Storia della biologia

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La storia della biologia traccia l'itinerario degli studi compiuti dall'uomo, sin dall'antichità e fino ai tempi moderni, intorno agli organismi viventi.

Origini del concetto[modifica | modifica sorgente]

Sebbene il concetto di biologia come autonomo campo di studi sia stato usato solo nel XIX secolo, le scienze biologiche hanno guadagnato un'identità propria fin dal formarsi di una tradizione di scienza medica e di storia naturale, cioè fin dai tempi di Aristotele (IV secolo a.C.) e Galeno (II-III secolo d.C.). Più avanti, protagonisti di questo sviluppo furono studiosi musulmani come al-Jahiz, Avicenna, Avenzoar, Ibn al-Baitar e Ibn al-Nafis. Durante il Rinascimento in Europa e l'inizio dell'Evo moderno, il pensiero biologico fu rivoluzionato in Europa da un rinnovato interesse nell'empirismo e dalla scoperta di molti nuovi organismi. Figure centrali in questo movimento furono Vesalio e Harvey, che usarono la sperimentazione e l'attenta osservazione in fisiologia, oltre a naturalisti come Linneo e Buffon, che cominciarono a classificare la diversità della vita e i reperti fossili, così come lo sviluppo e il comportamento degli organismi.

Lo sviluppo della microscopia rivelò il mondo precedentemente sconosciuto dei microrganismi, ponendo le basi per la teoria cellulare. La crescente importanza della teologia naturale, in parte una risposta alla richiesta della filosofia meccanicistica, incoraggiò la crescita della storia naturale, pur ancorata ad una prospettiva teleologica.

Nei secoli XVIII e XIX, scienze biologiche come botanica e zoologia definirono sempre più la loro identità di discipline scientifiche e professionali. Lavoisier ed altri fisici iniziarono a collegare i mondi animati e inanimati attraverso la fisica e la chimica. Esploratori naturalisti come Alexander von Humboldt investigarono l'interazione tra gli organismi e l'ambiente circostante, e i modi in cui questa relazione dipende dalla geografia, gettando così le basi per la biogeografia, l'ecologia e l'etologia. I naturalisti cominciarono a rifiutare l'essenzialismo e a considerare l'importanza dell'estinzione e la mutevolezza delle specie. La teoria della cellula fornì una nuova prospettiva sulla base fondamentale della vita. Questi sviluppi, così come i risultati dell'embriologia e della paleontologia, giunsero ad una sintesi fondamentale con la teoria di Charles Darwin dell'evoluzione per selezione naturale.

Sul finire del XIX secolo venne definitivamente abbandonata la teoria della generazione spontanea e si stabilì l'origine microbica delle malattie, sebbene il meccanismo della ereditarietà rimanesse un mistero. All'inizio del XX secolo, la riscoperta dell'opera di Gregor Mendel portò al rapido sviluppo della genetica da parte di Thomas Hunt Morgan e dei suoi studenti, mentre negli anni trenta la combinazione della genetica delle popolazioni e della teoria della selezione naturale condussero alla cosiddetta "sintesi neodarwiniana". Nuove discipline si svilupparono rapidamente, specialmente dopo che James Dewey Watson e Francis Crick avanzarono delle ipotesi sulla struttura del DNA. Dopo la definizione del dogma centrale della biologia molecolare e la decifrazione del codice genetico, la biologia fu separata tra biologia organica - riferita a organismi interi e gruppi di organismi - e biologia cellulare e molecolare. Alla fine del XX secolo, nuovi campi come genomica e proteomica stavano invertendo questo andamento, con biologi organici che usavano tecniche molecolari e biologi molecolari e cellulari che investigavano le interrelazioni tra i geni e l'ambiente circostante.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola biologia è formata combinando il greco βίος (bios), che vuol dire "vita", e il suffisso '-logia', che vuol dire "scienza", "conoscenza", "studio", basato sul verbo greco λεγειν, 'legein' = "selezionare" (da λόγος, 'lògos' = "parola"). Il termine biologia nel suo senso moderno pare sia stato introdotto indipendentemente da Karl Friedrich Burdach (nel 1800), Gottfried Reinhold Treviranus (Biologie oder Philosophie der lebenden Natur, 1802) e Jean-Baptiste Lamarck (Hydrogéologie, 1802). La parola appare nel titolo del terzo volume dei Philosophiae naturalis sive physicae dogmaticae (1766) di Michael Christoph Hanov.

