Enḫeduanna

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Enḫeduanna, sacerdotessa del dio Nanna a Ur e poetessa. Vissuta intorno al XXIV secolo a.C. fu la figlia del re accadico Sargon.

Il primo poeta nella storia dell'umanità[1], nota sia da fonti successive che contemporanee, è la sacerdotessa Enḫeduanna, vissuta intorno al XXIV secolo a.C., figlia del re accadico Sargon, fondatore del primo impero della storia. La più celebre opera di Enḫeduanna è scritta in lingua sumerica e ha come titolo (come "incipit") Nin-me-šárra (Signora di tutti i "Me"), opera più comunemente nota con il moderno titolo di "L'esaltazione di Inanna".

Del Nin-me-šárra, che si compone di 153 righe, conserviamo oltre cinquanta diversi testimoni, frammenti di tavole incise in cuneiforme. Nell'opera viene narrato, in termini a volte oscuri, un drammatico evento della vita di Enḫeduanna: la sua fuga dalla città di Ur ove ricopriva il ruolo di sacerdotessa del dio poliade della città, Nanna (accadico: Sîn; il dio Luna) e il suo esilio nella steppa. L'opera prende quindi la forma di invocazione, affinché gli dèi liberino dall'esilio la sacerdotessa, alludendo a un certo Lugalanne, probabile rivoltoso sumero contro il potere del padre di Enḫeduanna, il re accadico Sargon. L'inno si conclude con l'invocazione alla dea Inanna (sumerico; accadico: Iŝtar; dea figlia del dio Nanna) e infine con il ritorno vittorioso della dea, e della sua grande sacerdotessa, nel santuario di Ur. Tale opera ebbe un profondo riconoscimento nella stessa letteratura religiosa sumerica, considerata in quell'ambito come uno dei dieci componimenti religiosi più notevoli, l'unico di cui peraltro conosciamo l'autore.

Una traslitterazione del cuneiforme sumerico con traduzione del componimento, apparati critici e commento, nonché un capitolo sulla vita e le opere della sacerdotessa-poetessa è in William W. Hallo e J.J.A. Van Dijk, The Exaltation of Inanna, New Heaven and London Yale University Press, 1968.

Di seguito l'incipit del componimento con la traslitterazione del The ETCSL project, Faculty of Oriental Studies, University of Oxford.

(SUX)

« 1.nin me šar2-ra ud dalla e3-a
2.munus zid me-lem4 gur3-ru ki aĝ2 an uraš-a
3.nu-gig an-na suḫ-gir11 gal-gal-la
4.aga zid-de3 ki aĝ2 nam-en-na tum2-ma
5.me 7-bi šu sa2 dug4-ga
6.nin-ĝu10 me gal-gal-la saĝ keše2-bi za-e-me-en
7.me mu-e-il2 me šu-zu-še3 mu-e-la2
8.me mu-e-ur4 me gaba-za bi2-tab
9.ušumgal-gin7 kur-re uš11 ba-e-šum2
10.diškur-gin7 ki šeg(KA×LI) gi4-a-za dezina2 la-ba-e-ši-ĝal2
11.a-ma-ru kur-bi-ta ed3-de3
12.saĝ-kal an ki-a dinana-bi-me-en »

(IT)

« 1.Signora di tutti i Me (nin-me-šar2-ra), risplendente di luce
2. Donna virtuosa, vestita dello splendore divino (melam), diletta del Cielo e della Terra
3. Ierodula (nu-u8-gig )del dio An, con il grande diadema
4. Colei che ama la tiara consona alla grande sacerdotessa
5. La cui mano impugna (tutti) i sette Me
6. O mia Signora, tu sei la guardiana di tutti i grandi Me
7. Tu hai riunito i Me, tu hai legato i Me alle tue mani
8. Tu hai raccolto i Me, tu hai stretto i Me al tuo petto
9. Come un drago (ušumgal) tu hai lanciato il veleno sui territori dei nemici
10. Quando tu ruggisci alla terra come il dio della Tempesta (Iškur), la vegetazione non può resisterti
11. Come un diluvio (a-ma-ru) discendi dalla tua montagna (kur)
12. O potente del cielo e della terra, tu sei Inanna »

(Enḫeduanna, nin-me-šárra (Signora di tutti i Me), 1-12.)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così la indica lo studioso Paolo Matthiae in un suo articolo del 15 gennaio 2012 pubblicato nelle pagine culturali del quotidiano Il Sole 24 Ore.
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