un Thampththis, nome che non è possibile mettere in relazione con nessun altro sovrano della dinastia e che potrebbe essere una deformazione del nome egizio Djedefptah o Ptahdjedef (ḏd =f pth). Un ulteriore prova è che il Canone Reale è danneggiato proprio nella parte riguardante la fine della IV dinastia e l'attuale disposizione dei frammenti lascia spazio, dopo Kakhet, ad ulteriore sovrano. Allo stato attuale delle cose mancano però del tutto riscontri archeologici che possano confermare queste ipotesi.
      • Fine della IV Dinastia
  • c. 2477 a.C.
    • Antico Egitto:
      • Inizio della V Dinastia
      • Irmaat 29º faraone - (c.a. 2477 a.C. -2471 a.C., secondo von Beckerath)- 1º della V Dinastia
        • Come in altre occasioni non è chiaro cosa abbia determinato il cambio di dinastia. Secondo alcune tradizioni Irmaat sarebbe figlio di Neferhetepes figlia di Kheper ed avrebbe sposato Khentkaues, figlia di Kakhet (Micerino), ultimo (o penultimo) sovrano della IV dinastia. Secondo una leggenda riportata dal Papiro Westcar Irmaat ed i suoi due successori sarebbero figli del dio Ra e di una donna, Redgdet, moglie di un sacerdote del dio. Attualmente è opinione abbastanza accettata che Irmaat sia il padre dei suoi due successori. Durante il suo regno aumentò l'influenza del clero di Eliopoli e quindi del culto solare. Prova di ciò fu l'erezione del primo tempio solare, ad Abu Gurab, struttura che diverrà usuale durante tutta la dinastia; del tempio, detto Corte delle offerte di Ra, rimangono solamente poche tracce. Anche del suo tempio funerario, I luoghi di Userkaf sono puri, nei pressi della piramide a gradoni di Netjerykhet (Djoser), rimane ben poco essendo stato usato in epoca posteriore come cava di pietra.
    • erezione del primo tempio solare ad Abu Gurab
  • c. 2471 a.C.
    • Antico Egitto: Nebkhau 30º faraone - (c.a. 2471 a.C. -2458 a.C., secondo von Beckerath)- 2º della V Dinastia
      • Questo sovrano iniziò la costruzione di una nuova necropoli ad Abusir, pochi chilometri a nord di Saqqara. Anche sugli avvenimenti del suo regno, come per altri sovrani, si hanno poche notizie: la Pietra di Palermo riporta di missioni commerciali nella Terra del Turchese (probabilmente le cave dello Uadi Maghara nella penisola del Sinai) ed a Punt. Un graffitto in ricordo di una spedizione per pacificare i nomadi locali si trova appunto presso lo uadi Maghara, nel Sinai; anche nelle cave di diorite presso Abu Simbel è stata trovata una stele che porta il nome di Nebkhau. Anche Nebkhau, così come il suo predecessore, eresse un tempio solare, di cui non si sono trovate tracce, dal nome Possedimento di Ra

2470 a.C. - 2441 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2465 a.C. - Akurgal 2º Re sumero di Lagash
  • c. 2458 a.C.
    • Antico Egitto:
      • Userkhau (Neferirkara) 31º faraone - (c.a. 2458 a.C. -2438 a.C., secondo von Beckerath)- 3º della V Dinastia
        • Il fatto che suoi templi funerari siano rimasti incompleti sembrerebbe indicare un regno abbastanza breve. Userkhau fu il primo sovrano ad introdurre, stabilmente, la quinta parte della titolatura ed a introdurre un secondo cartiglio. Il suo tempio solare, non ancora scoperto ma del quale è nota l'esistenza grazie ai papiri di Abu Sir, aveva come nome Luogo del cuore di Ra. Il tempio fu costruito da Washptah importante funzionario regale che ricopriva i ruoli di visir ed architetto. Nel corso del regno di questo sovrano si verificò un notevole rafforzamento della potenza delle grandi famiglie di corte.
      • Rafforzamento della potenza delle grandi famiglie di corte: matrimonio di Ti, capo degli acconciatori della residenza con la principessa Neferhetepes.
  • c. 2455 a.C.
    • Mesopotamia:Egemonia di Lagash.
      Stele degli avvoltoi. Particolare con il volo degli avvoltoi
      • Eannatum 3º Re sumero di Lagash (fino al 2425 a.C.)
        • Conquista di potenti città-stato come Akshak, Kish, Larsa, Nippur, Ur e Uruk. In seguito, Eannatum spostò le sue mire anche fuori la Mesopotamia, giungendo a chiedere tributi anche a città siriane.
      • Costruzione della Stele degli avvoltoi, primo documento storico sumero: fu eretta per ricordare la vittoria di Eannatum su Enakalle di Umma, città che poi fu resa tributaria di Lagash.

2440 a.C. - 2431 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2438 a.C.
    • Antico Egitto:
      • Shekemkhau (Shepseskara) 32º faraone - (c.a. 2438 a.C. -2431 a.C., secondo von Beckerath)- 4º della V Dinastia
        Stele degli avvoltoi. Particolare con il re Eannatum alla testa del suo esercito
        • A Shekemkhau viene attribuito un regno di sette anni ma la scarsezza di tracce archeologiche, si conosce solamente uno scarabeo proveniente dagli scavi di Abusir, fa pensare ad un regno decisamente più breve. La Pietra di Palermo riporta il nome del suo tempio solare Trono prediletto di Ra di cui però non si sono trovate tracce. Non si conosce la posizione del suo monumento funebre e neppure quella di tombe di funzionari a lui collegati.
      • Prime spedizioni egizie verso il Paese di Punt (attuale Somalia)
    • Primi contatti fra Egiziani i Fenici
  • c. 2436 a.C.
    • Cina: Sale al trono in Cina il mitico Ku - (c.a. 2436 a.C. -2366 a.C.), il 4º dei 5 imperatori
      • Tra le conquiste culturali attribuite all'imperatore Ku vi è in particolare l'introduzione delle scuole; secondo antiche fonti cinesi, inoltre, ideò ebbe un importante ruolo nell'invenzione di vari strumenti musicali e composizioni tradizionali. È considerato anche il fondatore della poligamia in Cina ed infatti gli vengono attribuite almeno quattro mogli. Da una di loro, Changyi (常儀), Ku ebbe un figlio, Zhi, che divenne il suo successore, ma dopo nove anni cedette la reggenza a suo fratello Yao, la cui madre era Qingdu. Dalla terza moglie, Jiang Yuan, ebbe Houji, dalla quarta, Jiandi, Qi. Questi figli sono considerati rispettivamente i capostipiti delle dinastie Zhou e Shang.Per separare i suoi figli Ebo e Sichen (madri ignote), in perenne lotta tra loro, li proclamò dèi delle stelle Chen e Shen.
  • c. 2431 a.C.