Prima di biologia, c'erano molti termini usati per indicare lo studio di animali e piante. L'espressione "storia naturale" si riferiva agli aspetti descrittivi della biologia, sebbene includeva anche la mineralogia e altri campi non biologici; dal medioevo al rinascimento, la cornice unificante della storia naturale era la "scala naturae" o "Grande Catena dell'Essere". La filosofia naturale e la teologia naturale comprendevano la base concettuale e metafisica della vita vegetale ed animale, concernendo con i problemi del perché gli organismi esistano e si comportino in un certo modo, sebbene queste materie includessero anche ciò che ora è geologia, fisica, chimica ed astronomia. La fisiologia e la farmacologia (botanica) erano la periferia della medicina. Botanica, zoologia e, nel caso dei fossili, geologia rimpiazzarono la storia naturale e la filosofia naturale nei secoli XVIII e XIX prima che il termine biologia fosse ampiamente adoperato.

Conoscenza antica e medievale[modifica | modifica sorgente]

Prime culture[modifica | modifica sorgente]

I primi uomini devono aver avuto e trasmesso la conoscenza sulle piante e gli animali per incrementare le loro possibilità di sopravvivenza. Questo può aver incluso conoscenze di anatomia umana e animale e aspetti del comportamento animale (come i percorsi migratori). Tuttavia, il primo grande punto di svolta nella conoscenza biologica venne con la Rivoluzione neolitica circa 10.000 anni fa. Gli uomini prima addomesticarono piante per la coltivazione, poi bestiame per accompagnare le società sedentarie risultanti.

Le culture antiche della Mesopotamia, dell'Egitto, del subcontinente indiano e della Cina (tra le altre) avevano sofisticati sistemi di conoscenza filosofica, religiosa e tecnica che comprendevano il mondo vivente, e miti della creazione spesso centrati su alcuni aspetti della vita. Tuttavia, le radici della moderna biologia sono di solito fatte risalire alla tradizione secolare della filosofia greca antica.

Tradizioni dell'antica Grecia[modifica | modifica sorgente]

Frontespizio di una versione del 1644 dell'edizione espansa ed illustrata della Historia Plantarum (ca. 1200), originariamente scritta verso il 300 a.C.

I filosofi presocratici si posero molte domande sulla vita, ma produssero poca conoscenza sistematica di specifico interesse biologico, sebbene i tentativi degli atomisti di spiegare la vita in termini puramente fisici si sarebbero ripresentati periodicamente lungo la storia della biologia. Tuttavia, le teorie mediche di Ippocrate e dei suoi seguaci, specialmente la teoria umorale, ebbero un impatto duraturo.

Il filosofo Aristotele fu il più influente studioso del mondo vivente dell'antichità classica. Sebbene il suo primo lavoro sulla filosofia naturale fosse speculativo, gli ultimi scritti biologici di Aristotele erano più empirici, concentrandosi sulla causazione biologica e la diversità della vita. Egli fece innumerevoli osservazioni sulla natura, specialmente sulle abitudini e gli attributi di animali e piante del mondo attorno a lui, che egli prestò rilevante attenzione nel categorizzare. Su tutte, Aristotele classificò 540 specie animali e ne dissezionò almeno 50. Egli credeva che fini intellettuali, cause formali, guidassero tutti i processi naturali.

Aristotele, e poi tutti gli studiosi occidentali dopo di lui fino al XVIII secolo, credevano che le creature fossero posizionate in una scala graduata di perfezione che risale dalle piante fino agli uomini: la scala naturae o Grande Catena dell'Essere. Il successore di Aristotele al Liceo, Teofrasto, scrisse una serie di libri sulla botanica - la Storia delle Piante - che sopravvissero come il contributo più importante dell'antichità alla botanica, anche nel medioevo. Molti dei nomi di Teofrasto sopravvivono nei tempi moderni, come carpos per la frutta, e pericarpion per la buccia dei semi. Plinio il Vecchio era anche noto per la sua conoscenza delle piante e della natura, e fu il più prolifico compilatore di descrizioni zoologiche.

