Prigionieri di guerra tedeschi negli Stati Uniti

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L’ingresso di Camp Swift in una foto del 1944

I prigionieri di guerra tedeschi negli Stati Uniti sono stati cittadini e militari tedeschi che, durante la prima e la seconda guerra mondiale, vennero internati in vari campi di prigionia.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

L’entrata in guerra degli Stati Uniti durante la prima guerra mondiale avvenne circa mesi prima della fine del conflitto e dunque solo un numero relativamente ridotto di prigionieri di guerra tedeschi furono deportati in America[1]. La maggior parte erano marinai della Marina imperiale catturati lontano dai campi di battaglia in Europa[2].

Durante la Grande Guerra il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti individuò tre località dove creare dei campi di prigionia: Fort McPherson e Fort Oglethorpe in Georgia e Fort Douglas nello Utah[3]. In quest’ultimo erano detenuti 406 prigionieri tedeschi mentre a Fort McPherson ve n’erano 1.373[4]. Le poche decine di tedeschi che morirono durante la prigionia vennero sepolto nei cimiteri di Chattanooga e Fort Lyon, in Colorado, oppure a Fort Douglas (Utah)[5].

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

A seguito dell’ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale nel 1941, il governo britannico chiese di trasferire in America migliaia di prigionieri di guerra tedeschi[6]. L’esercito americano era però impreparato a gestire questa situazione sia a causa di un limitato addestramento in materia sia per la mancanza di strutture logistiche adeguate[7]. Inoltre il governo americano temeva che ciò potesse creare preoccupazione nell’opinione pubblica e problemi di sicurezza[8].

Complessivamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, circa 425.000 prigionieri di guerra tedeschi vennero internati in 700 campi[9] collocati in 46 stati. Si tratta comunque di una stima che potrebbe non tenere in considerazione strutture usate temporaneamente o “succursali” di campi principali[10].

Condizioni di vita[modifica | modifica sorgente]

Nel rispetto della Convenzione di Ginevra il governo americano pagò ai prigionieri di guerra un salario[11] e permise a coloro i quali vollero lavorare presso fattorie o fabbriche di essere retribuiti[12].

Le condizioni di vita nei campi sono state definite “severe ma equanimi”[13] e meno dell’1% dei prigionieri cercò di fuggire[14] (anche perché le possibilità di poter tornare in Germania erano molto remote)[15].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [http://www.eyewitnesstohistory.com/snpwwi1.htm%7CAmerica in the Great War, EyeWitness to History,
  2. ^ Blow Up Corman, Interned Gunboat, The New York Times, April 8, 1917.
  3. ^ Yockelson, Mitchel, The War Department: Keeper of Our Nation's Enemy Aliens During World War I, Presentazione all’incontro annuale della Society for Military History, April 1998.
  4. ^ Cunningham, Raymond K., Jr.,"Fort Douglas War Prison Barracks Three Prisoners Of War", University of Utah Records Center.
  5. ^ Copeland, Susan, Foreign Prisoners of War, The New Georgia Encyclopedia.
  6. ^ Bowman, Michael, World War II Prisoner of War Camps, The Encyclopedia of Arkansas History and Culture
  7. ^ Krammer, Arnold P., German Prisoners of War, Handbook of Texas Online. Texas State Historical Association
  8. ^ Bowman, Michael, World War II Prisoner of War Camps, The Encyclopedia of Arkansas History and Culture
  9. ^ http://www.msnbc.msn.com/id/6491844/ns/us_news/"Day of mourning will honor German POWs held in U.S.", msnbc.msn.com, November 15, 2004
  10. ^ Billinger, Robert D., Jr., Enemies and Friends: POWs in the Tar Heel State, Tar Heel Junior Historian 47:2 (Spring 2008). North Carolina Museum of History
  11. ^ Thompson, Antonio (2010). Men in German Uniform: POWs in America during World War II. University of Tennessee Press. ISBN 1572337281
  12. ^ Garcia, Malcolm J.,German POWs on the American Homefront, Smithsonian.com, September 16, 2009
  13. ^ Camp Algona POW Museum: Culture Exhibit
  14. ^ Garcia, Malcolm J., German POWs on the American Homefront, Smithsonian.com
  15. ^ Pepin, John, POW Camps In the U.P., The Mining Journal, Marquette Michigan.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]