FalceMartello

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Testata web di FalceMartello

FalceMartello è il nome di una rivista trotskista italiana il cui primo numero è uscito nel settembre 1986 (la testata recita: "Mensile marxista per l'alternativa operaia"). Con lo stesso nome si indica la corrente politica che pubblica la rivista (attraverso la cooperativa AC editoriale) e che fa riferimento alla Tendenza Marxista Internazionale guidata da Alan Woods.

Questo gruppo costituisce inoltre la principale componente dell'ala sinistra del Partito della Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti, su posizioni decisamente più radicali rispetto alla linea nazionale del partito e della sua organizzazione giovanile (si autodefinisce "la tendenza marxista nel PRC"). Al VII Congresso del PRC FalceMartello presenta una mozione dal titolo "Una svolta operaia per una nuova Rifondazione comunista"[1]. L'esito del Congresso consegnerà il partito ad un nuova maggioranza (che elegge Paolo Ferrero segretario nazionale sulla base dell'annuncio di una "svolta a sinistra"), di cui FalceMartello rappresentava l'estrema ala sinistra fino al suo ritorno all'opposizione interna nel corso del 2009.

È esistita in Italia negli anni sessanta un'altra rivista, con lo stesso nome e pure con posizioni politiche vicine al trotskismo, i cui sostenitori furono espulsi dal PCI nel 1966, che non ha tuttavia alcun legame con quella fondata negli anni ottanta.

Indice

[modifica] Posizioni politiche

Le posizioni politiche di questo gruppo si fondano sulle idee di Karl Marx, Engels, Lenin, Trotsky, sull'elaborazione dei primi quattro congressi della Terza internazionale e su quel ramo della Quarta Internazionale guidato in Gran Bretagna da Ted Grant (che negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta ha rappresentato, con il gruppo Militant attivo nella sinistra del Partito Laburista, una delle due forze politiche di tradizione trotskista più significative d'Europa). Le idee caratteristiche di questo gruppo sono:

  • La proposta di una strategia politica di carattere rivoluzionario, volta alla trasformazione in senso socialista della società con la formazione di una democrazia operaia, anche per quanto riguarda i paesi a capitalismo avanzato. A partire dai primi anni del XXI secolo è stata data da FalceMartello una particolare enfasi allo sviluppo di movimenti di lotta in America Latina e in particolare in Venezuela sotto il governo di Hugo Chávez (è stata di questo gruppo l'iniziativa di fondare in Italia l'associazione Giù le Mani dal Venezuela che si occupa di solidarizzare con il processo sociale e politico in corso in Venezuela).
  • Il rifiuto della collaborazione di classe con forze ritenute espressione della grande borghesia come i partiti di centro e di destra. Da questo punto di vista è stata radicale la critica di questo gruppo alla partecipazione del PRC all'Unione e il suo ingresso nel governo Prodi nel 2006-2008, come precedentemente la critica rivolta alla partecipazione del partito alla maggioranza di centrosinistra negli anni 1996-1998. A partire dalla formazione del Partito Democratico, FalceMartello si è sempre opposto ad alleanze (anche sul piano locale) tra la sinistra e il PD.
Ted Grant (1913-2006), marxista britannico a cui si ispirano le posizioni espresse su FalceMartello
  • Una forte accentuazione della necessità, per i comunisti, di costruire un fronte unico delle forze che fanno riferimento al movimento operaio, ivi incluse le organizzazioni socialdemocratiche (come la CGIL o in passato i Democratici di Sinistra). Questa posizione si è sempre combinata tuttavia con una critica alle proposte di fusione di Rifondazione Comunista con partiti più moderati come SD o i Verdi, come la Sinistra l'Arcobaleno. FalceMartello enfatizza la necessità dell'unità d'azione nelle lotte sociali (manifestazioni, azioni sindacali ecc.) ma non solo: le proposte avanzate da FM al gruppo dirigente del PRC mirano a creare le condizioni per ottenere una coalizione delle sinistre (senza il centro) che si candidi a governare il paese con un "un programma di trasformazione sociale".
  • Il gruppo di FalceMartello dà particolare importanza alle idee tattiche del marxista britannico Ted Grant che (anche allo scopo di evitare le derive di settarismo che molti imputano al movimento trotskista internazionale) ha affermato l'importanza per i trotskisti di costruire un duraturo collegamento con le organizzazioni e i movimenti di massa della classe operaia, quindi coi principali sindacati e partiti di sinistra. In particolare, in applicazione di questo principio, i militanti di questo gruppo hanno fatto parte prima del PCI per passare, dopo un breve periodo nel PDS, nelle file del PRC, collocandosi sempre su posizioni di sinistra all'interno di queste forze. Dal punto di vista sindacale, secondo la stessa logica, FM si colloca nella sinistra della CGIL (Rete 28 Aprile) dove per un periodo ha costituito una propria tendenza sindacale chiamata Alternativa Operaia in CGIL che conta alcuni esponenti di spicco come Paolo Brini nel Comitato Centrale della FIOM. Queste posizioni riecheggiano in una forma modificata la tattica entrista proposta da Lev Trotsky ai suoi seguaci negli anni Trenta.