Pochi studiosi nel periodo ellenistico sotto i Tolomei - in particolare Erofilo da Calcedonia ed Erasistrato di Chio - modificarono il lavoro fisiologico di Aristotele, anche praticando dissezioni e vivisezioni empiriche. Claudio Galeno divenne l'autorità più importante sulla medicina e sull'anatomia. Sebbene qualche atomista antico, come Lucrezio, avesse sfidato il punto di vista teleologico aristotelico, secondo il quale tutti gli aspetti della vita sono il risultato di un progetto o finalità, la teleologia (e, dopo l'ascesa del cristianesimo, la teologia naturale) sarebbero rimaste essenzialmente centrali nel pensiero biologico fino ai secoli XVIII e XIX. Ernst Mayr notò che "Nulla di qualche conseguenza reale avvenne in biologia dopo Lucrezio e Galeno fino al Rinascimento." Le idee di storia naturale e medicina della tradizione greca sopravvissero, ma furono generalmente assunte acriticamente nell'Europa medievale.

Conoscenza medievale[modifica | modifica sorgente]

Un'opera biomedica di Ibn al-Nafis, che tramite la dissezione empirica scoprì la circolazione polmonare e la circolazione coronaria.

Il declino dell'Impero Romano portò alla scompara o distruzione di molta conoscenza, sebbene fisici ancora utilizzavano molti aspetti della tradizione greca nella loro attività pratica. A Bisanzio e nel mondo Islamico, molte delle opere greche furono tradotte in arabo e molte delle opere di Aristotele furono conservate.

Fisici, scienziati e filosofi medievali musulmani diedero contributi significativi alla conoscenza biologica tra i secoli VIII e XIII, periodo noto come "l'età dell'oro islamica" o "rivoluzione agricola musulmana". In zoologia, per esempio, lo studioso afro-arabo al-Jahiz (781-869) descrisse primitive idee evoluzioniste come la lotta per la sopravvivenza, [16] introdusse l'idea di una catena alimentare, e fu un primo aderente del determinismo ambientale. Il biologo curdo Al-Dinawari (828-896) è considerato il fondatore della botanica araba con il suo Libro delle Piante, nel quale egli descrisse almeno 637 piante e discusse lo sviluppo delle piante dalla nascita alla morte, descrivendone le fasi della crescita e la produzione di fiori e frutti. In anatomia e fisiologia, il fisico persiano Rhazes (865-925) condusse un primo esperimento per confutare la teoria di Galeno degli umori.

Nella medicina sperimentale, il fisico persiano Avicenna (980-1037) introdusse prove cliniche e la farmacologia clinica ne Il Canone della Medicina, che rimase un testo d'autorità nell'educazione medica europea fino al XVII secolo.

Il fisico arabo andaluso Avenzoar (1091-1161) fu un primo praticante della dissezione empirica e dell'autopsia, che egli condusse per provare che la malattia della pelle scabbia era causata da un parassita, una scoperta che sconvolgeva la teoria degli umori. Egli introdusse anche la chirurgia sperimentale, in cui si effettua una verifica sugli animali per sperimentare tecniche chirurgiche prima di usarle sugli esseri umani.

Durante una carestia in Egitto nel 1200, Abd-el-latif osservò ed esaminò un gran numero di scheletri, e scoprì che Galeno aveva sbagliato sulla formazione degli ossi della mascella e dell'osso sacro.

All'inizio del secolo XIII, il biologo arabo andaluso Abu al-Abbas al-Nabati sviluppò un primo metodo scientifico per la botanica, introducendo tecniche empiriche e sperimentali per la verifica, la descrizione e l'identificazione di numerose materie mediche, e la separazione di relazioni non verificate da quelle supportate da verifiche e osservazioni effettive.

