Castello di Tintagel

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Castello di Tintagel
Tintagel Castle
Kastell Dintagell
Upper mainland courtyard of Tintagel Castle, 2007.jpg
Ubicazione
Stato attuale Regno Unito Regno Unito
Regione Inghilterra Inghilterra
Città Tintagel
Coordinate 50°40′01″N 4°45′27″W / 50.666944°N 4.7575°W50.666944; -4.7575Coordinate: 50°40′01″N 4°45′27″W / 50.666944°N 4.7575°W50.666944; -4.7575
Informazioni generali
Tipo fortezza, residenza
Primo proprietario Riccardo di Cornovaglia
Inizio costruzione 1227-1240 ca.
Condizione attuale Aperto al pubblico
Sito web http://www.tintagelcastle.co.uk/

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Il Castello di Tintagel (in inglese: Tintagel Castle, pron. /tiŋ'tæʤl kæsl/; in lingua cornica: Kastell Dintagell, che significa "forte della costrizione") è un castello medievale della cittadina inglese di Tintagel, nel nord della Cornovaglia nell'Inghilterra sud-occidentale, di cui oggi rimangono soltanto delle rovine.

Il sito era forse già occupato in epoca romano-britannica, come dimostrano ritrovamenti di questo periodo. Fu poi abitata in età altomedievale, quando, probabilmente, fu una delle residenze del sovrano della Dumnonia. Dopo che la Cornovaglia era stata assorbita dal regno d’Inghilterra, tra il 1227 e il 1240 un castello sarebbe stato costruito per volere dell'earl Riccardo, che poi cadde in rovina, mentre [1][2][3][4][5][6][7] secondo un'altra teoria era forse stato iniziato già nel 1131 da Reginaldo di Cornovaglia[1][2].

Indagini archeologiche iniziate nel sito nel XIX secolo divennero una vera e propria attrazione turistica. Negli anni Trenta del XX secolo gli scavi hanno portato alla luce tracce significative di un importante insediamento del tardo periodo romano. Il castello è stato per molto tempo associato con le leggende arturiane. Tale connessione iniziò con l’Historia Regum Britanniae' di Goffredo di Monmouth nel XII secolo[2][6][7][8][9][10], che indicò Tintagel come luogo del concepimento di Artù. Goffredo racconta infatti la storia secondo Uther Pendragon, con l’aiuto di Merlino, assume le sembianze del duca di Cornovaglia, Gorlois, giacendo così con sua moglie Ygerna, concependo così Artù. La leggenda non trova però riscontro, dato che è appurato che l'edificio dove sarebbe nato o vissuto Re Artù è sorto evidentemente vari secoli dopo.[11] Sul luogo, pare sorgesse invece in origine un monastero del VI-IX secolo oppure un'altra fortezza oppure ancora un insediamento commerciale del VI secolo[8][11]

Le rovine del castello, metà turistica sin dalla metà del XIX secolo, sono oggi gestite dall’English Heritage[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo romano-britannico[modifica | modifica wikitesto]

Nel I secolo la Britannia meridionale fu invasa e occupata dai romani. Il territorio del Galles fu assegnato amministrativamente alla civitas Dumnoniorum. A quel tempo questa zona sud-occidentale della Britannia era "remota e sottopopolata e quindi poco importante per le autorità romane e ciò fino a che nel III secolo la locale industria dello stagno ne attirò l'attenzione"[12]. Gli archeologi sono a conoscenza di cinque pietre miliari in Cornovaglia erette nel periodo romano-britannico. Due di queste si trovano in prossimità di Tintagel e ciò dimostra che in questa località passava una strada[12]. Sebbene a oggi sull'isola di Tintagel non sia stata trovata nessuna struttura che possa essere fatta risalire al periodo romano"[13][14], tuttavia sono state dissotterrate ceramiche in apparenza di epoca romano-britannica, così come una borsa in pelle con coulisse in stile romano, contenente dieci monete databili tra i regni di Tetrico (270-272 d.C.) e Costanzo II (337-361 d.C.).

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1227-1240 ca. Riccardo, duca di Cornovaglia, scelse di costruire il castello in un promontorio sull'Oceano Atlantico proprio in virtù della già citata leggenda secondo cui quello sarebbe stato il luogo natale di Re Artù[5][7], a dispetto del fatto che l'area non fosse logisticamente e strategicamente idonea alla realizzazione di un edificio del genere[5].

XIV-XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli, molte parti dell'edificio caddero in mare[6] e già intorno al XIV secolo la Great Hall era priva del tetto.[6]

Nel 1483 del castello rimanevano per lo più delle rovine, eccezion fatta per la cappella, all'epoca ancora in uso.[6]

Gli scavi del 1998[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1998, nell'area intorno al castello, furono effettuati, sotto la direzione di Chris Morris dell'Università di Glasgow, degli scavi che portarono alla luce varie suppellettili risalenti ad un'epoca che va dal V secolo al VII secolo.[15][16]

Durante questi scavi fu anche rinvenuta una lastra, la cosiddetta Pietra di Artognou, risalente al VI secolo, che reca la scritta in lingua latina «Pater coli avi fecit Artognov», traducibile come «Costruito da Artognou, padre di un discendente di Coll»[1][10]: il nome "Artognou" ha fatto pensare ad Artù[1][10] e lo stesso Coll, secondo la leggenda tramandata da Goffredo di Monmouth, sarebbe stato un parente di Re Artù[10].

Il castello nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Cornwall Guide: Tintagel Castle
  2. ^ a b c Britain Express: Tintagel Castle
  3. ^ The Gatehouse: Tintagel Castle
  4. ^ English Heritage: Tintagel Castle History
  5. ^ a b c Medieval Castles > Haunted Castles: Tintagel Castle
  6. ^ a b c d e Guide to Castles of Europe: Tintagel Castle
  7. ^ a b c A.A.V.V., Gran Bretagna, Dorling Kindersley, London, Mondadori, Milano, 1996 e segg.
  8. ^ a b c Regno Unito.net: Tintagel
  9. ^ a b King Arthur & the Legend of the Round Table: Tintagel Castle
  10. ^ a b c d Wyrdology: Tintagel Castle
  11. ^ a b A.A.V.V., Gran Bretagna, Touring Club Italiano, Milano, 2003
  12. ^ a b Thomas 1993. p. 82.
  13. ^ Thomas 1993. p. 84.
  14. ^ Thomas 1993. p. 84-85.
  15. ^ Storia del Castello di Tintagel sul sito ufficiale
  16. ^ BBC: Cornwall > The History of Tintagel Castle

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]