Lancillotto

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Ultimo incontro di Lancillotto e Ginevra sulla tomba di Artù, dipinto di Dante Gabriel Rossetti

Nel ciclo arturiano, Lancillotto del Lago (o semplicemente Lancillotto o Lance(l)lotto) è uno dei Cavalieri della Tavola rotonda. Nella maggior parte delle romanze francesi (e nelle opere da esse derivate) Lancillotto viene presentato come il più valoroso e fidato dei cavalieri al servizio di Re Artù. L'illecito e tragico amore tra Lancillotto e Ginevra (regina e moglie di Artù), che rompe l'equilibrio di Camelot (diventando una delle cause della sua caduta), fu uno dei simboli dell'amor cortese medioevale. È celebre, per esempio, la citazione dantesca di "Lancelotto e Ginevra" nel canto di Paolo e Francesca della Divina Commedia.

Benché Lancillotto sia uno dei personaggi più celebri del ciclo arturiano, e uno dei meglio noti al pubblico moderno, egli non appare nella leggenda originale. Vi è tuttora un certo dibattito riguardo a chi sia l'autore che ha inventato il personaggio di Lancillotto; certamente, fu Chrétien de Troyes il primo a farne il protagonista di romanzo, il celebre Lancillotto o il cavaliere della carretta.

Origini di Lancillotto[modifica | modifica sorgente]

Lancillotto e Ginevra, fotografia del 1874

Lancillotto non viene menzionato da Goffredo di Monmouth in quella Historia Regum Britanniae da cui deriva gran parte della mitologia arturiana. Egli compare, invece, nell'opera di Chretien de Troyes (XII secolo). Il nome Lancillotto non ha radici celtiche evidenti, sebbene si sia ipotizzata una derivazione da Lance ap Lot ("Lance, figlio di Lot").

La presentazione di Lancillotto nelle opere di Chrétien de Troyes è complessa e contraddittoria. Nel suo primo poema, Erec et Enide, Lancillotto appare fra i cavalieri della corte di Artù, mentre in Cligès è un antagonista, un potente cavaliere che l'eroe della storia deve affrontare e battere. È in Lancillotto o il cavaliere della carretta che de Troyes introduce il Lancillotto destinato a entrare nella tradizione. Qui egli appare per la prima volta come miglior cavaliere della corte e amante della regina, un tema fondamentale per le successive caratterizzazioni del personaggio. La storia si sviluppa principalmente attorno al salvataggio di Ginevra dal castello di Meleagant (che, curiosamente, presenta come un compito che spetta a Lancillotto e non, come si penserebbe, ad Artù stesso). Nell'ultima opera di de Troyes, centrata sul personaggio di Parsifal, Lancillotto svolge un ruolo modesto, e così accade nelle opere che, in diversi periodi storici, si proposero di continuare il ciclo di racconti dello stesso de Troyes. Egli appare addirittura nuovamente come antagonista in alcuni racconti del ciclo di Tristano.

Se alcuni elementi del personaggio Lancillotto potrebbero avere origini precedenti, come si vedrà in seguito, non ci sono motivi per ritenere che l'amore fra Lancillotto e Ginevra non sia originale dell'opera di de Troyes. Lo stesso de Troyes, comunque, non sostenne mai di aver inventato la storia; disse anzi che Il principe della carretta gli fu sostanzialmente commissionato dalla contessa Marie de Champagne, sua protettrice, figlia di Luigi VII di Francia e Eleonora d'Aquitania e in seguito moglie di Enrico II di Angiò e Inghilterra. Marie era una sostenitrice di quella visione dei rapporti fra i sessi che in seguito prese la forma dell'amore cortese (e che escludeva la possibilità di vero amore fra marito e moglie). In questo senso, l'amore fra Lancillotto e Ginevra è ancora più paradigmatico di quello, altrettanto famoso, fra Tristano e Isotta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lancillotto era figlio di Re Ban di Benoic e della regina Elena. Il padre morì improvvisamente combattendo una rivolta causata dalla sua crudeltà (Lanzelet) o mentre fuggiva con la moglie per difendersi dall'aggressione del suo nemico Claudas (altre fonti); Lancillotto, ancora bambino, fu rapito dalla misteriosa Dama del Lago, che lo condusse nel suo regno. Nella romanza tedesca, questo luogo è rappresentato come un'isola abitata da sole donne, dove regna una primavera eterna; nella versione francese, il lago stesso è solo un miraggio che nasconde un vero e proprio regno con tanto di cavalieri (e dove si trovano anche i cugini di Lancillotto Lionel e Bors, figli del fratello minore di Ban). All'età di 15 (o 18) anni, Lancillotto chiede e ottiene di abbandonare il regno del lago per recarsi alla corte di Re Artù per essere nominato cavaliere.

