Accademia d'Italia

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Villa Farnesina sede dell'Accademia d'Italia

La Reale Accademia d'Italia è stata un'istituzione culturale operante tra il 1929 e il 1944/1945, fondata con il compito di promuovere e coordinare il movimento intellettuale italiano nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, di conservare puro il carattere nazionale, secondo il genio e le tradizioni della stirpe e di favorirne l'espansione e l'influsso oltre i confini dello Stato (art. 2 dello Statuto).

« Eccellenze, signore, signori! Sono fiero di aver fondato l'Accademia d'Italia: Sono certo che essa sarà all'altezza del suo compito nei secoli e nei millenni della nostra storia. Sono lieto d'inaugurare ufficialmente l'Accademia d'Italia nel simbolo del Littorio e nel nome augusto del Re »

Così Mussolini conclude, il 28 ottobre del 1929, il discorso con cui l'Accademia d'Italia "entra ufficialmente nella scena del mondo, si mette senz'altro al lavoro".

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il discorso inaugurale dell'Accademia d'Italia tenuto da Tommaso Tittoni

L'Accademia nasce con il decreto legge del 7 gennaio 1926, ma è inaugurata solo il 28 ottobre del 1929 all'interno dello stabile di Villa Farnesina a Roma. Nei primi anni di vita la preoccupazione principale è rappresentata dalla raccolta dei fondi necessari allo svolgimento delle attività istituzionali, e se ne trovano presso i fratelli Mario, Aldo e Vittorio Crespi (proprietari del Corriere della Sera) che istituiscono quattro premi annuali, intestati a Mussolini, ciascuno di 50.000 lire; e presso la Società Edison, che dona dieci milioni di lire per una Fondazione dedicata ad Alessandro Volta.

Perché quattro anni d'incubazione prima dell'inaugurazione? Mussolini spiega che per fare "un'Accademia degna di Roma, dell'Italia e del Fascismo" era necessario un lungo periodo di preparazione spirituale e "occorreva ancora ripristinare la raffaellesca Farnesina, incomparabile sede".

La ragione però va ricercata nel fatto che le componenti del fascismo rimaste fedeli alle sue origini popolane e scamiciate, futuriste e antiretoriche mal digeriscono la feluca e Mussolini teme il ridicolo. Su Politica Sociale Margherita Sarfatti aveva espresso le sue perplessità nell'articolo: "Può l'Accademia non essere accademica?". Probabilmente contribuisce al ritardo anche il fatto che hanno rifiutato di entrarvi intellettuali come il filosofo Benedetto Croce ed il commediografo Roberto Bracco.

Ma alla fine del 1929 il regime, sentendosi più forte, specialmente dopo l'avvenuta conciliazione con la Santa Sede, può completare la rete delle iniziative e dei provvedimenti con cui tende a dominare tutta la vita culturale: in precedenza ha riorganizzato la Società Italiana degli Autori ed Editori e costituito la Federazione Nazionale Fascista dell'Industria Editoriale, ha regolamentato la stampa, ha dato vita ad una serie di riviste legate alle gerarchie del regime, ha fascistizzato la Federazione delle biblioteche popolari, ha fondato l'Istituto fascista di cultura.

Insieme all'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, fondato nel 1925 e che dal 1929 inizia la pubblicazione dell'omonima opera, l'Accademia d'Italia completa il sistema di condizionamento culturale della società italiana, svolgendo in modo precipuo una funzione di propaganda, specialmente all'estero, e aiutando a stringere buoni rapporti tra il potere e le forze intellettuali prima tiepide o agnostiche, o anche contrarie al regime.

Giorgio Galli ha scritto ne I partiti politici: "l'Accademia d'Italia, trasforma quelli che erano stati gli intellettuali critici e innovatori in personaggi ufficiali paludati sul modello di quelli tipici della Francia borghese (gli pseudo immortali dell'Académie)".

