Teoria degli equilibri punteggiati

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La teoria degli equilibri punteggiati è una teoria che, nell'ambito della teoria dell'evoluzione per selezione naturale, formula un nuovo modello di speciazione. Il termine equilibri punteggiati (o puntati) compare nel 1972 all’interno del saggio Punctuated Equilibria: An alternative to Phyletic Gradualism, scritto a due mani da Stephen Jay Gould e Niles Eldredge. La loro teoria vuole contrapporsi in modo radicale ad uno dei punti cardine del neodarwinismo: il gradualismo filetico. I due paleontologi integrano e supportano la loro tesi di fondo con contributi teorici ed osservativi provenienti da sistematici e da paleontologi precedenti.

Indice

[modifica] Principi della teoria

Gould e Eldredge fanno osservare che le testimonianze fossili sono incomplete e non sono coerenti con una teoria evolutiva che preveda una velocità costante dell’evoluzione. La teoria degli equilibri punteggiati afferma che le specie rimangono stabili per lungo tempo ed evolvono in brevi periodi.

[modifica] Punti principali

  1. Le nuove specie sorgono in seguito a una scissione della linea evolutiva
  2. Le nuove specie si sviluppano rapidamente.
  3. All'origine della nuova specie si trova una piccola sottopopolazione della forma ancestrale
  4. La nuova specie si origina in una parte piccolissima dell'ambito di distribuzione geografica della specie ancestrale, in un'area isolata alla periferia di questo ambito. (Eldredge, Gould,1972)

La teoria propone un modello alternativo, volto a confutare la teoria del gradualismo filetico nei suoi principi cardine. Tali principi sono qui di seguito elencati:

  1. Le nuove specie si originano dalla trasformazione di una popolazione antenata nelle sue discendenti modificate.
  2. Questa trasformazione è graduale ma a velocità variabile secondo i casi.
  3. La trasformazione avviene quando una popolazione è isolata dal punto di vista riproduttivo.
  4. La trasformazione ha luogo in tutto l'ambito di distribuzione della popolazione antenata, o almeno in gran parte di esso.

[modifica] Critiche alla teoria

Evoluzionisti neodarwiniani criticano la teoria degli equilibri punteggiati in quanto affermano che nel formulare questa teoria Gould e Eldredge hanno distorto il senso del gradualismo.

Nel libro L'idea pericolosa di Darwin, Daniel Dennett si fa carico delle posizioni di questi scienziati. Il punto della discordia sta nel fatto che si pensa che il termine evoluzione graduale sia sinonimo di velocità costante dell’evoluzione. Denett fa osservare che il termine gradualismo si riferisce al lungo periodo necessario a formare una nuova specie ed è stato scelto in contrapposizione all’evoluzione per salti o saltazionismo che invece ipotizza la formazione d’una nuova specie in poche o direttamente in una sola generazione. Il termine velocità evolutiva invece si riferisce alla costanza o meno dell’evoluzione in relazione al tempo, cioè se l’evoluzione d’una specie è costante o intervalla momenti di stasi a momenti di veloce evoluzione.

Il primo a sostenere che la velocità dell’evoluzione non è costante è stato lo stesso Darwin che nel 1872 nel capitolo XV della 6° edizione de L'origine delle specie afferma che:

« Molte specie, dopo essere state formate, non sono mai andate incontro a ulteriori mutamenti (...) ed i periodi, durante i quali le specie sono andate incontro a modificazioni, anche se lunghi misurati in anni, probabilmente sono stati brevi in confronto ai periodi in cui hanno mantenuto la stessa forma. »

La teoria ortodossa neodarwinista afferma che l’evoluzione è graduale ed a velocità non costante e quindi la coerenza con i fossili è mantenuta e la teoria degli equilibri punteggiati non è altro che una riproposizione di qualcosa di già esistente.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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