Chrétien de Troyes

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Chrétien de Troyes (Troyes, 1135 circa – Fiandre, prima del 1190) è stato uno scrittore e poeta francese medievale, celebre per i suoi romanzi dedicati al ciclo bretone.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Poco si sa della sua vita: nato nella Champagne (forse proprio a Troyes) attorno al 1135, fu un intellettuale di grande cultura, molto probabilmente un chierico,[1] e visse presso le corti feudali di Maria di Champagne e in seguito di Filippo d'Alsazia, conte di Fiandra.[2]

Dalla lettura delle sue opere sembra ipotizzabile che abbia compiuto dei viaggi in Inghilterra e Bretagna, ma la mancanza di fonti attendibili rende impossibile affermarlo con certezza. Dalla dedica del Perceval, il suo ultimo romanzo rimasto incompiuto, al protettore Filippo d’Alsazia, sappiamo che morì prima che il conte partisse per la crociata da cui non fece ritorno, quindi prima del 1190.[3]

Opere e temi generali[modifica | modifica sorgente]

Nel proemio del suo Cligès si legge che compose traduzioni dell’Ars amandi e probabilmente dei Remedia amoris di Ovidio, il poemetto Banchetto della spalla, un'opera su Tristano ed Isotta, e La metamorfosi dell'upupa, della rondine e dell'usignolo (tratto dalle Metamorfosi di Ovidio).[1] Eccetto l'ultimo, di tutta questa produzione non è rimasto nulla. La fama del poeta si deve ai cinque romanzi che scrisse ispirandosi alle leggende bretoni: Erec et Enide, Cligès, Lancelot ou le chevalier de la charrette, Yvain ou le chevalier au lion, Le Roman de Perceval ou le conte du Graal.

Chrétien fu il più grande interprete degli ideali cavallereschi di lealtà, prodezza, generosità nel mondo raffinato delle corti feudali, dove una parte predominante avevano le figure femminili come quelle di Eleonora d'Aquitania e della figlia Maria di Champagne, che fu sua protettrice. In questa società, sviluppatasi nella Francia settentrionale, ma che molto prese in fatto di suggestioni dalla letteratura occitanica del meridione, la materia amorosa ha un ruolo fondamentale: la donna viene esaltata come signora, l'amante come vassallo, l'amore come omaggio di devozione e mezzo per una elevazione spirituale. L'amore non conosce ostacoli e il cavaliere, se occorre, deve saper vincere ogni difficoltà anche con il sacrificio della vita cogliendo l'occasione per potersi innalzare al di sopra di sé dando piena misura delle sue possibilità.

Mentre nella poesia epica come in quella espressa nelle chansons de geste, le azioni degli eroi sono ispirate da ideali elevati e particolarmente austeri (la religione, la patria, l'onore proprio e del proprio signore), nel caso del romanzo cortese il motore della vicenda è spesso la donna amata dall'eroe.[4]

Titoli delle opere principali[modifica | modifica sorgente]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Chrétien de Troyes e le sue opere sono ampiamente citati nel romanzo La croce e la spada' di David Camus, in cui Chrétien è uno dei personaggi principali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b G. Agrati, M.L. Magini, Introduzione a: Chrétien de Troyes, I romanzi cortesi, Milano 1983, p. V.
  2. ^ AA.VV., Dal testo alla storia. Dalla storia al testo, Milano 2001, vol. 1, p. 15.
  3. ^ G. Agrati, M.L. Magini, Introduzione a: Chrétien de Troyes, I romanzi cortesi, cit., p. VIII.
  4. ^ AA.VV., Dal testo alla storia. Dalla storia al testo, Milano 2001, vol. 1, pp. 3-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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