[modifica] Storia

[modifica] Anni Ottanta

Se il primo numero del periodico FalceMartello esce nel 1986, le origini di questa rivista risalgono al 1983, quando alcuni giovani del circolo "Lombardi" della FGCI di Ferrara entrano in contatto con due militanti della tendenza internazionale guidata da Ted Grant. FalceMartello è il nome del giornalino di questo circolo. Tra le sue prime campagne quella del 1984-'85 in solidarietà con la lotta sindacale dei minatori della Gran Bretagna contro il governo di Margaret Thatcher. I suoi diffusori e sostenitori vengono presto espulsi dal PCI per i palesi rapporti intrattenuti col gruppo trotskista britannico del Militant e per le critiche rivolte alla linea eurocomunista del partito. Anche i militanti che vengono espulsi continuano tuttavia a considerarsi membri del Partito Comunista verso cui il giornale mantiene un forte orientamento dichiarandosi organo de "i marxisti del PCI".[2]

Nel movimento studentesco del 1989 (preludio alle lotte universitarie della "Pantera" del 1990) FM ha un ruolo decisivo nella promozione e nello sviluppo del Sindacato degli Studenti a partire dai licei e dagli istituti tecnici milanesi.[3]

[modifica] Anni Novanta

Nonostante non avesse posizioni che si possano definire filosovietiche, la caduta del muro di Berlino e in seguito il crollo dell'URSS, di concerto con una grave crisi interna che colpisce i suoi sodali britannici del Militant, rallentano lo sviluppo del gruppo che era cresciuto in organizzazione ed influenza nei tre anni precedenti.[4]

Sciolto il PCI, il gruppo rimane in parte all'interno del partito nato dalle ceneri della Bolognina, il PDS, e subito dopo si orienta al Partito della Rifondazione Comunista. Diversamente dai gruppi trockijsti attivi all'interno di Democrazia Proletaria, a FalceMartello proprio per questa sua adesione "tardiva" non verranno riconosciuti posti di diritto nella formazione originaria dei gruppi dirigenti del PRC. Nel dibattito interno della nuova forza politica il gruppo si colloca nell'ala sinistra insieme ai gruppi raccolti attorno alle riviste Proposta per la Rifondazione Comunista e Bandiera Rossa, le cui figure di spicco sono rispettivamente Marco Ferrando e Livio Maitan. Insieme a questo raggruppamento condurrà battaglie congressuali contro la maggioranza congressuale di Rifondazione (Garavini-Cossutta e poi Bertinotti-Cossutta).

L'esperienza del Sindacato degli Studenti, che si ispirava esplicitamente all'esperienza del Sindicato de Estudiantes spagnolo (promosso da un gruppo trotskista iberico avente la stessa posizione politica e gli stessi riferimenti internazionali di FalceMartello), sfocia nel 1995 nei Comitati in difesa della Scuola Pubblica (CSP) che contribuiscono a delineare un profilo fortemente giovanile del gruppo nel corso degli anni Novanta.[5]

Nel 1996 FalceMartello si oppone all'appoggio di Rifondazione Comunista al primo governo Prodi. Dopo l'uscita dal centrosinistra e la scissione del Partito dei Comunisti Italiani nel 1998, si ha un rimescolamento di posizioni all'interno di Rifondazione Comunista, col passaggio della componente di Maitan nella maggioranza bertinottiana del Partito. FalceMartello e Proposta restano a questo punto le riviste dell'ala sinistra del partito, che nel 1999 si costituisce in Area Programmatica Progetto Comunista.