2430 a.C. - 2401 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2400 a.C. - 2371 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2370 a.C. - 2361 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2360 a.C. - 2351 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2359 a.C.
    • Mesopotamia
      • Lugalanda 8º Re sumero di Lagash
      • Lugalzagesi Re di Umma e Uruk, unico sovrano della (III dinastia di Uruk)
        • Lugal-Zage-Si (2259 a.C.–2235 a.C.) era inizialmente re di Umma, ma poi sconfisse il re
          L'impero di Lugalzagesi.
          Urukagina di Lagash e riuscì con la forza e dopo immani spargimenti di sangue, seguiti dalla distruzione pressoché totale delle città appartenenti al principato di Lagash, a riunificare la Mesopotamia. Le sue atrocità sopravvissero in futuro nelle leggende sumeriche. Dette vita ad un vero e proprio impero nella Mesopotamia, annettendo le città-stato di Ur, Kish e Uruk, dove stabilì la sua capitale. Il suo impero comprendeva, inoltre, i territori dell'Elam e della Siria. Lugalzagesi, in una lunga iscrizione che ordinò fosse incisa su centinaia di vasi di pietra dedicati a En-Lil di Nippur, si vanta che il suo regno fosse esteso "dal mare Inferiore (golfo Persico), lungo il Tigri e l'Eufrate, fino al mare Superiore (Mediterraneo)".I suoi venticinque anni di regno, basati sul terrore e le uccisioni, avevano però creato il malcontento degli ensi di Sumer che accolsero come un liberatore il principe Sargon quando questi attaccò il re di Umma.
  • c. 2358 a.C. - Cina: Sale al trono in Cina il mitico Imperatore Yao - (c.a. 2358 a.C. -2255 a.C.), il 5º dei 5 imperatori
  • c. 2355 a.C.
  • c. 2352 a.C.
Frammento contenente iscrizione relativa a Urukagina, 2350 a.e.v. circa, trovata a Telloh (l'antica Girsu): «Egli [Urukagina] scavò […] il canale alla città-di-NINA. Al suo inizio, costruì Eninnu-(E-ninnu o Tempio-Ninnu); alla sua fine, edificò l'Esiraran.»
      • Sua moglie fu la regina Shagshag. Egli è famoso per le sue riforme contro la corruzione, che talvolta vengono citate come il primo esempio di codificazione giuridica. Sebbene il testo di tale codice non è giunto ai giorni nostri, i suoi contenuti potrebbero essere ripresi da altre fonti che si riferiscono ad esso. Il codice di Urukagina rendeva esenti da tassazione le vedove e gli orfani; obbligava la città di pagare le spese funebri (incluse le libagioni per il viaggio del morto nel mondo inferiore); e decretò che i ricchi dovessero usare l'argento nelle contrattazioni con i poveri, e se il povero non desiderava vendere, nessuno poteva forzarlo a farlo. Il suo codice è noto a causa del suo grande supporto alla situazione delle donne, un aiuto molto maggiore di quelli di codici più tardi, quali quello di Hammurabi, Lipit Ishtar, o quelli assiri o babilonesi. Egli partecipò anche a diversi conflitti, ad esempio un conflitto, che lo vide sconfitto, ai confini con Uruk. Durante il suo regno, Uruk cadde sotto la leadership di Lugal-Zage-Si, patesi di Umma, che sconfisse Urukagina, annesse Lagash, e stabilì un impero in Mesopotamia.

2350 a.C. - 2341 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2340 a.C. - 2331 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2334 a.C.
    • Mesopotamia e Vicino Oriente:
      • Inizio della dominazione degli Accadi (popolazione semitica) in Mesopotamia
      • Nascita dell'Impero accadico in Mesopotamia e nel Vicino oriente
        • Il vasto impero di Sargon si estendeva dall'Elam fino al mar Mediterraneo, includendo la Mesopotamia e parti dell'Anatolia. Governò dalla sua nuova capitale, Akkad, situata sulla riva sinistra dell'Eufrate, tra Sippar e Kish. Il Semitico accadico divenne la lingua franca, lingua ufficiale delle iscrizioni in tutta la Mesopotamia e lingua di grande influenza molto oltre.
          Discendenti di Sargon
      • Sargon di Akkad (2334 a.C. - 2279 a.C.) sale al trono
        • La storia dell'ascesa di Sargon al potere non è nota, le prime notizie si hanno con la cronaca della conquista di Uruk, dove regnava Lugalzagesi di Umma. Lugalzagesi, con cinquanta ensis sotto il suo comando, fu sconfitto, catturato e portato a Kish in un carcan ed esposto alle porte di Enlil. Quindi Sargon attaccò e sconfisse Ur, Lagash e Umma. Fece un gesto simbolico lavandosi le mani nel "mare inferiore" (Golfo Persico), per mostrare che aveva conquistato il Sumer nella sua interezza. I governatori scelti da Sargon per amministrare le principali città-stato del Sumer erano Accadici, non Sumeri. Il Semitico accadico divenne la lingua franca, lingua ufficiale delle iscrizioni in tutta la Mesopotamia e lingua di grande influenza molto oltre. Le istituzioni religiose precedenti del Sumer, già ben note e emulate dai semiti furono rispettate; sua figlia Enkheduanna, l'autrice di parecchi inni accadici, fu nominata sacerdotessa di Nanna la dea della luna di Ur. Egli stesso si fece chiamare "il sacerdote unto di Anu" e "grande ensi di Enlil".Sargon sconfisse i quattro capi dell'Elam, condotto dal re di Awan. Le loro città furono saccheggiate; i governatori, viceré e i re di Susa, Barhashe, e dei distretti vicini divennero vassalli di Akkad e la lingua accadica divenne la lingua ufficiale. Infatti cominciò, consciamente o no, la semitizzazione del Sumer che causò la sparizione del popolo sumerico, almeno come un'entità politica ed etnica identificabile. Sargon conquistò il Mari, Yarmut ed Ebla fino alla foresta del Libano (Amanus) e le montagne d'argento (Tauro). Le rotte commerciali furono assicurate e approvvigionamento di legname e metalli preziosi poterono con sicurezza navigare liberamente lungo l'Eufrate verso Akkad. Il testo conosciuto come "Epopea del Re della Battaglia" dipinge Sargon che avanza profondamente nel cuore dell'Asia Minore per proteggere i mercanti dalle esazioni del Re di Burushanda (Purshahanda). Viene anche scritto che Sargon attraversò il Mare dell'Ovest (Mar Mediterraneo) e finì a Cipro. Gli scrittori antichi videro Sargon come il re che disse: Ora, ogni re che vuole chiamarsi mio eguale, dovunque io andai, che ci vada. (Nougayrol 169). :In tarda età tutte le terre gli si rivoltarono ed essi assediarono l'Akkad. Ma Sargon andò avanti per combattere e li sconfisse; li abbatté e distrusse il loro vasto esercito. Più tardi Subartu nel loro potere attaccò, ma essi si sottomisero alle sue armi e Sargon stabilì le loro dimore e le colpì gravemente. (Re 1907, 3). La cronaca narra di un'altra sollevazione, anch'essa sfortunata, dei paesi settentrionali (Subartu) e di un sacrilegio che il re Sargon avrebbe commesso contro Babilonia. Dopo il sacrilegio una grave carestia distrusse il suo popolo e la sua tomba fu profanata.
  • c. 2333 a.C.
    • Corea:
      • Secondo la tradizione, inizio del leggendario periodo Tangun
      • Regno mitico di Ko Chosŏn XI secolo a.C. nella regione nord-occidentale dell'attuale Corea, ricca di vegetazione e di conifere. Le prime nozioni su di esso sono scritte negli annali cinesi; ci si riferisce agli abitanti della penisola con il nome di Liaotung e a quelli della Corea settentrionale come Dong-yi (“barbari orientali”). Discendenti delle popolazioni originarie della Siberia, essi si insediarono nella penisola coreana dando vita alla prima forma di stato, anche se ancora di impronta tribale. Da notare in proposito è che il fondatore dello stato di Ko Chosŏn, Tan'gun, altri non è che il mitico progenitore della stirpe coreana, il quale sarebbe vissuto, secondo il mito di fondazione, intorno al 2333 a.C. Tan'gun ed i suoi successori avrebbero inaugurato quindi la prima era del Ko chosŏn, in un territorio per altro non esplicitamente menzionato, ma che generalmente viene fatto coincidere approssimativamente con la Corea del Nord.

