Elezioni politiche italiane del 1987

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Elezioni politiche italiane 1987
Stato Italia Italia
Data 14-15 giugno 1987
Legislatura X Legislatura
Affluenza 88,60 % (Green Arrow Up.svg 0,18 %)
Demita.jpg Alessandro Natta.jpg Bettino Craxi-1.jpg
Leader Ciriaco
De Mita

(Segretario[1])
Alessandro
Natta

(Segretario[1])
Bettino
Craxi

(Segretario[1])
Partito Democrazia Cristiana - Logo elettorale.svg
Democrazia
Cristiana
Partito Comunista Italiano.svg
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano (1985-1990).svg
Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito Nessuna Pentapartito
Voti 13 233 620[2][3]
34,31 %
10 250 644[2][3]
26,57 %
5 501 696[2][3]
14,27 %
Seggi
234 / 630
(Camera)
125 / 315
(Senato)
177 / 630
(Camera)
101 / 315
(Senato)
94 / 630
(Camera)
36 / 315
(Senato)
Differenza % Green Arrow Up.svg 1,38 Red Arrow Down.svg 3,32 Green Arrow Up.svg 2,83
Differenza seggi Green Arrow Up.svg 14[4] Red Arrow Down.svg 27[4] Green Arrow Up.svg 19[4]
Elezioni Camera 1987 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Amintore Fanfani (DC)
Left arrow.svg 1983 1992 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 1987 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 14 e lunedì 15 giugno 1987[5].

Sistema di voto[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni politiche del 1987 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948.

Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale. Secondo la suddetta legge del 1946, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati.

L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti. Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art. 57).

Ogni Regione era suddivisa in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi ad essa assegnati. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hondt delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 32 circoscrizioni plurinominali e al Senato della Repubblica in 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Le circoscrizioni per la Camera dei deputati.
Le circoscrizioni per il Senato della Repubblica.

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Torino (Torino, Novara, Vercelli);
  2. Cuneo (Cuneo, Alessandria, Asti);
  3. Genova (Genova, Imperia, La Spezia, Savona);
  4. Milano (Milano, Pavia);
  5. Como (Como, Sondrio, Varese);
  6. Brescia (Brescia, Bergamo);
  7. Mantova (Mantova, Cremona);
  8. Trento (Trento, Bolzano);
  9. Verona (Verona, Padova, Vicenza, Rovigo);
  10. Venezia (Venezia, Treviso);
  11. Udine (Udine, Belluno, Gorizia);
  12. Bologna (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì);
  13. Parma (Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia);
  14. Firenze (Firenze, Pistoia);
  15. Pisa (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara);
  16. Siena (Siena, Arezzo, Grosseto);
  17. Ancona (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno);
  18. Perugia (Perugia, Terni, Rieti);
  19. Roma (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone);
  20. L'Aquila (Aquila, Pescara, Chieti, Teramo);
  21. Campobasso (Campobasso, Isernia;
  22. Napoli (Napoli, Caserta);
  23. Benevento (Benevento, Avellino, Salerno);
  24. Bari (Bari, Foggia);
  25. Lecce (Lecce, Brindisi, Taranto);
  26. Potenza (Potenza, Matera);
  27. Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria);
  28. Catania (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna);
  29. Palermo (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta);
  30. Cagliari (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano);
  31. Valle d'Aosta (Aosta);
  32. Trieste (Trieste).

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna.

Quadro politico[modifica | modifica wikitesto]

La precedente legislatura vide la formazione di due governi guidati da Bettino Craxi, fatto eccezionale poiché per la prima volta nell'Italia repubblicana venne affidata la presidenza del Consiglio a un politico socialista[6].

Le elezioni del 1983 infatti, consegnarono alle Camere una composizione di eletti che vide un ridottissimo scarto di differenza tra i seggi assegnati alla DC e quelli assegnati al PCI: solamente 27 alla Camera e 13 al Senato, una differenza mai così bassa dall'avvento della Repubblica. La DC infatti, alla precedente tornata elettorale, scese per la prima volta al di sotto del 35% dei consensi, fattore questo che contribuì alla necessità della formazione del pentapartito.