Il suo discepolo Ibn al-Baitar (d. 1248) scrisse un'enciclopedia farmaceutica descrivendo 1.400 piante, cibi e droghe, 300 dei quali erano sue proprie originali scoperte. Una traduzione latina della sua opera venne utilizzata da biologi e farmacisti europei nei secoli XVIII e XIX.

Il fisico arabo Ibn al-Nafis (1213-1288) fu un altro primo praticante della dissezione sperimentale e dell'autopsia, che nel 1242 scoprì la circolazione polmonare e la circolazione coronarica, che formano le basi del sistema circolatorio. Egli descrisse anche il concetto di metabolismo, e confutò le teorie errate di Galeno e di Avicenna su quattro umori, pulsazione, ossa, muscoli, intestino, organi di senso, canali biliari, esofago e stomaco.

Il De arte venandi cum avibus, scritto da Federico II, fu un importante testo di storia naturale medievale che esplorava la morfologia degli uccelli

Durante l'alto medioevo, pochi studiosi europei come Ildegarda di Bingen, Alberto Magno e Federico II ampliarono il canone di storia naturale. La crescita delle università europee, sebbene importante per la fisica e la filosofia, ebbe poco impatto sullo studio della biologia.

Rinascimento e primi sviluppi moderni[modifica | modifica sorgente]

Il Rinascimento Europeo portò maggiore interesse sia nella storia naturale che nella fisiologia empiriche. Nel 1543, Andreas Vesalius inaugurò l'età moderna della medicina occidentale con il suo trattato di anatomia umana "De humani corporis fabrica", basato sulla dissezione dei corpi. Vesalius fu il primo di una serie di anatomisti che gradualmente rimpiazzarono lo scolasticismo con l'empirismo nella fisiologia e nella medicina, poggiandosi su esperienze di prima mano piuttosto che sull'autorità e su ragionamenti astratti. Grazie all'erbalismo, la medicina fu anche, indirettamente, causa di rinnovato empirismo nello studio delle piante. Otto Brunfels, Hieronymus Bock e Leonhart Fuchs scrissero ampiamente sulle piante selvatiche, dando inizio ad un approccio basato sulla natura per l'intera gamma della vita vegetale. Anche i bestiari - un genere che combinava la conoscenza naturale e quella figurativa sugli animali - divennero più sofisticati, specialmente con l'opera di William Turner, Pierre Belon, Guillaume Rondelet, Conrad Gessner e Ulisse Aldrovandi.

Anche artisti come Albrecht Dürer e Leonardo da Vinci, spesso lavorando con naturalisti, si interessarono ai corpi degli animali e degli uomini, studiandone dettagliatamente la fisiologia e contribuendo alla crescita della conoscenza anatomica.

Le tradizioni dell'alchimia e della magia naturale, specialmente nell'opera di Paracelso, apportarono un ulteriore contributo alla conoscenza del mondo vivente. Gli alchimisti affrontavano problemi organici attraverso un'analisi chimica e sperimentavano liberamente sia con la farmacologia biologica che con quella minerale. Questo fu parte di una più vasta transizione nelle visioni del mondo (l'ascesa della filosofia meccanicista) che continuò nel XVII secolo, quando la metafora tradizionale della natura come organismo fu rimpiazzata dalla metafora della natura come macchina.

XVII e XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Le "camere delle meraviglie", come quella di Ole Worm, erano centri di conoscenza biologica all'inizio dell'età moderna, riunendo in un unico posto organismi provenienti da tutto il mondo. Prima dell'età delle esplorazioni, i naturalisti avevano poca idea della reale dimensione della biodiversità.

Estendendo il lavoro di Vesalius con esperimenti su corpi ancora vivi, sia di uomini che di animali, William Harvey ed altri filosofi naturali investigarono i ruoli del sangue, delle vene e delle arterie. Il "De Motu Cordis" di Harvey, nel 1628, fu l'inizio della fine per la teoria galenica, e, accanto agli studi di Santorio Santorio sul metabolismo, fu un importante modello per approcci quantitativi alla fisiologia.

