Gael García Bernal

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García Bernal nel 2015 a Città del Messico per la presentazione della 10ª edizione del Festival Ambulante

Gael García Bernal (Guadalajara, 30 novembre 1978) è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico messicano, interprete di numerose pellicole prodotte nel suo paese e assurto al successo internazionale impersonando il giovane Ernesto Guevara de la Serna ne I diari della motocicletta. Nel corso della sua carriera ha collaborato con celebri registi come Pedro Almodóvar, Michel Gondry, Alfonso Cuarón, James Marsh, Pablo Larraín e Alejandro González Iñárritu, che lo scoprì a teatro e lo lanciò nella sua opera prima Amores perros, candidata al Premio Oscar nel 2001. In Italia, alla 58ª Mostra cinematografica di Venezia, vinse il Premio Marcello Mastroianni come attore esordiente nel film cult messicano Y tu mamá también. Fu il suo primo riconoscimento a cui ne seguirono altri, l'ultimo dei quali è un Golden Globe, nel 2016, grazie al ruolo del Maestro Rodrigo De Souza nella webserie TV Mozart in the Jungle.

Attivista sin dalla giovane età, continua a lavorare per promuovere la democrazia e i diritti umani schierandosi dalla parte dei migranti, dei poveri, e dei popoli indigeni. Nel 2005 ha creato con Diego Luna la Canana Films, una società di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva dai contenuti socio-politici. Nello stesso anno ha fondato il Festival Ambulante Gira de documentales, un evento annuale non competitivo che permette alle classi più povere del Messico di avvicinarsi al genere documentario inteso come motore di cambiamento sociale. Per il suo impegno in questo progetto, nel 2011 ha vinto il premio WOLA per i diritti umani. Nel 2016 il Time lo ha inserito nella classifica dei 100 personaggi più influenti al mondo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gael García Bernal è nato a Guadalajara, da José Ángel García e Patricia Bernal, entrambi attori teatrali messicani politicamente impegnati.[2] Dopo il divorzio, la madre si risposò con il regista Sergio Yazbek. Gael fu avviato sin da molto piccolo all'arte della recitazione, appassionandosi e spesso partecipando agli spettacoli dei genitori.[3] Da adolescente, aiutò gli indigeni ad alfabetizzarsi e lavorò insieme agli Huicholes. Nel frattempo studiò "nella scuola dei figli dei rifugiati politici"[4] dove conseguì il Baccellierato Internazionale mostrando particolare interesse per la chimica. Nel 1994, all'età di 15 anni, partecipò alle manifestazioni nonviolente in favore dell'insurrezione del Chiapas.

All'età di 18 anni, Gael iniziò a studiare filosofia presso l'Università del Messico. Dopo un anno decise di prendersi del tempo per visitare l'Europa e la Russia. Non avendo però denaro sufficiente si fermò alla prima tappa, Londra, dove trovò lavoro come barman allo scopo di pagarsi gli studi di recitazione. L'unica scuola che in quel momento stava accettando degli studenti era la Royal Central School of Speech and Drama. All'audizione portò il famoso soliloquio di Macbeth Tomorrow and tomorrow and tomorrow,[5] diventando il primo messicano della storia ad essere ammesso alla Central di Londra. Durante questi anni di formazione, prese parte ad alcuni cortometraggi di giovani registi latini, fra i quali De tripas, corazón di Antonio Urrutia, candidato al Premio Oscar 1997, e El ojo en la nuca di Rodrigo Plá. Dopo la laurea nel 2000, Gael tornò nel suo paese natio per realizzare la sua carriera.[6] Qualche anno più tardi intraprese un altro viaggio in Europa dove completò i suoi studi di filosofia presso l'European Graduate School di Saas-Fee, in Svizzera.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gael ha compiuto il suo esordio nel mondo della recitazione in età precoce, calcando le scene teatrali delle principali città messicane. Il primo personaggio che interpretò fu il Bambino Gesù, in uno spettacolo del 1981 a cui parteciparono anche i suoi genitori. Dopo una breve apparizione televisiva nella soap opera Teresa, al fianco dell'attrice bambina Salma Hayek, all'età di undici anni ottenne il suo primo ruolo da protagonista nella serie messicana El abuelo y yo, la cui storia d'amore fra i due bambini fu molto dibattuta. Nel cast faceva parte anche l'attore Diego Luna, il suo più grande amico.[8]

