Númenor

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Númenor
Altri nomi Ovesturia
Andor
Atalantë
Tipo Continente[1][2]
Ideatore John Ronald Reuel Tolkien
Appare in Il Silmarillion
Racconti incompiuti
Caratteristiche immaginarie
Fondatore Elros
Nascita 32 S.E.
Fine 3319 S.E.
Pianeta Arda
Abitanti Edain
« Come ricompensa per le loro sofferenze nella lotta contro Morgoth, i Valar, i Guardiani del Mondo, donarono agli Edain una terra dove potessero vivere al riparo dei pericoli della Terra di Mezzo. La maggior parte di essi attraversò il Mare; guidati dalla Stella di Eärendil, giunsero alla grande Isola di Elenna, la più occidentale delle Terre Mortali. Ivi fondarono il reame di Númenor. »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Appendice A, Annali dei Re e dei Governatori, "I Re Númenoreani")

Númenor è un continente di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. La sua storia si ritiene una rielaborazione del mito greco di Atlantide.

I nomi di Númenor[modifica | modifica sorgente]

Númenor è un adattamento nella lingua parlata dai suoi abitanti, gli Uomini dell'Ovest o Dunedain dell'Alto Elfico (Quenya) Númenorë, che significa "Terra Occidentale". Essa veniva indicata con molti nomi, tra cui quelli che seguono. Anadûnê, "Ovesturia" (Westland in inglese, "Terra d'Ovest") è il nome in lingua númenóreana e in linguaggio corrente della Terra di Mezzo (Ovestron); in Valarin è chiamata Andor, "Il Dono"; l'equivalente in Adunaic è Yôzâyan (la "Terra del Dono"). Altri nomi sono Elenna (in Quenya "Terra della Stella", contrazione di Elenna-norë, "la terra chiamata verso la Stella"). Dopo la sua fine, venne chiamata Akallabêth in Adunaico ("la [terra] Caduta", termine che indica anche il racconto della fine di Númenor), traduzione del Quenya Atalantë, o Mar-nu-Falmar (la Casa inghiottita dalle onde, in Sindarin). L'equivalente in Sindarin del nome Númenor è Dunador, peraltro mai usato. Altri soprannomi sono il Reame in mezzo al Mare, la Grande Isola, lIsola dei Re, il Regno dell'Ovest, lIsola dell'Ovest.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Númenor era una grande isola, dalla forma simile a quella di una stella a cinque punte, situata nel mezzo del mare Occidentale. La regione centrale aveva un diametro di circa 400 chilometri, e ognuna delle cinque penisole (le punte della stella) si estendeva più o meno alla stessa distanza, ognuna con le proprie caratteristiche fisiche e geologiche. L'isola era quindi divisa in sei parti, le cinque penisole più la regione centrale:

  • Forostar ("Terre settentrionali")
  • Andustar ("Terre occidentali")
  • Hyarnustar ("Terre sud-occidentali")
  • Hyarrostar ("Terre sud-orientali")
  • Orrostar ("Terre orientali")
  • Mittalmar ("Terre interne")

Al centro dell'isola sorgeva il monte Meneltarma (il "Pilastro del Cielo"), che suggerisce una possibile origine vulcanica dell'isola. Meneltarma era il punto più alto dell'intera isola e fu considerato sacro dai númenóreani, che vi costruirono un tempio dedicato a Eru Ilúvatar: solo ai re di Númenor era permesso parlare sulla sommità; si diceva, inoltre, che in una giornata chiara, dalla cima del Meneltarma, fosse possibile scorgere in lontananza Tol Eressëa, l'isola a est di Valinor. Probabilmente era possibile anche dalla spiaggia occidentale e dalle navi che si allontanavano un po' dalla costa. I pendii più bassi della montagna erano coperti d'erba, ma vicino alla sommità diventavano sempre più ripidi ed era sempre più difficile scalarli; i re in seguito costruirono una strada a spirale verso la cima, iniziando dalla punta meridionale che si avvolgeva tutt'intorno alla montagna sino alla sommità. Questa era stata in qualche modo appiattita, e si diceva che fosse «capace di contenere una grande moltitudine».