[modifica] Anni Duemila

Nel 2001 si ha un processo di separazione di FalceMartello dall'Area Programmatica Progetto Comunista. Secondo FalceMartello, si è trattato di una vera e propria espulsione, mentre da parte del gruppo egemone nell'area si parlerà di una semplice presa d'atto dell'esistenza di eccessive divergenze politiche.

FalceMartello si costituisce così come componente autonoma del PRC.[6] Nel 2002 si svolge il V Congresso di Rifondazione Comunista, nel quale si confrontano due mozioni contrapposte; FalceMartello appoggerà la mozione della sinistra del partito (che raccoglierà l'11% dei voti; è la mozione del rifiuto della ricomposizione dell'alleanza col centrosinistra, contraria alla linea della non-violenza, che ribadisce la validità del concetto di imperialismo e che si oppone a quello che è considerato come lo scioglimento dell'organizzazione nel movimento no-global), presentando tuttavia un insieme di emendamenti a livello nazionale al testo redatto da Marco Ferrando ed altri. Gli emendamenti definiscono per la prima volta a livello nazionale i punti di specificità della posizione di FM: proposta di intervento sindacale nella sola CGIL, posizione del "fronte unico", affermazione della debolezza organica del capitalismo italiano, analisi del berlusconismo come opzione reazionaria avanzata da una parte della stessa grande borghesia, rifiuto delle allusioni scissioniste già allora fatte dal gruppo di Ferrando.[7]

Sempre nel 2002, in seguito alle modifiche statutarie, il PRC inizia ad ammettere la formazione esplicita di componenti (correnti organizzate) e FalceMartello viene registrata come una componente nazionale, avendo ottenuto 2 posti nel Comitato Politico Nazionale (Alessandro Giardiello e Claudio Bellotti). Lo stesso anno i giovani appartenenti alla componente presentano un documento autonomo (il n° 5) alla II Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, Giovani Comunisti: disobbedienti o rivoluzionari?, che raccoglie il 7% dei voti e sulle cui posizioni si comincia ad attestare la maggioranza dei GC in alcune federazioni provinciali.[8]

Il VI Congresso di Rifondazione Comunista (che si tiene a Venezia nel gennaio 2005) è occasione per FalceMartello per la presentazione finalmente di una propria mozione congressuale (ancora la n° 5), che porterà il titolo Rompere con Prodi, preparare l'alternativa operaia e che otterrà l'1,7% dei voti.[9] Nella III Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del 2006, invece, FalceMartello promuove il 4° documento intitolato Giovani Comunisti: rivoluzionari del XXI secolo (7%).[10]

Sassuolo (MO), 2 luglio 2005: manifestazione antirazzista

Dal cambio di secolo, sulle pagine di FalceMartello trovano ampio spazio i nuovi movimenti di lotta che si affacciano sulla scena politica mondiale ed italiana con le manifestazioni anti-WTO di Seattle e anti-G8 di Genova, con le convulsioni politiche in Venezuela e in tutta l'America Latina, con le lotte sindacali (in particolare quella in difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori) e contro la guerra in Iraq in Italia, in Europa e nel mondo. Nello sviluppo di queste mobilitazioni FM vede uno spazio per il rilancio delle idee rivoluzionarie marxiste e per l'applicazione dei suoi metodi organizzativi. Il gruppo gioca in particolare un ruolo importante nel 2004 e nel 2005 nelle lotte sociali nella provincia di Modena, dirigendo di fatto il conflitto sindacale (molto aspro in quella zona del Paese) attorno al rinnovo del contratto dei metalmeccanici e costituendo un comitato di immigrati (soprattutto nordafricani) contro l'espulsione dalle proprie abitazioni dei residenti in un palazzo di un quartiere periferico nella città di Sassuolo, vicenda attorno alla quale si svilupperà un forte contrasto razziale, sociale e politico (la giunta responsabile dell'espulsione è di centrosinistra) che raccoglierà una risonanza nazionale.[11]

Nel 2006, con la divisione dei gruppi di Marco Ferrando e Francesco Ricci e la successiva uscita di entrambe le sottocomponenti dal partito, seguite nel 2007 dall'area Sinistra Critica, FalceMartello resta l'unica componente di rilevanza nazionale della "sinistra di Rifondazione", dove con questa espressione si indica generalmente quell'ala del PRC che esprime una contrarietà di principio agli accordi con i partiti di centro.

