Fronte dell'Uomo Qualunque

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Fronte dell'Uomo Qualunque
Darkblue flag waving.svg
Leader Guglielmo Giannini
Stato Italia Italia
Fondazione 16 febbraio 1946
Dissoluzione 1949
Ideologia Liberalismo
Conservatorismo
Qualunquismo
Populismo di destra
Collocazione Destra
Coalizione Blocco Nazionale
Seggi massimi Camera
30 / 630
nel 1946
Seggi massimi Senato
3 / 315
nel 1948
Testata L'Uomo qualunque

Il Fronte dell'Uomo Qualunque (UQ) è stato un movimento e, successivamente, un partito politico italiano sorto attorno all'omonimo giornale (L'Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini.

Il periodico[modifica | modifica sorgente]

« Questo è il giornale dell'uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole. »
(Guglielmo Giannini)
Guglielmo Giannini

Il 27 dicembre 1944 viene fondato e diretto da Guglielmo Giannini un nuovo settimanale, battezzato L'Uomo qualunque. Costa 5 lire a Roma e 6 lire fuori città; è un settimanale, ma ha il formato di un quotidiano; viene stampato su carta giallo-grigia, di qualità scadente.

Inserito nella U maiuscola si vede un torchio che schiaccia una striminzita immagine di uomo: è il simbolo della classe politica che opprime il piccolo borghese, il travet, insomma l'uomo qualunque. Sotto la testata c'è una rozza vignetta dove un poveraccio scrive su un muro: Abbasso tutti. Ai piedi di pagina vi è un'autobiografia del direttore, ossia Giannini, intitolata Io.

Il successo di questa pubblicazione si riscontra nelle tirature: dalle 25.000 del primo numero, si arriverà alle 850.000 del maggio del 1945. Una delle rubriche più seguite, intitolata Le vespe, è nutrita di pettegolezzi sugli uomini politici e sugli intellettuali. I nomi degli avversari vengono storpiati: Calamandrei è chiamato Caccamandrei, Salvatorelli diventa Servitorelli, Vinciguerra è Perdiguerra. I personaggi presi più di mira compaiono in una vignetta che ha per titolo PDF (ossia "pezzo di fesso").

È una forma di umorismo, o meglio di satira, piuttosto pesante, che arriva a trasformare l'espressione "vento del nord" (ossia la spinta a un rinnovamento morale, prima che politico, venuta dalla vittoria della Resistenza) in "rutto del nord". Ma è un umorismo che fa presa sugli scontenti (che sono milioni nel clima così difficile del dopoguerra), sugli epurati e su chi teme d'essere epurato.

Lo scopo dell'ideatore era quello di dare voce alle opinioni dell'uomo della strada, contrario al regime dei partiti e ad ogni forma di statalizzazione. Fin dal primo numero la posizione del settimanale è chiara; contraria al fascismo, di cui condanna il centralismo decisionale, ma anche al comunismo e agli "antifascisti di professione", accostati al primo fascismo per l'accento epurazionista dei primi anni del dopoguerra. Paradossalmente, quindi, il giornale viene accusato di essere cripto-fascista e per questo motivo verrà chiesta a più voci la soppressione della testata. Il 5 febbraio 1945 Giannini viene denunciato dall'alto commissario dell'epurazione, Grieco, senza esito alcuno.

Gli sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Giannini, di matrice liberale e liberista, affermava: «Non esiste e non può esistere una politica di massa», come ebbe a scrivere nel 1945. L'accelerazione alla nascita di un partito di massa viene però a crearsi con il governo di Ferruccio Parri (da Giannini ribattezzato "Fessuccio Parmi"), insediatosi il 21 giugno del 1945.

Il neo Presidente del Consiglio viene accusato dal settimanale di Giannini di essere inadeguato per la carica ricoperta. Il successo di questa iniziativa è tale che, spontaneamente, numerosi simpatizzanti si uniscono in gruppi definiti "amici dell'Uomo qualunque", che assumono il nome di "nuclei qualunquisti".

Nascita del partito[modifica | modifica sorgente]

Alla formazione dei nuclei qualunquisti, seguono la nascita di sedi sparse nella penisola italiana, tesseramenti e fondazioni di segreterie. In un primo momento Giannini cerca di far confluire quest'adesione popolare nel Partito Liberale Italiano, ma l'opposizione di Benedetto Croce fa naufragare questo progetto.