All'inizio del XVII secolo, il micromondo della biologia stava appena iniziando ad aprirsi. Alcuni fabbricanti di lenti e filosofi naturali avevano creato rudimentali microscopi a partire dalla fine del XVI secolo, e nel 1665 Robert Hooke pubblicò il saggio "Micrographia" basato su osservazioni con un microscopio da lui stesso costruito. Ma fu solo a seguito dei notevoli miglioramenti apportati da Antony van Leeuwenhoek nella fabbricazione di lenti a partire dagli anni 1670 (che arrivarono a consentire un ingrandimento fino a 200 volte con una sola lente) che gli studiosi poterono scoprire spermatozoi, batteri, infusori e la straordinaria diversità della vita microscopica. Simili investigazioni condotte da Jan Swammerdam portarono nuovo interesse nell'entomologia e fondarono le tecniche basilari della dissezione e della colorazione microscopiche.

In Micrographia, Robert Hooke aveva utilizzato la parola "cellula" per indicare strutture biologiche come questo pezzo di sughero, ma solo dal XIX secolo gli scienziati considerarono la cellula come la base universale della vita.

Mentre il mondo microscopico si stava espandendo, il mondo macroscopico si andava rimpicciolendo. Botanici come John Ray lavorarono per incorporare l'alluvione di organismi che continuamente venivano scoperti e trasportati via nave da tutto il globo in una tassonomia coerente, e in una coerente teologia (teologia naturale).

Il dibattito su un'altra alluvione, il Diluvio Universale, catalizzò lo sviluppo della paleontologia; nel 1669 Nicholas Steno (Nicola Stenone) pubblicò un saggio su come i resti di organismi viventi potessero essere stati intrappolati in strati di sedimenti ed essersi mineralizzati per produrre i fossili. Sebbene le idee di Stenone sulla fossilizzazione fossero ben note e molto dibattute tra i filosofi naturali, un'origine organica per tutti i fossili non fu accettata da tutti i naturalisti fino alla fine del XVIII secolo a causa del dibattito filosofico e teologico riguardo temi come l'età della Terra e l'estinzione. La sistematizzazione, nomenclatura e classificazione dominò la storia naturale per molta parte dei secoli XVII e XVIII.

Nel 1735 Carolus Linnaeus (Carlo Linneo) pubblicò una tassonomia di base per il mondo naturale (variazioni della quale sono state da allora utilizzate fino ad oggi), e negli anni 1750 introdusse nomi scientifici per tutte le specie. Mentre Linneo concepiva le specie come parti immutabili di una gerarchia progettata, l'altro grande naturalista del XVIII secolo, Georges-Louis Leclerc, Comte de Buffon, riteneva le specie come categorie artificiali e le forme viventi come mutevoli - suggerendo anche la possibilità di una discendenza comune. Sebbene contrario all'evoluzionismo, Buffon è una figura chiave nella storia del pensiero evoluzionista; la sua opera avrebbe influenzato le teorie evoluzioniste sia di Lamarck che di Darwin.

La scoperta e descrizione di nuove specie e la raccolta di esemplari divenne una passione di gentiluomini dediti alle scienze ed un affare lucroso per imprenditori; molti naturalisti viaggiarono il mondo in ricerca di conoscenza scientifica ed avventura.

Diciannovesimo secolo: l'emergere delle discipline biologiche[modifica | modifica sorgente]

Fino al XIX secolo, lo scopo della biologia era ampiamente diviso tra la medicina, che investigava questioni di forma e funzione (per esempio, la fisiologia), e storia naturale,che riguardava la diversità della vita e le interazioni tra diverse forme di vita e tra vita e non vita. A partire dal 1900, molte di questi domini si sovrapposero, mentre la storia naturale (e la sua controparte filosofia naturale) avevano ampiamente dato modo a discipline scientifiche più specializzate - citologia, batteriologia, morfologia, embriologia, geografia, e geologia.

Nel corso dei suoi viaggi, Alexander von Humboldt mappò la distribuzione di piante attraverso i paesaggi e registrò una varietà di condizioni fisiche come pressione e temperatura.

