Charles Homer Haskins

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Charles Homer Haskins

Charles Homer Haskins (Meadville, 21 dicembre 1870Cambridge, 14 maggio 1937) è stato uno storico statunitense, specialista di storia medievale e consigliere del presidente americano Woodrow Wilson. È considerato il primo storico del medioevo degli Stati Uniti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Haskins nacque a Meadville[1], nella Contea di Crawford, in Pennsylvania. Si rivelò presto un bambino prodigio, a suo agio fin da piccolo con il greco e il latino, lingue insegnategli dal padre.[1] Giovanissimo, si laureò alla Johns Hopkins University all'età di 16 anni, e successivamente studiò a Parigi e Berlino[1] Conseguì il Ph.D. in storia presso la Johns Hopkins University presso cui iniziò a insegnare non ancora ventenne.[1] Nel 1890 divenne instructor alla Università del Wisconsin, e nel giro di due anni fu professore ordinario, tenendo la cattedra di storia dell'Europa dal 1892 al 1902.[2] Nel 1902 si trasferì alla Harvard University, dove insegnò fino al 1931.[2]

Impegno politico[modifica | modifica sorgente]

Col tempo, Haskins si impegnò anche in politica e divenne uno stretto consigliere del presidente Woodrow Wilson, che aveva conosciuto alla Johns Hopkins. Quando il presidente Wilson, finita la Grande Guerra, prese parte ai lavori alla Conferenza di pace di Parigi del 1919, da cui sarebbe scaturito il Trattato di Versailles, portò con sé solo tre consiglieri: tra essi vi era il medievista Haskins, a capo della sezione sull'Europa occidentale della commissione americana. In tale occasione scrisse Some problems of the peace conference (1920).

Studi[modifica | modifica sorgente]

Haskins è conosciuto per "i suoi studi critici sulle istituzioni normanne e sulla trasmissione del sapere greco-arabo in Occidente[3]. Haskins fu in primo luogo uno storico delle istituzioni, come le forme di governo e le università medievali. Il suo lavoro riflette una visione ottimistica, impregnata essenzialmente di liberalismo novecentesco, secondo cui il miglior destino per una società è la guida di un governo progressista, dotato delle migliori e più brillanti menti che una cultura può esprimere. Le sue storie delle istituzioni medievali europee pongono l'accento sull'efficienza e sui successi delle istituzioni burocratiche, che contengono implicite analogie con i moderni Stati-nazione.

Rinascimento del XII secolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rinascimento del XII secolo.

Il suo lavoro più famoso è The Renaissance of the Twelfth Century, pubblicato nel 1927. La parola "Renaissance" (Rinascimento), anche per studiosi di inizio Novecento, voleva dire Rinascimento italiano del XV secolo, come definito nell'Ottocento dallo studioso svizzero Jakob Burckhardt. Haskins apriì a una visione più ampia quando giunse ad affermare che:

La continuità della storia rifiuta contrasti violenti tra due epoche successive, mentre moderne ricerche mostrano un Medio evo meno oscuro e meno statico, un Rinascimento meno luminoso e meno improvviso di quanto si credesse un tempo. Il Rinascimento italiano fu preceduto da un movimento simile, anche se meno ampio.

La nuova acquisizione teorica, di un rinascimento che iniziava a farsi strada nell'Alto medioevo, a partire all'incirca dal 1070, incontrò le resistenze iniziali di molti studiosi. Il suo approccio era di più ampia portata di un semplice revival letterario. Come dichiarava in esordio nella sua prefazione, Haskins trovava che il XII secolo europeo:

fosse per molti aspetti un'età di fresca e vigorosa vitalità. L'epoca delle crociate, della fioritura urbana, e dei primi stati burocraticidell'Occidente, vide il culmine dell'arte romanica e gli esordi del gotico; l'emergere della letterature volgari [che iniziarono ad essere codificate all'interno delle corti, ndr]; la ripresa dei classici della letteratura e poesia latina e del diritto romano; il recupero della Scienza greca con i contributi della scienza araba, e di molta della filosofia greca; e le origini delle prime università europee. Il dodicesimo secolo lascia la sua impronta nell'educazione superiore, nella filosofia scolastica, nel sistema giuridico europeo, nell'architettura e sulla scultura, sul dramma liturgico, sulla poesia latina e vernacolare... Ci limiteremo al versante latino della rinascita, la reviviscenza della cultura nel senso più ampio— i classici latini e la loro influenza, la nuova giurisprudenza e la più svariata storiografia, la rinnovata conoscenza dei Greci e degli Arabi e le ripercussioni sulla scienza e sulla filosofia occidentale.

Haskins si concentrò sull'alta cultura per dimostrare come il XII secolo fosse davvero un periodi di crescita dinamica. Guardò alla storia dell'arte e della scienza, alle università, alla filosofia, all'architettura e alla letteratura e si produsse in una visione celebrativa dell'epoca. Studi più recenti hanno ampliato tale visione [4]. Una volta rotto il ghiaccio, altri studiosi si dedicarono a una precedente e più limitata rinascita della cultura in alcuni circoli fioriti sotto la protezione di Carlo Magno: si iniziò così a parlare di una "Rinascita carolingia" del IX secolo. Nel 1960, Erwin Panofsky poté parlare di Renaissance and Renascences in Western Art.

Europa normanna[modifica | modifica sorgente]

Di portata meno ampia furono gli studi di Haskins sui Normanni, come Norman Institutions (1918), che costituisce ancora oggi la base per comprendere il funzionamento della Normandia medievale, e il libro The Normans in European History, del 1915.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Il suo più famoso allievo fu Joseph Strayer, che fu a sua volta maestro di una vasta schiera di medievalisti americani attivi tra XX e XXI secolo.

Suo figlio, George Haskins, è stato professore alla University of Pennsylvania Law School.

Onorificenze e cariche[modifica | modifica sorgente]

La Haskins Society, così chiamata in suo onore, pubblica una rivista annuale, il Journal of the Haskins Society. Il suo undicesimo volume, edito nel 1998, riconsidera aspetti dell'opera principale di Haskins a settant'anni dalla pubblicazione. Dal 1920 al 1926, fu anche il primo presidente dell'American Council of Learned Societies, che oggi ha una serie di lectio magistralis che portano il suo nome. Nel 1922 fu presidente della American Historical Association.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Charles Homer Haskins The rise of universities, Ithaca: Cornell University Press, 1923, 1957, p. v.
  2. ^ a b F. M. Powicke, "Charles Homer Haskins", The English Historical Review, vol. 52, n. 208 (ottobre 1937), p. 649
  3. ^ "Charles Homer Haskins". In Encyclopædia Britannica online.
  4. ^ Robert L. Benson and Giles Constable, eds., Renaissance and Renewal in the Twelfth Century.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 77225916 LCCN: n82024600