2330 a.C. - 2311 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2326 a.C.
  • c. 2322 a.C.
    • Antico Egitto: Sehoteptawy (Teti) 38º faraone - (c.a. 2322 a.C. -2312 a.C., secondo von Beckerath)- 1º della VI Dinastia
      • Non conosciamo i motivi che stettero alla base del cambio di dinastia tra la V e la VI, anche se il nome Horo, Colui che pacifica le Due Terre, potrebbe far pensare ad un periodo di torbidi. È possibile, ed anche probabile, che la moglie principale di Sehoteptawy, Iput, fosse figlia dell'ultimo re della precedente dinastia ma non vi sono prove certe in questo senso. Come per altri sovrani il nome, ed i titoli, di Sehoteptawy si trovano a Biblo, a Punt, a Tomas, in Nubia a riprova della fitta rete di legami commerciali che legavano l'Egitto al resto del mondo. Durante il regno di questo sovrano si registrano notevoli cambiamenti negli equilibri tra le varie divinità, cambiamenti che possono significare nuovi equilibri politici tra le località ove era diffuso un certo culto. Il dio dinastico Horo perdette d'importanza nei confronti di divinità locali, fatto che potrebbe anche nascondere un ridotto potere centrale e l'inizio di quei fenomeni centrifughi che porteranno allo sfaldamento dell'antico regno. Secondo Manetone Sehoteptawy ".. fu assassinato dalle sue guardie del corpo ...", circostanza che potrebbe vedere la sua conferma nella circostanza che il successore non fu suo figlio bensì un sovrano praticamente sconosciuto. La sua piramide si trova nella necropoli di Saqqara a nord di quella di Irmaat.
  • c. 2320 a.C.
  • c. 2312 a.C.
    • Antico Egitto: Userkara 39º faraone - (c.a. 2312 a.C. -2310 a.C., secondo von Beckerath)- 2º della VI Dinastia
      • Oltre alla lista di Abydos il nome di Userkara ci è stato tramandato solamente da un paio di sigilli cilindrici e da un'iscrizione. Non si conosce alcun monumento funebre associato al suo nome. È possibile che Userkara abbia regnato, come usurpatore, per breve tempo, su alcune province del Basso Egitto mentre Pepi I, legittimo erede del padre, controllava il resto del paese. Secondo un'altra interpretazione dei pochi dati disponibili potrebbe essersi trattato di un reggente. Un'iscrizione ritrovata sulle rocce dello Uadi Hammamat riporta l'inizio dei lavori di costruzione della piramide Potenza di Ity, monumento funebre che viene associato appunto Userkara.

2310 a.C. - 2301 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2310 a.C.
    • Mesopotamia
      L'impero accadico alla sua massima espansione
    • Antico Egitto: Merytawy (Pepi I) 40º faraone - (c.a. 2310 a.C. -2260 a.C., secondo von Beckerath)- 3º della VI Dinastia
      • Merytawy fu figlio di Sehoteptawy e di Iput. Non è noto per quale motivo questo sovrano cambiò il nome Ra ad un certo punto del suo regno; salito al trono come Nefersahor trasformò poi il nome in Meryra. Il Canone Reale gli attribuisce un regno di venti anni contro i 53 riportati da Manetone. Il dato archeologico più alto è un'incisione datata al venticinquesimo computo del bestiame. Essendo questo, di norma, biennale sembra essere confermato il dato di Manetone. È possibile che questo sovrano abbia iniziato a contare i suoi anni di regno dalla morte del padre, ignorando Userkara. A questo sovrano è attribuibile un serio tentativo di rinsaldare l'autorità del governo centrale in contrapposizione con le tendenze centrifughe che andavano accentuandosi e che porteranno alla crisi entro pochi decenni. Ancora in epoca Tolemaica Merytawy è ricordato ed il suo culto ancora vivo. È possibile che negli ultimi anni del suo regno abbia associato al trono il figlio Merenra. Ebbe come regine Ankhesenpepi (I), madre del successore Ankhkhau, e Ankhesepepi (II) madre di NetjerkhauIl suo complesso tombale situato a Saqqara, detto
        mn
        n
        nfr
        Men-Nefer (Monumento perfetto) dette probabilmente il nome alla città di Menfi.
  • c. 2305 a.C.