Durante i suoi studi a Londra, la carriera di Gael prese una svolta decisiva. Quando era a Città del Messico, il regista Alejandro González Iñárritu rimase colpito dalla sua interpretazione in uno spettacolo teatrale del Royal National Theatre intitolato Roberto Zucco di Bernard-Marie Koltès.[9] Poco dopo il regista gli telefonò per offrirgli la parte di Octavio nel suo primo lungometraggio, Amores perros, un ruolo che Gael poté accettare grazie alla fortuita coincidenza delle vacanze pasquali e ad un escamotage del regista. Le vacanze non erano infatti sufficienti per ultimare il film, così Iñárritu gli disse di fingere di avere contratto un misterioso virus tropicale.[10] Il film ebbe un grande successo, vinse il Premio Bafta e fu candidato agli Oscar come miglior film in lingua straniera.[11] Nessuno della troupe si aspettava un tale riscontro. Durante le riprese, García Bernal aveva chiesto ai produttori di poter avere una copia del film in VHS, perché non sapeva se sarebbe finito al cinema.[12] Da questo esordio seguirono altri lavori importanti, a cominciare da Y tu mamá también di Alfonso Cuarón (il film che gli valse il Premio Mastroianni alla Mostra del Cinema di Venezia) e in seguito Il crimine di padre Amaro, candidato al Premio Oscar nel 2003.[13] Nonostante le controversie ideologiche e in alcuni casi le proteste che questi film generarono in Messico (a causa del disinibito triangolo d'amore che coinvolge due adolescenti in Y tu mamá también e della relazione clandestina fra un parroco e una sedicenne ne Il crimine di padre Amaro) gli incassi record dei film estesero la sua popolarità.

García Bernal nel 2005 al London Film Festival per la presentazione del film The King

Nel 2002 Gael ritornò in televisione per interpretare Che Guevara nella serie Fidel. Due anni più tardi vestì nuovamente i panni del rivoluzionario argentino nel film I diari della motocicletta del regista brasiliano Walter Salles.[14] Grazie a questo ruolo Gael ottenne una nomination ai BAFTA e diventò l'attore messicano più famoso al mondo, conquistando l'attenzione di noti registi europei fra i quali il visionario Michel Gondry e l'eccentrico Pedro Almodóvar. Nel suo film più esuberante, La mala educación, Almodóvar affidò a Gael tre ruoli diversi fra i quali "la dark lady-man", confessando di averlo trovato "perfetto sia come uomo che come donna".[15] Nel frattempo Iñárritu, divenuto ormai il regista messicano più influente, scelse di nuovo Gael per interpretare il ruolo di Santiago in Babel, l'ultimo film della cosiddetta Trilogia sulla morte che ha avuto inizio con Amores Perros.[16]

Questi primi grandi successi consentirono a Gael di avviare una carriera più redditizia allo scopo di poter realizzare in Messico i suoi progetti cinematografici. Infatti, se da una parte iniziò a lavorare per il lucroso cinema hollywoodiano ed europeo (The King, Letters to Juliet, Il mio angolo di paradiso, Mammoth, Blindness ecc.), dall'altra continuò a dedicarsi alla crescita del cinema latino americano, interpretando ruoli e talvolta collaborando alla produzione di film indipendenti, diretti da registi esordienti (Il passato, Rudo y Cursi, También la lluvia, El Ardor). Dal 2012 al 2016 i film a cui Gael prese parte sono soprattutto di natura politica. In No, il film di Pablo Larraín nominato al Premio Oscar 2013, Garcìa Bernal è un giovane pubblicitario che con risorse piuttosto scarse escogita un piano per liberare il Cile dalla dittatura di Pinochet.[17] Nel 2016, la collaborazione con il regista Pablo Larraín proseguì con un altro film a tema politico, Neruda, vincitore del Premio Fénix, dove Gael veste i panni dell'ispettore di polizia incaricato dal governo cileno di dare la caccia al poeta e dissidente politico Pablo Neruda.[18] Chi è Dayani Cristal? e Desierto, sono invece pellicole sull'immigrazione. Il primo è un documentario sulla reale tratta dei migranti dall'Honduras fino agli Stati Uniti,[19] mentre il socondo film, esordio alla regia di Jonás Cuarón, narra la storia fittizia di un gruppo di clandestini messicani bersagliati da un pericoloso vigilante statunitense.[20] Nel 2015, a ispirare il film politico di Pablo Agüero intitolato Eva no duerme è la storia sociale dell'Argentina. Una pellicola cupa e surrealista che ripercorrendo le peripezie cui andò incontro la salma di Evita Perón, intende denunciare gli abusi commessi dai componenti del regime dittatoriale, fra i quali l'Ammiraglio Massera interpretato da Garcìa Bernal. Sul fronte mediorientale Gael è stato protagonista di Rosewater, film drammatico di produzione statunitense che ricostruisce l'arresto del giornalista iraniano-canadese Maziar Bahari, imprigionato e torturato per 118 giorni dopo avere filmato un'esecuzione commessa dal regime contro un gruppo di dissidenti.[21]

