Otto Brunfels

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Hans Baldung
Ritratto di Otto Brunfels

Otto Brunfels, o Braunfels (Magonza, ca 1488Berna, 23 novembre 1534), è stato un teologo e botanico tedesco.

Con Hieronymus Bock, Leonhart Fuchs e Valerius Cordus, è considerato uno dei padri della botanica tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un bottaio, studiò a Magonza laureandosi nel 1510 in teologia e filosofia e poco dopo si fece monaco nella certosa di Strasburgo. Poco è noto di quegli anni, se non che entrò in contatto con il circolo umanistico di Sélestat formato, tra gli altri, da Beatus Rhenanus, Martin Bucer, Jakob Wimpheling e Johannes Sapidus. Nel 1519 pubblicò il suo primo scritto, De corrigendis studiis severioribus praeceptiunculae breves, dedicato all'umanista Nikolaus Gerbel e profondamente influenzato da Erasmo.

Si tratta di un insieme di precetti morali attraverso i quali Brunfels svaluta la teologia medievale a favore della moderna teologia di Lefèvre d'Étaples, di Ulrich von Hutten, del Brant, del Budé e del gruppo di Sélestat, innervata con l'umanesimo neoplatonico di Gemisto Pletone, del Valla, dell'Agricola e del Ficino. Non manca un cenno a Lutero, presentato tra i migliori teologi viventi insieme con Melantone, Capitone ed Ecolampadio.

Dello stesso anno è il secondo suo scritto, gli Aphorismi institutionis puerorum, in cui egli ribadisce l'importanza degli studi umanistici che permettono di conoscere gli antichi filosofi nei quali, per quanto non cristiani, si trovano preziose verità, come ben seppero, ai loro tempi, Cipriano, Lattanzio e Ilario. L'edizione era corredata da una lettera elogiativa di Wimpheling e dalla presentazione dello stampatore Schott, che garantiva al lettore la serietà dell'autore, « per quanto fosse un frate ». Nella successiva Confutatio sophistices et quaestionum curiosarum, dedicata a Capitone, Brunfels polemizzava con quella teologia che pretendeva di conoscere i misteri divini.

Nella controversia sempre più acuta seguita alle iniziative di Lutero, Brunfels si schierò con quest'ultimo, attirandosi l'ostilità del priore e meditando di lasciare l'abito, come confidò il 10 giugno 1521 in una lettera a Jakob Spiegel, consigliere imperiale e nipote del Wimpheling, senza sapere che il destinatario era un confidente del nunzio pontificio Girolamo Aleandro. Poco dopo Brunfels abbandonò la certosa di Strasburgo per rifugiarsi nel castello di Franz von Sickingen, a Kreuznach, dove trovò Ulrich von Hutten.

Grazie alle sue raccomandazioni, fu accolto come vice-parroco del villaggio di Steinau, presso Francoforte. Il parroco era l'astrologo luterano Johannes Indagine, del quale divenne amico, ma l'amicizia sua e dello Hutten non riuscirono a proteggerlo dagli attacchi di alcuni ecclesiastici, scandalizzati dal contenuto delle sue prediche. Nel luglio del 1522 Brunfels fuggì a Neuenburg am Rhein, un villaggio ormai luterano della Foresta Nera, del quale divenne parroco.

Il botanico[modifica | modifica wikitesto]

L'Helloborus niger tratto dall'Herbarum vivae eicones

Le sue opere di botanica sono un vero progresso rispetto a quelle precedenti. Le illustrazioni sono reali e non come fino ad allora una servile copia delle opere antiche; le piante sono riprese da modelli e con i loro difetti come, per esempio, una foglia in parte mangiata da un insetto. Nel suo Herbarum vivae eicones, che comparve in tre edizioni del 1530, 1532 e 1536, a Strasburgo, illustrate da Hans Weiditz, probabile allievo di Dürer, le piante sono rappresentate in modo realistico, anche con i loro difetti. La prima edizione trattava 135 essenze, mentre l'ultima ne conta 260. I testi sono ispirati alle opere di Dioscoride.

In queste opere le illustrazioni risultano migliori dei testi. Brunfels, che si appoggiava su studi di autori italiani, non comprese la questione della ripartizione geografica delle essenze: continuò infatti a cercare le essenze descritte da Dioscoride nella regione di Strasburgo.

Linneo lo definì « padre della botanica moderna » e gli dedico un genere botanico delle solanacee chiamandolo Brunfelsia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • De corrigendis studiis severioribus praeceptiunculae breves, Strasburgo, Johann Schott, 1519
  • Aphorismi institutionis puerorum, Strasburgo, Johann Schott, 1519
  • Confutatio sophistices et questionum curiosarum, Sélestat, Schürer, 1520

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Briefwechsel des Beatus Rhenanus, Leipzig, Teubner, 1886
  • Ferdinand W. E. Roth, Die Schriften des Otto Brunfels. 1519-1536, « Jahrbuch für Geschichte, Sprache und Literatur Elsass-Lothringens », XVI, 1900
  • Erich Sanwald, Otto Brunfels, 1488-1534. Ein Beitrag zur Geschichte des Humanismus und der Reformation, I. Hälfte, 1488–1524, Bottrop i. W., Wilhelm Postberg, 1932
  • Paul Adam, L'Humanisme à Sélestat. L'École. Les humanistes. La bibliothèque, Sélestat, Alsatia, 1962

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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