2300 a.C. - 2261 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2300 a.C.
    • Mesopotamia: Rapporti commerciali fra Sumeri e Cultura Magan (Oman)
      • 'Magan era un'antica regione così denominata da alcuni documenti Sumeri cuneiformi risalenti al 2300 a.C. e commerciava con i Sumeri stessi e la Civiltà della valle dell'Indo fornendo loro minerali come rame e diorite, e che decadde presumibilmente intorno al 1700 a.C., con la decadenza della civiltà della valle dell'Indo, alla quale era legata da rapporti commerciali.
    • Oman: Apogeo della Cultura Magan
      • La precisa localizzazione non è tuttora conosciuta con certezza, ma molti archeologi e geologi concordano nell'indicare una parte dell'attuale Oman.[7], nel sud della Penisola Arabica. Altri archeologi indicano la regione dello Yemen conosciuta come Ma'in[8], altri il sud dell'Alto Egitto, altri la Nubia o il Sudan, e altri ancora parti dell'attuale Iran o Pakistan.[9]. Ranajit Pal afferma che l'Oman e l'adiacente parte dell'Iran, al di là del golfo, era il Magan. In questo caso il leggendario Re Manium di Magan che, secondo Poebel, era conosciuto come Mannu, era il famoso Manu, citato nel sacro testo Indiano Rigveda. Il nome Oman può derivare da Ooumi Manu, uno dei vari Manu. Pal anche afferma che Magan era l'antica Magadha citata nei testi Indiani.[10]. Con la scomparsa dei commerci con la Civiltà della valle dell'Indo, il rame del Magan fu rimpiazzato, dai Babilonesi, con il rame importato da Cipro. Il commercio era frequente fra Magan and Ur durante il regno dei Gutei. Dopo la loro caduta, Urnammu di Ur riprese le attività e i commerci fra le due nazioni (c. 2100 a.C.).[11]
    • Antica Grecia: Periodo Protoelladico III in Grecia (fino al 1850 a.C.)
    • Asia Centrale: Cultura del bronzo di Andronovo (fino al 1500 a.C.) -Popolazioni (forse indoeuropee) stanziali di agricoltori
  • c. 2279 a.C.
  • c. 2269 a.C.
    • Mesopotamia e Vicino Oriente: Manishtushu (2269 a.C. - 2255 a.C.) 3º Re di Akkad dopo una congiura
      • Il suo fu regno di pace e tranquillità e ciò è deducibile dal fatto che egli poté allontanarsi molto dalla città di Accad e affrontare delle spedizioni sia nell'Elam che nel Golfo Persico. Quest'ultima spedizione è stata confermata dal ritrovamento di "tombe" di circa 180 uomini che sono stati uccisi in modo violento ma comunque sepolti in modo ordinato. Abbandonò il titolo di "Re di Accad" e prese il nome di lugal-kiš, da interpretare come "re della totalità"

2260 a.C. - 2251 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2260 a.C.
    • Antico Egitto: Ankhkhau (Merenra I) 41º faraone- (c.a. 2260 a.C. -2254 a.C., secondo von Beckerath)- 4º della VI Dinastia
      • Dal punto di vista archeologico conosciamo, come data più alta, l'anno seguente al quinto computo del bestiame, ossia l'anno dieci di regno. Tenendo conto che, con molta probabilità, Ankhkhau fu associato al trono col padre Merytawy per alcuni anni, la maggior parte degli studiosi è propensa ad attribuirgli un regno autonomo di circa cinque anni. A riprova di quanto detto va rilevato come i monumenti funebri di questo sovrano presentano evidenti tracce di un affrettato completamento, fatto dovuto ad un loro utilizzo ben prima del previsto. All'interno della sua piramide è stato ritrovato il corpo di un giovane presentante ancora l'acconciatura con ciocca laterale tipica dell'adolescenza. In un primo tempo è stato affermato trattarsi di una sepoltura posteriore non precedente alla XVIII dinastia, ma ora alcuni studiosi tendono a rivedere tale ipotesi. Se il corpo appartiene veramente ad Ankhkhau si tratterebbe della mummia regale più antica giunta fino a noi.
  • c. 2255 a.C.
    • Mesopotamia e Vicino Oriente: Naram-Sin (2255 a.C. - 2219 a.C.) 4º Re di Akkad
      • Sotto la sua guida l'Impero accadico raggiunse il suo apice. Fu il primo re della Mesopotamia a proclamarsi divino. Commerciò con la Civiltà della valle dell'Indo e controllò una vasta porzione di territorio lungo il Golfo Persico. Espanse il suo impero sconfiggendo il re di Magan al limite meridionale del golfo e conquistando le tribù delle colline nelle montagne del Tauro. Costruì centri amministrativi a Ninive e Nagar.
      • Primo riferimento a popolazioni aramee in Siria
    • Cina: Sale al trono il mitico Imperatore Shun (2255 a.C. - 2195 a.C.)
      • regnò 30 anni affiancando l'imperatore Yao poi ricevette il mantello regale a 53 anni e morì all'età di 100 anni dopo aver ceduto il trono a che sarà il primo imperatore e fondatore della dinastia Xia.
        Statua dell'imperatore Shun
        Durante il regno di Shun la capitale fu Puban (蒲阪). Nella mitologia cinese l'imperatore Shun rappresenta gli arbori di un sentimento nazionale unitario cinese avendo egli contribuito a diffondere alcuni principi legali e religiosi, ma soprattutto certe tecniche agricole (come quella della coltivazione del the). È l'ultimo imperatore dei Cinque Imperatori prima della dinastia Xia.
  • c. 2254 a.C.
    • Antico Egitto: Netjerkhau (Pepi II) 42º faraone- (c.a. 2254 a.C. -2194 a.C., secondo von Beckerath)- 5º della VI Dinastia)
      • Netjerkhau fu figlio di Merytawy e della regina Ankhenesmerira e fratellastro del suo predecessore Ankhkhau, sposò la sua sorellastra Neith e Iput II, figlia di suo fratello. Sulla effettiva durata del suo regno, forse il più lungo di tutta la storia dell'antico Egitto, vi sono pareri discordanti; Manetone gli attribuisce 94 anni di regno, il Canone Reale ne riporta 90 mentre la data più alta conosciuta con sicurezza si riferisce al trentunesimo computo del bestiame (anno 62). Il Guinnes World Record 2006 pone l'inizio del suo regno nel 2281 a.C. Quello che è sicuro è che Netjerkhau salì al trono ancora bambino, probabilmente all'età di sei anni, e rimase, fino alla maturità, sotto la tutela della madre e del fratello Djau. Il processo centrifugo iniziatosi sotto il governo dei suoi predecessori si accelerò durante il suo regno, i distretti sempre di più tesero all'autonomia, giungendo a frantumare l'unitarietà dello stato e quindi, anche se vi furono ancora alcuni sovrani classificati nella VI dinastia, è possibile dire che con Netjerkhau finisce il periodo storico conosciuto come Antico Regno. Benché i contatti commerciali con Biblo continuino durante il suo regno altre vie come quelle verso Punt sembrano interrompersi. Il complesso funerario di Netjerkhau si trova a Saqqara ed è considerato uno dei più belli della dinastia, un vero canto del cigno dell'arte del regno antico. Il regno di Netjerkhau è ritenuto da molti il più lungo della Storia.

