Ottavia Penna Buscemi

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on. Ottavia Penna Buscemi
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Ottavia penna buscemi.jpg
Luogo nascita Caltagirone
Data nascita 12 aprile 1907
Data morte 2 dicembre 1986
Partito Fronte dell'Uomo Qualunque
Collegio XXIX (Catania)
Pagina istituzionale

Ottavia Penna coniugata Buscemi (Caltagirone, 12 aprile 19072 dicembre 1986) è stata una politica e nobile italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Francesco Penna, barone di Portosalvo, e di Ines Crescimanno Maggiore, duchessa di Albafiorita, trascorse la sua giovinezza a Caltagirone per poi trasferirsi a Poggio Imperiale e a Roma al fine di completare gli studi universitari. Subito dopo sposò il medico Filippo Buscemi Galasso[1]. Nel 1946 fu eletta nella lista del Fronte dell'Uomo Qualunque, all'Assemblea Costituente nella circoscrizione di Catania. [2] Fu una delle 21 donne che presero parte all'Assemblea Costituente nel giugno 1946, unica donna del movimento[3].

Il 28 giugno dello stesso anno, Ottavia Penna Buscemi venne candidata dal suo partito alla poltrona di Capo provvisorio dello Stato: era la prima donna ad essere proposta per la più alta carica istituzionale e nel fare il suo nome Guglielmo Giannini, segretario dell'Uomo Qualunque, la definì «una donna colta, intelligente, una sposa, una madre». Ottenne i 32 voti del suo partito,contro i 396 di Enrico De Nicola, che risultò eletto.

Dal 19 al 24 luglio 1946 fu tra i 75 componenti della Commissione per la Costituzione, insieme a Nilde Iotti, Teresa Noce, Lina Merlin e Maria Federici, per la stesura della costituzione.

Il 15 novembre 1947 lasciò il Fronte dell'Uomo Qualunque, insieme ad altri parlamentari del movimento per formare il gruppo dell'Unione Nazionale e vi rimase fino alla conclusione dei lavori dell'Assemblea Costituenteil 31 gennaio 1948 [4].

Nel 1953, infine, si presentò con successo alle elezioni amministrative della sua città tra le file del Partito Nazionale Monarchico divenendo consigliere comunale. Ritiratasi dalla scena politica, trascorse gli ultimi anni nella città natale dove si spense nel 1986.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enza Pelleriti, Ottavia Penna Buscemi, in Siciliane. Dizionario biografico a cura di Marinella Fiume, Siracusa, E. Romeo, 2006, p. 777
  2. ^ http://storia.camera.it/deputato/ottavia-penna-19070412/gruppi#nav
  3. ^ Elenco dei Deputati dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana
  4. ^ http://legislature.camera.it/chiosco.asp?content=altre_sezioni/assemblea_costituente/composizione/costituenti/framedeputato.asp?Deputato=d9770&position=Assemblea%20Costituente%20\%20I%20gruppi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ester Rizzo, Storie di donne siciliane: Ottavia Penna Buscemi Madre Costituente, in La Vedetta, gennaio 2014
  • Enza Pelleriti, Ottavia Penna Buscemi, in Siciliane. Dizionario biografico a cura di Marinella Fiume, Siracusa, E. Romeo, 2006, pp. 777-779. ISBN 88-7428-057-2
  • Santi Correnti, Donne di Sicilia : la storia dell'Isola del sole scritta al femminile, Catania, Coppola, 2001, p. 208. ISBN 88-87432-57-0
  • Cettina Alario, Ottavia Penna. Madre costituente, Di Pasquale, 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Biografia di Ottavia Penna Buscemi su www.toponomasticafemminile.com URL consultato il 6 settembre 2014