Ur-Nanshe

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Stele contenente l'iscrizione "Ur-Nanshe, figlio di Gunidu, per Ningirsu" (Louvre). Lagash, periodo protodinastico III (ca. 2550-2500 a.C.). Trovata a Telloh, antica Girsu

Ur-Nina, o Ur-Nanshe (... – ...), è stato il primo re della prima dinastia di Lagash.

La sua esistenza si colloca probabilmente nella prima metà del ventiquattresimo secolo a.C, nel periodo protodnastico III. Ascese al potere dopo Lugal-Sha-Gen-Sur (Lugal-Suggur), probabilmente nel 2494 a.C. circa, e regnò probabilmente fino al 2465 a.C. circa, quando gli succedette al trono il figlio Akurgal. Il testo presente all'interno della "Tavoletta perforata di Ur-Nanshe" (vedi illustazione) descrive l'intensa attività edilizia promossa da questo sovrano, comprendente palazzi, templi ed una rete di nove canali di irrigazione a Lagash[1]. Ur-Nanshe rafforzò le difese contro la nemica Umma[2]. Probabilmente non aveva ascendenza reale essendo figlio di Gunidu che viene ricordato senza titoli reali[2] e che probabilmente era un grande sacerdote[2]. È possibile che fosse un semita proveniente dalla terra occidentale di Tidnum[3]. Fu padre di Akurgal, che divenne ensi dopo di lui, e nonno di Eannatum. Eannatum estese il regno di Lagash proseguendo l'attività bellica contro Umma come illustrato nella Stele degli avvoltoi e continuò l'attività edilizia, completando e restaurando le opere originali, commissionate dal nonno[4] .

Templi[modifica | modifica wikitesto]

In base a quanto descritto sulla tavoletta perforata del re Ur-Nanshe, l'attività edilizia templare attribuibile a Ur-Nanshe compre: l'ampiamento del tempio di Ningirsu a Girsu, la ristrutturazione del tempio di Nanshe nel complesso di Sirara, e Apsubanda[1].

Tavoletta perforata di Ur-Nanshe, che mostra il re di Lagash mentre inaugura il tempio di Ningirsu a Girsu. Calcare, periodo protodinastico III (2550–2500 a.C.). Trovata a Girsu (moderna Telloh)

Egli è anche noto per aver ordinato al costruzione del Ibgal di Inanna, perchè l'iscrizione in onore di Eannatum afferma che fu posizionata dopo il restauro del tempio[4]. L'Ibgal di Inanna si trova oggi presso la moderna al-Hiba (che sorge sul luogo dell'antica Lagash). Un muro ovale circonda la struttura principale del tempio in mattoni di fango che si trova al margine sud-ovest della città. Questa posizione rispetto alla città è differente dagli altri templi che erano usualmente posizionati al centro della città in quel periodo[4].

Iscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Ur-Nanshe ha lasciato circa cinquanta iscrizioni su tavolette d'argilla, piastre, mattoni, chiodi, che registrano soprattutto la costruzione dei templi, gli scavi dei canali e la costruzione di statue. Una di queste iscrizioni recita "navi di Dilmun avevano portato legname come tributo da terre straniere.". Questo implica che Ur-Nanshe fosse abbastanza potente da intraprendere scambi commerciali con territori del Golfo Persico, in questo caso l'odierno Bahrein.

La tavoletta perforata di Ur-Nanshe[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una tavoletta di argilla perforata al centro (il foro probabilmente serviva per appenderla ad un muro)[1] attualmente conservata al museo del Louvre. La tavoletta è divisa in un registro superiore ed uno inferiore. Nel registro superiore sono il re Ur-Nanshe è rappresentato mentre porta una cesta di mattoni per la costruzione del tempio del dio Nanshe, accompagnato dalla moglie, dai suoi figli e dalla corte. Tutti sono in piedi, con gli occhi spalancati (per indicare attenzione e vigilanza)[1] ed indossano il tipico vestiario kaunakes (gonna di lana trapuntata con forme di petale e faglie) ed avanzano con le mani intrecciate sul petto. Nella tavoletta la scala gerarchica reale è indicata dalle dimensioni delle figure e dai caratteri cuneiformi sulle stesse. Nel registro inferiore, Ur-Nanshe presenzia un banchetto per festeggiare l'inaugurazione del tempio. Egli siede su un trono vestendo allo stesso modo del registro superiore ed è anche qui circondato dalla sua corte. Anche qui il re è rappresentato in dimensioni superiori rispetto agli altri dignitari[1].

Altre iscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Si sono ritrovate molte altre iscrizioni che citano Ur-Nanshe. Alcune includono liste di reali di Lagash ed un inno al dio Nashe[2]. Estratto dall'inno a Nashe: "C'è la perfezione in presenza della signora. Lagaš prospera in abbondanza in presenza di Nanše. Scelse l'šennu nel suo cuore santo e pose sul trono Ur-Nanše, l'amato signore di Lagaš. Diede l'alto scettro al pastore."[5]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Pouysségur, Patrick, Lourve Tavoletta perforata del re ur-nanshe presso il Lourve , su Near Eastern Antiquities, Mesopotamia-Louvre.
  2. ^ a b c d (EN) CDLI Wiki Ur-nanshe , su Early Dynastic Rulers of Mesopotamia.
  3. ^ Kramer.
  4. ^ a b c Hansen, Donald "Royal Building Activity at Sumerian Lagash in the Early Dynastic Period." Biblical Archaeologist. 55.4 (1992): 206-11.
  5. ^ C, G. Translation: t.4.14.1." Inno a Nanše (Nanše A) (2003): n.pag. Electronic Text Corpus of Sumerian Literature. 13 Mar 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Samuel Noah Kramer, Chicago, 1963.

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