2250 a.C. - 2201 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2200 a.C. - 2195 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2200 a.C.
  • c. 2195 a.C.
    • Cina
    • Inizio della Dinastia Xia (2195 a.C.-1675 a.C.)
      • Finché gli scavi scientifici non furono eseguiti sui siti della prima età del bronzo a Erlitou, nella provincia di Henan, è stato difficile separare il mito dalla realtà in merito all'esistenza della dinastia Xia. Da allora archeologi hanno ritrovato siti urbani,
        Tomba della dinastia Xia.
        corredi bronzei e tombe che congetturano la possibile esistenza della dinastia Xia in luoghi citati in antichi testi storici cinesi. La maggior parte degli archeologi cinesi identificano la cultura di Erlitou come l'unico sito della dinastia Xia, mentre la maggior parte degli archeologi occidentali non sono convinti del nesso esistente tra la cultura Erlitou e la dinastia Xia. Come minimo il periodo Xia contrappose uno stadio evolutivo tra il tardo neolitico e la tipica civiltà urbana della dinastia Shang. La tecnologia agricola migliorò drasticamente con l'invenzione della viticoltura e il miglioramento dell'allevamento dei cavalli, Nella dinastia Xia si usavano bighe. La dinastia Xia restaurò la monarchia ereditaria trasmessa dal tempo del leggendario imperatore giallo e cominciò un periodo di controllo familiare o dei clan su ogni questione nazionale (家天下). Inoltre fu proprio durante questo periodo che la civiltà cinese sviluppò una struttura di governo che impiegava sia un governo civile benevolente (文治) che punizioni severe per trasgressioni legali (刑罰). Da questa forma primitiva nacquero i primi codici legali cinesi. Si pensa che la dinastia Xia abbia compreso un territorio che si estendeva ad est delle province di Henan, Shandong e Hebei e ad ovest di Henan e Shanxi. Da nord a sud si
        Espansione massima del territorio della dinastia Xia.
        estendeva da Hebei a Hubei. Nel 1959, venne riportato alla luce un sito nella località di Yanshi; esso conteneva grandi palazzi e sembra che fosse la capitale della dinastia Xia. I metodi di datazione al carbonio collocano il sito tra il 2100 a.C. e il 1800 a.C., portando prove inconfutabili dell'esistenza della dinastia. Jie, l'ultimo sovrano, viene ritenuto un re corrotto. Fu detronizzato da Tang, il capo degli Shang dell'est.
    • Sale al trono in Cina il mitico Imperatore il Grande, (2195 a.C.-2149 a.C.), il 1º Dinastia Xia
      • (禹), Cognome (姒), Nome Wénmìng (文命), o Yǔ il grande (大禹), Xià Yǔ (夏禹), Róng Yǔ (戎禹) (* ? a.C. † 2149 a.C.) regnò secondo la leggenda come primo re della dinastia Xia (secondo altre fonti era il capo di una lega di tribù o il padre del primo re Qi) per 45 anni sulla Cina.
        Yu il grande, capo della lotta contro il diluvio
        Il padre di Yu, Gun (鯀), fu incaricato da Yao (堯) di regolare le piene, ma ebbe un tale insuccesso nel suo tentativo che fu giustiziato dal successivo governante Shun (舜). Scelto come successore di suo padre, Yu cominciò a dragare nuovi canali fluviali come vie di deflusso, impiegando per questo lavoro tredici massacranti anni e quasi 20.000 operai. Per questa impresa, Yu viene ricordato come esempio di temperanza e determinazione. Viene venerato come l'amministratore perfetto. Le storie sui suoi lavori nelle tecniche idromeccaniche lo hanno assurto ad una tale importanza che in tredici passò tre volte da casa sua ma non vi entrò mai - sostenendo che una riunione con la famiglia gli avrebbe richiesto troppo tempo e sforzo mentale e quindi lo avrebbe distolto dai problemi di controllo delle piene. Shun fu così impressionato dagli sforzi di Yu che cedette il trono a lui anziché al figlio. Secondo testi storici, Yu morì sul monte Kuaiji (a sud dell'attuale Shaoxing) mentre si trovava in battuta di caccia sulla frontiera meridionale dell'impero e ivi venne sepolto, dove venne costruito un mausoleo in suo onore. Una serie di imperatori di epoca imperiale si sarebbero recati qui per celebrare cerimonie in suo onore, tra cui Qin Shi Huang. Un tempio, Dayu Ling (大禹陵), è stato costruito sul luogo in cui venivano effettuate le cerimonie. Prima dei tempi di Yu, il titolo di imperatore veniva passato alla persona successiva considerata più virtuosa da tutta la comunità, anziché di padre in figlio. Tuttavia il figlio di Yu, Qi (啟), si dimostrò molto abile e venne scelto come sovrano successivo, contrassegnando così l'inizio della nuova dinastia Xia (夏, la prima dinastia cinese). Questo costituì il precedente per la successione ereditaria in Cina.
Chinese dynasties timeline-it.png
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Grafico della linea del tempo

2194 a.C. - 2191 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2194 a.C.
    • Mesopotamia:Periodo dei Quattro re di Akkad (2194 a.C. - 2191 a.C.)
    • Antico Egitto: Merenra II (Nekerkara) 43º faraone- (c.a. 2194 a.C. -2193 a.C., secondo von Beckerath)- 6º della VI Dinastia)
      • Figlio di Netjerkhau ed della regina Neith, Merenra Djefaemsaf salì al trono probabilmente in età già avanzata a causa del lungo regno del padre. Del suo breve regno non si conosce praticamente nulla se non che la tendenza centrifuga dei nomarchi dell'Alto Egitto si rafforzò ulteriormente. L'indebolimento del potere centrale permise ai beduini del Sinai di riprendere le loro scorrerie nelle terre del delta del Nilo. Lo storico greco Erodoto riporta[13] la tradizione che vorrebbe questo sovrano spodestato ed ucciso da una congiura di palazzo organizzata da un gruppo di nobili che poi sarebbero stati eliminati a loro volta da Nitocris identificabile con la sorellastra di Merenra Nitokerty che gli succedette sul trono
  • c. 2193 a.C.
    • Antico Egitto: Nitokerty (Nitocris) 44º faraona - (c.a. 2193 a.C. -2191 a.C., secondo von Beckerath)- 7º della VI Dinastia)
      • Nitokerty è il primo sovrano di sesso femminile attestato con relativa sicurezza nella storia egizia. Forse figlia di Pepi I e sorellastra di Merenre II non sappiamo come sia giunta al trono, per matrimonio o assumendo direttamente le prerogative reali. Di lei scrive Sesto Africano ... la più bella e la più nobile delle donne del suo tempo, di carnagione chiara e con le guance rosate, che innalzò la terza piramide..... L'ultima affermazione, considerata errata dagli studiosi, è legata ad una tradizione posteriore che le attribuisce lavori di restauro della piramide di Micerino.
  • c. 2191 a.C.
    • Mesopotamia
      • Dudu (2191 a.C. - 2173 a.C.) Penultimo Re di Akkad - Riuscì a conquistare il potere dopo i 3 anni della tetrarchia.
    • Antico Egitto
      • Neferka 45º faraone - (c.a. 2191 a.C. -2189 a.C., secondo von Beckerath)- 8º della VI Dinastia)
        • La presenza del glifo determinativo dopo il cartiglio con il nome che significa bambino fa ritenere che si sia trattato di un sovrano fittizio.La fine del Regno Antico segnò lo sfaldamento del potere centrale in favore dei nomarchi (governatori provinciali). È quindi possibile che questo, come altri sovrani coevi, abbiano regnato contemporaneamente su diverse porzioni dell'Egitto, e che quindi sia probabile che questo sovrano abbia regnato contemporaneamente ad altri.

