Storia della Campania

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La Campania è una delle regioni italiane con più eredità storica. Infatti vi si possono trovare resti sanniti, romani, greci, normanni e molti altri. Questa regione fu infatti molto popolata per via della sua importanza nei traffici commerciali.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

In seguito ad alcuni scavi archeologici, si è capito che la regione venne popolata già 70 000 anni fa da popolazioni sannitiche. In quell'epoca gli Appennini erano ricoperti di fitte foreste dove gli uomini si recavano per cacciare e raccogliere i frutti del bosco, siccome non sapevano né coltivare piante né allevare animali. Sono stati trovati oggetti come pietre scheggiate che probabilmente erano usate come coltelli o raschiatoi. Infine, sono stati scoperti oggetti dell'età del ferro.

Nell'attuale territorio di Poggiomarino sono state rinvenute tracce di insediamenti dei Sarrasti, un popolo di origine osca, risalenti alla media età del Bronzo (2000–1750 a.C.) fino agli inizi del VI sec.a.C. Il villaggio era costruito su una rete di isolotti artificiali poggiati su palafitte. Gli isolotti erano circondati da canali navigabili nei quali i Sarrasti si spostavano grazie all'utilizzo di apposite imbarcazioni lunghe e strette. [1]

Nell'antichità, soprattutto tra i Greci, era diffusa l'idea che le Sibille fossero delle donne capaci di leggere il futuro. A Cuma vi era la famosa Sibilla Cumana, che, per dare risposta a coloro che volevano sapere il loro futuro, scriveva una parola per volta del suo responso su delle foglie e poi le gettava al vento. Allora colui che aveva fatto la domanda doveva raccoglierle e interpretare il responso della sibilla. L'antro, un nascondiglio di 131 metri scavato nella roccia, venne costruito dai Greci nel V secolo a.C.

Greci[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C. arrivarono i Greci che vi fondarono fiorenti colonie o, più semplicemente, ampliarono insediamenti già esistenti. A Ischia fondarono Pithecusa, sulla costa della penisola Cuma, Ercolano, Pompei, Partenope (che diventerà Napoli assieme a Neapolis), Posidonia, che in epoca romana diverrà Paestum, ed Eboli.

Etruschi, Sanniti e Lucani[modifica | modifica sorgente]

Città Sannitica di Aeclanum

Mentre sulle coste si sviluppava la civiltà greca, all'interno della penisola, gli Etruschi occuparono una grossa fetta di territorio. In breve tempo costituirono una federazione di città detta Dodecapoli, che aveva come capitale Capua. Nel IV secolo si insediarono nella regione i Sanniti, specie nei comuni di Maleventum (l'odierna Benevento), Montesarchio, Airola, San Giorgio del Sannio e Apollosa. Ai Sanniti seguono i Lucani che occuparono Posidonia ed Eboli a Sud della regione.

Romani[modifica | modifica sorgente]

Tra il IV e il III secolo a.C. la Campania venne conquistata dai Romani e conobbe uno dei periodi più fiorenti della sua storia e tra gli esempi eccellenti di questo impero in Campania sono le fornaci romane di Eboli, piccolo vanto campano, alcune delle pochissime in Italia risalenti all'insediamento Romano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pietro Giovanni Guzzo e Maria Paola Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche nella area vesuviana (scavi 2003-2006), L'Erma di Bretsschneider, 2008, p. 473.