Bonito (Italia)

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Bonito
comune
Bonito – Stemma Bonito – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoGiuseppe De Pasquale (Progetto Comune per Bonito) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate41°05′55″N 15°00′08″E / 41.098611°N 15.002222°E41.098611; 15.002222 (Bonito)Coordinate: 41°05′55″N 15°00′08″E / 41.098611°N 15.002222°E41.098611; 15.002222 (Bonito)
Altitudine490 m s.l.m.
Superficie18,78 km²
Abitanti2 412[1] (30-4-2017)
Densità128,43 ab./km²
FrazioniMorroni
Comuni confinantiApice (BN), Grottaminarda, Melito Irpino, Mirabella Eclano
Altre informazioni
Cod. postale83032
Prefisso0825
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064012
Cod. catastaleA975
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantibonitesi
Patronosan Bonito di Clermont
Giorno festivo15 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bonito
Bonito
Sito istituzionale
Il comune all'interno della provincia di Avellino

Bonito (Bunìtë in irpino)[2] è un comune italiano di 2.412 abitanti della provincia di Avellino

Bonito è gemellato con il comune francese di Neuillé-Pont-Pierre.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro cittadino è situato sul versante sinistro della valle dell'Ufita, alle pendici sud-orientali del monte Calvario e al confine con la provincia di Benevento. Bonito ricade nella sfera di attrazione delle strutture burocratico-amministrative di Ariano Irpino e Avellino; a quest'ultima e a Benevento ci si rivolge inoltre per gli scambi commerciali e per le esigenze legate ai servizi.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si estende su 18,6 km² e ha una densità di popolazione pari a 144 abitanti/km².

Borgo collinare, sorto nel Medioevo in un territorio noto anticamente per la sua fertilità; l'economia locale è di stampo essenzialmente rurale. Quasi la metà dei bonitesi, che presentano un indice di vecchiaia compreso nei valori medi, risiede nel capoluogo comunale, posto su uno sperone roccioso; il resto della comunità si distribuisce invece nelle località di Grieci e Morroni, in un buon numero di aggregati urbani elementari e in numerose case sparse sui fondi. L'abitato è circondato da rilievi collinari dai profili dolci, rivestiti da distese di seminativi e da filari di viti che si succedono a perdita d'occhio; ricco di acque superficiali, il territorio comunale ospita inoltre vasti pascoli e una rigogliosa vegetazione riparia (pioppi, salici e ontani). Tra la sabbia e il pietrisco degli isolotti che affiorano tra le acque del fiume Ufita nidificavano in massa, fino a qualche anno fa, diverse specie di uccelli limicoli, volatili diffusi normalmente nelle aree costiere e lungo le rive dei fiumi. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, figura una banda d'oro accompagnata da sei mezzi gigli, disposti tre al di sopra e tre al di sotto della banda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In età romana faceva parte dei territori dell'antica Aeclanum, dai cui coloni veniva intensamente coltivata. Le prime notizie relative all'esistenza di un centro abitato risalgono al X secolo, quando venne edificato dai longobardi il Castrum Boneti, a scopo difensivo, nella zona di confine tra la contea di Ariano e il ducato di Benevento. Passata ai normanni nel secolo successivo, fu soggetta, in epoca angioina, alla famiglia locale dei Bonito; acquistata nel 1445 dagli Orsini, fu venduta nel 1648 ai Pisaniello: una leggenda narra che un componente di questa famiglia, durante la rivolta anti-spagnola di Masaniello del 1647, venne decapitato per aver rapito e tenuto prigioniera nel suo castello una fanciulla del luogo. Tornata tra le proprietà della famiglia Bonito nel 1674, venne poi seriamente danneggiata dapprima dal.terremoto del Sannio del 1688, quindi dal terremoto dell'Irpinia del 1732[3]. Nel 1757, sotto i Borboni, fu annessa al demanio regio. Secondo le due teorie più accreditate il toponimo deriverebbe dal sostantivo latino "Bonetum", ‘fortificazione a forma di berretto di prete', o dal personale medievale "Bonitus". Domina l'abitato il castello longobardo, più volte ristrutturato: a pianta quadrata, conserva quattro torri cilindriche e un ponte levatoio in legno. La seicentesca chiesa di Santa Maria della Valle custodisce antiche sculture di epoca romana mentre nell'oratorio della Buona Morte e nella chiesa di Sant'Antonio, entrambi del XVIII secolo, si possono ammirare rispettivamente una preziosa Annunciazione e raffinate sculture lignee dello stesso periodo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappella Vincenzo Camuso
  • Chiesa di San Antonio e Convento Francescano
  • Chiesa di San Domenico
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa parrocchiale dell'Assunta
  • Fregio Dorico
  • Museo della civiltà contadina
  • San Crescenzo Martire
  • Santuario Maria SS della neve
  • Torre normanna

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


A Bonito vivono 915 famiglie. Nel decennio 1991-2001, secondo i dati dei censimenti dell'ISTAT, la popolazione è diminuita del 6,5%.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla lingua italiana, nel territorio comunale è in uso una varietà del dialetto irpino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Bonito appartiene alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia

Persone legate a Bonito[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura, specializzata nella produzione di grano, uva e olive, costituisce la principale fonte di reddito e di occupazione locale. Il settore secondario si compone di imprese a carattere artigianale attive nei comparti delle confezioni, del legno, delle calzature, della lavorazione dei metalli e, soprattutto, del settore agro-alimentare. Di notevole rilevanza è infatti la produzione dell'olio DOP extravergine "Irpinia - Colline dell'Ufita"[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Una strada provinciale collega il comune con.la strada statale 90 delle Puglie, arteria di grande comunicazione che consente le relazioni con Avellino e Benevento da un lato e con Ariano Irpino e Foggia dall'altro. I caselli di Grottaminarda e Benevento dell'autostrada A16 Napoli-Canosa distano rispettivamente 12 e 15 chilometri.

Amministarzione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'Unione dei comuni Terre dell’Ufita[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 86.
  3. ^ Terremoto del 1732: Irpinia, su Eventi estremi e disastri.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Irpinia – Colline dell’Ufita” (PDF), su Regione Campania.
  6. ^ Unioni dei Comuni (PDF), su Regione Campania.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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