2190 a.C. - 2186 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2185 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • Antico Egitto
    • Inizio del Primo periodo intermedio dell'Egitto (2185 a.C. - 2054 a.C.)
      • Il Primo periodo intermedio copre gli anni della storia egiziana che, indicativamente, vanno all'incirca dal XXII secolo a.C. al XXI secolo a.C. e comprende le dinastie dei sovrani dell'antico Egitto VII, VIII, IX e X. Si trattò di una fase di sfaldamento del potere centrale a favore dei governatori provinciali, i nomarchi. Il primo periodo intermedio può essere suddiviso in tre fasi:
        • VII e VIII dinastia: (2185 a.C. - 2160 a.C.) Sfaldamento completo dello stato unitario. La capitale Menfi perde la sua importanza.
        • IX dinastia: (2160 a.C. - 2120 a.C.) si forma un nuovo centro di aggregazione intorno alla capitale del XX distretto (Alto Egitto), Ha-Ninsu (Heracleopolis Magna, in greco; nome attuale Ihnasya el-Medina).
        • X dinastia: (2120 a.C. - 2040 a.C.) ai sovrani della dinastia "erakleopoleana" si oppongono i principi di Tebe che gettano le basi per la riunificazione dell'Egitto in quello che viene chiamato Regno Medio
    • VII dinastia egizia (forse 70-75gg.) - Dinastia spuria, inesistente
      • La maggior parte degli studiosi è ormai concorde nel considerare questa dinastia spuria, ossia inesistente. La suddivisione in dinastie è dovuta principalmente all'opera di Manetone che pur avendo probabilmente a disposizione maggiori documenti, rispetto a noi, scrive circa duemila anni dopo gli eventi descritti. Sesto Africano, uno degli epitomatori di Manetone, riporta la laconica frase:...settanta re di Menfi che regnarono per settanta giorni. Eusebio di Cesarea più prudentemente cita: ... cinque re di Menfi che regnarono per 75 giorni. Le liste reali di Abydos e Saqqara non riportano alcun nome (Saqqara "salta" addirittura tutto il periodo intermedio passando ai sovrani della XI dinastia). Il Canone Reale, pur molto frammentario in questa parte, sembrerebbe riportare 5 nomi che potrebbero essere i cinque sovrani citati da Eusebio ma non vi sono altre prove e quindi l'ipotesi non può essere avvalorata. Le fonti archeologiche tacciono completamente.
    • VIII dinastia egizia - 17 Faraoni 48º-64º (2185 a.C. - 2160 a.C.)

2184 a.C. - 2151 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2173 a.C.
    • Mesopotamia
      • Shu-turul [2173 a.C. - 2172 a.C.) ultimo Re di Akkad: Akkad venne conquistata dai Gutei e la capitale dell'impero si spostò a Uruk.
  • c. 2172 a.C.
    • Mesopotamia: Inizio della dominazione Gutea (2172 a.C. - 2119 a.C.)
      • Regnarono con 13 Re (Iarlagab (ca. 2172 – ca. 2157), Ibate (ca. 2157 – ca. 2154), Iarlangab (ca. 2154 – ca. 2151), Kurum (ca. 2151 – ca. 2150), Chabilkin (ca. 2150 – ca. 2147), La-erabum (ca. 2147 – ca. 2145), Irarum (ca. 2145 – ca. 2143), Ibranum (ca. 2143 – ca. 2142), Chablum (ca. 2142 – ca. 2140), Puzurschin (ca. 2140 – ca. 2133), Iarlaganda (ca. 2133 – ca. 2127), Schi-um (ca. 2127 – ca. 2120), Tirigan (ca. 2120 – ca. 2119))
      • I Gutei furono un popolo dell'antica Mesopotamia, originario dei monti Zagros e probabilmente di stirpe indoeuropea, secondo alcuni studiosi i Curdi ne potrebbero essere i discendenti. Sotto i deboli regni dei successori di Naram-Sin, i Gutei approfittarono delle lotte dinastiche e delle rivolte delle province e, chiamati in aiuto da queste ultime, sconfissero l'esercito accadico e distrussero la capitale Akkad durante il regno di Shar-kali-sharri, impadronendosi della Mesopotamia settentrionale. I nuovi governanti erano però di cultura nomade e non in grado di gestire la complessa organizzazione statale. In particolare lasciarono deteriorarsi i canali di irrigazione indispensabili per il mantenimento della produzione agricola e la regione decadde economicamente. Progressivamente si andarono assimilando agli Accadi. Nel frattempo, nella Mesopotamia meridionale, Uruk era dominata dalla sua quarta dinastia, Ur dalla sua seconda dinastia e Lagash ebbe un momento di splendore sotto il regno di Gudea (intorno alla metà del secolo). I Gutei regnarono sulla Mesopotamia settentrionale con 21 re, di cui sono stati tramandati 18 nomi: l'ultimo di essi fu Tirigan, sconfitto dal re Utukhegal che fondò la terza dinastia di Ur. La lingua dei Gutei, le cui uniche testimonianze sono tuttavia nomi personali e nomi dei re, fu probabilmente una lingua indoeuropea, affine alla lingua tocaria.
  • c. 2164 a.C.
  • c. 2160 a.C.

