Il primo cavaliere

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Il primo cavaliere
Titolo originale First Knight
Paese di produzione USA
Anno 1995
Durata 132 min
Colore colore
Audio Dolby Digital
Rapporto 1,85:1
Genere epico, fantasy, avventura, guerra, azione
Regia Jerry Zucker
Soggetto Lorne Cameron, David Hoselton, William Nicholson
Sceneggiatura William Nicholson
Fotografia Adam Greenberg
Montaggio Walter Murch
Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia John Box
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il primo cavaliere è un film fantasy che si ispira alle vicende dei Cavalieri della Tavola Rotonda e ai personaggi di Re Artù, Ginevra e Lancillotto.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, Sir Malagant, abbandona la corte di Camelot incendiando i villaggi di confine per sottomettere la coraggiosa regina di Leonesse, Ginevra. Ginevra ha intenzione di sposare Re Artù di Camelot, non solo per essere protetta, insieme al suo villaggio, ma anche perché lui era stato amico di suo padre, ora morto. Mentre si trova in viaggio verso Camelot, Ginevra viene rapita dalle guardie di Malagant. Per salvarsi Ginevra si lancia dalla carrozza nel bosco, inseguita dalle guardie. Sta per essere sopraffatta quando Lancillotto, un giramondo abile con la spada e che si batte per denaro, la salva. Egli decide di portarla verso Camelot, dove Ginevra sposerà Artù. Durante il tempo trascorso insieme, tuttavia, fra i due nascerà un sentimento, che Ginevra respinge con tutte le sue forze perché convinta che il matrimonio con Re Artù sia un suo preciso dovere. Arrivati a Camelot, i due si separano, ma Lancillotto decide di rimanere per partecipare ad una giostra di abilità di combattimento, organizzata fra i festeggiamenti delle imminenti nozze fra Re Artù e Ginevra, il cui vincitore avrà come premio un bacio della futura regina. Pur vincendo, Lancillotto decide di non richiedere il premio promesso, limitandosi a baciarle la mano. Questo gesto, insieme alle sue abilità come combattente, persuadono Artù ad invitarlo ad unirsi ai cavalieri della Tavola Rotonda.

Poco dopo Malagant rapisce Ginevra e la rinchiude nel suo castello, dal quale Lancillotto, fingendosi messo reale, la libera. Durante il viaggio di ritorno a Camelot, Lancillotto prova ancora a far innamorare di sé Ginevra, che finge di non ricambiare i suoi sentimenti. Lancillotto le rivela che il motivo che l'ha spinto ad essere un vagabondo è stato assistere, da bambino, alla scena di alcuni banditi che incendiavano il suo villaggio, uccidendone tutti gli abitanti, rinchiusi in una chiesa. Al loro ritorno a Camelot, Artù offre a Lancillotto il posto che era stato di Malagant alla Tavola Rotonda, fra la sorpresa degli altri cavalieri e la preoccupazione di Ginevra, la quale teme che alla lunga i suoi sentimenti verranno scoperti. Lancillotto accetta, felice di aver finalmente trovato qualcosa per cui vivere e combattere. Poco dopo il matrimonio fra Artù e Ginevra, arriva un messaggero da Leonesse che racconta che il villaggio è stato invaso dagli uomini di Malagant. Artù, insieme ai suoi cavalieri, parte alla volta del villaggio per liberarlo. In questa occasione Lancillotto dimostra una volta di più il suo valore. Ritornato, Lancillotto annuncia a Ginevra la sua intenzione di lasciare Camelot, perché rispetta troppo Artù per rimanere e rischiare di commettere qualche errore a causa dei suoi sentimenti per lei. Ginevra tuttavia non riesce più a negare il suo amore, e gli offre quel bacio vinto alla giostra, che egli non aveva mai ricevuto. Tuttavia proprio in quel momento vengono scoperti da Artù, che stupito rinchiude prima Lancillotto e poi chiede spiegazioni in privato alla fanciulla. Dopo questo decide di rendere pubblico l'accaduto e farli processare entrambi per tradimento. Nel frattempo, Malagant invade Camelot. Nella battaglia che si ha fra gli uomini di Malagant e quelli di Artù, il Re rimane ferito, colpito da una balestra. Nonostante il re sia in fin di vita, assiste alla sconfitta di Malagant ad opera di Lancillotto, colpendolo con la spada del Re. Prima di morire Re Artù dice le seguenti parole: «Il mio più fedele, il mio primo cavaliere.», e detto questo muore. Il film si conclude con Ginevra e Lancillotto che assistono al funerale di Artù, la cui tomba viene arsa in mare e bruciata con una freccia infuocata.

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