Armenelos, ai piedi del monte in direzione sud-est, era la Città dei Re. La città più grande, anche porto principale, era Rómenna, nella parte terminale del lungo fiordo che separava la penisola orientale da quella sudorientale. Andúnië, un altro grande e importante porto, era situata nel lontano nord-ovest dell'isola.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Númenor ospitava un gran numero di specie vegetali differenti che non potevano essere trovate altrove su Arda, molte delle quali donate ai númenóreani dai Valar di Aman. La più importante era l'Albero bianco, che ornava il palazzo del re ad Armenelos e che da allora in poi fu il simbolo degli Uomini, sia a Númenor che ad Arnor e Gondor.

Altre regioni di Númenor ospitavano molti tipi diversi di piante, molte uniche dei promontori dell'isola. Ad Andustar vi erano grandi foreste di faggio e betulla alle quote più alte, e foreste di quercia e olmo a quelle minori.

Il più grande piacere dei númenóreani, tuttavia, erano i fiori donatigli dagli Eldar. Si diffusero soprattutto nella regione occidentale (Andustar), e vengono spesso ricordati in canti e poemi. Solo pochi fiorirono ad est di Númenor. Essi sono:

  • Ololairë
  • Lairelossë
  • Nessamelda
  • Vardarianna
  • Taniquelassë
  • Yavannamíre

A causa della sua ricca biodiversità, l'Andustar venne ben presto denominato Nisimaldar ("gli alberi fragranti"). Inoltre l'Andustar era l'unico luogo in cui potesse essere trovato l'Albero d'Oro, il Malinornë.

Nell'Hyarrostar cresceva l'albero Laurinquë, che i númenoreani amavano per i loro fiori. Essi credevano che discendesse dal Grande Albero Laurelin, di Valinor.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il regno insulare di Númenor fu creato dai Valar all'inizio della Seconda Era di Arda come ricompensa per gli Edain che avevano combattuto contro Morgoth nella Prima Era.

La storia della Prima Era narra la lunga serie di sconfitte inflitte agli Eldar (gli Elfi) e agli Edain (gli Uomini) da Morgoth e dai suoi eserciti. Queste sconfitte terminarono quando Eärendil il Marinaio (accompagnato da sua moglie Elwing) riuscì a giungere all'Antico Occidente, a Valinor, per supplicare l'aiuto dei Valar (le entità angeliche che governano il mondo). Nella successiva Guerra d'Ira Morgoth fu sconfitto, catturato ed espulso dal mondo. Tuttavia, il Maia Sauron, principale luogotenente di Morgoth, evitò la cattura e rimase attivo nella Terra di Mezzo.

Come ricompensa per le loro sofferenze in quella lunga lotta i Valar permisero agli Eldar esiliati di ritornare a Valinor (anche se molti preferirono rimanere nella Terra di Mezzo). Per gli Edain, i Valar fecero sorgere dal mare l'isola di Númenor, a metà strada tra Valinor e la Terra di Mezzo. Gli Edain vi giunsero navigando in direzione della Stella di Eärendil.

Il primo re di Númenor fu Elros (conosciuto anche col nome Alto Elfico di Tar-Minyatur), figlio di Eärendil ed Elwing, che erano entrambi mezzelfi. Al termine della Prima Era ai mezzelfi fu concesso di scegliere a quale delle due razze desideravano appartenere: Eärendil lasciò la scelta a sua moglie, che scelse di appartenere agli Eldar, quindi egli scelse allo stesso modo; nella Terra di Mezzo, il loro figlio Elros scelse di essere un Uomo e condusse gli Edain a Númenor; suo fratello Elrond invece scelse di essere un Elfo e rimase nella Terra di Mezzo, dove divenne il principale consigliere di Gil-galad, il Re Supremo degli Elfi della Terra di Mezzo.

Ai Dúnedain, come venivano chiamati i númenóreani, i Valar concessero una durata della vita cinque volte superiore a quella degli uomini minori; e al solo Elros fu concesso di vivere fino a 500 anni. I suoi discendenti ebbero una vita molto lunga, ma più corta della sua.

Storia di Númenor[modifica | modifica sorgente]

