Sindrome di Behçet

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Sindrome di Behçet
Behcets disease.jpg
Un'afta orale in un caso di Sindrome di Behçet
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano RC0210
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 279.4
ICD-10 (EN) M35.2
Eponimi
Hulusi Behçet

La sindrome di Behçet (pronuncia turca: becet) è una patologia rara di origine autoimmune. Prende il nome dal dermatologo turco Hulusi Behçet, che per primo descrisse nel 1937 il triplo complesso di sintomi che la caratterizza (ricorrenti afte orali e genitali, ed uveite).[1] È un disordine infiammatorio multisistemico recidivante ad eziologia sconosciuta caratterizzato da afte orali, genitali, uveite, tromboflebite e che frequentemente coinvolge le articolazioni, la cute, il sistema nervoso centrale e il tratto gastrointestinale.

Colpisce prevalentemente tra i 20 e i 30 anni (in Italia l'incidenza è di 2,4/milione di abitanti e la prevalenza di 3,8/100000) ed è una malattia cronica. Esiste un'associazione genetica con l'antigene HLA-B51 e nella razza caucasica dell'antigene HLA-B57. Anatomopatologicamente si osservano lesioni più importanti anche se non specifiche a carico dei piccoli vasi. Le pareti di queste sono infiltrate da cellule linfomonocitarie talora con aree di necrosi fibrinoide. Si possono trovare trombosi venose e meno frequentemente arteriose.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Hulusi Behçet (1889-1948), dermatologo turco che per primo riconobbe la condizione nel 1924.

La sindrome di Behçet prende il nome da Hulusi Behçet (1889-1948), un dermatologo e scienziato turco che nel 1924 per primo riconobbe la condizione in uno dei suoi pazienti e che nel 1936 pubblicò i dati della sua scoperta sul Journal of Skin and Venereal Diseases.[2] Il nome (malattia di Behçet) è stato formalmente adottato al Congresso Internazionale di Dermatologia a Ginevra nel settembre 1947. Secondo alcuni autori i sintomi di questa condizione possono, tuttavia, essere stati descritti fin da Ippocrate di Coo nel V secolo a.C., nel suo Epidemion (libro 3, caso 7).[3] Julius Hirschberg (1843-1925), nel suo testo di storia della oftalmologia risalente al 1899,[4] riporta una citazione da Ippocrate e ammette di non essere riuscito a identificare la condizione che viene descritta: "...un'infiammazione acquosa degli occhi, cronica e dolorosa, associata alla presenza di escrescenze sulle palpebre, internamente ed esternamente, chiamate fichi, che in molti casi distrugge la vista.[5]

Altri utilizzano il termine di "sindrome di Adamantiades" o "sindrome di Adamandiades-Behçet", riconoscendo il lavoro svolto dallo studioso greco Benediktos Adamantiades.[6][7][8][9] Tuttavia, per l'attuale standard dell'Organizzazione Mondiale della Sanità/ICD-10 la terminologia corretta è "sindrome di Behçet".

Negli anni '90 ricercatori medici arabi e sauditi diedero un contributo importante alla descrizione della sindrome di neuro-Behçet,[10][11][12] un coinvolgimento neurologico nella malattia di Behçet, considerata una delle manifestazioni più devastanti della condizione.[13][14]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome di Behçet è rara negli Stati Uniti e in Europa, ma è comune in Medio Oriente e in Asia, suggerendo una possibile causa endemica presente nelle aree tropicali.[15] In Turchia la prevalenza è di 20-420 casi ogni 100.000 abitanti, negli altri paesi asiatici questi valori scendono a 2,1-19,5, mentre in Europa meridionale e del nord sono rispettivamente del 1,5-15,9 e 0,3-4,9.[16] L'incidenza nel Nord Italia è in linea con quella di altri paesi europei.[17]

Si stima che circa 15-20.000 cittadini statunitensi abbiano ricevuto la diagnosi di questa malattia. In uno studio del 2009 è stata messa in evidenza una incidenza, negli Stati Uniti d'America, pari a circa 0.38 casi per 100.000 persone.[18] Nel Regno Unito, si stima 1 caso ogni 100.000 persone.[19][20] A livello globale, i maschi sono colpiti più frequentemente delle femmine,[21][22] ma vi sono aree geografiche in cui questa prevalenza non si verifica.[23]