2150 a.C. - 2121 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2120 a.C. - 2119 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2118 a.C. - 2114 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2113 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • Mesopotamia:
    • Inizio della III dinastia di Ur o Periodo neosumerico
      • Il paese interno, ossia quello su cui si estendeva l'amministrazione imperiale diretta comprendeva la Mesopotamia meridionale e parte dell'Elam, inclusa (dopo la conquista ad opera di Shulgi) la città di Susa. L'influenza stabile di Ur raggiungeva però una zona notevolmente più vasta, che includeva le città di Assur e di Mari, nella Mesopotamia settentrionale. Le fonti di cui disponiamo descrivono quello di Ur III come uno stato centralizzato.Le singole città erano amministrate da governatori (ensi) nominati dal sovrano, che gli rispondevano direttamente. I testi amministrativi di questo periodo colpiscono, se confrontati con quelli di periodi diversi, per il loro elevato numero e per la loro uniformità, dovuta a una burocrazia efficiente in grado di controllare l'economia di tutto il paese. Ogni unità produttiva, sia agricola che di allevamento era controllata dal governo centrale e doveva rispettare determinati livelli di produzione. Un controllo simile era esercitato sul commercio a lunga distanza.In questo periodo viene svolta un'intensa attività di costruzione e manutenzione dei canali, di bonifica e di controllo delle vie commerciali. I risultati precedenti non sarebbero stati possibili senza la creazione di un sistema unificato di scuole scribali per la preparazione dei funzionari. L'impulso al sistema scolastico si accompagna, con Shulgi, ad una radicale riforma del sistema di scrittura, finalizzata a garantire l'uniformità dei documenti prodotti nelle varie città e implica una vasta produzione di testi didattici. Anche se lo scopo principale delle scuole era la preparazione di scribi in grado di redigere testi amministrativi, anche la produzione culturale vera e propria viene incrementata in questo periodo, soprattutto a scopo religioso e politico. La divinizzazione del sovrano, effettuata da Shulgi, affianca al genere dell'inno religioso in lode di una divinità il nuovo genere dell'inno reale autocelebrativo. Tra i testi risalenti al periodo neosumerico vi sono anche nuove elaborazioni mitologiche. l principale problema esterno che i sovrani della dinastia dovettero affrontare fu quello del contenimento delle popolazioni nomadi alle frontiere, tra le quali vi erano i Sua e soprattutto gli Amorrei. Le soluzioni adottate consistettero non solo in campagne militari, ma anche nella costruzione di una muraglia di contenimento, ma non riuscirono che a ritardare la fine. La conquista di Ur da parte degli Elamiti e la cattura dell'ultimo sovrano, Ibbi-Sin, nel 2004 a.C., segnò la fine non solo della dinastia, ma della storia sumerica. La Mesopotamia non fu infatti mai più governata da popoli di lingua sumerica, anche se la lingua sopravvisse a lungo come lingua colta (la più recente tavoletta scritta in sumerico risale addirittura al 50). Il dolore per la caduta di Ur è espresso in due degli ultimi capolavori della letteratura sumera: la Lamentazione di Ur e la Lamentazione di Sumer e Akkad.
    • Ur-Nammu Re Sumero di Ur e Uruk(III dinastia di Ur)
      • Inizialmente governò Ur come ensi (ossia governatore) nominato dal re di Uruk, Utukhegal, che aveva sconfitto i Gutei. Dopo la morte di Utukhegal, si proclamò re di Ur e sottomettendo Uruk e le altre città della Mesopotamia meridionale fece di Ur la capitale di un vasto regno. Poiché però iscrizioni con il suo nome sono state trovate fino a Tell Brak, in Siria settentrionale, dobbiamo supporre che abbia condotto campagne militari estendendo notevolmente lo stato verso nord. Ur-Nammu si proclamò "re di Ur, re di Sumer e di Akkad", titolo che fu conservato dai suoi successori e sembra voler riconoscere la parità tra le due componenti etnico-linguistiche dello stato: il sud sumerico e il nord accadico. Con Ur-Nammu inizia la costruzione dello stato centralizzato che sarà portata a termine dal figlio Shulgi. Egli non riunisce in sé le regalità delle varie città, ma nomina governatori di sua fiducia per governarle. Tra le tante opere edilizie realizzate (Ur fu quasi ricostruita ex novo) vi sono molti templi: non solo la grande ziggurat di Ur (e la sua stele, di cui rimane qualche frammento), ma anche templi eretti in altre città agli dei locali. Ur-Nammu curò in modo particolare la manutenzione del sistema dei canali e bonificò zone paludose. Durante il suo regno fu anche organizzato un catasto generale di tutto lo stato.
      • Redazione del Codice di Ur-Nammu: Ur-Nammu è ricordato soprattutto per il suo codice di leggi, Il codice più antico finora conosciuto, che precede di tre secoli quello di Hammurabi. Il codice, oltre a prevedere le pene per diversi reati, stabilisce le misure standard di capacità e di peso. Attualmente diversi studiosi, sulla base soprattutto di indizi grammaticali, propendono tuttavia ad attribuire il codice al figlio di Ur-Nammu, Shulgi.
    • Nammahani (2113 a.C.-2110 a.C.) 6º e Ultimo Re della II Dinastia di Lagash

2112 a.C. - 2101 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2100 a.C. - 2051 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

2050 a.C. - 2001 a.C.[modifica | modifica wikitesto]