La storia di Númenor è estremamente lunga e complessa. Essa è principalmente riassunta nell'Akallabêth (presente ne Il Silmarillion), nelle appendici de Il Signore degli Anelli e in altri scritti sparsi, come i Racconti incompiuti. Tuttavia, essa può essere riassunta come un lungo periodo iniziale di pace seguito da un aumento di potere e di superbia e, soprattutto, da un aumento della paura della morte, che culminò nell'empio tentativo di Ar-Pharazôn il Dorato di impadronirsi dell'immortalità con la forza, invadendo Valinor. Fino all'epoca del Re Tar-Atanamir il Grande, il primo a criticare l'operato dei Valar, benché l'ombra cominciasse a cadere su di loro, il potere dei Dunedain crebbe sempre più: Númenor divenne il reame più potente di Arda, dopo Valinor. Fu uno Stato basato sulla navigazione, tanto che a partire dal regno di Tar-Elendil, le flotte numenoreane esplorarono sistematicamente tutti i mari di Arda, raggiungendo persino i continenti di Hyarmenor e Romenor, e fondando innumerevoli colonie. Alleatisi con gli Elfi di Gil-galad, che spesso aiutavano nella lotta contro Mordor, inflissero a Sauron severe sconfitte, conquistando il dominio assoluto sul Mare, anche grazie alla protezione di Ossë, il Maia vassallo di Ulmo, il Vala degli oceani. L'Oscuro Signore li odiava profondamente, e non potendo sconfiggerli cercava di ingannarli: attrasse a sé molti di quelli che verranno poi chiamati Númenoreani Neri. Il primo re ad opporsi apertamente al Bando dei Valar (il divieto di andare a Valinor) fu colui che assunse il nome di Ar-Adûnakhôr, che assunse un nome Adunaico e non Quenya in aperto dissenso contro gli Eldar (scoraggiando l'uso delle lingue elfiche): il suo nome "Signore dell'Ovest" era inoltre una chiara sfida ai Valar; era infatti uno dei titoli di Manwe, il capo dei Valar, l'Antico Re di Arda. Da allora, più o meno apertamente, i numenoreani, volendo la vita eterna, desiderarono il dominio assoluto sul mondo, compresa Aman. Da questo momento, Valinor ed Eressea non furono più visibili, avvolte in spesse nubi, e gli Elfi che vivevano là non vennero più in visita a Numenor, come avevano sempre fatto. Successivamente, i re arrivarono a perseguitare gli Amici degli Elfi, e a proibire l'uso del Quenya e del Sindarin.

Per comprendere la Caduta di Númenor bisogna anzitutto capire l'idea della morte nell'opera di Tolkien. I Valar erano esseri spirituali e perciò immortali (apparvero solo poche volte in forma fisica). Gli Eldar erano esseri fisici, ma erano anch'essi immortali (comunque non erano indistruttibili, quindi potevano morire di ferita). Gli Edain, che erano esseri umani, erano ovviamente mortali, cioè erano in possesso del dono della Morte, che permetteva loro di non essere eternamente legati alla Terra di Mezzo. Quando l'orgoglio dei Dúnedain crebbe, essi iniziarono ad invidiare la lunga vita degli Eldar; questa invidia divenne col passar del tempo odio per tutto ciò che era elfico (compresa la lingua: come già detto, a partire da Ar-Adûnakhôr, i Re presero il nome in lingua numenoreana e non più in Quenya), ed ebbe come risultato la persecuzione di quei númenóreani che mantenevano i contatti con gli Eldar (i "Fedeli"). L'orgoglio e la paura si unirono per provocare la fine di Númenor.

All'inizio del regno di Ar-Pharazôn (nipote del re Tar-Palantír), il quale aveva usurpato il trono di sua moglie, la regina consorte Tar-Míriel, in quanto era capo dei ribelli contro lo zio, che aveva ripreso un nome alto-elfico, Sauron (o Zigûr, come veniva chiamato in Adûnaic), raccolse molti eserciti di Orchi e Uomini nemici di Numenor, e si arrogò il titolo di Re degli Uomini della Terra di Mezzo, ponendosi come scopo quello di scacciare da essa i númenóreani e, se possibile, persino di distruggere la stessa Númenor. Il superbo Ar-Pharazôn rispose alla sfida conducendo un'enorme flotta nella Terra di Mezzo, e pretese che Sauron venisse a giurargli fedeltà: Sauron si arrese (i suoi alleati lo abbandonarono per paura), rendendosi conto che il potere di Númenor era molto maggiore di quel che credeva. Ar-Pharazôn condusse Sauron a Númenor da prigioniero; tuttavia, una volta arrivato, Sauron da prigioniero riuscì a divenire in breve tempo il principale consigliere del Re e Gran Sacerdote — spingendo i Númenóreani verso l'adorazione di Melkor (Morgoth). I Dunedain fedeli al re (la maggioranza) arrivarono addirittura a costruirgli un tempio, che divenne la residenza di Sauron, e a compiere sacrifici umani per essere liberati dalla morte.

