Clerici vagantes

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Un clericus vagans, 1500 circa

I clerici vagantes (o clerici vagi[1], espressione della latinità medievale per "chierici vaganti"; al singolare clericus vagans) sono gli studenti girovaghi che, nel Basso medioevo, solevano |spostarsi in tutta Europa per poter seguire le lezioni che ritenevano più opportune (la cosiddetta peregrinatio academica[2]). Erano appunto definiti chierici perché godevano di alcuni dei privilegi ecclesiastici, ma non avevano preso i voti.

La loro figura sociale fu importante e sintomatica di una fase di grande risveglio culturale, snodo epocale di cui furono partecipi e interpreti, del quale "rispecchiarono le condizioni sociali e la fisionomia morale"[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I privilegia e le immunità riconosciuti a studenti e insegnanti, e la loro libertà di movimento, trovavano fondamento giuridico nella constitutio nota come Authentica Habita, promulgata dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1155-1158 circa[2].

La posizione di chierico assicurava molti vantaggi. Un allievo non frequentava mai la stessa università per tutto il corso degli studi: infatti seguiva il maestro nei suoi spostamenti, oppure si recava presso un docente famoso in un'altra città, favorito dal fatto che il latino, la lingua ufficiale degli studi, era utilizzato ovunque[2]. L'esperienza di mobilità della peregrinatio academica era favorita, inoltre, "dall'assenza di frontiere [...], dal carattere universale dei titoli, da strutture complessivamente simili"[2]. Docenti e allievi si spostavano con frequenza da un centro del sapere all'altro e, tra questi, i chierici, pur essendo per lo più stranieri, avevano una posizione di privilegio all'interno della vita cittadina e di una notevole indipendenza rispetto ai poteri locali: avevano propri statuti da rispettare, ma erano quasi immuni dalle ingerenze dei magistrati cittadini, anche perché, in quanto chierici, rivendicavano il diritto di essere eventualmente giudicati da tribunali ecclesiastici (il cosiddetto privilegium fori).

Tuttavia la loro vita irrequieta e la condotta morale discutibile – oltreché un certo parteggiamento per i cosiddetti studia scholarum, ovvero poli universitari gestiti dagli studenti, e non da ecclesiasti – attirò su di loro le ire degli ambienti ecclesiastici. La loro fortuna durò quindi fino ai primi del XIII secolo, quando, per una concomitanza di cause, il fenomeno si esaurì.

Presto si affermò l'abitudine di frequentare la medesima università senza essere costretti a spostarsi in continuazione, e alla istituzionalizzazione dei curriculum di studio contribuì anche la Chiesa, che mal sopportava la frivolezza di costoro e le loro invettive contro la corruzione delle autorità romane. Derivò da questo la loro condanna esplicita da parte dei concili di Treviri (1227) e di Rouen (1231), con l'esplicita minaccia di esentare i chierici dai privilegi clericali (è interessante notare come nei documenti di questi concili i termini familia goliae, ovvero goliardi, e clerici vagantes fossero diventati ormai interscambiabili, a dimostrazione di come una certa condotta di vita fosse ampiamente diffusa tra gli studenti girovaghi).

I Carmina Burana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carmina Burana.

Ai clerici vagantes viene attribuito ogni sorta di canto o poemetto satirico medioevale. Sembra comunque certo che i cosiddetti Carmina Burana siano effettivamente di produzione studentesca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Analoghe denominazioni sono scholastici vagantes, scholares erratici (cfr. Viktor Rydberg, The Magic of the Middle Ages, 1879 (Library of Alexandria, 2009 ISBN 1-4655-4126-8; p. 48 e p. 105)
  2. ^ a b c d Michel Richonnier, Mobilità studentesca, Il Libro dell'Anno 2007, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani (2007).
  3. ^ «Clerici Vagantes», Enciclopedia Italiana (1931), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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