Tale condizione non è associata con i tumori e non vi sono certezze circa la correlazione con i vari tipi di tessuti, anche se a tal proposito gli studi continuano. Inoltre essa non segue il modello usuale delle malattie autoimmuni. Tuttavia, uno studio ha rivelato una possibile correlazione con le allergie alimentari, in particolare per i prodotti lattiero-caseari.[24]

In uno studio epidemiologico, il 56% dei pazienti con malattia di Behçet ha sviluppato coinvolgimento oculare ad una età media di 30 anni e ciò ha rappresentato la prima manifestazione della malattia nell'8,6% dei pazienti.[25] Un interessamento che si estende anche al nervo ottico è stato raramente segnalato. Tra i pazienti che hanno accusato problemi oculari, nel 17,9% dei casi è stata identificata una atrofia ottica, nel 9% una emorragia retinica, nel 13,3% un edema maculare mentre nel 5,8% una occlusione di un ramo di una vena retinica.[26] L'atrofia ottica è stata individuata come la causa più importante di disabilità visiva ed è stata riscontrata nel 54% dei pazienti con malattia oculare di Behçet e deficit visivo permanente.[26] Il decorso della malattia è più grave nei pazienti con un'età precoce di insorgenza e che presentano coinvolgimento gastrointestinale.[27]

Fisiopatologia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la causa della sindrome di Behçet non sia ancora ben definita, si ritiene che essa sia una malattia autoimmune, le cui cause scatenanti possono essere genetiche, infettive o legate al sistema immunitario.[28][29]

Genetica[modifica | modifica wikitesto]

La malattia di Behçet è certamente un disturbo sporadico, tuttavia da tempo è noto che esiste una certa familiarità nel suo manifestarsi.[30][31][32] La prevalenza della malattia di Behçet risulta essere maggiore nelle zone circostanti l'antica rotta commerciale della seta in Medio Oriente e in Asia centrale: per questo motivo alcuni studiosi si riferiscono ad essa come alla malattia della via della seta.[33][34] Questo fatto potrebbe far pensare ad un'eziologia genetica ma, tuttavia, questa condizione non è limitata a individui provenienti da queste regioni. Molti studi sierologici hanno mostrato una correlazione tra la malattia e l'antigene HLA-B51.[35][36] La presenza dell'HLA-B51 è più frequente nella fascia che va dal Medio Oriente alla Siberia sud orientale e nella popolazione giapponese ed i soggetti con antigene HLA-B51 sono prevalentemente maschi e tendono a manifestare una più alta prevalenza di ulcere genitali, oculari e, in generale, di sintomi cutanei; al contrario il coinvolgimento gastrointestinale si verifica meno frequentemente.[37] In ogni caso l'antigene HLA-B51 non ha mostrato di influenzare la gravità della sintomatologia.[38]

Esposizione alle infezioni[modifica | modifica wikitesto]

Una esposizione ad un agente infettivo può essere la causa scatenante di una risposta immunitaria cross-reattiva. Essendo la presenza ricorrente di ulcere orali un criterio fondamentale per la diagnosi della condizione, sono stati presi in esame i patogeni che vivono nella cavità orale come il virus herpes simplex (HSV), e le specie batteriche Streptococcus, Staphylococcus e Escherichia coli.

Molti studiosi si sono concentrati su un possibile coinvolgimento delle proteine umane da shock termico (heat shock proteins, HSP) (degli antigeni unici dotati di potente capacità immunostimolatrice), ed in particolare su HSP-60 e HSP-65. È stato dimostrato che alcuni peptidi derivati da HSP-60 sono in grado di indurre una significativa proliferazione delle cellule T in soggetti affetti da sindrome di Behçet.[39][40][41] HSP-65 è stato ritrovato in alte concentrazioni in pazienti che presentano ulcere orali e lesioni cutanee attive. Questo antigene è stato dimostrato un efficace stimolatore della produzione di anticorpi che presentano reattività crociata con alcune specie di streptococchi normalmente presenti nel cavo orale.[41]

Sistema immunitario[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni neutrofili insieme a globuli rossi. I tessuti colpiti dalle manifestazioni cliniche della sindrome di Behçet sono caratterizzati da una forte infiltrazione di questi leucociti. Si presuppone che, nei pazienti affetti dalla condizione, essi si portino in uno stato di iperattività con una soglia più bassa rispetto agli individui sani.

