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Egina (isola)

Coordinate: 37°45′N 23°26′E
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Egina
Αίγινα
Geografia fisica
LocalizzazioneGolfo Saronico (Mar Egeo)
Coordinate37°45′N 23°26′E
ArcipelagoIsole Saroniche
Superficie87 km²
Altitudine massima531 m s.l.m.
Geografia politica
StatoGrecia (bandiera) Grecia
PeriferiaAttica
Unità perifericaPireo
Centro principaleEgina
Demografia
Abitanti13552 (2001)
Densità155 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Egina
Egina
voci di isole della Grecia presenti su Wikipedia

Egìna[1] (in greco Αίγινα?) è un'isola (87,41 km², 13550 abitanti) della Grecia situata nel golfo Saronico, distante 50 km da Atene e il cui capoluogo è la città omonima.

Storia antica

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Secondo il mito, l'isola prima si chiamava Enopia, ma Zeus un giorno si trasformò in aquila e portando con sé la ninfa Egina sull'isola si accoppiò con lei. L'isola dunque, deve il suo nome a quello della madre di Eaco, Egina appunto, che qui nacque e governò l'isola.

Secondo Erodoto, Egina era una colonia della città di Epidauro, un prospero centro di culto per il semidio Asclepio, situato sulla costa del Peloponnesoː questa città era un'importante roccaforte di Micene e i manufatti scoperti ad Egina hanno stabilito che la cultura di Micene sopravvisse sull'isola molto tempo dopo l'invasione dorica del XII secolo a.C. che la soppiantò. La favorevole posizione dell'isola ne fece, comunque, ben presto una delle prime città mercantili marittime della Grecia antica.

Egina fu la prima città ellenica a battere moneta (le famose "tartarughe") e una delle maggiori rivali di Atene, secondo Erodoto per una faida che coinvolgeva le statue di due divinità, anche se è più probabile che la città continentale sia diventata invidiosa della prosperità della città dell'isola e, inoltre, preoccupata per i loro commerci con la Persia. Infine, Atene avrebbe occupato Egina verso la metà del V secolo a.C., dopo che gli isolani, al culmine della loro prosperità, avevano eretto il tempio di Afaia, degli inizi del V secolo a.C.

Una menzione a parte merita la moneta coniata a Egina. Importante in quanto prima moneta coniata in Grecia, fu accettata non solo nella sfera di influenza della città ma anche oltre. La sua eredità fu poi raccolta dalla dracma ateniese. Inizialmente presentava sul dritto una tartaruga marina, animale molto comune sulle spiagge dell'isola mentre sul dorso aveva il segno del punzone usato per la coniazione. La figura della tartaruga si evolse nei secoli, in base anche alle sorti della città. In seguito alla sua caduta e alla occupazione ateniese si iniziò a coniare monete con sul dritto l'immagine di una tartaruga terrestre, riflettendo così la diminuita capacità commerciale e le ridotte mire navali della città.[2]

L'economia dell'isola si basa sull'attività peschiera, l'agricoltura (grano, pistacchi, fichi, olio e vino), produzione ceramica e sul turismo. In particolare, il pistacchio occupa un posto di rilievo nell'economia dell'isola, che è diventata una dei più grandi produttori, dopo l'introduzione avvenuta nel corso del Novecento. Annualmente si celebra un festival dedicato al pistacchio e i negozi dell'isola offrono una gamma estremamente diversificata di prodotti basati sul pistacchio.

L'approdo principale si trova nella località omonima collegata più volte al giorno con Il Pireo (40 minuti in aliscafo o 1 ora con la nave traghetto), con la prospiciente isola di Angistri e con Poros.

Galleria d'immagini

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  1. Atlante Zanichelli, p.19
  2. John Porteous, Monete, Mursia, 1965.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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