Tempio solare

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Il tempio solare è una particolare struttura dell'architettura sacra egizia che si discosta dai canoni classici usati negli edifici di culto divino.

Ricostruzione del tempio solare di Setibtawy (Niuserra) ad Abu Gurab

Questi canoni classici prevedevano una costruzione detta "a cannocchiale" che attraverso atri e corridoi sempre più bui, sfociavano nel sacrario monolitico del naos, avvolto nella più fitta oscurità.

Il tempio solare invece era l'opposto e da un accesso in penombra si giungeva, attraverso articolati passaggi immersi nel buio più denso, ad un cortile sacro inondato dalla luce solare.

Inoltre il tempio solare era prettamente un luogo di culto e non di sepoltura.

Dedicati al dio Ra e ad un culto del sole al tramonto, vista la loro ubicazione ad ovest, questa tipologia di templi solari compaiono durante la V dinastia e il primo di cui abbiamo notizia è quello denominato Nekhen Ra (Fortezza di Ra) eretto da Irmaat, primo sovrano della dinastia, nel sito di Abu Gurab.
L'esempio di tempio solare meglio conservato è probabilmente quello di Setibtawy, Shepepu-ib-Ra (Delizia del cuore di Ra), quinto sovrano della dinastia.

Elemento caratteristico del tempio solare è l'obelisco, posto al centro del cortile centrale, davanti al quale si trovava un altare per le offerte.

Analogamente ai templi funerari tipici del Regno Antico anche il tempio solare possedeva una struttura complessa costituita da un tempio a valle, costruito sulla riva del Nilo, collegato al tempio vero e proprio da una via cerimoniale, spesso coperta.

La via cerimoniale terminava in un portico, struttura da cui si evolverà, poi, il tipico pilone caratterizzante i templi del Nuovo Regno.

Con la fine della V dinastia anche l'importanza del tempio solare diminuirà notevolmente per ritornare in auge nel Nuovo Regno, nella città di Amarna con il sovrano Akhenaton e il culto monoteistico di Aton, dio del sole garante di vita.

Ma i templi solari hanno origini nel predinastico dove gli adoratori del sole, chiamati Shemsu-Hor, studiavano anche le stelle prima della levata dell'astro "Signore dei due orizzonti" e dalla loro posizione individuavano i periodi dell'anno più favorevoli ai lavori agricoli stabilendo anche la data della piena del Nilo.

Vista la grande diffusione del culto solare erano numerosi i templi ad esso dedicati, tra i quali ricordiamo quello di Eliopoli costruito dai Shesu-Hor ma anche Abydos e Karnak che sono stati costruiti con l'asse orientato al sorgere o al tramonto del sole durante il solstizio.

In questo modo la luce passava attraverso le porte per andare ad illuminare per due o tre minuti il sacrario, similmente ad un luminoso lampo di luce.

La costruzione dei templi solari richiedeva numerose cerimonie, proprio per individuarne l'asse, di cui la più importante era chiamata "Stesura della corda" dove, sotto la protezione della dea Seshat, chiamata anche "Signora della prima pietra", il sovrano con i sacerdoti orientavano una corda verso il sole nascente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
  • Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5
  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]