La sindrome di Behçet presenta un coinvolgimento sistemi di molteplici organi. Attraverso uno studio al microscopio si possono osservare delle infiltrazioni di cellule T e neutrofili in questi tessuti colpiti.[42][38]

Le analisi del sangue dei pazienti affetti dalla condizione hanno mostrato una risposta predominante di linfociti T helper, sia CD4+ che CD8+ con le corrispondenti elevazioni dei livelli di citochine (interleuchine e interferone-gamma).[43]

Come detto, le lesioni caratteristiche della sindrome di Behçet vedono una forte attività e presenza delle cellule neutrofile. Ciò ha portato molti studi ad indirizzarsi in tal senso, tuttavia, al 2013 non sono state ancora formulate teorie valide che caratterizzino il loro ruolo e i risultati si sono rivelati spesso contraddittori. Si ritiene, comunque, che il rilascio di citochine possa mettere i neutrofili in uno stato di "pre-eccitazione statico", grazie ad un meccanismo non ancora ben determinato. Da questo stato i neutrofili possono essere poi innescati e portati in una condizione di iperattività a seguito di stimoli ambientali; ciò avviene, nei pazienti affetti dalla condizione, ad una soglia inferiore rispetto agli individui che non ne soffrono.[38][44][45]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Principali manifestazioni cliniche della Sindrome di Behçet.[46]

La malattia di Behcet è una patologia autoimmune, infiammatoria, sistemica dalle cause ancora sconosciute, che coinvolge i vasi sanguigni, sia capillari, sia vene e arterie. I sintomi della malattia cambiano a seconda del distretto interessato, ma per fare diagnosi è necessaria una triade di sintomi osservati dal paziente o dal medico per più volte in un anno: afte orali, afte genitali, manifestazioni oculari come uveiti, neuriti ottiche, trombosi retinica, glaucoma. La malattia di Behcet è una patologia cronica e con il tempo può colpire qualunque organo. Numerosi sintomi “minori” (nel senso che hanno una frequenza inferiore) possono apparire in un momento o in un altro.

Sistema muscolo scheletrico[modifica | modifica wikitesto]

Le artralgie infiammatorie (dolori alle articolazioni) sono una manifestazione molto comuni, la terza in ordine di frequenza dopo l'interessamento mucocutaneo e le lesioni oculari, che possono colpire fino ad oltre l'80% dei soggetti con sindrome di Behçet.[47] Queste manifestazioni sono spesso migranti e interessano principalmente le grandi articolazioni degli arti inferiori. Meno comunemente possono presentarsi anche manifestazioni di tipo artritico: secondo uno studio l'oligoartrite ricorre nel 7,5% dei casi, la frequenza della monoartrite risulta leggermente inferiore (6,5%) mentre la poliartrite si manifesta nel 5% dei soggetti.[48] Le articolazioni più colpite sono le ginocchia, anche, gomiti e polsi.[49] In un discreto numero di pazienti è possibile osservare un coinvolgimento dello scheletro assiale ed il verificarsi di dolore al rachide, sacroileite (circa il 6-8%) e spondilite anchilosante (5% circa).[48][50] Fortunatamente il Behcet solitamente non produce nell'osso o nelle cartilagini danni permanenti. Normalmente l'infiammazione coinvolge il collagene o il tessuto che sottende alle articolazioni. Forme insolite di interessamento del sistema muscolo scheletrico includono l'artrite che si associa a malformazioni e/o profonde alterazioni articolari, pseudogotta, rottura di cisti poplite (con una clinica che imita un episodio di trombosi venosa profonda) e la miosite.[47] Ovviamente l'artrite e le altre manifestazioni muscolo scheletriche nei pazienti affetti da malattia di Behçet influenzano notevolmente il livello del dolore percepito e la qualità di vita.[51]

Sistema gastrointestinale[modifica | modifica wikitesto]

Il coinvolgimento del tratto gastro-intestinale è comune ed è caratterizzato da dolore addominale, flatulenza, diarrea e costipazione, spesso si ritrova muco o sangue nelle feci. Talvolta in alcuni pazienti è possibile reperire lesioni a carico della mucosa ano-rettale, in una fase iniziale ulcere localizzate e molto dolorose, che possono poi estendersi ad interessare la mucosa dell'ampolla rettale e quindi del colon. Queste ulcere talvolta evolvono fino a formare delle vere e proprie fistole.[52] Quando viene eseguita una colectomia e si procede ad analizzare il pezzo anatomico, queste lesioni della mucosa appaiono, in genere, come ampie ulcerazioni spesso ad andamento longitudinale, associate a fessurazioni e vere e proprie afte. Le lesioni di solito si verificano all'interno di un contesto di mucosa normale o, al più, di infiammazione focale. La regola è riscontrare una associata vasculite linfocitaria che coinvolge le vene della sottomucosa.[53]