Storia naturale e filosofia naturale[modifica | modifica sorgente]

Il viaggio di Widespread condotto da naturalisti all'inizio-la metà del XIX secolo risultò in una wealth di nuove informazioni sulla diversità e la distribuzione di organismi viventi. Di particolare importanza fu l'opera di Alexander von Humboldt, che analizzò la relazione tra gli organismi e il loro ambiente (per esempio, il dominio della storia naturale) usando gli approcci quantitativi della filosofia naturale (per esempio, fisica e chimica). L'opera di Humboldt gettò le basi della biogeografia e ispirò molte generazioni di scienziati.

Evoluzione e biogeografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del pensiero evoluzionista.
Primo schizzo di Charles Darwin di un albero dell'evoluzione (dal First Notebook on Transmutation of Species, del 1837)

La più significativa teoria evoluzionista prima di quella di Darwin fu quella di Jean-Baptiste Lamarck; basata sull'ereditarietà delle caratteristiche acquisite (un meccanismo ereditario che era ampiamente accettato fino al XX secolo), che descriveva una catena di sviluppo dal più piccolo dei microbi agli uomini. Il naturalista britannico Charles Darwin, combinando l'approccio biogeografico di Humboldt, la geologia uniformitaria di Lyell, gli scritti di Thomas Malthus sulla crescita della popolazione, e la sua personale esperienza morfologica, creò una più efficace teoria evoluzionista basata sulla selezione naturale; simile evidenza condusse Alfred Russel Wallace a raggiungere indipendentemente le stesse conclusioni.

La pubblicazione, nel 1859, della teoria di Darwin nel libro "Sull'origine della Specie per mezzo della Selezione Naturale", o "Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life" è spesso considerato l'evento centrale nella storia della biologia moderna. La stabilita credibilità di Darwin come naturalista, il tono sobrio dell'opera, e la quantità di prove addotte, consentirono all'Origine della Specie di riuscire dove precedenti opere evoluzioniste (come l'anonimo "Vestiges of Creation") avevano fallito. La maggior parte degli scienziati furono convinti dell'evoluzione e della presenza di un progenitore comune dalla fine del XIX secolo. Tuttavia, la selezione naturale non sarebbe stata accettata come il principale meccanismo dell'evoluzione fino al XX secolo inoltrato, siccome la maggior parte delle principali teorie dell'eredità sembravano incompatibili con l'ereditarietà di variazioni casuali.

Wallace, seguendo le prime opere di de Candolle, Humbolt e Darwin, fornì major contributi alla zoogeografia. A causa del suo interesse per l'ipotesi della transmutation, egli prestò particolare attenzione alla distribuzione geografica si specie tra loro vicine nei suoi lavori sul campo prima in Sud America e poi nell'arcipelago malese. Mentre nell'arcipelago egli identificò la linea di Wallace, che corre attraverso le Spice Islands, dividendo la fauna dell'arcipelago tra una zona asiatica e una zona australiana della Nuova Guinea. Alla sua domanda chiave, come mai le faune di isole con climi così simili potessero essere così diverse, poteva soltanto essere risposta considerando la loro origine. Nel 1876 egli scrisse La distribuzione geografica degli animali, che fu l'opera di riferimento standard per più di mezzo secolo, ed un seguito, Island Life, nel 1880 che si concentrava sulla biogeografia dell'isola. Egli estese il sistema a 6 zone sviluppato da Philip Sclater per descrivere la distribuzione geografica degli uccelli ad animali di tutti i tipi. Il suo metodo di tabulazione di dati sui gruppi animali in zone geografiche sottolineava le discontinuità; e il suo apprezzamento dell'evoluzione gli consentiva di proporre spiegazioni razionali, che non erano state esposte prima.