Quando Ar-Pharazôn era ormai vecchio e vedeva la morte avvicinarsi, Sauron ingannò e convinse il re che avrebbe potuto conquistare l'immortalità con la forza invadendo Valinor. Ma, al momento in cui Ar-Pharazôn sbarcò a Valinor, i Valar invocarono l'aiuto di Eru Ilúvatar: egli rispose cambiando la forma del mondo, e distruggendo Númenor e le sue navi; Ar-Pharazôn e i suoi uomini, che erano effettivamente sbarcati a Valinor, furono sepolti da un terremoto; inoltre Ilúvatar sottrasse Valinor ai confini del mondo e la trasferì in un'altra dimensione, così che in seguito essa potesse essere raggiunta dalle navi degli Eldar, ma non da quelle degli Uomini.

I regni numenoreani in esilio: Arnor e Gondor[modifica | modifica sorgente]

Elendil, cugino del re ed esponente dei Fedeli, la minoranza vicina agli Eldar e ai Valar, sfuggì alla Caduta con nove navi partite da Rómenna: con lui vi erano i due figli Isildur e Anárion e molti dei loro seguaci. Portarono un seme dell'Albero Bianco e i tesori della loro casa, i Signori di Andúnië: i Palantíri, l'Anello di Barahir, lo Scettro di Annúminas, l'Elendilmir e la spada Narsil. Amandil, padre di Elendil e ultimo Sire di Andúnië, scomparve nel tentativo di raggiungere Valinor per implorare il perdono dei Valar. Isildur e Anárion, approdati a sud della Terra di Mezzo, presso le foci dell'Anduin, dove i numenoreani avevano delle colonie, vi fondarono il regno di Gondor; Elendil, scaraventato dai venti a nord, presso le terre del suo amico e alleato Gil-galad; diede vita al regno di Arnor. Riconosciuto Alto Re dei Dúnedain, affidò il controllo del regno del sud ai figli, associandoli al trono come Viceré. Gondor e Arnor crebbero in pace per molto tempo durante la vita di Elendil, fino a quando Sauron mosse loro guerra, con l'intento di eliminare definitivamente i Dunedain, ma fu sconfitto dall'unione di questi con gli Elfi: l'Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi pose fine alla Seconda Era e segnò l'apparente fine del Nemico dei numenoreani, nonostante Anarion ed Elendil fossero caduti in battaglia. I regni in esilio vissero anni di gloria - soprattutto Gondor - mentre Sauron dormiva e l'Unico Anello era smarrito; ma Arnor si divise ed infine cadde sotto i colpi del Re degli Stregoni, servitore dell'Oscuro Signore, e Gondor rimase senza re, e si dovette attendere la fine della Terza Era, e la sconfitta definitiva del Nemico di Mordor, perché i numenoreani tornassero all'antica potenza; tuttavia essi ebbero per tutta la loro storia nostalgia per la Terra Caduta: ma i mari coprirono Numenor per sempre.

I re di Númenor[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Re di Númenor e Regine di Númenor.

Vi furono in tutto venticinque sovrani di Númenor, comprese tre regine regnanti. Il primo re, come detto in precedenza, fu Elros, figlio di Eärendil ed Elwing. Egli visse così a lungo che, al momento della sua morte, suo figlio Vardamir era già molto anziano: perciò Vardamir passò immediatamente lo Scettro a suo figlio Amandil; ciò nonostante, Vardamir è considerato il secondo re, e si ritiene che abbia regnato per un solo anno. Dopo Vardamir, fino al regno di Tar-Atanamir, i re lasciarono lo Scettro ai loro eredi prima di morire, ancora nel pieno delle loro facoltà fisiche e mentali. Inizialmente la legge permetteva che lo Scettro passasse solo ai discendenti maschi di Elros (primogenitura maschile). Perciò Tar-Meneldur successe a Tar-Elendil, anche se aveva due sorelle più grandi. Alla fine la legge fu cambiata, così che lo Scettro passasse al figlio maggiore del re, senza badare al sesso (primogenitura semplice).

Questo cambiamento probabilmente avvenne in diverse fasi. Certamente Tar-Aldarion, che non aveva figli maschi, cambiò la legge in modo che sua figlia Ancalimë potesse succedergli, ma i dettagli dei successivi cambiamenti della legge sono molto confusi: bisogna ricordare che ben pochi documenti númenóreani sopravvissero alla Caduta, e che le storie della Terra di Mezzo scritte da Tolkien sono narrate dal punto di vista di coloro che vivevano alla fine della Terza Era e all'inizio della Quarta — circa 3.500 anni dopo la Caduta — a parte l'Akallabêth, scritta da Elendil dopo essere arrivato nella Terra-di-Mezzo.

