Generazione spontanea

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1leftarrow.pngVoce principale: Origine della vita.

Per generazione spontanea si intende la credenza, molto diffusa dall'antichità fino al XVII secolo, per cui la vita potrebbe nascere in modo "spontaneo" dagli elementi naturali inanimati, in quanto comunque dotati di influssi vitali.

Si riteneva infatti che gli esseri viventi, come l'uomo e i grandi animali, i vermi e gli insetti, potessero nascere spontaneamente dal fango o da carcasse in putrefazione.

Questa teoria fu confutata nel XVII secolo grazie ad alcuni esperimenti di Francesco Redi e di Lazzaro Spallanzani. Francesco Redi pose della carne avariata in una serie di recipienti, alcuni chiusi, altri aperti, e dimostrò che le larve nascevano solo dove le mosche avevano potuto depositare le uova.Redi fece anche un altro esperimento simile ma che dimostrava che l'aria può dare origine ad alcuni organismi.

Col passare degli anni la teoria della generazione spontanea venne progressivamente abbandonata. Tuttavia, l'avvento del microscopio portò ad una generale ripresa della teoria: si notò infatti che bastava mettere delle sostanze organiche in decomposizione in un luogo caldo per breve tempo e delle strane "bestioline viventi" apparivano sulla superficie.

All'inizio del XIX secolo la teoria era sostenuta ancora da Geoffroy Saint-Hilaire et Jean-Baptiste de Lamarck. Essi consideravano entrambi che le forme di vita più semplici potevano ancora comparire come generazioni spontanee. Parimenti Antoine Béchamp mostrò, con i suoi microzimi, una forma di generazione spontanea della vita.

Quando la controversia divenne troppo vivace, l'Accademia delle Scienze di Parigi offrì un premio a chiunque fosse stato in grado di fare luce sull'argomento. Il premio fu vinto nel 1864 da Louis Pasteur, che attraverso un semplice esperimento riuscì a confutare la teoria della generazione spontanea. Egli impiegò per i suoi esperimenti dei matracci a collo d'oca, che permettevano l'entrata dell'ossigeno, elemento indispensabile allo sviluppo della vita, ma impedivano che il liquido all'interno venisse a contatto con agenti contaminanti come spore e batteri. Egli bollì il contenuto dei matracci, uccidendo così ogni forma di vita all'interno, e dimostrò che i microrganismi riapparivano solo se il collo dei matracci veniva rotto, permettendo così agli agenti contaminanti di entrare.

Attraverso questo semplice esperimento Louis Pasteur fu in grado di confutare la teoria della generazione spontanea e, come lui stesso disse in una serata scientifica alla Sorbona di Parigi: «Mai la teoria della generazione spontanea potrà risollevarsi dal colpo mortale inflittole da questo semplice esperimento».

Egli inoltre dimostrò, che dei germi si depositavano nella curva del matraccio in cui era presente dell'acqua perché l'aria arrivava fin lì e quindi in quel posto si riproducevano i germi poiché si erano trovati in un ambiente a loro favorevole.

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

Da ricordare alcuni miti riguardanti la teoria della generazione spontanea, quali il mito scritto da Virgilio Euridice ed Aristeo, in cui Aristeo, per farsi perdonare dalle driadi, sorelle di Euridice, che era morta avvelenata da un serpente per una distrazione di Aristeo, sacrifica un toro dal quale nasceranno successivamente delle api.

Vi sono molte fonti di epoca medievale, come ad esempio bestiari, che descrivono la nascita spontanea di insetti, quali zanzare, che si pensava nascessero spontaneamente in acquitrini; come vermi che spuntavano in alimenti o ancora topolini che nascono da pezzi di pane ammuffito.

Da ricordare inoltre una credenza medievale per cui si riteneva che i pulcini nascessero per caso dalle uova e non fossero frutto di una fecondazione della gallina.[senza fonte]

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