Da qui in avanti le avventure di Lancillotto differiscono nelle diverse fonti. In ogni caso, viene a sapere della sua origine regale e recupera il proprio posto nella società; nel Lancillotto in prosa, tuttavia, egli deve prima sconfiggere Claudas, il vecchio nemico di suo padre, in una guerra fra questi e i Cavalieri della Tavola Rotonda.

Dopo aver riconquistato il suo rango, il Lancillotto del Lanzelet regna su una terra ereditata dalla moglie Iblis (il regno di Ban è governato da uno zio) e la storia si conclude come da tradizioni fiabesche.

Le versioni in prosa riprendono invece il tema dell'amore illecito fra Lancillotto e Ginevra, in parte riproponendo fedelmente i fatti del racconto di de Troyes. Lancillotto rimane alla corte di Artù come cavaliere; fra le sue molte imprese, ha occasione di salvare Ginevra prigioniera nel castello di Meleagant. Mentre la passione fra lui e Ginevra si sviluppa, Lancillotto viene sedotto dalla figlia del Re Pescatore (che alcune fonti chiamano Elena) e con lei concepisce Galahad, destinato a vincere il Graal. La gelosia di Ginevra lo rende folle e lo convince a fuggire in esilio. Durante la lontananza dalla corte prende parte, invano, alla ricerca del Graal; riesce però a intravederlo, e perde conoscenza, rimanendo in questo stato per un numero di anni pari a quelli passati nel peccato. Alla fine, la sua relazione con Ginevra viene rivelata ad Artù dai figli. Sorpreso insieme alla regina, Lancillotto fugge, e la regina stessa viene condannata al rogo.

Per impedire la morte dell'amata, Lancillotto assalta la corte con i suoi soldati, in una battaglia in cui muoiono molti cavalieri di Artù. Gli scontri fra Artù e Lancillotto, che minano in modo fatale l'equilibrio del regno, vengono interrotti dall'invasione romana prima e poi dal tradimento di Mordred; Lancillotto, che non vi prende parte, sopravvive ad Artù, Ginevra, e alla distruzione della Tavola Rotonda. Diventa eremita e trascorre la sua vecchiaia in odore di santità.

La possibile origine dal folklore[modifica | modifica sorgente]

Vi sono molti elementi della storia di Lancillotto, anche nella versione francese, che ricordano schemi tipici della fiaba e del folklore. Il rapimento del bambino Lancillotto da parte di una fata/maga, per esempio, ripete un tema ricorrente del folklore europeo, cosa che vale anche, evidentemente, per l'episodio del salvataggio della regina/principessa prigioniera in un castello. In molte fonti, Lancillotto si presenta alla corte di Artù distinguendosi per tre giorni consecutivi ai tornei di corte, ogni volta con un diverso travestimento; un altro episodio che ricorda da vicino l'uso della ripetizione tipica delle fiabe (si pensi alle tre case de I tre porcellini a cui il lupo bussa, la sequenza di osservazioni che Cappuccetto rosso rivolge alla "nonna", e così via). Questi elementi hanno condotto molti studiosi a ipotizzare che la storia di Lancillotto sia nata nel folklore come fiaba e solo successivamente sia stata integrata, da de Troyes o da altri autori precedenti, nel ciclo arturiano.

Rappresentazioni moderne[modifica | modifica sorgente]

L'immagine di Lancillotto che si è maggiormente affermata nell'immaginario moderno corrisponde allo stereotipo del guerriero perfetto, forte, bello, carismatico e nobile d'animo, condannato all'amore catastrofico per la sua regina; proprio per sottrarsi a questo cliché, diversi autori hanno scelto di dare di Lancillotto rappresentazioni di segno completamente opposto. In molte rappresentazioni moderne, Lancillotto, Artù e Ginevra sono grosso modo coetanei (mentre, evidentemente, nella storia originale Artù era molto più avanti negli anni).