Il simbolo del potere regale era uno Scettro (del quale non è rimasta alcuna descrizione). Ar-Pharazôn lo portò con sé quando sbarcò a Valinor, perciò rimase sepolto insieme a lui. La spada dei re era Aranrúth, originariamente la spada di Thingol del Doriath, che presumibilmente rimase anch'essa sepolta insieme ad Ar-Pharazôn. Altri importanti cimeli dei re erano Dramborleg, la scure di Tuor, e l'Anello di Barahir. Solo l'Anello sopravvisse alla Caduta, poiché Tar-Elendil lo dette a sua figlia Silmariën, e così esso passò nelle mani dei signori di Andúnië. Elendil lo riportò nella Terra di Mezzo, dove divenne un cimelio dei re di Arnor.

Il simbolo del potere dei signori di Andúnië era pure uno scettro, lo Scettro di Andúnië: esso viene descritto come una "verga d'argento", che forse era fatto di mithril. Elendil lo portò nella Terra di Mezzo, dove divenne il simbolo del potere dei re di Arnor: era perciò noto come lo Scettro di Annúminas, dal nome della capitale di Arnor; quando Elrond lo diede a re Elessar alla fine della Terza Era, si riteneva che fosse il più antico oggetto fatto dagli Uomini che fosse conservato nella Terra di Mezzo.

Le lingue di Númenor[modifica | modifica sorgente]

Sull'isola venivano usate tre lingue: il Quenya, il Sindarin e l'Adûnaic.

Il Quenya era la lingua degli Alti Elfi dell'Ovest (cioè Valinor). Esso fu portato nella Terra di Mezzo dai Noldor quando vi tornarono per inseguire Morgoth all'inizio della Prima Era. Tuttavia, per varie ragioni, una volta giunti nella Terra di Mezzo i Noldor abbandonarono in gran parte il Quenya in favore del Sindarin; esso fu portato a Númenor dagli Edain come lingua di antica sapienza e tradizione: non era parlato a Númenor, ma era usato per formare i nomi ufficiali di luoghi e persone importanti, che avevano normalmente anche nomi in Sindarin e/o in Adûnaic, spesso con lo stesso significato dei nomi in Quenya.

Il Sindarin era originariamente la lingua degli Elfi Grigi del Beleriand. Tuttavia divenne la lingua franca di tutti gli Elfi della Terra di Mezzo durante la Prima e la Seconda Era; finché non venne messo al bando era ampiamente parlato a Númenor.

L'Adûnaic era derivato dalla lingua degli Uomini originariamente parlata dagli Edain prima che essi entrassero nel Beleriand durante la Prima Era: non era perciò una lingua elfica, ma venne comunque influenzata dal Sindarin in modo significativo. Fu sempre ampiamente parlato a Númenor, e il suo uso crebbe quando i númenóreani iniziarono ad odiare tutto ciò che era elfico; dal regno di Ar-Adûnakhôr in poi essa fu l'unica lingua che era consentito insegnare. L'Ovestron, la lingua corrente della Terra di Mezzo (rappresentato dall'inglese nel Signore degli Anelli) alla fine della Terza Era, discendeva in buona parte dall'Adûnaic.

I nomi dei re[modifica | modifica sorgente]

I nomi dei re con il prefisso Tar- sono tutti Quenya (Tar significa "re supremo"). A partire dal regno del diciottesimo re, Tar-Calmacil, divenne pratica comune usare l'Adûnaic per il nome del re (anche se i cittadini di rango inferiore ottenevano ben prima nomi in Adûnaic: è anzi probabile che fin dall'inizio vi furono persone comuni che non parlavano altro che l'Adûnaic). Il ventesimo re, Ar-Adûnakhôr, fu il primo a salire al trono con un titolo in Adûnaic, anche se per motivi di superstizione essi continuarono ad inserire un nome in Quenya nelle pergamene.

I re precedenti avrebbero preso nomi in Adûnaic — anche se non furono mai usati durante i loro regni, essi sarebbero comparsi in seguito nelle cronache.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Daniel Grotta, J.R.R. Tolkien: Architect of Middle Earth, Running Press, 2001. ISBN 978-0762409563
  2. ^ Lin Carter, Tolkien: A Look Behind the Lord of the Rings, Tor Books, 2004. ISBN 978-0765307200

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