Craxi governò fino al 1987, dimettendosi dopo aver sconfessato il «patto della staffetta» con la DC di Ciriaco De Mita, che avrebbe visto un democristiano alternarsi alla guida del Governo dopo un anno, per condurre al termine la legislatura. La fine del governo Craxi portò ad attestazioni di stima e di rammarico per la sua caduta da parte di diversi giornali stranieri, tra cui il Financial Times, Le Monde e The Wall Street Journal[7]. Dopo la rinuncia di Oscar Luigi Scalfaro, Amintore Fanfani ricevette l'incarico di formare un nuovo esecutivo: si trattò di un monocolore democristiano, il cui unico scopo era quello di preparare le elezioni[6].

Principali forze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Lista Collocazione Ideologia Segretario[1]
Democrazia Cristiana Centro Cristianesimo democratico, Centrismo, Popolarismo, Antifascismo, Anticomunismo Ciriaco De Mita
Partito Comunista Italiano Sinistra Comunismo, Eurocomunismo, Marxismo-Leninismo, Antifascismo Alessandro Natta
Partito Socialista Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Socialismo, Socialismo liberale, Liberalismo sociale Bettino Craxi
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Destra Neofascismo, Nazionalismo, Anticomunismo Giorgio Almirante
Partito Repubblicano Italiano Centro Repubblicanesimo, Mazzinianesimo, Centrismo Giovanni Spadolini
Partito Socialista Democratico Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Socialismo, Atlantismo Franco Nicolazzi
Partito Liberale Italiano Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Anticomunismo Renato Altissimo
Partito Radicale Centro-sinistra Radicalismo, Liberalismo, Libertarismo Giovanni Negri
Liste Verdi Sinistra Ecologia, Pacifismo, Ambientalismo Gianni Mattioli
Democrazia Proletaria Sinistra Comunismo, Eurocomunismo, Ecosocialismo, Antifascismo Mario Capanna

Campagna elettorale[modifica | modifica wikitesto]

I socialisti non negavano ai democristiani la possibilità di avere il prossimo Presidente del Consiglio, ma contemporaneamente avvertivano gli alleati che «potrebbe toccare ancora a noi». La DC candidò nelle sue liste indipendenti qualificati come Guido Carli, Franco Piga, i generali Umberto Cappuzzo e Luigi Poli, e l'ex calciatore Gianni Rivera[6].

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Democrazia Cristiana (DC) 34,31 13.233.620 234 Green Arrow Up.svg1,38 Green Arrow Up.svg9
Partito Comunista Italiano (PCI) 26,57 10.250.644 177 Red Arrow Down.svg3,32 Red Arrow Down.svg21
Partito Socialista Italiano (PSI) 14,27 5.501.696 94 Green Arrow Up.svg2,83 Green Arrow Up.svg21
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 5,91 2.281.126 35 Red Arrow Down.svg0,9 Red Arrow Down.svg7
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 3,70 1.428.663 21 Red Arrow Down.svg1,38 Red Arrow Down.svg8
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 2,96 1.140.209 17 Red Arrow Down.svg1,13 Red Arrow Down.svg6
Partito Radicale (PR) 2,56 987.720 13 Green Arrow Up.svg0,37 Green Arrow Up.svg2
Liste Verdi (LV) 2,51 969.218 13 - Green Arrow Up.svg13
Partito Liberale Italiano (PLI) 2,10 809.946 11 Red Arrow Down.svg0,79 Red Arrow Down.svg5
Democrazia Proletaria (DP) 1,66 641.901 8 Green Arrow Up.svg0,19 Green Arrow Up.svg1
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,52 202.022 3 Green Arrow Up.svg0,02 Straight Line Steady.svg
Lega Lombarda (LL) 0,48 186.255 1 - Green Arrow Up.svg1
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) 0,44 169.978 2 Green Arrow Up.svg0,19 Green Arrow Up.svg1
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)[8] 0,11 41.707 1 Green Arrow Up.svg0,03 Green Arrow Up.svg1
Altre liste 1,89 728.209 0 - -
Totale[3] 100,00 38.571.508 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Democrazia Cristiana (DC) 33,62 10.897.036 125 Green Arrow Up.svg1,21 Green Arrow Up.svg5
Partito Comunista Italiano (PCI) 28,33 9.181.579 101 Red Arrow Down.svg2,48 Red Arrow Down.svg6
Partito Socialista Italiano (PSI) 10,91 3.535.457 36 Red Arrow Down.svg0,48 Green Arrow Up.svg5
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 6,54 2.121.026 16 Red Arrow Down.svg0,81 Red Arrow Down.svg2
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 3,85 1.248.641 8 Red Arrow Down.svg0,82 Red Arrow Down.svg2
PSI - PSDI - PR[9] 2,97 962.215 9 - -
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 2,36 764.370 5 Red Arrow Down.svg1,45 Red Arrow Down.svg2
Partito Liberale Italiano (PLI) 2,16 700.330 3 Red Arrow Down.svg0,53 Red Arrow Down.svg1
Liste Verdi (LV) 1,96 634.182 1 Green Arrow Up.svg1,96 Green Arrow Up.svg2
Partito Radicale (PR) 1,77 572.461 3 Green Arrow Up.svg0,04 Green Arrow Up.svg2
Democrazia Proletaria (DP) 1,52 493.667 1 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,53 171.539 2 - -
Lega Lombarda (LL) 0,42 137.276 1 - -
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) 0,38 124.266 1 - -
Alleanza Laico Socialista (ALS)[10] 0,26 84.883 1 - -
PSI - PSDI - PR - Verdi[11] 0,18 58.501 1 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)[8] 0,11 35.830 1 - -
Altre liste 2,13 690.602 0 - -
Totale[12] 100,00 32.413.861 315