Scopo[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'art. 2 dello statuto, "L'Accademia d'Italia ha per iscopo di promuovere e coordinare il movimento intellettuale italiano nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, di conservarne puro il carattere nazionale, secondo il genio e le tradizioni della stirpe e di favorirne l'espansione e l'influsso oltre i confini dello Stato".[1]

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Gli accademici saranno sessanta, nominati a vita con decreto reale su proposta del capo del governo. Godranno di un assegno annuo di 36.000 lire oltre ai gettoni di presenza. Nelle pubbliche funzioni e cerimonie indosseranno l'uniforme. Il primo gruppo di trenta accademici proviene in prevalenza dai Lincei; successivamente l'eclettismo cui si ispira la politica culturale di Mussolini vi porta le varie componenti di cui è costituita l'ideologia fascista: idealismo, nazionalismo, spiritualismo, futurismo. Nel corso degli anni trenta si registra l'inserimento di ecclesiastici, da Lorenzo Perosi al cardinale Pietro Gasparri. L'Accademia viene divisa in quattro classi di quindici membri ciascuna: scienze fisiche, matematiche e naturali; scienze morali e storiche; lettere; arti.

L'Accademia promosse dal 1931 il Premio Mussolini, assegnato ogni anno per ciascuna delle quattro classi.

I primi accademici[modifica | modifica sorgente]

I primi accademici, tutti nominati nel 1929 direttamente da Mussolini, con Decreto presidente del Consiglio 18 marzo 1929, furono: Antonio Beltramelli, Pietro Bonfante, Filippo Bottazzi, Armando Brasini, Pietro Canonica, Francesco Coppola, Giotto Dainelli, Salvatore Di Giacomo, Enrico Fermi, Carlo Formichi, Umberto Giordano, Alessandro Luzio, Antonio Mancini, Filippo Tommaso Marinetti, Pietro Mascagni, Francesco Orestano, Alfredo Panzini, Nicola Parravano, Marcello Piacentini, Luigi Pirandello, Pietro Romualdo Pirotta, Ettore Romagnoli, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Severi, Bonaldo Stringher, Alfredo Trombetti, Giancarlo Vallauri, Gioacchino Volpe e Adolfo Wildt[2].

I Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Tommaso Tittoni 01.jpg Guglielmo Marconi 1920 perfil.jpg Gabriele D'Annunzio 1922.jpg Luigi Federzoni.jpg Giovanni Gentile sgr.jpg Giotto Dainelli.jpg
Tommaso Tittoni
1929-1930
Guglielmo Marconi
1930-1937
Gabriele D'Annunzio
1937-1938
Luigi Federzoni
1938-1943
Giovanni Gentile
1943-1944
Giotto Dainelli
1944-1945

La vicenda dell'Accademia d'Italia è segnata da tre presidenze significative: Marconi, D'Annunzio e Federzoni. Guglielmo Marconi succede, il 19 settembre 1930, alla breve presidenza di Tommaso Tittoni, uomo della vecchia destra liberale, ministro degli Esteri con Giolitti. Alla morte improvvisa di Marconi, Mussolini decide di affidare la presidenza a D'Annunzio, una presidenza breve ma non priva di curiosi risvolti.

D'Annunzio non aveva mai preso la tessera del partito (se si prescinde da un'iniziale, effimera adesione al fascio di Fiume), e d'altra parte a molti fascisti dava fastidio la sua cultura "infraciosata" e decadente, il suo erotismo che aveva l'aria di una versione corrotta della virilità romana, l'atteggiamento indisciplinato e anarcoide. Per anni aveva giurato che mai avrebbe accettato di diventare membro dell'Accademia (che chiamava: la "mangiatoia degli Acca") ma non ha la forza di rifiutarne la presidenza. Tenta dapprima di limitarla a quella onoraria, ma il 20 settembre del 1937 il duce gli scrive: "non credo sia il caso. Tu non puoi né devi scendere a questo compito di figurante. Non è nel tuo stile e nemmeno nel mio". La presidenza del D'Annunzio, però, si limita, per quello che riguarda le sue funzioni di ordinaria amministrazione, alla nomina di un vice; il poeta non mette mai piede alla Farnesina. Allorché Vittorio Emanuele emette il decreto di nomina, il Vate gli manda un messaggio: "Gli anni e le malattie hanno resa la mia voce rauca e fievole; forse ritornerà alta e bella nell'ultima parola formulata dalla Morte". Al funerale del poeta, scomparso nel marzo del 1938, Mussolini vestirà l'uniforme dell'Accademia.