Non è raro che, in assenza di altre localizzazioni o criteri di malattia, queste lesioni possano essere scambiate per manifestazioni proprie di una malattia infiammatoria intestinale cronica, come ad esempio la colite di Crohn.[54][55] Esistono in ogni caso alcuni criteri endoscopici per differenziare i due diversi tipi di lesioni.[56][57]

Rene, vie urinarie ed annessi genitourinari[modifica | modifica wikitesto]

È stata rilevata che una lieve insufficienza renale si può presentare tra 0% e il 55% dei casi di Sindrome di Behçet. Il sesso maschile rappresenta un fattore di rischio.[58] Solitamente la condizione è asintomatica con rari casi di gravi coinvolgimenti renali. La causa più frequente dell'insufficienza renale è dovuta all'amiloidosi e alla glomerulonefrite. Una diagnosi precoce può essere fatta grazie all'analisi delle urine e la misurazione della creatinina sierica e i livelli di azoto ureico nel sangue.[59]

Occasionalmente può presentarsi anche dolore e gonfiore a livello dei testicoli (epididimite) o dell'uretra (uretrite) o della prostata (prostatite).[60][61]

Sistema cardiovascolare[modifica | modifica wikitesto]

L'infiammazione dei vasi può indebolire le pareti degli stessi vasi e provocare quindi un aneurisma. Nonostante si tratti di una complicanza rara, è comunque pericolosa. Queste manifestazioni vascolari sono dei buoni predittori di morbilità e mortalità dei pazienti con malattia di Behçet.[62][63] Il coinvolgimento dei grossi vasi rappresenta una manifestazione comune della sindrome. Questi pazienti presentano comunemente flebiti ricorrenti, in genere coinvolgenti le vene di maggiore diametro (ad esempio la vena cava superiore e inferiore, oppure le vene epatiche) così come le vene cerebrali. Quando sono coinvolti i vasi arteriosi, generalmente la manifestazione di sofferenza è rappresentata dalla formazione di aneurismi o di pseudoaneurismi: con grande frequenza è possibile osservare l'interessamento dell'aorta ascendente (che spesso conduce ad insufficienza aortica), aneurismi dell'aorta discendente, aneurismi dell'arteria polmonare, pseudoaneurismi dell'arco aortico,[64] aneurismi dell'aorta toracica e addominale.[65][66] Le complicanze vasali e arteriose rappresentano inoltre problemi di difficile soluzione chirurgica, in quanto ogni intervento invasivo sul sistema arterioso, in considerazione della debolezza intrinseca delle pareti dei vasi, può condurre allo sviluppo di pseudoaneurismi.[62] Le manifestazioni cardiologiche, rappresentano eventi assolutamente non comuni in corso di malattia di Behcet ricorrendo in percentuale variabile, secondo diversi studi epidemiologici, dal 7% al 30% dei pazienti. Le principali manifestazioni sono rappresentate da pericarditi, endocarditi, miocarditi, fibrosi endomiocardica, vasculite delle arterie coronariche, trombosi intracardiaca, aneurisma del seno di Valsalva, disfunzioni delle valvole cardiache, disturbi del sistema di conduzione.[64]

Sistema nervoso centrale[modifica | modifica wikitesto]

Un'immagine delle vene cerebrali, ottenuta tramite imaging a risonanza magnetica, che mostra una occlusione del seno sigmoideo di sinistra del seno trasverso.

