También la lluvia

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También la lluvia
También la lluvia - Trailer.jpg
Titolo originale También la lluvia
Paese di produzione Spagna, Messico, Francia
Anno 2010
Durata 104 min
Genere drammatico
Regia Icíar Bollaín
Sceneggiatura Paul Laverty
Fotografia Alex Catalán
Montaggio Ángel Hernández Zoido
Musiche Alberto Iglesias
Scenografia Juan Pedro De Gaspar
Interpreti e personaggi

También la lluvia (Anche la pioggia) è un film del 2010 scritto da Paul Laverty e diretto dalla regista Icíar Bollaín. È ambientanto in Bolivia, nel 2000, durante i giorni della guerra dell'acqua di Cochabamba. Il film intende denunciare lo sfruttamento dei poveri in Bolivia raccontando allo stesso tempo la lavorazione di un film su Cristoforo Colombo e la crudeltà dei conquistadores.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Sebastián, il produttore esecutivo Costa e l'assistente alla regia arrivano a Cochabamba, in Bolivia, per girare un film revisionista sulla conquista del Nuovo Mondo. Il produttore ha preferito la Bolivia, nonostante poco si addica allo sbarco di Cristoforo Colombo, perché in questo modo può permettersi di coinvolgere molti attori pagandoli soltanto 2 dollari al giorno.

Il film racconta il disumano trattamento dei popoli indigeni nel XV secolo e si concentra sulla figura storica di Bartolomé de Las Casas, un frate domenicano che dedicò gran parte della sua vita a difendere i nativi americani dai colonialisti spagnoli. Durante il periodo di riprese, a Cochabamba cresce il malcontento dei contadini contro le multinazionali che vogliono comprare la loro acqua, i loro pozzi, "anche la pioggia". Daniel, uno degli attori protagonisti scelto da Sebastián per interpretare un indigeno ribelle, è il portavoce delle contestazioni pubbliche. Ben presto la rivolta degenera e con l'arrivo delle forze armate molti protestanti vengono feriti, uccisi o messi in prigione.

Per non rischiare di compromettere il film, Sebastián e Costa pagano Daniel affinché non si faccia coinvolgere nella guerriglia, ma il tentativo fallisce. Quando la città diventa un fronte di guerra, Costa viene trascinato dentro le sommosse per salvare la bambina di Daniel rimasta ferita in un'esplosione. Portare a termine il film è ora un atto di coraggio e gli attori e i membri della troupe lasciano la Bolivia. L'unico che non abbandona il sogno di realizzare il film è Sebastián.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, essendo a basso costo (5 milioni di euro di budget), è stato girato con due cineprese contemporaneamente, in modo da risparmiare tempo. La fase di produzione si è svolta in Bolivia e ha avuto una durata di otto settimane. La regista ha coinvolto la popolazione locale nelle riprese affinché si sentisse parte del progetto. Per limitare i costi, il direttore della fotografia, Alex Catalán, ha studiato metodi alternativi per raccontare la storia, ad esempio ha scelto di mostrare la guerra dell'acqua all'interno di un'auto.[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Gael García Bernal

  • Spanish Music Awards
    • 2011: Vinto miglior colonna sonora
  • Munich Film Festival
    • 2012: Vinto miglior film

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfonso Rivera, Il cinema nel cinema (e nella politica), cineuropa.org, 3 dicembre 2010. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  2. ^ Alfonso Rivera, “Una sfida per tutti”, su cineuropa.org, 4 dicembre 2010. URL consultato il 7 marzo 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN176519298
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