García Bernal è detentore di numerosi premi fra i quali un Golden Globe Award ricevuto nel 2016 grazie al ruolo di Rodrigo De Souza, l'eccentrico direttore d'orchestra protagonista dell'acclamata webserie televisiva Mozart in the Jungle, creata da Roman Coppola.[22] In qualità di membro della giuria principale è stato chiamato ad esprimere le proprie preferenze al Festival di Berlino del 2007,[23] al Festival di Cannes 2014 (al fianco di Sofia Coppola)[24] e al Sundance Film Festival 2017.[25] Alla 89ª cerimonia degli Oscar è stato invitato a consegnare il premio miglior film d'animazione.[26]

Regista e produttore[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 García Bernal e Diego Luna hanno fondato Canana Films, una società di produzione e distribuzione cinematografica e televisiva specializzata in documentari dal contenuto social-rivoluzionario.[27] Nel 2010, in collaborazione con la Golden Phoenix Productions, la Canana Films realizzò una serie di documentari a proposito delle misteriose sparizioni di oltre trecento donne al confine con Ciudad Juárez.[28] Da sempre sostenitore del cinema documentario, nel 2005 Garcìa Bernal ha istituito, di nuovo con Diego Luna, il Festival Ambulante Gira de documentales, il festival di cinema documentario dell'America Latina detentore del premio WOLA per i diritti umani.[29] La proiezione al pubblico di cortometraggi e documentari non avviene all'interno di teatri accademici ma in luoghi trascurati, laddove c'è una reale necessità di informazione. Lo scopo centrale della rassegna itinerante è di narrare storie di uomini ai quali spesso non viene data voce.[30] Il progetto riuscì a svilupparsi grazie anche all'appoggio di registi e attori. Nel 2016, Garcìa Bernal lanciò la campagna virale Yo sì veo documental ("Io sì che guardo i documentari"), poi ripresa da numerose celebrità che descrivevano su video perché amavano il genere documentario.[31] Los Invisibles, la serie di Amnesty International sul viaggio dei migranti per la regia di Garcià Bernal e Marc Silver, e in seguito il docufilm Chi è Dayani Cristal? diretto di nuovo da Marc Silver, sono entrambi stati proiettati al Festival Ambulante.[32]

Nel 2007, García Bernal diresse il suo primo lungometraggio intitolato Déficit di cui è stato anche interprete e produttore. Il film mette in scena una festa fra amici durante la quale vengono messe a confronto due diverse classi sociali messicane. Il suo secondo film, Chicuarotes, è in fase di produzione.[33]

García Bernal è regista e produttore di numerosi cortometraggi. Nel 2008 realizzò insieme ad altri sette registi la pellicola 8, presentata alla terza edizione della Festa del Cinema di Roma. Si tratta di un progetto collettivo, che parla dei drammi e delle speranze delle persone, ispirato agli 8 obiettivi fissati nel settembre 2000 dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale.[34] I film prodotti e co-diretti da Gael sono spesso unioni di storie diverse che nella loro coralità intendono narrare un concetto filosofico o sociale. Revolución analizza il concetto di rivoluzione e cosa significhi per le giovani menti messicane, Madly narra l'amore nelle sue molteplici sfaccettature.[35]

Attivismo sociale[modifica | modifica wikitesto]

García Bernal nel 2005 al Make Poverty History Rally di Edimburgo

García Bernal è noto in Messico per la sua filantropia. Dal 2005 è ambasciatore Oxfam e promotore della campagna Make Trade Fair, un progetto che sostiene la diffusione del commercio equo e lotta contro le ingiustizie sociali come le leggi che permettono di brevettare farmaci rendendoli di difficile accesso alle popolazioni povere. Nel 2006, Gael fece visita ai contadini del Chiapas e nel 2013 soccorse i rifugiati siriani in Giordania.[36] Sempre per Oxfam è stato testimonial delle campagne globali Grow e I hear you. La prima fornisce una serie di consigli pratici per favorire un futuro dove tutti nel mondo possano avere sufficienti risorse alimentari;[37] il secondo progetto è stato lanciato nel 2016 per dare visibilità alle storie dei rifugiati allo scopo di combattere il pregiudizio di natura xenofoba che accompagna l'emergenza globale dei migranti.[38] Nel 2009, in occasione del 40° anniversario di Survival International, lanciò una maglietta creata dal designer John Rocha i cui proventi furono destinati alla difesa delle vite e dei territori dei popoli indigeni.[39] A Roma, durante l'asta di beneficenza Cinema Against AIDS del 2008, fece parte del gruppo di celebrità invitate a svolgere le vendite. Non sapendo come presentare una borsa che stava indossando la stilista Margherita Missoni, Gael le offrì una lezione di salsa sul palco, decretando la vendita più veloce e redditizia della serata.[40]