Nei casi avanzati di Behçet può presentarsi un coinvolgimento a livello del sistema nervoso centrale. Il coinvolgimento neurologico è una delle manifestazioni più devastanti della malattia.[67] Secondo alcuni studi il coinvolgimento del sistema nervoso in corso di sindrome di Behçet può interessare da poco più del 5% fino al 50% dei pazienti. L'interessamento può essere schematicamente suddiviso in lesioni parenchimatose (cosiddetto neuro-Behçet, ad esempio le meningoencefaliti) e lesioni non parenchimatose (cosiddetto vasculo Behçet, tipicamente le trombosi delle vene cerebrali e gli aneurismi delle arterie).[68][69][70] Nella maggior parte dei pazienti la malattia sembra comunque caratterizzarsi per l'interessamento infiammatorio-vascolare del sistema nervoso centrale (SNC) malattia, con interessamento parenchimale focale o multifocale, il quale tendenzialmente comporta l'insorgenza di una sindrome subacuta del tronco cerebrale e di emiparesi.[71] Frequente è pure la comparsa di ipertensione endocranica (Neuro-Behçet extrassiale).[72] Il mal di testa è molto frequente nella sindrome di Behçet, ma fortunatamente solo in pochi casi questo è sinonimo di interessamento cerebrale.[29] Mal di testa particolarmente severi dovrebbero essere valutati con attenzione da un neurologo. Le trombosi non sono comuni ma comunque possibili nel cervello, così come l'infiammazione della membrana del cervello (la meningoencefalite). Questi processi infiammatori possono essere diagnosticati grazie a una risonanza magnetica che mostra immagini del cervello e del suo sistema vascolare.[70]

Cute, mucose ed annessi cutanei[modifica | modifica wikitesto]

Le manifestazioni muco-cutanee della malattia sono estremamente comuni.[73] A livello cutaneo, la malattia può provocare lesioni simili a quelle proprie dell'eritema nodoso,[74][75][76] follicolite e pseudo follicolite,[77][78][79] lesioni simil acneiche in età adulta ed altre che imitano quelle proprie del pioderma gangrenoso.[80][81][82][83]

La vasculite a livello cutaneo può essere evidenziata dal fenomeno spontaneo della patergia (per punture di insetti od iniezioni). Il fenomeno può anche essere svelato e provocato dal medico tramite la somministrazione sottocute di una minima quantità di soluzione fisiologica: si tratta del test della patergia, un test non specifico di iperreattività cutanea verso i minimi traumi, che a distanza di 24-48 ore dall'inoculazione intradermica di soluzione fisiologica comporta, nella sede di iniezione, la formazione di una papula arrossata, una vescicola o una pustola di diametro superiore ai 5mm.[84][85]

Manifestazioni oculari[modifica | modifica wikitesto]

Un paziente con sindrome di Behçet che presenta ipopion nella metà inferiore dell'occhio in una situazione di uveite.

Le manifestazioni oculari nel corso della malattia sono estremamente comuni. Le malattie infiammatorie dell'occhio possono svilupparsi precocemente nel corso della sindrome e portare alla perdita permanente della vista nel 20% dei casi. Il coinvolgimento oculare può essere sotto forma di uveite posteriore, uveite anteriore, o vasculite occlusiva retinica.[86][87] I soggetti affetti da uveite anteriore si caratterizzano per la presenza di occhi dolorosi, arrossamento congiuntivale, ipopion[88][89] e riduzione dell'acuità visiva.[90] Coloro che vengono colpiti da uveite posteriore presentano piuttosto una diminuzione dell'acuità visiva e corpi galleggianti nel campo visivo, ma il disturbo in genere è indolore.[26] Una rara forma di coinvolgimento oculare in questa sindrome è data dalla vasculite retinica che si presenta con diminuzione indolore dell'acuità visiva e con la possibilità di presenza di corpi galleggianti o altri difetti del campo visivo.[91][92][93]

Altre manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Molto spesso è presente febbre alta intermittente all'esordio della malattia e febbricola serale nella fase cronica, così come una stanchezza marcatissima fin dal mattino (astenia). Studi clinici relazionano la riacutizzazione della malattia di Behcet, così come di tutte le malattie autoimmuni, con la presenza di fattori stressanti siano essi sia fisici che psicologici.[94]

Le terapie necessarie (immunosoppressori, farmaci biologici) spesso rendono i pazienti più soggetti a stati influenzali o simil influenzali.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La sindrome di Behçet non è diagnosticabile né da sintomi patognomici (cioè manifestazioni univocamente associati ad essa), né da esami di laboratorio.[95] La diagnosi viene dunque fatta seguendo i criteri proposti nel 1990 dall'International Study Group for Behçet’s disease[96]:

In assenza di altri quadri clinici che spieghino questi sintomi, perché si formuli una diagnosi della sindrome di Behçet, i pazienti devono presentare:

  • ulcerazione orale ricorrente (aftosa o erpetiforme) ricorrente osservata dal medico o dal paziente almeno tre volte in un periodo di 12 mesi
E almeno due o più di questi ulteriori elementi:
  • Ulcerazione genitale ricorrente.
  • Lesioni oculari:
  • Lesioni cutanee:
  • Test cutaneo positivo alla patergia, letto da un medico a 48 ore. Tale test può risultare di qualche utilità nei soggetti che vivono nelle zone orientali estreme o centrali, ma nel mondo occidentale malattia di Behçet e patergia non rappresenta un'associazione consistente.