[modifica] Il VII Congresso e l'entrata nella maggioranza del PRC

Nel 2008, FalceMartello si presenta al congresso con un proprio documento (la mozione numero 4), soprannominato "la mozione operaia"[12] e intitolato "Una svolta operaia per una nuova Rifondazione comunista" che propone, tra le altre cose:

  • il rilancio del Partito della Rifondazione Comunista in opposizione a diverse proposte organizzative definite "di dissoluzione del partito";
  • una focalizzazione sul radicamento operaio del partito;
  • una moralizzazione comunista del partito con proposte come quella che funzionari ed eletti del PRC vivano con uno stipendio da operaio.

La quarta mozione raccoglie 1400 voti rappresentando dunque il 3,2% e prevalendo in 47 circoli e in 1 federazione provinciale. L'esito del congresso non consegnerà a nessuna mozione la maggioranza assoluta, creando uno scontro molto aspro tra la seconda mozione guidata da Nichi Vendola e la prima, che candiderà Paolo Ferrero segretario nazionale del partito. Nella combattuta assise nazionale del congresso a Chianciano Terme, FalceMartello avrà un ruolo decisivo schierandosi con la sinistra larga del partito (costituita dunque dalle mozioni 1, 3 e 4) e determinando così la sconfitta dell'area Vendola. Questa inedita combinazione di forze è suggellata dalla presentazione di un documento politico comune intitolato "Ricominciamo: una svolta a sinistra".[13]

Per la prima volta nella sua storia, questa componente entra così a fare parte della maggioranza di Rifondazione Comunista, un ruolo che verrà ratificato dalla sua entrata nella Segreteria Nazionale a settembre.

[modifica] La rottura con Ferrero

La partecipazione di FalceMartello alla segreteria nazionale del PRC è subito basata sull'idea di approfondire la "svolta di Chianciano" del VII Congresso dandone un'interpretazione molto radicale. Immediatamente inizia la battaglia contro le alleanze col Partito Democratico nelle giunte comunali, provinciali e regionali, definite "seconda linea del governismo". Al tempo stesso il ruolo importante di FalceMartello alla testa nei dipartimenti di Rifondazione che si occupano del radicamento sociale e della presenza del partito sui luoghi di lavoro impegna questa tendenza politica in un lavoro di rafforzamento della presenza comunista in alcune fabbriche del Paese. Nelle elezioni europee di giugno, il segretario del circolo PRC presso lo stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco, il giovane operaio Mimmo (Domenico) Loffredo, militante di FalceMartello, ottiene quasi ottomila preferenze.[14]

Nel gennaio 2009, Nichi Vendola e la sua corrente promuovono una scissione. Parte dei "vendoliani" non seguono tuttavia il loro leader e restano all'interno del partito. Da quel momento inizia un processo di riavvicinamento tra Ferrero e l'ala più moderata (ex vendoliana) del partito, che culminerà nell'ingreso di due esponenti di questa corrente nella Segreteria Nazionale alla fine dell'estate. Al tempo stesso si tengono i primi incontri preparatori per la importante tornata di elezioni regionali del 2010, nelle quali FalceMartello prevede che il PRC, ora incluso nella Federazione della Sinistra, stringerà accordi con il centrosinistra quasi ovunque. Lo stesso processo federativo con altre forze e associazioni di sinistra viene in questo contesto visto da FalceMartello come una parziale riproposizione dello schema fallimentare de La Sinistra - l'Arcobaleno per la limitazione del coinvolgimento della base e la sua subalternità politica nei confronti del PD e dell'Italia dei Valori. Da questa situazione consegue l'uscita di FalceMartello dalla Segreteria Nazionale e il ritorno di FalceMartello ad una posizione di dissenso verso la linea nazionale del partito, annunciata da Claudio Bellotti con queste parole: "Poiché io credo al senso di responsabilità, ho il dovere di dire che a questa cosa non credo, e devo essere conseguente. Io non credo che questo gruppo dirigente, con questi assetti e con questa linea politica, possa portare il partito fuori dalla palude nella quale siamo finiti e non sono dunque disposto a farne parte, appunto perché esiste il senso di responsabilità. Se la proposta verrà approvata io quindi non farò parte di questa segreteria, per quanto ci riguarda non sarà una gestione unitaria."[15]