Eletti[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Deputati della X legislatura della Repubblica Italiana ed Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 1987.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[3], per partito, alla Camera:

Lista Seggi
Democrazia Cristiana 234
Partito Comunista Italiano 177
Partito Socialista Italiano 94
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale 35
Partito Repubblicano Italiano 21
Partito Socialista Democratico Italiano 17
Partito Radicale 13
Liste Verdi 13
Partito Liberale Italiano 11
Democrazia Proletaria 8
Partito Popolare Sudtirolese 3
Partito Sardo d'Azione 2
Lega Lombarda 1
Union Valdôtaine[13] 1
Totale 630[3]

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Senatori della X Legislatura della Repubblica Italiana ed Eletti al Senato della Repubblica nelle elezioni politiche italiane del 1987.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[12], per partito, al Senato:

Lista Seggi
Democrazia Cristiana 125
Partito Comunista Italiano 101
Partito Socialista Italiano[14] 43
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale 16
Partito Repubblicano Italiano 8
Partito Socialista Democratico Italiano[15] 6
Partito Liberale Italiano 3
Partito Radicale 3
Partito Popolare Sudtirolese 2
Socialisti Indipendenti[16] 2
Liste Verdi[17] 2
Democrazia Proletaria 1
Partito Sardo d'Azione 1
Lega Lombarda 1
Union Valdôtaine[18] 1
Totale 315[12]

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica wikitesto]

Partiti maggioritari nelle singole province per la Camera.

Rispetto alle precedenti elezioni, Il Partito Comunista Italiano subisce un notevole calo di voti in favore di Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, perdendo le province di Piacenza (Emilia-Romagna), di Roma (Lazio), di Milano (Lombardia), di Ascoli Piceno (Marche), di Novara (Piemonte), di Cagliari (Sardegna) e di Venezia (Veneto)[3].

Conseguenze del voto[modifica | modifica wikitesto]

Il PSI guidato da Bettino Craxi (che tra il 1983 e il 1987 aveva guidato due governi di pentapartito) ottenne il miglior risultato dal 1958. La DC recuperò consensi rispetto al 1983: fu un proprio esponente, Giovanni Goria, il Presidente del Consiglio nominato dopo questa consultazione[6]. Il PCI, alle prime elezioni dopo la morte di Enrico Berlinguer (avvenuta tre anni prima), perse diversi voti e questa fu l'ultima consultazione per il rinnovo di Camera e Senato a cui partecipò.

