Corpo vitreo

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Corpo vitreo
Three Internal chambers of the Eye.png
Il corpo vitreo è accolto nello spazio posteriore al cristallino (azzurro)
Schematic diagram of the human eye it.svg
Il corpo vitreo occupa i 4/5 del bulbo oculare
Anatomia del Gray subject #225
Sistema Apparato visivo
Il corpo vitreo occupa tutto lo spazio compreso tra la retina e il cristallino

Il corpo vitreo (detto anche umore vitreo) è una massa gelatinosa, trasparente ed incolore che riempie i 4/5 posteriori del occhio umano,[1] per la precisione nella camera vitrea che è lo spazio compreso tra la superficie posteriore del cristallino e la retina.

È percorso all'interno dal canale ialoideo, un retaggio del vaso che irrorava il cristallino nella vita embrionale.

Disposizione e rapporti[modifica | modifica wikitesto]

Anteriormente presenta la fossa ialoidea che accoglie la convessità posteriore del cristallino. È saldamente attaccato alla retina, al nervo ottico e, tramite la sua parte periferica (membrana ialoidea), all'orbicolo ciliare dove forma un sistema di fibre che vanno a costituire il legamento sospensore del cristallino[1].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

È incolore, costituito di acqua per il 99% ed è ricco di acido ialuronico che è prodotto dagli ialociti, cellule contenute nel corpo vitreo stesso che possiedono anche alcune funzioni fagocitarie[1].

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Le sue funzioni sono principalmente:

  • di sostegno (riempie il bulbo)
  • di protezione (se compresso, il bulbo oculare torna alla sua forma originaria; ammortizza gli urti)
  • ottica: è trasparente e permettendo il passaggio della luce, fa parte dell'apparato diottrico dell'occhio.

Patologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miodesopsia.

Con l'avanzare dell'età il corpo vitreo va incontro a liquefazione e possono comparire delle opacità isolate o confluenti che possono provocare riduzioni della capacità visiva. Se queste opacità sono distinte e mobili vengono definite miodesopsie, che possono determinare trazione sulla retina - soprattutto periferica - con la comparsa di manifestazioni visive quali scintillii e luci lampeggianti.

Scintillii e luci lampeggianti non sono comunque esclusivi della fisiologia/patologia del corpo vitreo in quanto si riscontrano in una moltitudine di circostanze quali: emicrania, distacco di retina, infezioni, infiammazioni, traumi come ad esempio un urto violento del capo (le classiche stelline dei fumetti di chi batte la testa violentemente o viene colpito).

La riduzione di volume del corpo vitreo frequentemente determina un distacco dello stesso dalla parte posteriore del bulbo, condizione generalmente non dannosa. Anche in questo caso possono comparire punti luminosi e scintillii dovuti sia a piccoli frammenti del corpo vitreo che urtano contro la retina sia alla trazione del vitreo che si ritira.

All'attenzione del medico oculista devono essere portati tutti i casi in cui sia presente:

  • un abbassamento improvviso dell'acuità visiva accompagnato a scintillii, flash e opacità migranti;
  • sensazione di vista appannata, velata, anche solo di una parte del campo visivo;
  • aumento improvviso per numero o dimensioni delle opacità migranti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Da Trattato di Anatomia Umana, volume III, p. 367

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]