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

  • Re in eterno di T.H. White rappresenta un Lancillotto estremamente non ortodosso: introverso, impacciato nei rapporti con le persone, e di aspetto orribile.
  • Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley fornisce una rappresentazione altrettanto insolita di Lancillotto, infatti il cavaliere può sembrare bisessuale anche se lo nega in un dialogo con Morgana. In questo libro Lancillotto non viene rapito da Viviana ma è suo figlio, concepito durante il rito di Beltane. Inoltre, il vero nome del cavaliere è Galahad, mentre Lancillotto è un soprannome, "freccia degli elfi", ricevuto in battaglia, a merito della sua abilità.
  • Nel Ciclo di Pendragon di Stephen R. Lawhead, "Llwch Llenlleawg" o "Llencelyn" (Lancilloto) è il campione e la guardia del corpo di Ginevra (ed entrambi sono, curiosamente, irlandesi); muore combattendo contro i Pitti.
  • Nel racconto di Roger Zelazny L'ultimo difensore di Camelot (The Last Defender of Camelot 1979), Lancillotto viene reso immortale da Merlino. Nel XX secolo Lancillotto viene contattato dallo stesso Merlino, che vuole riportare in vita Artù; Lancillotto nel tempo è divenuto più saggio e cinico.
  • Nei romanzi di ispirazione arturiana di Mary Stewart, Lancillotto non compare, ma il suo ruolo stereotipico (campione di corte e amante della regina) viene ricoperto da un altro personaggio, Bedwyr.
  • Nel romanzo storico, diviso in quattro libri, scritti da Jack Whyte Io Lancillotto, si parla delle vere origini di Lancillotto, come erede al trono di Gallia, della sua fratellanza con Artù e della sua passione con Ginevra.
  • Nella trilogia The Golden Eagle (pubblicata in Italia con il titolo Io, Lancillotto), di Jack Whyte, il vero nome di Lancillotto è Clothar, cavaliere franco figlio adottivo di Ban di Benwick, re dei Franchi Ripuari, ma in realtà erede di Childeberto, re dei Franchi Salii. In seguito si reca in Britannia su richiesta di Germano da Auxerre, dove si mette al servizio di Artù. È lì che Ginevra gli affibbia il soprannome latino di Hastatus(ovvero lanciere), abbreviato in Hasta(ovvero Lancia, in inglese Lance). Nell'opera non vi è alcuna tresca adultera tra Ginevra e Lancillotto; è in realtà Artù stesso, quando capisce che per il suo regno non c'è futuro, a ordinare a Clothar di portare via sua moglie, al sicuro in Gallia. Dopo la morte di Artù i due infine si sposano.
  • Nel romanzo di Excalibur, di Bernard Cornwell, Lancillotto è un principe in fuga dal Benoic, un personaggio vanesio, manovratore e decisamente negativo, un codardo e un traditore. Cornwell spiega la fama del cavaliere come il risultato della corruzione di poeti e menestrelli da parte dello stesso Lancillotto.
  • Nella serie di light novel e anime Fate/Zero Lancillotto incarna la figura del servant Berserker, colui che ha rinunciato alla propria sanità mentale e razionalità in cambio di una maggiore forza fisica e spirituale.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film I cavalieri della Tavola Rotonda del 1953, Lancillotto è interpretato da Robert Taylor e Ginevra da Ava Gardner. Si scambiano un unico bacio. Lancillotto sconfigge Mordred (Stanley Baker) dopo la morte di Artù (Mel Ferrer).
  • In Lancillotto e Ginevra (Lancelot du Lac) del 1974 Robert Bresson descrive il ritorno del cavaliere dopo il fallimento dell'impresa del Graal e il tentativo di espiazione nella penitenza del giuramento di amore a Ginevra. Con grande rigore figurativo e toni misurati l'opera delinea il personaggio di Lancillotto come incarnazione degli aspetti terreni e ascetici della cavalleria medioevale.
  • In Excalibur di John Boorman (1981), la storia di Lancillotto (Nicholas Clay) include anche elementi presi dalle vicende di altri personaggi della tradizione arturiana. La storia d'amore fra Lancillotto e la moglie del re riproduce, per esempio, molti temi legati ai personaggi di Tristano e Isotta. Nello scontro fra Lancillotto e Artù (Nigel Terry) viene spezzata Excalibur (per essere poi ricostruita dalla Dama del Lago), cosa che nella tradizione accadeva durante il duello fra Artù e Pellinore. Anche in questa versione, Lancillotto partecipa alla battaglia finale contro Mordred e muore riconciliato col re.
  • Ne Il primo cavaliere (1995), Lancillotto (Richard Gere) si presenta alla corte di Artù (Sean Connery) come un mercenario; salva Ginevra (Julia Ormond) dai briganti di Meleagant e si innamora di lei al loro primo incontro. Artù (ferito a morte da Meleagant), nomina Lancilloto primo cavaliere e gli affida Ginevra. Dopo la sua morte si immagina diverranno i sovrani del regno.
  • Nel film King Arthur del 2004, Lancillotto (Ioan Gruffudd) è un pagano, compagno di Artù (Clive Owen) che invece è un devoto pelagiano. In questa insolita versione, Lancillotto muore prima ancora che Artù diventi re.
  • Nella serie televisiva Merlin della BBC, Lancillotto non è un cavaliere di nobili origini ma si finge tale e, grazie all'aiuto di Merlino, incontra Artù (Bradley James) e Ginevra (Angel Coulby), della quale si innamora. È interpretato dall'attore Santiago Cabrera.

Videogame[modifica | modifica sorgente]

In Sonic and the Black Knight Lancillotto è uno dei personaggi giocabili nell'Avventura e in Multiplayer, insieme a Galvano, Percival e Galahad. In questo videogioco, Lancillotto è interpretato dal porcospino nero, Shadow The Hedgehog, molto più fedele rispetto al vero Lancillotto.

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