Le prese di posizione di Ferrero a favore di "governi tecnici" o "accordi tecnici" o "Comitati di Liberazione Nazionale" con la partecipazione della sinistra al fianco di Bersani, Casini e Di Pietro conferma, agli occhi dei militanti di FalceMartello, il compimento di una "controsvolta" verso destra che ha tradito e cancellato il senso della "svolta di Chianciano".[16]

All'inizio del 2010 si tiene la IV Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti, in occasione della quale FalceMartello presenta un documento alternativo intitolato Lottare, occupare, resistere![17]. Il documento raccoglierà il 24,5% dei voti (la maggioranza dei consensi in Lombardia, Basilicata e Trentino-Alto Adige)[18]: anche nell'organizzazione giovanile, dunque, questa componente rappresenta oggi il principale polo di aggregazione dell'opposizione di sinistra all'interno di Rifondazione Comunista.

La distanza tra la linea maggioritaria di Rifondazione e FalceMartello si acuisce ulteriormente quando si arriva da parte dei dirigenti della Federazione della Sinistra all'elaborazione della tattica della costruzione di una "alleanza democratica" con il centrosinistra per creare una coalizione elettorale (sebbene non di governo) in caso di caduta del governo Berlusconi. Questo condurrà alla presentazione da parte del dirigente di FM Claudio Bellotti di un documento alternativo[19], molto critico verso questa linea, per il primo congresso della Federazione della Sinistra.

[modifica] L'VIII Congresso del PRC

Nel settembre 2011, gli organi dirigenti di Rifondazione avviano il percorso dell'VIII Congresso. FalceMartello, con l'appoggio anche della componente Controcorrente, presenta un documento politico alternativo a quello presentato congiuntamente dalle componenti del partito che sostengono la segreteria nazionale (l'area di Ferrero, Essere Comunisti di Claudio Grassi, gli ex vendoliani e altri gruppi minori, con l'eccezione di una minoranza che presenta un terzo documento).[20][21][22]

Il documento 2 si intitola "Per il partito di classe" e ha come primo firmatario Claudio Bellotti.[23] Viene sottoscritto da 10 membri del CPN del PRC e raccoglie il 12,8% presso i Comitati Politici Federali[24], prima dello svolgimento dei congressi di circolo veri e propri, dove salirà al 13,4%[25]. Tra i sottoscrittori del documento sono posti in evidenza 4 membri del Comitato Centrale della FIOM e numerosi delegati sindacali, in particolare metalmeccanici legati alle vertenze FIAT e Fincantieri.[26]

Tra i temi politici principali del documento congressuale si trovano:

  • una lettura marxista della crisi economico-finanziaria in corso in quel momento come crisi di sovrapproduzione dovuta al funzionamento intrinseco del capitalismo e la dichiarazione dell'impraticabilità nell'epoca odierna di politiche keynesiane in seguito all'eccesso di debito pubblico e all'orientamento economico liberista prevalente nella classe dominante;
  • la descrizione in termini impietosi degli insuccessi della linea di Rifondazione e della Federazione della Sinistra dopo l'abbandono delle posizioni più radicali enunciate durante la "svolta di Chianciano", una linea secondo il documento 2 incentrata sull'"elettoralismo" invece che sul rafforzamento del radicamento operaio del partito;
  • il rifiuto di ogni tipo di collaborazione politica con le forze del Nuovo Ulivo che compongono il centrosinistra, incluso il "fronte democratico" proposto dal documento 1, e delle ipotesi di riunificazione o confederazione con Sinistra Ecologia Libertà;
  • una proposta di costruzione di un "polo autonomo di classe", alternativo anche elettoralmente al centrosinistra, al centrodestra e al Terzo Polo, a partire dalle lotte sindacali più radicali avvenute in Italia durante la crisi, da alcuni movimenti sociali e politici, da settori del sindacato e della estrema sinistra;
  • la rivendicazione di un modello di partito "di classe" che sia nel tipo di organizzazione sia nelle posizioni politiche rivoluzionarie si proponga come punto di riferimento per i lavoratori salariati e ne organizzi la partecipazione alle lotte economiche e ai movimenti anticapitalistici giovanili.