A seguito di questo rifiuto, Giannini decide di fondare il suo partito. Il primo congresso del neonato Fronte dell'Uomo qualunque si tiene a Roma nell'aula magna della città universitaria, tra il 16 ed il 19 febbraio del 1946.

Nel giorno di apertura del congresso il Partito Comunista Italiano critica fortemente la costituzione del nuovo partito, bollandolo come un tentativo di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista:

« L'Uomo qualunque è un movimento che costituisce al tempo stesso una sopravvivenza e un'anticipazione del fascismo ... i suoi dirigenti ... sono tristi speculatori delle sventure d'Italia, torbidi giocolieri che tentano di riesumare il fascismo vestendolo da pagliaccio »
(Velio Spano, L'Unità, 16 febbraio 1946)

Il programma[modifica | modifica sorgente]

Il Fronte dell'Uomo Qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore di una "folla" e non di una "nazione". Secondo Giannini per governare: «...basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione».

Da questa visione consegue il concetto che lo Stato debba essere il meno presente possibile nella società. L'economia dev'essere lasciata totalmente ai privati, in un sistema totalmente liberista. Se ciò non fosse, lo Stato diverrebbe etico e secondo Giannini da questa eticità deriverebbe l'oppressione del libero pensiero del singolo, fino ad arrivare ad una visione imperialista dell'organizzazione centrale.

I punti cardine sono quindi:

  • Lotta al comunismo
  • Lotta al capitalismo della grande industria
  • Propugnazione del liberismo economico individuale
  • Limitazione del prelievo fiscale
  • Negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del Paese

L'Assemblea Costituente[modifica | modifica sorgente]

Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per l'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale, dopo la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, il Partito Comunista Italiano e l'Unione Democratica Nazionale.

Il secondo turno delle amministrative segna il punto di massima espansione del partito. A Roma ottiene 108.000 voti: seimila voti più della Democrazia Cristiana: è secondo soltanto al Blocco popolare, formato da comunisti e socialisti.

Il vuoto politico[modifica | modifica sorgente]

A Parri succede alla guida del Governo Alcide De Gasperi, che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la Confindustria, guidata da Angelo Costa, è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque, per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande industria ed il sindacato, controllato dai comunisti.

Nel 1947 il partito "qualunquista" assume un atteggiamento più conciliante verso il quarto governo di De Gasperi, che aveva segnato l'estromissione dei comunisti dalla compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo qualunque. I sostenitori, delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente governativo, abbandonano il partito. In maggio, alle regionali in Sicilia, formano una lista, "Blocco Democratico Liberal Qualunquista", che ottiene il 14,7 per cento, mentre in parlamento ben 14 deputati qualunquisti escono dal gruppo formando una separata Unione Nazionale.

L'anno seguente, nelle elezioni politiche del 18 aprile, entrò nel Blocco Nazionale, una coalizione elettorale, di centro-destra, insieme al PLI. La lista ottenne solo 19 deputati e 10 senatori. UQ si scioglierà nel volgere di pochi mesi, confluendo nelle sue componenti maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel PLI; qualche altro esponente minore aderirà al neonato Movimento Sociale Italiano.

E' agevole notare come gli avversari dell'UQ (comunismo, democrazia pluripartitica, "plutocrazia"...) fossero gli stessi che già il fascismo aveva indicato come tali. L'importanza storica di questa formazione è dunque consistita nell'aver dato voce e rappresentanza a una parte del Paese "nostalgica" delle parole d'ordine del fascismo, tentata dal boicottaggio della nuova società pluripartitica e democratica, rendendo possibile l'inserimento di questa parte della società in quello stesso gioco democratico che essa dichiarava di disprezzare[senza fonte].

Il qualunquismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualunquismo.

Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo.

In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme.

Congressi[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Lista Voti % Seggi
Politiche 1946 Assemblea Costituente Fronte dell'Uomo Qualunque 1.211.956 5,27 30
Politiche 1948 Camera Blocco Nazionale -in alleanza col PLI- - 4 [1]
Senato Blocco Nazionale -in alleanza col PLI- - 3 [2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tra i diciannove eletti del Blocco
  2. ^ Tra i sette eletti del Blocco.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]