Nel campo ambientale, Garcìa Bernal è principale promotore della Campagna Detox di Greenpeace[41] la quale ha diffuso nel 2011 la notizia che le industrie tessili cinesi, fornitrici di grandi brand internazionali, rilasciano nei principali fiumi della Cina scarichi molto pericolosi per l’ambiente e la salute umana.[42] Nel 2017 ha rappresentato il giaguaro nella campagna animalista dell'UNEP intitolata Feroz, la quale si occupa di contrastare il traffico illegale degli animali selvaggi.[43] Per quanto riguarda le iniziative solidali in campo artistico, nel 2012 Garcia Bernal disegnò per MOCA una collezione di magliette vendute nei musei d'arte contemporanea e nei negozi Levi's allo scopo di finanziare programmi educativi all'interno dei musei.[44]

Le sue opinioni politiche sono diventate oggetto di interesse mediatico. Durante i Premi Oscar 2003 dichiarò pubblicamente la sua opposizione alla Guerra d'Iraq guidata dagli Stati Uniti d'America.[45] Nel 2016, ha più volte denunciato "l'odio creato da Donald Trump"[46] partecipando anche ad uno sketch satirico del The Late Show.[47] Ai Premi Oscar 2017 ha riaffermato la sua posizione contro ogni forma di "muro" che intenda separare gli essere umani.[48]

Musica e pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 Garcìa Bernal prese parte all'ultimo album musicale di Devendra Banhart, Smokey Rolls Down Thunder Canyon, dando un suo contributo vocale alla prima traccia Cristobal.[49] È possibile ascoltare la sua voce anche nell'album della colonna sonora del film L'arte del sogno. Il brano in questione, If You Rescue Me (Chansons Des Chats), è una cover dei Velvet Underground, originariamente eseguita da una associazione per gattini abbandonati. Nel film di Michel Gondry, Gael la dedica alla protagonista mentre è travestito da gatto.[50] Nel 2009 cantò Quiero Que Me Quieras, prima traccia della colonna sonora del film Rudo y Cursi e cover di I Want You To Want Me dei Cheap Trick. La canzone fu una hit nelle radio messicane[51] e conquistò il premio Oye! come novità dell'anno.[52] Nel 2014, García Bernal e María Valverde furono i protagonisti del video di Ojos color sol, canzone d'amore dei Calle 13 tratta dall'album Multi Viral. Il video fu nominato nella categoria video dell'anno ai Latin Grammy Awards 2015 di Los Angeles.[53]

Garcìa Bernal è apparso in diversi spot pubblicitari. All'età di 12 anni recitò insieme all'attrice bambina Flor Edwarda Gurrola in una romantica pubblicità di Videovision, casa di distribuzione home video per film in VHS.[54] Nel 2002 fu protagonista di un popolare spot francese per la Levi's intitolato French Dictionary sulla canzone Playground Love degli AIR.[55] A livello globale apparve nel 2010 in una pubblicità per la Nike realizzata da Alejandro González Iñárritu in occasione dei Mondiali di Calcio in Sudafrica.[56] Successivamente prese parte alla campagna pubblicitaria della Gillette, negli Stati Uniti, alla quale parteciparono anche Adrien Brody e André 3000.[57] Nel suo paese fu protagonista e produttore, nel 2014, di un videoclip commerciale per lo sviluppo del turismo nella regione Nuevo León.[58] A partire dal mese di marzo 2015, la Fiat Chrysler lanciò una nuova campagna multiculturale e scelse come testimonial Garcìa Bernal per promuovere il nuovo modello di Chrysler 200 in una serie di quattro spot pubblicitari.[59] Nel 2017, è apparso nello spot argentino della birra messicana Sol.[60]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La madre di Gael, l'attrice messicana Patricia Bernal, diede alla luce suo figlio all'età di 17 anni.[5] Dal suo secondo matrimonio con Sergio Yazbek sono nati Dario Yazbek Bernal e Tamara Yazbek, i fratellastri di Gael ambedue attori.[61]

