Excalibur (film)

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Excalibur
Excalibur film.jpg
Merlino e Artù in una scena del film
Titolo originale Excalibur
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 1981
Durata 140 min
Colore colore (Technicolor)
Audio sonoro Mono
Rapporto 1,85 : 1
Genere epico, fantastico, avventura
Regia John Boorman
Soggetto da Le Morte d'Arthur di Thomas Malory
Sceneggiatura Rospo Pallenberg, John Boorman
Produttore John Boorman

Michael Dryhurst (associato)

Produttore esecutivo Robert A. Eisenstein, Edgar F. Gross
Casa di produzione Orion Pictures Corporation
Fotografia Alex Thomson
Montaggio John Merritt

Donn Cambern (non accreditato)

Musiche Trevor Jones
Scenografia Anthony Pratt; Tim Hutchinson (architetto scenografo)

Bryan Graves (arredatore)

Costumi Bob Ringwood
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Excalibur è un film del 1981 diretto da John Boorman.

Presentato in concorso al 34º Festival di Cannes,[1] è valso al regista un premio per il contributo artistico.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film narra la storia di Re Artù, figlio di Uther Pendragon e Igraine, sposa del Duca di Cornovaglia Gorlois. Artù viene concepito con l'inganno, giacché la moglie del duca viene sedotta e fecondata da un Uther con le sembianze di Gorlois, grazie alla magia di Merlino e al potere della spada Excalibur, che viene consegnata al mago da una Dama che vive in fondo ad un lago. Alla morte precoce del padre in un'imboscata, il neonato Artù viene consegnato dal mago Merlino ad uomo comune, Sir Hector, che lo alleva come un proprio figlio. Artù diviene lo scudiero del fratello maggiore acquisito, Kay, ma è totalmente ignaro della sua reale identità.

Le terre sono da tempo senza un Re, il caos regna e il popolo necessita di una nuova e valorosa guida. Colui che sarà in grado di estrarre la spada "Excalibur" dalla roccia in cui è collocata potrà essere Re, ma nessun cavaliere era stato finora in grado di farlo. Quasi per caso il giovane Artù riesce ad estrarre Excalibur dalla sua collocazione, essendo lui stesso figlio di Uther (a cui apparteneva la spada e che l'aveva conficcata nella roccia prima di morire); la comparsa di Merlino sulla scena sarà chiarificatrice per lui.

Tuttavia per molti nobili Artù non può essere un re: egli non è neppure un cavaliere ed è troppo giovane ed inesperto; ma alcuni nobili sono disposti a sostenere il nuovo sovrano, quindi si arriva alla guerra. Artù, educato da Merlino, si dimostra subito estremamente valoroso e capace: accorso in aiuto del vassallo Leodegrance che aveva preso le sue parti, riesce a sconfiggere in battaglia i suoi nemici. Artù diviene amatissimo dal suo popolo, restaura finalmente un governo stabile ed unisce il paese. Si innamora della bella Ginevra, figlia di Leodegrance. Al suo fianco si schiera anche l'impavido Lancillotto, un cavaliere eccelso, mai battuto in duello da nessun avversario, tranne che da Re Artù in persona (ma con l'aiuto di Excalibur), che diventerà il più amato e fidato cavaliere del re. Proprio a lui, infatti, Artù affida il compito di portare nella sua nuova reggia, a Camelot, la sua futura regina; ma sarà a causa di questo incontro che Lancillotto e Ginevra si innamoreranno di un amore proibito.

In ogni caso, il regno sembra ormai saldo e tranquillo, ma invece alcuni nemici bramosi di potere stanno tramando nell'oscurità; la sorellastra di Artù, Morgana (anch'ella figlia di Igraine) sta diventando una maga potente, avversaria di Merlino e quindi anche di Artù. Per sua istigazione, Galvano oltraggia la regina, ma verrà sconfitto in duello da Lancillotto. Nel frattempo, però, ella riesce ad imparare formule magiche più potenti di quelle che usa Merlino, "la magia del fare" (Anaal nathrakh, urth vas bethud, dokhjel djenve) ed imprigiona il mago in una colonna di ghiaccio. Nel frattempo Ginevra e Lancillotto cederanno all'amore, ormai troppo forte, e Artù, una volta scoperto l'inganno, per ira abbandona Excalibur tra i due amanti, coricati nella foresta, infiggendola come fece suo padre nella terra; e così la stabilità del regno è infranta. Morgana con l'inganno riesce a concepire un figlio dal fratellastro, che in quanto figlio del Re è erede al trono di Camelot; inoltre, riesce a corrompere diversi cavalieri della tavola rotonda prima fedeli ad Artù.

Iniziano carestie, la gente è ridotta in povertà e fame; Camelot è in decadenza. Artù è ormai quasi infermo, senza più la guida di Merlino e l'amore di Ginevra, che pentita si chiude in un convento. Anche Lancillotto vaga senza meta, disperato per aver tradito il suo Re. Ormai la speranza sembra aver abbandonato ogni cosa, Morgana e il suo crudele figlio, Mordred, sembrano aver vinto, ma una luce resta ancora accesa: un cavaliere di nome Parsifal (che precedentemente era stato lo scudiero di Lancillotto) riesce a trovare il Santo Graal, grazie al quale ridona energia e vita al morente Artù, e quindi alla sua terra, che con lui è un tutt'uno. Il Re ricostruisce l'esercito, recupera Excalibur dalla moglie Ginevra, la quale aveva conservato la spada nel convento, e si uniscono a lui anche Lancillotto, il padre adottivo e il fratello adottivo Kay; quindi marcia verso le truppe di Mordred per la battaglia finale di Camlann. Inoltre l'affetto di Artù riesce a liberare lo spirito di Merlino, quindi il mago fa visita a Morgana e la inganna a sua volta, annullando la magia con cui la donna aveva bloccato il suo invecchiamento (e sarà proprio Mordred, orripilato dalla vista della madre invecchiata, a ucciderla) ed invocando una fitta nebbia che ostacolerà le altrimenti troppo numerose truppe di Mordred. Alla fine della cruenta battaglia, ferito mortalmente da Mordred, che uccide a sua volta, Artù viene trasportato dalle Fate nell'isola immortale di Avalon, mentre Parsifal, su suo ordine, rigetta Excalibur nel lago ove viene ripresa dalla Dama: risorgerà solo quando "un giorno verrà un re".

Musiche[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora originale è di Trevor Jones, ma alcuni tra i momenti più suggestivi sono accompagnati da brani di Wagner, e dai Carmina Burana di Carl Orff. Questi ultimi guadagnarono fama internazionale grazie all'impiego nel film.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato girato nelle foreste irlandesi.

Nel cast ci sono diversi attori all'epoca non ancora famosi come Helen Mirren, Gabriel Byrne, Patrick Stewart e Liam Neeson.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Una versione ridotta della formula della "Magia del Fare" (Anaal nathrakh, urth vas bethud, dokhjel djenve) è stata usata dal wrestler WWE The Undertaker durante la gimmick del Ministry of Darkness nel 1999.

Il brano dei Metallica To Live is to Die, contenuta nell'album ...And Justice for All e scritta dal defunto bassista Cliff Burton, prende spunto dal film la frase "When a man lies, he murders some part of the world"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1981, festival-cannes.fr. URL consultato il 28 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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