Le consultazioni registrarono l'ingresso in Parlamento delle Liste Verdi, che ottennero complessivamente 1.603.400 voti eleggendo 13 deputati e un senatore[6], ed ebbero una grossa risonanza sulla stampa internazionale[6] per l'elezione alla Camera di Ilona Staller, pornostar di origini ungheresi in arte «Cicciolina», candidata nel Partito Radicale e votata con 19.886 preferenze[19]. L'elezione di Cicciolina rubò la scena ad altri vip come i cantanti Domenico Modugno e Gino Paoli, o come Giorgio Strehler, passato dalla militanza socialista a Sinistra Indipendente[6]. Iniziava inoltre la sua storia parlamentare anche la Lega Lombarda, che ottenne un seggio in entrambi i rami del Parlamento, eleggendo deputato Giuseppe Leoni e senatore Umberto Bossi[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Segretario del partito alla data delle elezioni.
  2. ^ a b c Voti del partito alla Camera dei deputati.
  3. ^ a b c d e f g Archivio Storico delle Elezioni – Camera del 14 giugno 1987, in Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ a b c Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di Camera e Senato del partito.
  5. ^ Dc, pci e psdi hanno scelto, in La Stampa, 7 maggio 1987. URL consultato il 31 marzo 2017.
  6. ^ a b c d e f g h Indro Montanelli e Mario Cervi, L'Italia degli anni di fango, Milano, Rizzoli, 1993.
  7. ^ Ora all'estero la crisi fa notizia, in La Stampa, 4 marzo 1987. URL consultato il 31 marzo 2017.
  8. ^ a b Candidatura autonomista presentata in Valle d'Aosta.
  9. ^ Candidature presentate in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Eletti i socialisti Delio Meoli per Genova III, Luigi Covatta per Ferrara, Renzo Santini per Portomaggiore, Fabio Fabbri per Parma, Silvano Signori per Grosseto, Sisinio Zito per Locri; i socialisti indipendenti Gianfranco Mariotti per La Spezia e Giuseppe Lelio Petronio per Lamezia Terme; il socialdemocratico Antonio Cariglia per Massa-Carrara. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista.
  10. ^ Candidature presentate in Sardegna dalla coalizione formata da: Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Radicale. Eletto il socialista Paolo Fogu per Iglesias.
  11. ^ Candidature presentate in Trentino-Alto Adige. Eletto il verde Marco Boato per Trento.
  12. ^ a b c Archivio Storico delle Elezioni – Senato del 14 giugno 1987, in Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  13. ^ Eletto il deputato Luciano Caveri nella lista unica UV-ADP-PRI presentata nella circoscrizione Valle d'Aosta.
  14. ^ Compreso il senatore Paolo Fogu eletto nella lista Alleanza Laico Socialista presentata nella circoscrizione Sardegna, collegio di Iglesias, ed i senatori Delio Meoli, Luigi Covatta, Renzo Santini, Fabio Fabbri, Silvano Signori, Sisinio Zito eletti nella lista unica PSI-PSDI presentata nella circoscrizioni Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria, rispettivamente nei collegi di Genova III, Ferrara, Portomaggiore, Parma, Grosseto e Locri.
  15. ^ Compreso il senatore Antonio Cariglia eletto nella lista unica PSI-PSDI nella circoscrizione Toscana, collegio di Massa-Carrara.
  16. ^ Eletti i senatori Gianfranco Mariotti e Giuseppe Lelio Petronio nella lista unica PSI-PSDI presentata nelle circoscrizioni Liguria e Calabria, rispettivamente nei collegi di La Spezia e Lamezia Terme. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista.
  17. ^ Compreso il senatore Marco Boato nella lista unica PSI-PSDI-PR-VERDI presentata nella circoscrizione Trentino Alto Adige, collegio di Trento.
  18. ^ Eletto il senatore Cesare Dujany nella lista unica UV-ADP-PRI presentata nella circoscrizione Valle d'Aosta.
  19. ^ Archivio Storico delle Elezioni – Camera del 14 giugno 1987, in Ministero dell'Interno. URL consultato il 31 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]