My Sweet Lord

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My Sweet Lord
Artista George Harrison
Tipo album Singolo
Pubblicazione 15 gennaio 1971
23 novembre 1970 (US)
Durata 4 min : 39 s
Album di provenienza All Things Must Pass
Genere Rock
Folk rock
Etichetta Apple Records
Produttore George Harrison, Phil Spector
Note Australia 1

Italia 1
Francia 1
Irlanda 1
Austria 1
Paesi Bassi 1
Germania 1
Nuova Zelanda 1
Sudafrica 3
Giappone 4
Finlandia 1
Svezia 1
Norvegia 1
Svizzera 1
Regno Unito 1

Stati Uniti 1
Certificazioni
Dischi d'oro 1
George Harrison - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
(1971)

My Sweet Lord è una canzone di George Harrison, primo singolo estratto dall'album All Things Must Pass, il primo dell'artista dopo lo scioglimento dei Beatles, di cui era il chitarrista solista. La canzone è principalmente dedicata al dio indù Krishna. La canzone è considerata una delle migliori mai scritte da un ex-Beatle dopo il loro scioglimento.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Stesura, registrazione e pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

La canzone era originariamente prevista per Billy Preston, che la inserì nel suo primo album, Encouraging Words, del 1970. Fu composta nel 1969, quando Harrison e Preston erano insieme a Copenaghen, in Danimarca. La registrazione ebbe luogo a Londra, con Preston musicista principale e Harrison ingegnere alle sessioni.

Quando fu pubblicata come singolo dall'ex-Beatle, la canzone giunse in vetta alle classifiche di entrambe le sponde dell'Atlantico. Nell'ottobre 1970, Harrison aveva annunciato alla stampa che sarebbe uscito come singolo, ma poi cambiò idea, non volendo diminuire le vendite dell'album (gli altri tre Beatles avevano anch'essi deciso di non rilasciare singoli in Gran Bretagna dai loro primi album). Venne pubblicato negli Stati Uniti il 23 novembre 1970, e, dopo l'incredibile successo ottenuto, la EMI e la Apple decisero di rilasciarlo, il 15 gennaio 1971, anche in Gran Bretagna.

Entrando nelle classifiche inglesi nella prima settimana al numero sette e restando al vertice per cinque settimane risultando il singolo più venduto dell'anno, è stato il primo singolo di un ex-Beatle a raggiungere il numero uno. Lo ha fatto di nuovo nel Regno Unito quando venne ristampato nel gennaio 2002, dopo la morte di Harrison per tumore. Ha raggiunto il numero uno della US Billboard Hot 100 il 26 dicembre 1970, rimanendo in cima per quattro settimane. Nel resto del mondo raggiunge la prima posizione in Australia, Italia, Austria, Olanda, Finlandia, Francia per nove settimane, Germania, Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Svizzera, la terza in Sud Africa e la quarta in Giappone.

Contenuti e significato[modifica | modifica sorgente]

Preghiere indù[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del brano, i coristi cantano la parola di lode cristiana e ebraica: Hallelujah. Più tardi, eseguono una preghiera indù vaisnava:

« Hare Krishna/Hare Krishna/Krishna Krishna/Hare Hare/Hare Rama/Hare Rama »

Questa preghiera è una parte del principale mantra dei devoti della fede Gaudiya Vaisnavite, resa popolare nel mondo occidentale dalla Società Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON), colloquialmente nota come la 'Hare Krishna'. Harrison era un devoto di questo percorso religioso. Il mantra completo è «Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare, Hare, Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare, Hare».

(HI)
« Gurur Brahma, gurur Viṣṇur, gurur Devo Maheśvaraḥ,
guru sākṣāt param Brahma, tasmai Sri gurave namah. »
(IT)
« L'insegnante è Brahma, l'insegnante è Visnu, l'insegnante è il Signore Maheśvara,
in verità, l'insegnante è il supremo Brahman, per cui tale docente rispettato io mi prostro. »

Questa preghiera è cantata dai devoti indù prima di iniziare qualsiasi azione, dopo gli inni di Ganesha e Sarasvati. La preghiera è dedicata al maestro spirituale del devoto che è identificata con la Trinità indù Brahma, Vishnu e Shiva (Maheshvara) e con il Supremo Spirito cosmico o Realtà Assoluta (Brahman).

Controversie legali[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'uscita del singolo, la sua somiglianza con He's so fine delle Chiffons ha portato ad una dura battaglia legale per i diritti della composizione. La corte federale degli Stati Uniti, che si pronunciò sul caso (denominato Bright Tunes Music v. Harrisongs Music) dichiarò che Harrison aveva "inconsciamente" copiato la canzone delle Chiffons. Gli fu quindi ordinato di dare la maggior parte dei diritti d'autore di My Sweet Lord e una parte di quelli di All Things Must Pass. L'ex manager di Harrison, Allen Klein, divenne in seguito proprietario di Bright Music.

Le Chiffons avrebbero poi registrato una cover di My Sweet Lord, per sfruttare la pubblicità avuta. La cantante country Jody Miller, invece, registrò una versione di He's so fine che giocava sulla somiglianza con la canzone di Harrison.

Lo stesso Harrison avrebbe poi descritto il caso nella canzone This Song (contenuta nell'album Thirty-Three & 1/3), che contiene il verso: «This tune has nothing bright about it» («Questo pezzo non ha nulla di luminoso»), giocando sul nome della Bright Music e il suo significato ("luminoso").

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

My Sweet Lord 2000[modifica | modifica sorgente]

Con la ristampa del 2001 di All Things Must Pass, Harrison aggiunse a questo una bonus track: una nuova versione di My Sweet Lord, cantata insieme a Sam Brown.

Tracce del singolo[modifica | modifica sorgente]

Versione britannica[modifica | modifica sorgente]

  1. My Sweet Lord - (George Harrison)
  2. What Is Life - (George Harrison)

Versione statunitense[modifica | modifica sorgente]

Il singolo venne pubblicato su doppio lato A.

  1. My Sweet Lord - (George Harrison)
  2. Isn't It a Pity - (George Harrison)

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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