Nell'aprile 1938 è nominato presidente Luigi Federzoni, già segretario generale del PNF e più volte ministro, il quale è tutt'altro che soddisfatto perché deve lasciare il Senato per l'incompatibilità delle cariche. Con Federzoni, l'apparente autonomia della cultura dalla politica, che sembrava caratterizzare l'azione di Marconi, lascia il posto alla piena e palese accettazione del compito "imperiale" di dare una base culturale alle imprese dell'Italia di Mussolini (realizzando, per dirla con il linguaggio del consiglio direttivo dell'istituzione, "la perfetta aderenza dell'Accademia ai problemi relativi alla posizione storica della nazione"). Pur non cessando di dare buoni frutti culturali, l'Accademia si allinea a tutte le battaglie del regime: quella del "voi" contro il "lei", quella contro le "parole esotiche", quella per l'architettura piacentiniana.

La legge n. 755 dell'8 giugno 1939 sancisce la fusione della Reale Accademia nazionale dei Lincei con la Reale Accademia d'Italia. Di fatto l'Accademia dei Lincei è sciolta e assimilata dall'Accademia d'Italia, e i suoi membri aggregati a quest'ultima[3].

Il 22 maggio 1940, alla vigilia dell'entrata in guerra, l'alto consesso approva all'unanimità un messaggio che esprime al Duce la certezza delle nuove e più alte mete alle quali egli condurrà la Patria Fascista, e pone al servizio di questa tutte le proprie energie di fede, di pensiero e di opere per unirsi allo sforzo compatto ed appassionato dell'intero popolo italiano. Poi le esigenze della guerra prendono il primo posto e culturalmente scende la notte.

La presidenza di Federzoni si chiude il 25 luglio 1943: avendo egli appoggiato l'Ordine del giorno Grandi, il 24 febbraio del 1944 un decreto del Duce lo destituisce da membro dell'Accademia (assieme ad Alberto De Stefani ed ai membri aggregati De Vecchi e Bottai).

Il suo posto è preso nel novembre 1943 da Giovanni Gentile, con il quale inizia l'ultimo capitolo dell'Accademia. Gli Alleati avanzano e nel gennaio del 1944 Gentile trasferisce a Firenze, in palazzo Serristori, la sede dell'istituzione. Da qui Gentile lavora all'emanazione di una serie di decreti vôlti a riformarne l'organizzazione, tra cui quello che prevede la ricostituzione dell'Accademia dei Lincei come istituzione aggregata all'Accademia d'Italia (ora non più Reale). Questa e altre riforme non vedranno la luce, in quanto il 15 aprile dello stesso anno il filosofo cade vittima di un attentato gappista. A sostituirlo è chiamato Giotto Dainelli, che ne è l'ultimo presidente.

La soppressione[modifica | modifica sorgente]

Leonida Tonelli, uno degli ultimi premiati dell'Accademia
Ivanoe Bonomi, soppresse l'Accademia nel 1944

Giotto Dainelli è nominato con "poteri commissariali per l'amministrazione ordinaria e straordinaria dell'Ente e delle istituzioni annesse"; ricopre contemporaneamente la carica di podestà di Firenze e non ha la notorietà dei predecessori, pur essendo un valente professore di geografia fisica. Egli prende con impegno la nomina ed il 21 aprile 1944 conferisce i premi annuali al matematico Leonida Tonelli e allo scrittore Marino Moretti. Nel giugno Dainelli decide di trasferire l'Accademia al nord, prima a Bergamo, poi a Villa Carlotta nei pressi di Tremezzo, sul lago di Como. Il camion per Bergamo viene centrato durante un bombardamento e si perdono così sull'Appennino i documenti dell'Accademia.

Il 28 settembre 1944, il Governo Bonomi II emana due decreti legislativi che sanciscono rispettivamente la soppressione dell'Accademia d'Italia e la ricostituzione dell'Accademia Nazionale dei Lincei[4], anche se, nell'ambito della Repubblica Sociale Italiana, l'Accademia proseguirà le sue attività fino alla Liberazione.

L'uniforme degli accademici[modifica | modifica sorgente]