  • c. 2050 a.C. - Periodo di Troia IV (Distruzione di Troia)
  • c. 2047 a.C. - Amar-Sin Re Sumero di Ur, Uruk e Lagash (III dinastia di Ur) - cercò di riportare agli antichi splendori la terra di Sumer.
  • c. 2046 a.C. - Mentuhotep II (Samtawy) 77º faraone - XI Dinastia (è considerato il fondatore del Medio Regno, unificatore dell'Alto e Basso Egitto. Samtawy salì al trono con il nome Horo di Seankhibtawy e senza adottare il titolo di Re dell'Alto e Basso Egitto).
  • c. 2038 a.C. - Shu-Sin Re Sumero di Ur, Uruk e Lagash (III dinastia di Ur) - Salì al trono dopo il fratello Amar-Sin e dovette immediatamente combattere delle rivolte degli Amorrei. In questo periodo sono attestate rotte commerciali fino all'India.
  • c. 2035 a.C. . Itūrīya nominato governatore (ensi[16]) di Eshnunna[15]. Fece costruire un tempio dedicato alla sua divinità protettrice (Shu-Sin di Ur a cui affiancò un palazzo[17].
  • c. 2028 a.C. - Ibbi-Sin Ultimo Re Sumero della (III dinastia di Ur)[14] - Come suo padre, dovette fronteggiare i tentativi di invasione degli Martu, e proprio la difficoltà che il re doveva sostenere per fermare tali invasioni, portarono alla rivolta della città di Elam, che si dichiarò indipendente. Inviò un suo potente funzionario Ishbi-Erra, originario di Mari, al nord dell'impero per procurare grano ed approvvigionamenti per la capitale, ma questi trovò le città del nord in preda alle devastazioni dei Martu e chiese di rimanere per organizzare la difesa del territorio[14]. In realtà Ishbi-Erra ne approfittò per assumere il controllo della parte dell'impero compresa fra le città di Isin e Kazallu[14]. Ibbi-Sin continuò a regnare sulla città di Ur proseguendo la costruzione delle fortificazioni avviate da suo padre, ma questo non bastò a salvare la città, che ormai controllava solo un territorio limitato[14]. Infatti, la sua incapacità di guidare la difesa dell'impero, fece sì che, progressivamente, tutte le città dell'impero si dichiarassero indipendenti, lasciando a Ibbi-Sin il controllo della sola città di Ur. Nel 2004 gli elamiti strinsero d'assedio la città, riuscendo ad espugnarla per fame dopo alcuni mesi. Ur fu saccheggiata e distrutta, Ibbi-Sin fu catturato e deportato[14] a Susa, dove morì. Con questo Re termina il periodo dell'impero di Ur III e l'egemonia Sumera in Mesopotamia.
  • c. 2026 a.C. . Šū-ilīya nominato governatore (ensi[16]) di Eshnunna; proclamerà l'indipendenza della città e darà origine ad una dinastia autonoma[15]. Manterrà buoni rapporti con Ishbi-Erra di Isin[17]. Si presenterà come amato dal dio cittadino Tišpak e non più da divinità di Ur[18]. Sposerà una principessa elamita della dinastia Shimash con cui generò almeno due figli che diverranno a loro volta re[18][19].
  • c. 2025 a.C. - Naplanum Primo Re Amorrita di Larsa
  • c. 2015 a.C. - Ishbi-Erra 1º Re della I dinastia di Isin - Era stato inviato da Ibbi-Sin presso Kish per ottenere provviste per la capitale e difendere i territori del nord dell'impero di Ur, ma questi ne approfittò per assumere il controllo della città di Isin. Dopo le distruzioni ed i saccheggi operati dagli Elamiti riconquistò la città di Ur, proclamandosi liberatore e nuovo imperatore. Ur fu restaurata e Ishbi-Erra riuscì ad assumere il controllo di alcune importanti città commerciali come Uruk e del centro spirituale di Nippur.
  • c. 2010 a.C. - Nur-akhum 2º re di Eshnunna, modificò il suo titolo da ensi[16] a re di Eshnunna e, nelle sue iscrizioni, si presenta come amato dal dio cittadino Tišpak e non più da divinità di Ur; ricevette aiuti da Isin contro Subartu[17].
  • c. 2008 a.C. - Sale al trono in Cina il mitico Imperatore Xia Shao Kang (6º Dinastia Xia)
  • c. 2004 a.C.
    • Conquista e distruzione di Ur da parte degli Elamiti. Isin diviene città egemone durante il regno di Ishbi-Erra, che si proclamò erede dell'impero diretto di Ur con la titolatura di "Re delle quattro parti della terra" e "dio della sua terra". Restaurò l'area templare di Ur. Non riuscì ad estendere il suo controllo alle città mesopotamiche di Kish, Larsa, Eshnunna e Der che rimasero indipendenti con una propria dinastia regia[14].
    • Emisum 2º Re Amorrita di Larsa
  • c. 2001 a.C. - Kiri-kiri 3º re di Eshnunna, porta un nome elamita, era probabilmente il fratello di Nur-akhum[19].

Cronologie[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia precedente:

Storia Antica
3000 a.C. c.a.
2501 a.C. c.a.
Cronologia corrente:

Storia Antica
Dal 2500 a.C. c.a.
al 2001 a.C.
Cronologia seguente:

Storia Antica
2000 a.C.
1501 a.C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liverani, p. 20.
  2. ^ Giuseppe Del Monte, CRONACHE BABILONESI (PDF), in Materiali per il corso di Storia del Vicino Oriente antico, Pisa, Università di Pisa Dpt. di Civiltà e Forme del Sapere, 2013. URL consultato il 10 agosto 2014.
  3. ^ Mungello, David E. The Great Encounter of China and the West, 1500-1800 Rowman & Littlefield; 3 edition (28 Mar 2009) ISBN 978-0-7425-5798-7 p.97
  4. ^ Storia Antica di Buccino
  5. ^ Età del Ferro Buccino
  6. ^ Notizia dal sito della CNN
  7. ^ M. Redha Bhacker and Bernadette Bhacker, Digging in the Land of Magan, Archaeological Institute of America.
  8. ^ F. Hommel, Ethnologie und Geographie des alten Orients, (Handbuch der klassischen Altertumswissenschaft von W. Otto, III. Abtl. I, Teil, Bd. I, Munich 1926), 550, 578 ff.
  9. ^ John Lawton, Oman - The Lost Land, in Saudi Aramco World, May/June 1983, pp. 18–19.
  10. ^ Ranajit Pal, "Non-Jonesian Indology and Alexander", New Delhi 2002, p.37.
  11. ^ Hamblin, William J. Warfare in the Ancient Near East to 1600 BC. New York: Routledge, 2006.
  12. ^ Chu Trinh Phan, opera citata, pg.127
  13. ^ Erodoto, Storie II,100
  14. ^ a b c d e f g h i j Liverani
  15. ^ a b c d e de_Boer1
  16. ^ a b c d e per l'uso del termine ensi la vedi nota esplicativa
  17. ^ a b c Kingdoms of Mesopotamia, historyfiles.co.uk.
  18. ^ a b Susa
  19. ^ a b Claudio Saporetti, La rivale di Babilonia. Storia di Ešnunna ai tempi di Hammurapi, Roma, Newton & Compton, 2002, pp. 50-60.

Note esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Citato nelle Cronache di Weidner, verso 38; più avanti si riporta che "Kubaba diede del pane al pescatore e gli diede dell'acqua, e lei gli fece offrire il pesce a Esagila", al verso 43[2]
  2. ^ Durante il periodo imperiale della Terza dinastia di Ur il temine sumero ensi rimase in uso, ma non indicava più i re, sovrani delle città, ma i governatori designati dal potere centrale[14]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2011, ISBN 978-88-420-9041-0..
  • (EN) Rients de Boer, Amorites in the Early Old Babylonian Period, Leida, Università di Leida, 2014. URL consultato il 29 maggio 2017..
  • Lamberg-Karlovsky, C. C. e Jeremy A. Sabloff, Civiltà antiche: Vicino Oriente e Mesoamerica, Benjamin/Cummings Publishing, 1979, p. 4..
  • (EN) John Paul Arnold, Origin and history of beer and brewing: from prehistoric times to the beginning of brewing science and technology, Chicago, BeerBooks (ristampa), 2005 [1911], ISBN 978-0-9662084-1-2..
  • (EN) Katrien De Graef e Jan Tavernier, Susa and Elam. Archaeological, Philological, Historical and Geographical Perspectives.: Proceedings of the International Congress Held at Ghent University, December 14-17, 2009., in Mémoires de la Délégation archéologique en Iran, vol. 58, BRIL, 2012, ISBN 9-004-20740-6.
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