La positività dell'antigene B5-51 ha valore soltanto per confermare la diagnosi in caso si manifestino soltanto due dei tre sintomi necessari.[97] La diagnosi precoce di queste forme è importante per permettere l'instaurarsi della terapia più adeguata con risoluzione spesso completa della sintomatologia.

Diagnosi differenziale[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie diagnosi differenziali per la sindrome di Behçet ci sono: amiloidosi, sindrome da anticorpi antifosfolipidi, malattie infiammatorie croniche intestinali, sindromi paraneoplastiche, poliarterite nodosa, lupus eritematoso sistemico.[98]

Inoltre molte sue manifestazioni possono risultare simili a sindromi associate al HLA-B27 (come spondilite anchilosante, artrite psoriasica, artrite reattiva), agli stati di trombofilia, alle condizioni di malnutrizione, alla sarcoidosi, alle infezioni batteriche.[98] Le ulcerazioni alla bocca possono essere associate anche con la malattia di Crohn, la dermatite bollosa, con l'HIV o con il deficit di vitamine. Ricorrenti uveiti possono presentarsi anche nella malattia di Crohn, nella sarcoidosi e nella sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada. Le lesioni arteriose mimano gli effetti della poliarterite e della arterite di Takayasu.[28]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione grafica di una molecola di prednisone.

Il trattamento ha lo scopo di alleviare i sintomi, riducendo l'infiammazione e controllando il sistema immunitario. Una terapia basata sulla somministrazione di alte dosi di corticosteroidi (1 mg/kg/die di prednisone orale) trova indicazione nelle manifestazioni più gravi della malattia.[99] La terapia con inibitori del TNF-alfa, come l'infliximab, ha mostrato risultati promettenti nel trattamento dell'uveite associata con la malattia.[100][101] Un altro farmaco anti TNF-alfa, l'etanercept, può essere utile nei pazienti con sintomi prevalentemente cutanei e delle mucose.[102]

L'Interferone alfa-2a possono rappresentare un efficace trattamento alternativo, in particolare per le ulcere genitali e orali[103] e per le lesioni oculari.[104] L'azatioprina, quando usata in combinazione con interferone alfa-2b presenta anch'essa risultati soddisfacenti,[105] e la colchicina può essere utile per il trattamento di alcuni ulcere genitali, dell'eritema nodoso e dell'artrite.[106]

Anche il talidomide è stato utilizzato per il suo effetto immuno-modificante.[107] Il dapsone e il rebamipide hanno dimostrato, in studi di piccole dimensioni, di avere risultati positivi per le lesioni mucocutanee.[108][109]

Data la sua rarità, al 2013 non è stato ancora stabilito un trattamento ottimale per la neuropatia ottica acuta nella malattia di Behçet. L'identificazione e il trattamento precoce è tuttavia essenziale. È stata riportata una risposta alla ciclosporina, alla triamcinolone perioculare e al metilprednisolone IV seguiti da prednisone orale, tuttavia si è segnalata anche la possibilità di ricadute che possono portare alla perdita visiva irreversibile anche con il trattamento.[110] Gli immunosoppressori, come l'interferone alfa e gli inibitori del TNF-alfa possono migliorare ma non invertire completamente i sintomi oculari della Behçet, che potrebbe anche evolvere nel tempo nonostante il trattamento. Quando i sintomi sono limitati alla porzione anteriore dell'occhio, la prognosi è tuttavia migliore. Un coinvolgimento della porzione posteriore, ed in particolare del nervo ottico, sono invece degli indicatori prognostici negativi. L'atrofia secondaria del nervo ottico è spesso irreversibile. Una puntura lombare o il trattamento chirurgico possono essere richiesti per evitare l'atrofia ottica nei casi di ipertensione endocranica refrattaria al trattamento con immunomodulatori e steroidi.

