Materia di Britannia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ciclo bretone)
Nella leggenda gallese la spada di Artù (a volte identificata con la spada nella roccia) si chiama Caledfwlch

Con Materia di Britannia, la cui definizione corrente e maggiormente diffusa è quella di Ciclo bretone o Ciclo arturiano in virtù del suo eponimo, si indica l'insieme delle leggende sui celti e la storia mitologica delle isole britanniche, in particolar modo quelle riguardanti re Artù e i suoi cavalieri della Tavola rotonda[1]. Le loro vicende furono elaborate attraverso i secoli in una vasta ed eterogenea serie di testi scritti in numerose lingue (latino, francese, inglese, tedesco, italiano) a partire dal Basso Medioevo. Alcuni dei temi del ciclo arturiano hanno origine nella leggenda; altri sono stati aggiunti nel tempo dalla creatività dei numerosi autori che si sono succeduti.

In un certo senso, il ciclo arturiano si può considerare non ancora concluso: numerosi autori moderni (come Mark Twain, John Steinbeck, Marion Zimmer Bradley, Jack Whyte, T. H. White) vi hanno infatti contribuito, in alcuni casi introducendo elementi di notevole rilievo in seguito entrati nell'immaginario collettivo, insieme ai temi classici.

Louis Rhead, The Parting of Sir Tristram and la Belle Isault

Questa letteratura nacque e si sviluppò nel XII secolo nella Francia settentrionale contemporaneamente all'epopea delle chanson de geste.

La materia di Bretagna prende l'avvio dalla fantasiosa Historia regum Britanniae, scritta da un chierico gallese, Goffredo di Monmouth, nel 1135.
La storia consiste in una compilazione romanzesca di amori, magie ed avventure e venne liberamente tradotta in versi francesi un ventennio più tardi in Francia nel Roman de Brut dal poeta normanno chiamato Maistre Wace.

Essendo tradotta liberamente e in una lingua accessibile al contesto, l'opera divenne subito facilmente accessibile ad un pubblico più vasto e diede l'avvio a una produzione assai ricca (più di cento composizioni in lingua romanza) soprattutto in versi e più tardi anche in prosa.

La poesia in area romanza si sviluppa prima della prosa, perché il ritmo e la rima rendono più facile la divulgazione orale e anche la memorizzazione.

Il "ciclo bretone" presenta profonde differenze dal genere della Chanson de geste tipica del ciclo carolingio.

Esso ebbe il suo sviluppo in ambienti cortesi, dove ben si conoscevano le disquisizioni amorose riportate nel trattato del De amore di Andrea Cappellano e ha come motivo principale non la lotta collettiva contro gli Infedeli, ma l'amore e la ricerca individuale di avventure.

Il cavaliere della tavola rotonda, alla corte di re Artù, non è più l'Orlando della Chanson de Roland che muore con tutta la sua schiera a Roncisvalle come un martire, ma è un solitario cavaliere errante che va alla ricerca di prove sempre più difficili per esaltare se stesso e per conquistare la donna amata.

Tra le storie più celebri si ricordano le leggende su Merlino e la spada Excalibur, l'origine prodigiosa e l'inizio del regno di Artù, l'amore tra Lancillotto e la regina Ginevra, moglie di Artù, l'amore di Tristano ed Isotta, moglie di re Marco, le vicissitudini, le avventure e le ricerche riguardanti Morgana la Fata e suo figlio Mordred, i cavalieri della Tavola Rotonda, tra cui Galvano, Ivano, Galeotto, Tristano, Palamede il Saraceno e moltissimi altri, la figura di Perceval e il tema del Graal, etc.

Una statua di Artù in bronzo con visiera alzata e scudo è tra i cavalieri in lutto alla tomba dell'imperatore Massimiliano I (morto nel 1519), a Innsbruck

Tutti questi temi vennero trattati in moltissime opere: tra le prime le più famose furono i romanzi di Chrétien de Troyes, uno dei più grandi scrittori medievali, il Tristan di Béroul il Tristan di Tommaso d'Inghilterra (ca. 1170), i "Lai" di Maria di Francia ecc.

Personaggi e argomenti[modifica | modifica wikitesto]

Fonti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Chevalier à l'Épée
  • Le Chevalier au Papegau
  • historia regum britanniae
  • perceval , erec ed enide , clige's , lancillotto , ivano , the knight of the cart , the knight of the lion , the story of the grail
  • I romanzi della tavola rotonda
  • storia di re artu ' e dei suoi cavalieri
  • le morte d ' arthur
  • tristan
  • i racconti di canterbury
  • erec . . . . ywain
  • brut
  • lai de yonec, lai de frêne ed il lai de lanval
  • historia brittonum
  • estoire dou graal
  • book of taliesin
  • tristan and iseult
  • roman de brut, roman de rou
  • parzival
  • me'raugis de portlesguez
  • la demoiselle a ' la mule ( anche chiamato la mule sans frein)
  • roman de roi artus , gyron le courtois , meliadus de leonnoys ( meliadus )
  • lanzelet
  • l ' Âtre périlleux ( su Gawain )
  • blandin de cornouaille
  • La Demoiselle à la Mule
  • Gliglois (eroe che enters the servizio di Gawain)
  • Hunbaut
  • Life of Caradoc
  • The Lancelot-Grail Cycle
  • The Mabinogion (medieval Welsh)
  • The Post-Vulgate Cycle 13th century
  • Les Merveilles de Rigomer (Lancelot, Gawain and 58 knights)
  • Perlesvaus ou le Haut Livre du Graal
  • Le Roman de Jaufré
  • Sir Gawain and the Green Knight
  • Prose Tristan
  • Stanzaic Morte Arthur
  • Alliterative Morte Arthur

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Artù è di fatto il soggetto principale della Materia di Britannia, ma ci sono altre storie leggendarie meno note, comprese le storie su Bruto di Troia, Coel Hen, re Lear, Gogmagog (folklore britannico) e altri. La Materia di Britannia fu in parte creata per dare vita a un corpo di miti patriottici

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Derek Pearsall, Arthurian Romance: a short introduction, Blackwell, Oxford, 2005
  • D. H. Green, The Beginnings of Medieval Romance: Fact and fiction, 1150-1220, CUP Cambridge 2005
  • Carol Dover (ed), A Companion to the Lancelot-Grail Cycle, Boydell & Brewer, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]