Lo studio scientifico dell'ereditarietà crebbe rapidamente sulla scia dell'Origine della Specie di Darwin con l'opera di Francis Galton and the biometricians. L'origine della genetica coincide con il lavoro del 1866 del monaco agostiniano Gregor Mendel; tuttavia, la sua opera non fu riconosciuta come significativa fino a 35 anni dopo. Nel frattempo, una varietà di teorie dell'ereditarietà (basate sulla pangenesi, ortogenesi, o altri meccanismi) furono dibattute ed investigate con forza. L'embriologia e l'ecologia inoltre divennero campi biologici centrali, specialmente come correlati all'evoluzione e resi popolari grazie all'opera di Ernst Haeckel. La maggior parte dei lavori del XIX secolo sull'ereditarietà, tuttavia, non fu nel regno della storia naturale, ma in quello della fisiologia sperimentale.

Fisiologia[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del XIX secolo, lo scopo della fisiologia si espanse notevolmente, sia in campo medico sia a una investigazione a più ampia scala dei processi fisici e chimici della vita - includendo piante, animali ed anche microorganismi in aggiunta all'uomo. Gli esseri viventi come macchine divennero una metafora dominante nel pensiero biologico e persino sociale.

Lo sviluppo della attrezzatura da laboratorio e i metodi sperimentali sviluppati da Louis Pasteur ed altri biologi contribuirono al giovane campo della batterologia alla fine del XIX secolo.

Teoria della cellula, embriologia e teoria dei germi[modifica | modifica sorgente]

Gli avanzamenti nella microscopia ebbero anche un profondo impatto sul pensiero biologico. All'inizio del XIX secolo, un certo numero di biologi riconobbero l'importanza centrale della cellula. Nel 1838 e 1839, Schleiden e Schwann iniziarono a promuovere le idee che (1) l'unità basilare degli organismo è la cellula e (2) che le cellule individuali hanno tutte le caratteristiche della vita, sebbene essi avversarono l'idea che (3) tutte le cellule derivano dalla divisione di altre cellule. Grazie al lavoro di Robert Remak e Rudolf Virchow, tuttavia, a partire dagli anni 1860 la maggior parte dei biologi accettarono tutti e tre i principi di ciò che iniziò ad essere conosciuta come teoria della cellula.

La teoria della cellula condusse i biologi a considerare gli organismi individuali come assemblaggi interdipendenti di cellule individuali. Gli scienziati nel campo in ascesa della citologia, forniti di microscopi sempre più potenti e di nuovi metodi di colorazione, presto trovarono che anche singole celle erano molto più complesse rispetto alle camere omogenee riempite di fluido descritte dai primi microscopisti. Robert Brown aveva descritto il nucleo nel 1831, e a partire dalla fine del XIX secolo i citologisti identificarono molti dei componenti chiave delle cellule: cromosomi, centrosomi, mitocondri, cloroplasti, ed altre strutture rese visibili attraverso la colorazione. Tra il 1874 e il 1884 Walther Flemming descrisse gli stadi discreti della mitosi, mostrando che essi non erano artefatti della colorazione ma eventi che accadevano nelle cellule viventi, e inoltre che i cromosomi si raddoppiavano di numero appena prima che la cellula si dividesse e fosse prodotta una cellula figlia. Molta della ricerca sulla riproduzione cellulare confluì nella teoria di August Weismann sull'ereditarietà: egli identificò il nucleo (in particolare i cromosomi) come il materiale ereditario, propose la distinzione tra cellule somatiche e cellule germ(arguing che il numero di cromosomi deve be halved for germ cells, un precursore del concetto di meiosi), ed adottò la teoria di Hugo de Vries su pangenes. Weismannism era estremamente influente, specialmente nel nuovo campo della embriologia sperimentale.

Dalla metà degli anni 1850 la teoria del miasma quale causa delle malattie fu ampiamente superata dalla teoria dei germi, suscitando ampio interesse nei microorganismi e nelle loro interazioni con altre forme di vita. Dagli anni 1880, la batteriologia iniziò a diventare una disciplina coerente, specialmente attraverso l'opera di Robert Koch, che introdusse metodi per crescere culture batteriche su gel di agar, contenenti specifici nutrienti in vetrini di Petri. L'idea di lunga data che organismi viventi potessero facilmente originarsi da materia non vivente (generazione spontanea) fu attaccata in una serie di esperimenti condotti da Louis Pasteur, mentre i dibattiti tra vitalismo e meccanicismo (un argomento perenne a partire dai tempi di Aristotele e degli atomisti greci) continuarono rapidamente.