Bernal vive tra Città del Messico e Buenos Aires.[62] Oltre allo spagnolo, la sua lingua natale, parla correttamente inglese, francese, portoghese e un po' di italiano. Gael si diverte a cantare, a ballare la salsa, e a suonare il bongo e la jarana, una piccola chitarra tipica del Messico.[11] Si definisce "culturalmente cattolico" e "spiritualmente agnostico".[63] Da sempre appassionato di boxe e soprattutto di calcio, Gael gioca nella squadra Adecmac di Città del Messico insieme all'amico Diego Luna,[14] figura chiave della sua infanzia e della sua carriera. I due attori si sono conosciuti prima che potessero ricordarlo perché le loro madri erano legate da una stretta amicizia.[64]

Gael ha avuto una relazione con l'attrice messicana Cecilia Suárez dal 2001 al 2003.[65] Ha in seguito frequentato Natalie Portman dal 2003 al 2004 e di nuovo nel 2007.[17] Dal 2009 al 2014[66] è stato legato all'attrice argentina Dolores Fonzi, conosciuta nel 2001 sul set del film Vidas privadas. La coppia non si è sposata[67] ma ha avuto due figli: Lazaro, nato l'8 gennaio 2009 a Madrid, e Libertad, nata il 7 aprile 2011 a Buenos Aires.[68]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

García Bernal nel 2012 al Toronto International Film Festival per la presentazione del film No

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Video musicali[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

2000–2007

2008–2016

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Gael García Bernal è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The 100 Most Influential People, Time. URL consultato il 30 novembre 2016.
  2. ^ Arianna Finos, Gael Garcia Bernal, ma quale divo "Sono nato a teatro, scelgo l'impegno", la Repubblica, 12 maggio 2013. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  3. ^ Gael Garcìa Bernal, il sussidiario. URL consultato il 30 novembre 2016.
  4. ^ Maurizio Porro, Gael García Bernal: Debuttai quasi di nascosto, Il corriere della sera, 13 maggio 2004. URL consultato il 5 dicembre 2016.
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  6. ^ Gael García Bernal, Cinematografo. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  7. ^ Alessandra Venezia, La telenovela di Gael García Bernal, Io Donna, 15 maggio 2012. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  8. ^ David Frost, The Frost Interview - Gael Garcia Bernal: 'Being optimistic', Qatar, Al Jazeera English, 4 ottobre 2013. URL consultato il 5 dicembre 2016.
  9. ^ Global Latin America: Into the Twenty-First Century, 2016, p. 328.
  10. ^ Gael García Bernal: «Mi sento speranzoso e ottimista per il futuro», popcorntv.it, 10 giugno 2015. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  11. ^ a b Arianna Finos, Gael García Bernal: "Qualunque cosa pur di non lavorare mai più in una telenovela", Trovacinema La Repubblica, 12 maggio 2013. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  12. ^ Xan Brooks, Guardian interviews at the BFI, The Guardian, 16 ottobre 2006. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  13. ^ Il crimine di Padre Amaro, comingsoon. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  14. ^ a b Silvia Bizio, Che Guevara diventa un film su un "eroe un po' matto", La Repubblica, 11 marzo 2003.
  15. ^ Gian Antonio Orighi, Pedro nel collegio dei perversi, Panorama.
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  17. ^ a b Gael Garcia Bernal, l’importanza di dire No, Oggi, 22 marzo 2013. URL consultato il 1º dicembre 2016.
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  19. ^ Marc Silver e Gael García Bernal: Chi è Dayani Cristal?, PFA films. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  20. ^ Pierre Hombrebueno, Gael García Bernal e Jeffrey Dean Morgan nel nuovo emozionante trailer di Desierto, Best Movie, 28 settembre 2016. URL consultato il 1º dicembre 2016.
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  22. ^ Rosa Maiuccaro, Perché Mozart in the Jungle ha vinto ai Golden Globes, Wired, 12 gennaio 2016. URL consultato il 1º dicembre 2016.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Frank Javier Garcia Berumen, Latino Image Makers in Hollywood, McFarland, 2014, pp. 283-285, ISBN 07-864-7432-7.
  • (EN) Elizabeth Gackstetter Nichols e Timothy R. Robbins, Pop Culture in Latin America and the Caribbean, ABC-CLIO, 2015, pp. 93-112, ISBN 16-106-9753-7.

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