La somministrazione di immunoglobuline endovena potrebbe essere un trattamento valido per i casi più gravi[111] o complicati.[112][113]

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

La prognosi per la sindrome di Behçet è correlata al sito di manifestazione e alla gravità del suo coinvolgimento.[114] Tuttavia, la condizione aumenta significativamente la morbilità e la mortalità di chi ne soffre.[28] In generale è possibile affermare che la malattia si manifesta in modo meno grave nel sesso femminile, e ciò sembra vero per ogni tipo di manifestazione clinica della sindrome. A titolo d'esempio in uno studio del 2003 condotto su 387 pazienti (di cui 262 maschi e 125 femmine), nessuna donna colpita dalla malattia presentava aneurismi arteriosi.[115]
Per evitare le manifestazioni della malattia, i pazienti possono necessitare dell'assunzione a vita di farmaci immunosoppressori, utilizzando comunque la dose più bassa possibile per evitare i loro gravi effetti collaterali.[114]

Tra le complicanze più frequenti vi è la possibilità di incorrere in aneurismi, in eventi trombotici e vasculiti con conseguenti eventi ischemici distali, perdita della vista in seguito a uveite anteriore e posteriore, coinvolgimento neurologico.[114] Secondo alcuni studi la causa principale di mortalità è la malattia dei grandi vasi, soprattutto l'emorragia dovuta alla rottura di aneurismi coronarici o dell'arteria polmonare, evento, quest'ultimo, registrato quasi esclusivamente tra i pazienti maschi.[116] Altri studi mettono invece in evidenza l'elevata mortalità correlata al coinvolgimento neurologico.[117]

Non vi sono, al 2013, molti studi che abbiano prodotto dati inerenti al follow-up del paziente. Uno studio effettuato in Giappone, su 2.031 pazienti, ad un anno dalla diagnosi, il 31,7% ha riportato un peggioramento della propria condizione clinica e lo 0,9% era deceduto.[28]

Uno studio del 2010 effettuato su 817 pazienti affetti dalla sindrome, 41 di essi (5%) era deceduto dopo un follow-up di 7,7 anni. A 1 e 5 anni il tasso di mortalità era stato del 1,2% e 3,3% rispettivamente. L'età media dei decessi è stata di 34,6 anni con 11,5 anni di deviazione standard. Il 95,1% di loro era di sesso maschile. Tra le principali cause di morte, per il 43,9% erano legate a patologie dei vasi (aneurisma arterioso, in particolare delle arterie polmonari[118], e sindrome di Budd-Chiari), per il 14,6% la causa è stato il cancro e le malattie ematologiche maligne, infine per il 12,2% fatale era stato il coinvolgimento del sistema nervoso centrale e la sepsi.[119]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H. Behçet, EL. Matteson; H. Behcet, On relapsing, aphthous ulcers of the mouth, eye and genitalia caused by a virus. 1937. in Clin Exp Rheumatol, vol. 28, 4 Suppl 60, pp. S2-5, PMID 20868561.
  2. ^ H. Behçet. Über rezidivierende, aphtöse, durch ein Virus verursachte Geschwüre am Mund, am Auge und an den Genitalien. Dermatologische Wochenschrift, Hamburg, 1937, 105(36): 1152-1163. Reproduced in Viggor SF, Willis AM, Jawad ASM, Behçet's disease in Grand Rounds, vol. 11, 2011, pp. L1–L2, DOI:10.1102/1470-5206.2011.L001.
  3. ^ DH. Verity, GR. Wallace; RW. Vaughan; MR. Stanford, Behçet's disease: from Hippocrates to the third millennium. in Br J Ophthalmol, vol. 87, nº 9, Set 2003, pp. 1175-83, PMID 12928293. URL consultato il 28 aprile 2014.
  4. ^ J. Hirschberg, Graefe-Saemisch Handbuch der gesamten Augenheilkunde", 2ª ed., Leipzig (Lipsia), Wilhelm Engelmann, 1899.
  5. ^ A. Feigenbaum, Description of Behçet's syndrome in the Hippocratic third book of endemic diseases. in Br J Ophthalmol, vol. 40, nº 6, Giu 1956, pp. 355-7, PMID 13355940.
  6. ^ B. Adamandiades. Sur un cas d'iritis à hypopyon récidivant. Annales d'oculistique, Paris, 1931, 168: 271-278.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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