Louis Pasteur e la sua ultima battaglia[modifica | modifica sorgente]

Louis Pasteur (1822-1895) fu colui che determinò la fine della teoria della generazione spontanea (e che contribuì alla nascita della medicina moderna).In particolare si ha memoria del suo ultimo dibattito tenutosi con i biologi del tempo, i quali non riuscivano a immaginare che gli esseri inferiori potessero nascere dalle uova (rettili) o dal genitore (mammiferi). Per archiviare definitivamente l'argomento i francesi accademici organizzarono un concorso nel quale si sarebbe scelta la teoria definitiva: la teoria della generazione spontanea o la teoria di Francesco Redi (primo fondatore della biologia). Pasteur per dimostrare la sua teoria prese un'ampolla contenente un infuso di erbe;sterilizzò il contenuto mettendo l'ampolla sul fuoco e infine allungò il collo rendendolo molo sottile. il giorno del concorso Louis Pasteur spezzo il collo allungato, osservò al microscopio l'infuso, e come egli sapeva, non trovò nessun microbo. Infatti egli spiegò che non essendoci aria corrente abbastanza forte da poter spostare nel collo i microbi essi si erano tutti depositati su di esso. E così Louis venne proclamato vincitore e portò nella storia della biologia la più grande scoperta della scienza.

Ascesa della chimica organica e della fisiologia sperimentale[modifica | modifica sorgente]

In chimica, un tema centrale era la distinzione tra sostanze organiche e inorganiche, specialmente nel contesto di trasformazioni organiche come fermentazione e putrefazione. A partire da Aristotele queste erano state considerate essenzialmente processi biologici (vitali). Tuttavia, Friedrich Wöhler, Justus Liebig ed altri pionieri del campo in ascesa della chimica organica - portando avanti l'opera di Lavoisier - mostrarono che il mondo organico poteva spesso essere analizzato con metodi fisici e chimici. Nel 1828 Wöhler mostrò che la sostanza organica urea poteva essere creata con mezzi chimici che non coinvolgono la vita, fornendo un potente argomento contro il vitalismo. Estratti di cellule ("fermenti") che potevano effettuare trasformazioni chimiche furono scoperti, a partire dalla diastasi nel 1833, e dalla fine del XIX secolo il concetto di enzima fu ben definito, sebbene le equazioni della cinetica chimica non sarebbero state applicate alle reazioni enzimatiche fino all'inizio del XX secolo.

Fisiologi come Claude Bernard esplorarono (attraverso la vivisezione ed altri metodi sperimentali) le funzioni chimiche e fisiche dei corpi viventi fino ad un grado mai sperimentato, gettando le basi dell'endocrinologia (un campo che si sviluppò rapidamente dopo la scoperta del primo ormone, la secretina, nel 1902), della biomeccanica e dello studio della nutrizione e della digestione.

L'importanza e la diversità dei metodi di fisiologia sperimentale, all'interno sia della medicina che della biologia, crebbero notevolmente nella seconda metà del XIX secolo. Il controllo e la manipolazione dei processi vitali divennero un concetto centrale, e l'esperimento fu posto al centro dell'educazione biologica.

Scienze biologiche del ventesimo secolo[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XX secolo, la ricerca biologica era ancora svolta in gran parte al modo della storia naturale, con enfasi sull'analisi morfologica e filogenetica piuttosto che su spiegazioni causali basate su esperimenti. Tuttavia, fisiologi ed embriologi sperimentali anti vitalisti, specialmente in Europa, stavano diventando sempre più influenti. Lo spettacolare successo degli approcci sperimentali allo sviluppo, all'ereditarietà e al metabolismo negli anni 1900 e 1910 dimostrarono il potere della sperimentazione nella biologia. Nelle decadi successive, il lavoro sperimentale rimpiazzò la storia naturale come modo prevalente di ricerca.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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