[modifica] Organizzazione e militanti

FalceMartello è diffuso dai suoi sostenitori soprattutto davanti a luoghi di lavoro e scuole, nelle università e nei cortei della sinistra e del sindacato. Diffusori di FalceMartello sono presenti in città distribuite su tutto il territorio nazionale ma i gruppi più significativi sono quelli di Milano, Bologna, Modena e Napoli.

Pur non avendo FalceMartello una carica di "portavoce" o equivalente, il suo leader principale è considerato essere il milanese Claudio Bellotti, membro della Segreteria Nazionale del PRC dal 2008 al 2010 (con incarico al Radicamento Sociale), membro dal 1998 della Direzione Nazionale e primo firmatario delle mozioni e degli emendamenti presentati dalla componente ai congressi di Rifondazione. Anche Alessandro Giardiello ha spesso fatto parte di importanti organi dirigenti del partito, come l'Esecutivo Nazionale, ed è dal 2008 a capo del Dipartimento Partito sui Luoghi di Lavoro. Sonia Previato è direttrice responsabile della rivista, che viene stampata a Milano.

All'interno della struttura di Rifondazione Comunista, sono sulle posizioni di FalceMartello numerosi segretari di circolo, una ventina di coordinatori federali dei Giovani Comunisti, 4 membri del Coordinamento Nazionale dei GC, 18 membri del Comitato Politico Nazionale. Esponenti di FalceMartello sono stati candidati alle elezioni a tutti i livelli con l'eccezione delle elezioni politiche nazionali.

Nella struttura della CGIL vi sono esponenti di FalceMartello in quasi tutte le categorie, tra cui Paolo Brini membro del Comitato Centrale della FIOM.

[modifica] Note

  1. ^ Mozione Bellotti ecc. per il VII Congresso PRC
  2. ^ 200 numeri di FalceMartello, FalceMartello
  3. ^ Ripartire con le lotte imparando dalle esperienze passate, FalceMartello
  4. ^ Interview with Ted Grant on the Militant, In defence of Marxism
  5. ^ Comitato in difesa della Scuola Pubblica, FalceMartello
  6. ^ Il dibattito nella sinistra del Prc, FalceMartello e http://isole.ecn.org/reds/prc/dissenso/prc0103procom.html
  7. ^ 5º Congresso del Prc - Tesi alternative al documento di minoranza, FalceMartello
  8. ^ "Disobbedienti" o rivoluzionari?, FalceMartello
  9. ^ Rompere con Prodi, preparare l'alternativa operaia, FalceMartello
  10. ^ Giovani Comunisti, rivoluzionari del XXI secolo, FalceMartello
  11. ^ Uno strano sgombero a Sassuolo, Carta
  12. ^ Appello di delegati sindacali e lavoratori a sostegno del documento di FalceMartello al VII Congresso del PRC
  13. ^ Ricominciamo: una svolta a sinistra, Rifondazione in Movimento
  14. ^ Lettera di ringraziamento di Mimmo Loffredo dopo le elezioni europee, FalceMartello
  15. ^ Intervento di Claudio Bellotti al Comitato Politico Nazionale del 12-13 settembre 2009, FalceMartello
  16. ^ Ferrero seppellisce la svolta di Chianciano, FalceMartello
  17. ^ Lottare, occupare, resistere!, Giovani Comunisti/e
  18. ^ Mozione 2 oltre il 24 per cento, FalceMartello
  19. ^ Documento di Claudio Bellotti per il Congresso della FdS - Contro la palude governista, per un polo della sinistra di classe, Federazione della Sinistra
  20. ^ Sito ufficiale dell'VIII Congresso del PRC
  21. ^ Al via l'VII congresso del Prc, FalceMartello
  22. ^ VIII Congresso Prc: si parte!, blog di Claudio Grassi
  23. ^ Per il partito di classe, FalceMartello
  24. ^ I primi risultati dei comitati politici federali, FalceMartello
  25. ^ Risultati ufficiali dell'VIII Congresso del PRC
  26. ^ Le sottoscrizioni al secondo documento, FalceMartello

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue