Aaliyah

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Aaliyah
Aaliyah al Bet & 106 Park nel 2001
Aaliyah al Bet & 106 Park nel 2001
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Contemporary R&B
Hip hop soul
Periodo di attività 1994-2001
Album pubblicati 5
Studio 3
Raccolte 2 (postume)
Aaliyah logo (2001).png

Aaliyah Dana Haughton, nota semplicemente come Aaliyah (New York, 16 gennaio 1979Marsh Harbour, 25 agosto 2001), è stata una cantante, ballerina, attrice e modella statunitense. All'età di 10 anni apparve nello show televisivo Star Search cantando al fianco di Gladys Knight, moglie dello zio Barry Hankerson, il quale era proprietario della Blackground Records. Con questa etichetta e con la Jive Records a 12 anni firmò un contratto discografico. Hankerson presentò la nipote all'allora nastro nascente R. Kelly, che diventò il mentore di Aaliyah e anche scrittore e produttore del primo album in studio della cantante, Age Ain't Nothing but a Number del 1994. L'album ottenne il disco di platino e produsse i singoli Back & Forth e At Your Best (You Are Love)[1]. A causa di problemi con i media derivanti dalle illazioni su un presunto matrimonio illegale con R. Kelly, Aaliyah decise di cambiare completamente rotta e firmò un contratto per la Atlantic Records.

Il suo secondo album, One in a Million, è ritenuto una pietra miliare del genere R&B, nonché il primo album a segnare il passaggio dallo stile Old School a quello New School.[2] Aaliyah si affidò a un team di artisti hip-hop allora sconosciuti, il produttore Timbaland e l'autrice Missy Elliott. L'album, uscito nel 1996, replicò e superò il successo del primo album, diventando un multiplatino e sfornando sei singoli. Successivamente Aaliyah partecipò a diverse collaborazioni in dischi di altri artisti come Nas, Ginuwine, Junior M.A.F.I.A. e la stessa Missy Elliott, e contribuì all'interpretazione di brani per molte colonne sonore, tra cui spiccano Are You That Somebody? da Il dottor Dolittle, che le permise di ottenere la sua prima nomination ai Grammy Awards, e Try Again da Romeo deve morire, film in cui debuttò nel cinema, con un ruolo da protagonista femminile assoluta. Try Again arrivò al numero 1 in USA, entrando nella storia come primo singolo ad arrivare in cima alla Billboard Hot 100 grazie solo al passaggio in radio. Nel 2001 pubblicò il terzo album, l'eponimo Aaliyah, che fu un altro successo di critica[3] e debuttò alla seconda posizione nella classifica statunitense.

Nell'agosto del 2001, poco dopo l'uscita del terzo album, la cantante perse tragicamente la vita a soli 22 anni in un incidente aereo subito dopo aver ultimato le riprese del videoclip Rock The Boat: Aaliyah e la sua troupe sarebbero dovuti tornare immediatamente a Miami, ma il piccolo aereo sul quale si trovavano a bordo si schiantò sull'aeroporto di Marsh Harbour, nelle Bahamas.

Il canale musicale statunitense VH1 ha annoverato Aaliyah nella lista delle 100 donne più grandi della musica, posizionandola alla quarantottesima posizione[4]. VH1 ha anche inserito la cantante in diverse altre classifiche più specifiche[5].

Avendo venduto oltre 25 milioni di dischi in tutto il mondo[6], oggi è un'icona della musica e un modello per molti artisti R&B e Hip-Hop e viene definita Princess of R&B e Queen of Urban Pop[7].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Aaliyah Dana Haughton nacque a Bedford Stuyvesant, Brooklyn, New York, il 16 gennaio 1979[1] da una famiglia afroamericana con discendenza Oneida[8]. Secondogenita di Diane e Michael Haughton[9]. Fin da bambina Aaliyah prese lezioni di piano dalla nonna [1] esibendosi nel coro della chiesa e durante i matrimoni[10]. All'età di cinque anni si trasferì a Detroit, dove crebbe insieme a suo fratello maggiore Rashad[11]. Qui frequentò una scuola cattolica, dove ricevette una parte nella recita Annie; da quel momento si fece strada in Aaliyah il desiderio di diventare qualcuno nel mondo dello spettacolo[12]. La carriera di Aaliyah venne incoraggiata dalla madre, anche lei cantante, e soprattutto dallo zio Barry Hankerson, figura eminente nell'industria discografica e marito della cantante soul Gladys Knight. La prima apparizione di Aaliyah avvenne nel famoso programma Star Search, dove si esibì cantando il classico jazz My Funny Valentine[13]. Grazie a questa partecipazione attirò l'attenzione di agenti del mondo dello spettacolo, e a soli 13 anni entrò a far parte del coro di Gladys Knight durante i suoi concerti a Las Vegas[14].

Il debutto con Age Ain't Nothing but a Number e il successo mondiale (1994)[modifica | modifica sorgente]

Aaliyah firmò il suo primo contratto discografico all'età di 12 anni con la Blackground Records, etichetta fondata dallo zio Barry Hankerson[15]. Hankerson introdusse la nipote all'allora astro nascente del R&B R. Kelly[16] e, dopo un'apparizione nel remix di Summer Bunnies del cantante, nel 1994 pubblicò il suo primo album intitolato Age Ain't Nothing but a Number[17]. Il disco, che vide R. Kelly come autore e produttore di quasi tutti i testi, debuttò alla posizione 24 della classfica Billboard 200 vendendo 74 000 copie nella sola prima settimana di pubblicazione[18] e conquistando due dischi di platino[19]. Il successo fu garantito anche dal primo singolo Back & Forth (numero 1 nelle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs per 3 settimane e numero 5 nella Billboard Hot 100[20]), a cui seguirono At Your Best (You Are Love) (numero 2 nelle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs e numero 6 nella Billboard Hot 100[20]), cover dell'omonimo successo dei The Isley Brothers del 1976 e la title-track Age Ain't Nothing but a Number che raggiunse la posizione 75[20]. L'album vendette in totale 3 milioni di copie solo negli Stati Uniti e più di 5 milioni in tutto il mondo[20].

Il disco ricevette recensioni sostanzialmente positive: alcuni critici affermarono che la "setosa voce" di Aaliyah, unita allo stile new jack swing di R.Kelly avrebbero gettato le basi per un radicale cambiamento dell'R&B durante gli anni '90[21]; le sue sonorità vennero inoltre paragonate a quelle del quartetto femminile En Vogue[22] e il giornalista del Times Christopher John Farley lo definì "un'opera dal contenuto magnifico" puntualizzando che "i suoni femminili della voce di Aaliyah ammorbidivano il ruvido ritmo di R.Kelly"[22]. Stephen Thomas Erlewine di AllMusic infine affermò che i brani fossero "decisamente migliori" di quelli dell'album di R.Kelly 12 Play [1].

Secondo album in studio: One in a Million (1996)[modifica | modifica sorgente]

Timbaland e Missy Elliott furono tra i produttori più significativi per la carriera di Aaliyah Timbaland e Missy Elliott furono tra i produttori più significativi per la carriera di Aaliyah
Timbaland e Missy Elliott furono tra i produttori più significativi per la carriera di Aaliyah

Nel 1996 Aaliyah lasciò la Jive Records[23] cambiando totalmente registro e affidandosi a un team di musicisti esordienti, composto stavolta dagli allora sconosciuti Timothy “Timbaland” Mosley e Missy “Misdemeanor” Elliott per l'incisione del suo secondo album One in a Million uscito il 27 agosto di quell'anno[24]. L'album non solo trasformò Aaliyah in una delle maggiori star R&B, ma lanciò le carriere di Timbaland e Missy Elliott costituendo anche uno degli esempi più rappresentativi e importanti di passaggio dallo stile Old School a quello New School dell'R&B contemporaneo, tanto da venire posizionato dalla rivista Rolling Stone al 90° posto tra i migliori 100 album degli anni '90 [25].

Il disco conteneva il singolo If Your Girl Only Knew che raggiunse il primo posto per due settimane nelle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs e il numero 11 nella Billboard Hot 100[20]; la title-track One in a Million (numero 1 per 6 settimane nelle Hot R&B/Hip-Hop Songs[20]). Altri singoli tratti dal disco furono 4 Page Letter, Hot Like Fire, Got to Give It Up, cover di Marvin Gaye e The One I Gave My Heart To, scritta da Diane Warren (altra top ten hit sia nella Billboard Hot 100 che nella classifica Hot R&B/Hip-Hop Songs[20]).

L'album One in a Million raggiunse la 18ª posizione nella classifica Billboard 200 [20] vendendo oltre 8 milioni di copie nel mondo di cui 3.7 negli Stati Uniti[26] e diventando quindi doppio disco di platino[19]. Nel 1997, Aaliyah si diplomò alla Detroit High School for the performing Arts e, nello stesso anno, iniziò la sua carriera di attrice prendendo parte nella serie televisiva New York Undercover, nel ruolo di sé stessa.[27]. L'artista diventò inoltre il nuovo volto della Tommy Hilfiger Corporation[28].

Colonne sonore, film e le prime nomination ai Grammy Awards (1997-2000)[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre del 1997 Aaliyah, con il pezzo Journey to the Past, fece la sua prima apparizione importante in una colonna sonora, quella del film d'animazione della Fox Anastasia. La canzone ottenne una nomination agli Academy Awards[29] e consentì alla cantante di esibirsi alla cerimonia di premiazione del 1998[30]. Grazie a questa performance, Aaliyah entrò nella storia diventando la cantante più giovane che si sia mai esibita ad una cerimonia dei premi Oscar[31].

Nel 1998 Aaliyah comparve nella sua seconda importante colonna sonora, quella del film Il dottor Dolittle con Eddie Murphy, con il brano Are You That Somebody?. La canzone rimase per 8 settimane consecutive al primo posto delle R&B airplay charts e arrivò nella posizione 21 della Billboard Hot 100[20]. L'11 ottobre 1998 il singolo raggiunse il primo posto delle classifiche in Nuova Zelanda, diventando il suo primo e unico numero 1 in quel paese.[32] Nei Paesi Bassi raggiunse il terzo posto, rimanendo in classifica per oltre 20 settimane tra il 1998 e il 1999 e diventando il suo più grande successo anche su territorio olandese.[33]

Are You That Somebody? fruttò ad Aaliyah la prima nomination ai Grammy Awards 1999, nella sezione Best R&B Female Performance[34]. Il video della canzone si piazzò in terza posizione nella classifica dei 100 video più trasmessi da MTV del 1998[35] e ricevette due nomination agli MTV Video Music Awards del 1999, nelle categorie Best R&B Video e Best Video From a Film[36]. Prodotta dal fidato Timbaland, Are You That Somebody? rappresentò l'inizio di una collaborazione a tre con Steve "Static" Garrett: Aaliyah come cantante, Timbaland come produttore e Static come autore dei testi[37].

Aaliyah presenta il suo terzo album

Nel 2000 uscì nelle sale il suo primo film da protagonista, Romeo deve morire (Romeo Must Die), che debuttò al numero 2 al box office incassando 18.6 milnioni di dollari e divenendo uno dei maggiori successi cinematografici dell'anno[38]. Il film era diretto da Andrzej Bartkowiak e interpretato tra gli altri da Jet Li, DMX, Delroy Lindo e Isaiah Washington[39].

L'artista fu anche protagonista della colonna sonora del film con 4 canzoni. Dopo il successo radiofonico di I Don't Wanna, a raggiungere le radio fu il pezzo Try Again, altra produzione di Timbaland, che diventò il primo pezzo nella storia della musica a raggiungere la numero 1 della Billboard Hot 100[20] grazie solo al passaggio in radio e senza ancora il supporto di un singolo nei negozi, il che portò la canzone ad essere pubblicata in vinile formato 12"[40]. Grazie a questi nuovi lavori, nella primavera del 2000 l'artista fu presente nella top10 della Hot R&B/Hip-Hop Songs contemporaneamente con entrambi i singoli estratti dalla colonna sonora[20].

Con Try Again la cantante ottenne la sua seconda nomination ai Grammy Awards[41] e il video della canzone vinse i suoi primi MTV Video Music Awards: Best Video From A Film e Best Female Video, sbaragliando la concorrenza di popstar quali Britney Spears e Christina Aguilera[42].

Tra il 2000 e il 2001 l'artista cominciò a girare in Australia il suo secondo film da protagonista, La regina dei dannati, con Stuart Townsend e Vincent Perez, tratto dall'omonimo romanzo di Anne Rice e sequel ideale di Intervista col vampiro. La pellicola esordì al numero 1 al botteghino, con un incasso di oltre 15 milioni di dollari nel primo fine settimana di programmazione.[43]. Inoltre iniziò le rirpese dei sequel di Matrix nella parte di Zee[44].

Terzo album: Aliyah (2001)[modifica | modifica sorgente]

A 5 anni da One in a Million, durante i quali era diventata una star famosa in tutto il mondo grazie al cinema e alle colonne sonore, Aaliyah nel 2001 tornò alla musica col suo terzo studio-album, semplicemente intitolato Aaliyah[1]. Pubblicato il 17 luglio 2001, l'album debuttò al numero 2 della Billboard 200[20] con 187.000 copie vendute, diventando il debutto alla posizione più alta della sua carriera[45]: in appena 4 settimane - e prima della scomparsa della cantante - l'album ottenne il disco d'oro, con oltre 500.000 copie vendute[19]. Il primo singolo, We Need a Resolution, raggiunse la posizione 59 della Billboard Hot 100[20].

Aaliyah aveva pianificato di pubblicare More Than a Woman e Rock the Boat. Quando il video per More Than a Woman era già pronto, dato l'enorme impatto che Rock the Boat aveva avuto sul passaggio radiofonico, la casa discografica spedì immediatamente la cantante alle Bahamas per girare il video di quest'ultimo pezzo[46].

Morte[modifica | modifica sorgente]

Incidente aereo[modifica | modifica sorgente]

Cessna 402B, modello di aereo sul quale Aaliyah ha subito l'incidente mortale

Il 25 agosto 2001, alle 18:49, poco dopo aver concluso di girare il video del singolo Rock the Boat, Aaliyah e sette membri della sua équipe salirono su un Cessna 402B (N8097 W) presso l'aeroporto di Marsh Harbour, nelle Isole Abaco delle Bahamas, diretti all'aeroporto di Opa-Iocka, vicino a Miami[47]. Il volo era previsto per il giorno seguente ma, dal momento che le riprese erano terminate in anticipo, Aaliyah e la sua troupe erano desiderosi di tornare negli Stati Uniti, così decisero di partire immediatamente. L'aereo era più piccolo di quello con cui erano arrivati, tuttavia l'intero gruppo e l'attrezzatura riuscirono comunque ad essere imbarcati[48].

Appena effettuato il decollo, circa 200 piedi (60 metri) dopo il termine della pista[47], l'aereo - che si era sollevato a muso basso, senza mai prendere quota - si schiantò al suolo, uccidendo tutti i passeggeri: oltre ad Aaliyah, persero la vita il pilota Luis Morales III, l'hair stylist Eric Forman, Anthony Dodd, il body guard Scott Gallin (l'unico a decedere successivamente, in ospedale, nella notte), il video producer Douglas Kratz, lo stilista Christopher Maldonado e i dipendenti della Blackground Records Keith Wallace e Gina Smith[49].

Il dottor Giovander Raju, che ha eseguito l'autopsia sul corpo della cantante, ha dichiarato che le cause del decesso di Aaliyah furono le gravissime ustioni in tutto il corpo ed un colpo alla testa[50]. Il patologo ha reso la sua deposizione nel corso dell'inchiesta sulla morte dell'artista, volta a stabilire le esatte cause di decesso dei nove occupanti, specificando che la cantante aveva un cuore molto debole: "Aaliyah è entrata in un tale stato di shock, che anche se fosse sopravvissuta all'impatto del velivolo al suolo, difficilmente sarebbe riuscita a superare lo spavento"[51]. I corpi vennero portati all'obitorio del Princess Margaret Hospital di Nassau per l'identificazione[52].

Le indagini determinarono che le cause dell'incidente furono il peso eccessivo del carico e la scarsa manutenzione del velivolo[53]. Il rapporto della National Transportation Safety Board (NTSB) stabilì che il pilota Luis Morales III aveva falsificato i documenti per ottenere la licenza di volo dalla Federal Aviation Administration (FAA), dichiarando di aver volato molte più ore di quelle effettive[54]. Un'accurata autopsia inoltre rivelò nel suo sangue la presenza di ingenti quantitativi di cocaina e alcol[55].

Funerale[modifica | modifica sorgente]

Il funerale della cantante si svolse il 31 agosto alla Saint Ignatius Loyola Roman Catholic Church, sulla East 84th Street di Manhattan. Alla cerimonia parteciparono varie personalità della musica hip hop dell'epoca tra cui Jay-Z, Lil' Kim e Puff Daddy, oltre agli storici amici Timbaland, Missy Elliott e Gladys Knight[56]. La salma fu trasportata da un carro di cavalli bianchi fino al Ferncliff Cemetery a Hartsdale, nella cripta di famiglia[56].

Procedimenti legali[modifica | modifica sorgente]

In conseguenza alla tragedia, nel maggio 2002 i parenti di Aaliyah intentarono causa contro la Virgin Records, la Blackhawk International Airways (compagnia aerea del pilota Morales) e altre aziende di produzione video[57]. Gli imputati erano il regista Harold Williams e le case Instinct Production, Big Dog House Films, Blackground Records. Il processo stabilì che una "pericolosa ed insicura condizione" del Cessna fosse la causa dell'incidente e che fosse un aereo non appropriato alle condizioni del volo intrapreso. Ulteriori indagini condotte dal Bahamian Civil Aviation Department stabilirono che la Blackhawk non avesse i permessi per effettuare voli charter nel territorio bahamiano[58]. La controversia legale si risolse per via stragiudiziale quando, nel settembre del 2003, gli avvocati della famiglia depositarono un atto presso la corte federale con cui dichiaravano di aver raggiunto un accordo riservato[59].

Anche le famiglie delle vittime Eric Foreman e Anthony Dodd denunciarono la casa discografica Virgin asserendo che fosse colpevole di aver noleggiato l'aereo responsabile della tragedia[60]. La vertenza inoltre affermava che la Blackhawk era stata citata quattro volte nei precedenti quattro anni. Il procuratore Brian Panish dichiarò che le vittime morirono sul colpo perché la casa discografica "diede più importanza al profitto che alle persone"[61]. Meno di una settimana più tardi, anche i familiari di Scott Gallin citarono in giudizio la Virgin ritenendo che l'etichetta e i suoi produttori fossero responsabili della morte di Gallin in quanto organizzatori della spedizione alle Bahamas per le riprese del il video di Aaliyah, e che quindi avrebbero dovuto ingaggiare una compagnia aerea più competente della Blackhawk, la quale appunto permise ad un pilota non qualificato di volare, peraltro con un velivolo inadeguato e sovraccarico[62].

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Entrata del Ferncliff Cemetery, dove Aaliyah è sepolta

Quincy Jones dichiarò alla stampa di essere devastato dalla morte dell'amica. Il ministro del turismo bahamiano Orville Turnquest affermò: "Troviamo sconvolgente che dopo che la star mondiale Aaliyah e la sua troupe abbiano deciso le Bahamas come meta per il loro ultimo video, il progetto sia culminato con questo tragico avvenimento"[47]. Due giorni dopo il decesso, il 27 agosto 2001, i fan dell'artista si riunirono presso la scuola dove aveva frequentato i suoi studi da liceale per una veglia in sua memoria[63]. Dopo altri due giorni, il 29 agosto, quasi 6 000 persone scrissero alla BBC esprimendo il loro dispiacere per la tragedia[64].

Gladys Knight disse di sentirsi "benedetta" per aver conosciuto Aaliyah e affermò: "L'ho vista crescere e, insieme al resto del mondo, ho assistito ai suoi successi grazie al suo speciale e unico talento", continuando:"Sin da bambina, sapevo che aveva enormi capacità, un dono innato. Quando cantò con me la prima volta a Las Vegas era ancora abbastanza giovane ma già possedeva quella scintilla che il mondo avrebbe più tardi conosciuto e di cui si sarebbe innamorato"[14]. Beyoncé Knowles elogiò la collega dichiarando: "È stata una delle prime celebrità che abbia mai conosciuto, era così gentile, siamo uscite e abbiamo passato del tempo insieme. È veramente triste ma dobbiamo farci forza". Lil' Kim descrisse l'incidente come "veramente devastante" e disse di "non aver mai visto nulla di cattivo in lei, era bella dentro e fuori"[65].

Jet Li, con cui aveva recitato nel film Romeo deve morire, dopo aver appreso della sua morte disse di sentirsi "profondamente rattristato che non sia più con noi. Era un splendida e talentuosa artista che mancherà a chiunque l'abbia conosciuta"[66]. Il fidanzato Damon Dash dichiarò di essere "scosso e straziato a causa della morte di una tale bella e talentuosa ragazza che ho amato profondamente e che rappresentava il mondo per me". Puff Daddy infine affermò: "Era proprio una di quelle persone capaci di illuminare una stanza, ma sempre con i piedi per terra […]. L'abbiamo tutti vista crescere e diventare da bambina a donna. È un giorno difficile e triste per tutti"[67].

Nella settimana che seguì la sua morte, l'album Aaliyah balzò dalla 19ª alla prima posizione della classifica Billboard 200, con circa 350.000 copie vendute[68], e vi rimase anche la settimana dopo, per diventare successivamente disco di platino con circa 3 milioni di copie vendute negli Stati Uniti[19].

Carriera postuma[modifica | modifica sorgente]

Francobolli commemorativi di Aaliyah emessi dalle poste del Turkmenistan

Dopo la morte di Aaliyah, il singolo Rock the Boat arrivò al numero 2 delle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs e al numero 14 della Billboard Hot 100[20], rimanendo nella top20 per vari mesi[1]. La première del relativo video avvenne durante il programma BET Access Granted e mostrò il making of del video e gli ultimi giorni di vita della cantante[69]. Rock The Boat entrò nella BET 106 And Park Hall Of Fame dopo oltre 65 giorni passati nel countdown, e andò al secondo posto dei 100 video più trasmessi da BET nel 2001. Il video di More Than a Woman invece entrò direttamente al primo posto del countdown di BET quando Rock the Boat venne ritirato.

Nel 2002, Aaliyah entrò nuovamente nella storia della musica, stavolta però nel Regno Unito: il 16 gennaio il singolo More Than a Woman esordì al primo posto delle classifiche inglesi, diventando non solo il suo primo numero 1 nelle UK charts[70], ma anche il primo singolo di un'artista femminile deceduta a raggiungere la prima posizione nelle classifiche britanniche già alla prima settimana di presenza[71]. La settimana successiva, al numero 1 arriva My Sweet Lord dell'ex Beatles George Harrison, che in questo modo stabilì un altro primato: la prima e finora unica presenza di due singoli consecutivi al numero 1 da parte di due artisti scomparsi[72].

Nel 2002 I Care 4 U uscì come quarto singolo tratto dall'album Aaliyah e, senza l'aiuto di un video in cui ci fosse la cantante, arrivò fino al numero 3 della Billboard Hot R&B 100 Singles And Tracks e perfino nella top20 della Billboard Hot 100[20].

Prima raccolta postuma: I Care 4 U (2002-2003)[modifica | modifica sorgente]

Il 10 dicembre 2002, La Blackground Records ha pubblicato I Care 4 U, raccolta di 6 inediti e alcune hit. L'album ha debuttato al numero 3 della Billboard 200 e al numero 1 della R&B album chart[20], rimanendovi per 7 settimane e vendendo 280 000 copie nella prima settimana di pubblicazione[73]. Il disco è diventato l'ennesimo multiplatino vendendo 5 milioni di copie in tutto il mondo[19]. Il primo singolo estratto dall'album, la canzone Miss You prodotta da Johnta Austin, diventò una hit postuma e uno dei successi più grandi della cantante: rimase in testa alle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs per 3 settimane e raggiunse il terzo posto della Billboard Hot 100[1]. Il video di Miss You, diretto da Darren Grant (già regista di The One I Gave My Heart To), presenta estratti da vari video di Aaliyah e la partecipazione di molti artisti, tra cui le amiche Lil'Kim e Missy Elliott, l'attrice Rosario Dawson, Toni Braxton, Tweet, Jamie Foxx, Ananda Lewis, Queen Latifah, il musicista e produttore Dallas Austin, il guru della musica Quincy Jones e molti altri riuniti in omaggio alla cantante scomparsa. All'interno del brano, spiccano le parole di affetto che il rapper DMX (con cui Aaliyah aveva duettato nella colonna sonora di Romeo deve morire) le dedica prima che cominci la canzone vera e propria:

(EN)
« Dearest, sweet Aaliyah. I have trouble accepting the fact that you're gone. So I won't. It'll be like we went for awhile without seeing each other. But I can understand why God would have wanted you close to him. Cause you truly were an angel on earth. In my own special way, I love you and miss you. »
(IT)
« Carissima, dolce Aaliyah. Faccio fatica ad accettare il fatto che te ne sei andata. Quindi non lo farò. Sarà come se stessimo per un po' senza vederci. Ma riesco a capire il motivo per cui Dio ti ha voluto vicino a sé. Perché tu eri veramente un angelo sulla Terra. A mio modo, ti voglio bene e mi manchi. »
(DMX - Miss you, 2002[74])

I singoli successivi sono Don't Know What to Tell Ya (uscito per il mercato europeo) e Come Over, la sua ultima hit a raggiungere la top40 della Billboard Hot 100 e la top10 delle classifiche Hot R&B/Hip-Hop Songs[20]. L'album ha permesso ad Aaliyah di ricevere ulteriori riconoscimenti, tra cui American Music Awards[75] e Soul Train Music Award[76].

Seconda raccolta postuma: Ultimate Aaliyah (2005)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 la Blackground Records pubblicò, esclusivamente per il mercato inglese, la raccolta Ultimate Aaliyah, composta da 25 tracce divise in due album e un DVD[77].

Primo album postumo (2012)[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo del 2012, il produttore discrografico Jeffrey "J-Dub" Walker annunciò, tramite il suo account Twitter che una canzone, Steady Ground, prodotta per il terzo disco di Aaliyah, sarebbe stata inclusa all'interno di un suo album postumo in programmazione. Il fratello di Aaliyah, Rashad, smentì l'annuncio di Walker dichiarando che non esisteva nessun album ufficiale in uscita che fosse appoggiato dalla famiglia Haughton[78]. Il 5 agosto 2012 venne pubblicato online il singolo Enough Said, prodotto da Noah "40" Shebib in collaborazione con il rapper canadese Drake[79]. Quattro giorni dopo, Jomo Hankerson confermò la lavorazione a un nuovo album di materiale inedito, pronto per essere pubblicato entro la fine del 2012 dalla Blackground Records[80]. Il disco avrebbe dovuto contenere un totale di sedici tracce e prevedere la partecipazione di artisti contemporanei. Nonostante fosse stata prevista da Hankerson anche la partecipazione degli storici collaboratori di Aaliyah, Timbaland e Missy Elliott, i due hanno smentito la loro partecipazione e hanno dichiarato di non essere stati coinvolti nel progetto. In un'intervista alla trasmissione radiofonica The Breakfast Club, in onda su New York City’s Power 105.1, Timbaland dichiarò: "So che stanno cercando di rilasciare alcuni dischi di Aaliyah, ma se [Drake] lo farà, dovrebbe farlo con me e Missy. Il modo più appropriato per lui di fare la cosa sarebbe di avere me, lui e Missy insieme sul disco. Ma mettere [il materiale] sul suo disco, non sarebbe proprio giusto"[81].

Progetti cinematografici non completati[modifica | modifica sorgente]

Nonostante una petizione firmata da decine di migliaia di fan,[82] i fratelli Wachowski, registi di Matrix, decisero di rigirare le scene interpretate da Aaliyah per insufficienza di materiale e per poter sviluppare il personaggio di Zee anche nel terzo capitolo della trilogia. Il ruolo è stato affidato a Nona M. Gaye, figlia del cantante Marvin Gaye.[83] Altri film per cui Aaliyah era stata contattata sono Honey (poi interpretato da Jessica Alba)[84] e Sparkle, remake dell'omonima pellicola del 1976 prodotto da Whitney Houston.[85] In occasione della promozione del film, uscito nel 2012, Houston ha dichiarato: "[Aaliyah] era la nostra Sparkle. Sfortunatamente non è andata in quel modo. Mi dissi che la mia Sparkle era andata in un posto migliore."[86] Il ruolo è stato poi assegnato a Jordin Sparks[87].

Abilità artistica[modifica | modifica sorgente]

Voce e stile musicale[modifica | modifica sorgente]

Aaliyah aveva lo spettro vocale di un soprano[23]. Con la pubblicazione del suo singolo di debutto Back & Forth, Dimitri Ehrlich della rivista Entertainment Weekly affermò che le sue sonorità fossero più leggere di quelle dell'auto-proclamata regina dell'hip-hop Mary J. Blige[21]. Aaliyah descrisse il suo stile come "street but sweet" (dolce ma di strada), capace appunto di unire una voce "gentile" ad un suono più "duro"[88]. Nonostante la cantante non avesse scritto i testi dei brani presenti nell'album[10], questi venivano comunque descritti come profondamente sentiti[89] riuscendo a incorporare gli stili R&B, pop, e hip-hop[24]. Le canzoni, dal ritmo spesso veloce e allo stesso tempo cupo, avevano come tema dominante le "questioni di cuore"[90]. Quando Aaliyah cominciò a lavorare con Timbaland e Missy Elliott, abbracciò invece sonorità più elettroniche[91]. Sasha Frere-Jones della rivista The Wire identificò Are You That Somebody? come il capolavoro di Timbaland emblematico della sua produzione dai suoni altalenanti, con pause anche di mezzo secondo tra ritmo e voce[92]. Keith Harris del Rolling Stone cita Are You That Somebody? come "uno dei momenti più sbalorditivi della musica R&R degli anni '90"[22].

Secondo la critica, le canzoni di Aaliyah possedevano una "produzione frizzante" capaci di "estendere i confini del suo genere" senza perdere di vista le caratteristiche della musica soul old school[93]. Con l'avanzare della sua carriera, i critici sentirono che Aaliyah stava maturando dal punto di vista artistico e definirono i suoi progressi come "una dichiarazione di forza e di indipendenza"[94]. Stephen Thomas Erlewine di Allmusic descrisse il suo album eponimo come "una dimostrazione di maturità e uno stupendo passo avanti" e lo citò tra i più forti dischi urban soul della sua epoca[94]. L'artista interpretava "insoliti suoni, stile ed emozioni" ed era capace allo stesso tempo di compiacere la critica con il suo ritmo contemporaneo[94].

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Come artista, Aaliyah, spesso affermò di essersi ispirata a vari colleghi tra cui Stevie Wonder, Sade Adu, En Vogue, Nine Inch Nails, Korn, Prince, Naughty by Nature, Johnny Mathis, Janet e Michael Jackson[95] e che il suo album preferito fosse Thriller:"niente lo supererà mai" asseriva[95]. In varie occasioni ha espresso il desiderio di lavorare al fianco di Janet Jackson la quale rappresentò un frequente punto di riferimento durante la sua intera carriera, specificando: "La ammiro moltissimo. È un'artista totale[…]Mi piacerebbe duettare con lei"[95][96]. La stessa Janet Jackson ricambiò la sua ammirazione dichiarando: "Le ho voluto bene sin dall'inizio perché si mette sempre in gioco facendo qualcosa di musicalmente differente"[95].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Rapporti con la famiglia[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua vita, Aaliyah ebbe degli ottimi rapporti con suo fratello Rashad, il quale dichiarò che crescere con lei fu "sorprendente". I due legarono molto anche con il cugino Jomo Hankerson che viveva "distante cinque isolati". Jomo andava a casa di Aaliyah e Rashad dopo la scuola quando la madre non riusciva ad andarlo a prendere e ricorda casa Haughton come sempre piena di musica[12].

La madre era una corista e suo zio, Barry Hankerson, un avvocato del mondo dello spettacolo che aveva sposato Gladys Knight[24]. Il padre, Michael Haughton, che morì nel 2012, era il suo manager personale[97].

La nonna morì nel 1991. Dopo vari anni dalla sua scomparsa Aaliyah disse che aveva sempre voluto sentirla cantare anche se ammise di aver "viziato" lei e il fratello "fino alla morte", la cantante affermò inoltre che pensare alla nonna ogni volta che si sentiva triste le faceva trovare la forza che le mancava[98].

Matrimonio illegale[modifica | modifica sorgente]

Con l'uscita dell'album Age Ain't Nothing but a Number iniziarono a girare voci di una possibile relazione e addirittura di un matrimonio tra Aaliyah e il suo mentore R. Kelly, di oltre dieci anni più vecchio[99]. Entrambi negarono, ma la rivista Vibe pubblicò un certificato di matrimonio datato 31 agosto 1994 celebratosi a Rosemont, nell'Illinois[100]. La cantante, che all'epoca aveva solo 15 anni (quindi sotto l'età minima consentita per sposarsi), era segnata sul documento come diciottenne. Il matrimonio venne annullato nel febbraio 1995 dai suoi genitori[100] anche se i due hanno sempre negato qualsiasi legame sentimentale affermando di non essersi mai sposati[99]. Dopo tale vicenda, Aaliyah tagliò ogni rapporto con R.Kelly, sia personale che professionale[100].

Amicizie[modifica | modifica sorgente]

Aaliyah aveva un forte legame di amicizia con Quincy Jones e sua figlia Kidada[101], con la quale stava pianificando di aprire una linea di abbigliamento sull'onda della popolarità che la cantante stava attraversando[102].

Oltre a lavorare con loro, Aaliyah strinse un profondo rapporto con Timbaland e Missy Elliott; l'artista commenta così il loro primo incontro:"Quando ci siamo conosciute, abbiamo subito stabilito un forte legame. Si era formata così un'amicizia e da qui è partito il nostro rapporto negli studi di registrazione"[103]. Missy Elliott, a proposito dell'amica scomparsa, disse che "Aaliyah era come un'attrice comica: aveva sempre voglia di ridere"[104] e che "non passa giorno senza pensare lei"[105]. Timbaland nel 2011 ammise di essere stato innamorato di lei ma di non aver mai esternato i suoi sentimenti per via della differenza di età e affermò che voleva "semplicemente esserle fratello"[106]. Subito dopo la morte, disse che aveva sempre considerato l'amica come una "sorella minore" e che per lui era importante rendere noto ai suoi fan che "fosse una persona splendida"[67].

Fidanzamenti[modifica | modifica sorgente]

Al momento della sua scomparsa Aaliyah aveva una relazione con Damon Dash, co-fondatore della Roc-A-Fella Records e, nonostante non fossero ufficialmente fidanzati, in un'intervista dopo la morte della compagna, Dash dichiarò che la coppia avesse intenzione di sposarsi[107].

Lascito[modifica | modifica sorgente]

Secondo la critica, Aaliyah ha contribuito a ridefinire gli stili R&B e hip hop dell'epoca, "lasciando un'impronta indelebile nell'industria della musica nel suo complesso"[89]. Steve Huey di Allmusic annoverò la cantante tra i migliori artisti del suo genere, "avendo giocato un ruolo importante nel rendere popolare l'incerto e futuristico stile di produzione che ha consumato l'hip hop e l'urban soul sul finire degli anni '90"[1]. Il suo secondo album One in a Million divenne uno dei dischi R&B più influenti della decade di pubblicazione[89]. Il critico musicale Simon Reynolds citò Are You That Somebody? come "il singolo pop più radicale" dell'anno 1998. Kelefa Sanneh del New York Times scrisse che Aaliyah "sapeva come sparire nella musica e unire la sua voce con quella della melodia dei suoi brani, contribuendo a cambiare le sonorità del suo genere". Nel 2001 la giornalista affermò inoltre che l'artista "ha prodotto alcune tra le canzoni pop più rivoluzionarie e influenti degli ultimi 5 anni"[108].

Con 8.1 milioni di album venduti negli Stati Uniti e un totale tra i 24 e i 32 milioni in tutto il mondo[6], Aaliyah conquistò gli appellativi di Princess of R&B e Quenn of Urban Pop[109], avendo "dimostrato di essere una musa ispiratrice" per le generazioni a venire[110].

La cantante venne ricordata durante gli MTV Video Music Awards 2001 da Janet Jackson, Missy Elliott, Timbaland, Ginuwine e da suo fratello Rashad i quali la commemorarono con dei propri pensieri di affetto[111][112]. Nel 2003 Aaliyah venne annoverata nella classifica "Top 40 Women of the Video Era" da VH1[113] e nel 2010 la rivista Billboard la inserì al ventisettesimo posto nella lista dei 50 artisti più importanti della scena R&B/Hip-Hop degli ultimi 25 anni grazie a soli sette anni di carriera in vita e due di carriera postuma.[114].

La musica di Aaliyah ha influenzato numerosi artisti tra cui Adele[115], Beyoncé Knowles, Monica[4], Chris Brown[78], Rihanna[116], Ciara, Keyshia Cole[117], J. Cole[118], Kelly Rowland[119], Zendaya[120] e Omarion[121]. Il rapper Drake disse che la cantante è stata la più influente della sua carriera e a testimonianza di ciò dietro la schiena ha un tatuaggio a lei dedicato[122].

Oggi si continua a ritenere che Aaliyah avrebbe ottenuto un successo ancora più grande se non fosse morta. A tal proposito, la giornalista Emil Willbekin ricordò le morti di Notorius B.I.G. e Tupac Shakur insieme alla sua aggiungendo:"Il suo terzo album e la parte nei sequel di Matrix avrebbero potuto fare di lei un'altra Janet Jackson o Whitney Houston."[123].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Aaliyah.

Album in Studio[modifica | modifica sorgente]

Anno Album
1994 Age Ain't Nothing but a Number
1996 One in a Million
  • Secondo album in studio
  • Pubblicato: 27 agosto, 1996
  • Etichetta: Blackground/Atlantic[125]
2001 Aaliyah
  • Terzo album in studio
  • Pubblicato: 17 luglio, 2001
  • Etichetta: Blackground/Virgin[94]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Anno Album
2002 I Care 4 U
2005 Ultimate Aaliyah
  • Best-of album
  • Pubblicato: 10 maggio 2005 (UK)
  • Etichetta: Blackground, Believe Music[77]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  • (EN) William Sutherland, Aaliyah Remembered, Trafford Publishing, 2005, ISBN 1-4120-5062-6.

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