Giancarlo Esposti

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Giancarlo Esposti

Giancarlo Esposti (Lodi, 11 giugno 1949Altopiano di Rascino, 30 maggio 1974) è stato un politico e terrorista italiano, estremista di destra, membro delle Squadre d'Azione Mussolini.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del titolare di una concessionaria Fiat di Lodi[1]. Simpatizzante dei movimenti eversivi di estrema destra, che non si riconoscevano più nei disciolti Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, da giovanissimo entrò in contatto con altri estremisti come Gianni Nardi e Carlo Fumagalli.

Più volte arrestato per possesso di armi ed esplosivi, fu incarcerato nel febbraio 1972, dopo aver partecipato a una serie di attentati dinamitardi organizzati dalle Squadre d'azione Mussolini[2]. In carcere fece conoscenza con Franco Freda.

A partire dal 12 maggio 1974 si diede alla latitanza assieme ai camerati Alessandro D'Intino, Umberto Vivirito e Alessandro Danieletti. I quattro neofascisti, a bordo di un fuoristrada, partirono da Milano diretti verso la montagna reatina, e dopo varie peregrinazioni si accamparono presso l' Altopiano di Rascino fra l'Abruzzo e il Lazio, luogo dove poi fu ritrovato un gran numero di armi e esplosivi.

In seguito alla Strage di Piazza della Loggia, un identikit sembrò indicare l'attentatore in un uomo con le fattezze di Esposti. Due giorni dopo, in seguito a una segnalazione, un gruppo di carabinieri controllò la tenda in cui Esposti e gli altri latitanti erano accampati. Esposti tentò di fuggire ma fu colpito con un colpo di pistola dal carabiniere Antonio Filippi, dopo che Esposti aprì per primo il fuoco[3]. In seguito si è ipotizzato che i carabinieri presenti all'evento fossero membri dei servizi segreti e che quello in cui Esposti fu ucciso non fu un semplice campo paramilitare ma una base per un progettato colpo di stato. Il deputato del MSI Sandro Saccucci in un'intervista rilasciata nel 1976 suggelò l'ipotesi. Dalle testimonianze dei suoi complici emerse inoltre che Esposti aveva progettato di assassinare il presidente della Repubblica durante la parata del 2 giugno, in collegamento col previsto piano di golpe.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Griner, p. 27.
  2. ^ Griner, pp. 30-31.
  3. ^ Griner, pp. 37-42.
  4. ^ Antonio Cipriani, Gianni Cipriani, Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia, Roma, Edizioni Associate, 1991, p. 182.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimiliano Griner, Anime nere, Milano, Sperling & Kupfer, 2014, ISBN 9788820091699.
  • Antonio Cipriani, Gianni Cipriani, Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia, Roma, Edizioni Associate, 1991
  • Franco Ferraresi, Minacce alla democrazia: La Destra radicale e la strategia della tensione in Italia nel dopoguerra, Milano, Feltrinelli, 1995

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]