Alcune settimane prima dell'inaugurazione ufficiale dell' Accademia, nel settembre 1929, il regime incarica gli organi d'informazione quotidiana di divulgare la notizia relativa all'"uniforme" che i futuri accademici dovranno indossare nelle occasioni ufficiali con la nota seguente. La Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia pubblica il decreto che stabilisce l'uniforme degli accademici d'Italia e il suo uso nelle pubbliche funzioni e cerimonie. Tale uniforme consiste in un abito a spada in uso nelle uniformi civili, di panno turchino (bleu de roi) abbottonato con una sola fila di nove bottoni. Ricami d'argento su disegni di quercia al petto e sulle falde con ornamento, al posto delle tasche, collo e paramani, fioroni e bacchetta intorno all'abito. Bottoni argentati. Pantalone di panno turchino con bande di gallone d'argento. Cappello a feluca con nastro di seta nera, piumata in argento, coccarda nazionale. Spada con elsa argentata e impugnatura d'avorio; porta spada a cartoccio. Mantello di panno con bavero di velluto. Quanto alle variante per il presidente ed i vice-presidenti, il primo aggiunge intorno al petto e al collo una guida uguale a quella delle falde, aggiunge sulle maniche sopra al paramano due guide simili e porta piuma bianca al cappello. I vice-presidenti aggiungono sulle maniche, sopra al paramano, una guida come sopra.

Accademici d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Elenco completo dei nominati all'Accademia d'Italia aggiornato al luglio 1939[5].

Immagine Accademico d'Italia Nomina Classe Note biografiche
Dionisio Anzilotti 27 settembre 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Antonio Baldini.jpg Antonio Baldini 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Cesare Bazzani.jpg Cesare Bazzani 27 settembre 1929 Classe delle Arti .
Antonio Beltramelli.jpg Antonio Beltramelli 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Rodolfo Benini 29 marzo 1932 Classe delle scienze morali e storiche .
Giulio Bertoni 29 marzo 1932 Classe delle Lettere .
Emilio Bianchi 3 marzo 1934 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Ettore Bignone 16 aprile 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Giovanni Battista Bonino.jpg Giovanni Battista Bonino 6 aprile 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali
Pietro Bonfante 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Bontempelli 1.jpg Massimo Bontempelli 23 ottobre 1930 Classe delle Lettere .
Filippo bottazzi 1904.jpg Filippo Bottazzi 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Armando Brasini.jpg Armando Brasini 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Pietro Canonica.jpg Pietro Canonica 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Felice Carena 20 aprile 1933 Classe delle Arti .
Armando Carlini 12 giugno 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Francesco Cilea.jpg Francesco Cilea 6 aprile 1939 Classe delle Arti .
Guelfo Civinini in divisa da accademico d'Italia.jpg Guelfo Civinini 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Carlo Conti Rossini.jpg Carlo Conti Rossini 29 maggio 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Francesco Coppola 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Gaetano Arturo Crocco.jpg Gaetano Arturo Crocco 29 marzo 1932 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Giotto Dainelli 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Lucio D'Ambra 19 aprile 1937 Classe delle Lettere .
Gabriele D'Annunzio uniforme Aeronautica.jpg Gabriele D'Annunzio 12 novembre 1937 Classe delle Lettere .
Arturo Dazzi 19 aprile 1937 Classe delle Arti .
Dante De Blasi 27 settembre 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Alberto De Stefani 29 marzo 1932 Classe delle scienze morali e storiche .
Salvatore Di Giacomo.jpg Salvatore Di Giacomo 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Antonio Dionisi 27 settembre 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Francesco ercole.jpg Francesco Ercole 12 giugno 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Ramiro Fabiani 12 giugno 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Arturo Farinelli 27 settembre 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Luigi Federzoni.jpg Luigi Federzoni 7 marzo 1938 Classe delle scienze morali e storiche .
Enrico Fermi 1943-49.jpg Enrico Fermi 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Ferruccio Ferrazzi.jpg Ferruccio Ferrazzi 20 aprile 1933 Classe delle Arti .
Giorgio Fishta.jpg Giorgio Fishta 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Carlo Formichi 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Gasparri.jpg Pietro Gasparri 20 aprile 1933 Classe delle scienze morali e storiche .
Angelo Gatti.jpg Angelo Gatti 19 aprile 1937 Classe delle Lettere .
Pietro Gaudenzi 12 giugno 1939 Classe delle Arti .
Francesco Giordani 23 ottobre 1930 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Umberto Giordano.jpg Umberto Giordano 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Giovanni Giorgi.jpg Giovanni Giorgi 6 aprile 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Gustavo Giovannoni 22 marzo 1934 Classe delle Arti .
Camillo Guidi 27 settembre 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Michelangelo Guidi 12 giugno 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Pasquale Jannaccone.jpg Pasquale Jannaccone 23 ottobre 1930 Classe delle scienze morali e storiche .
Biagio Longo 12 giugno 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Antonino Lo Surdo.jpg Antonino Lo Surdo 12 giugno 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Alessandro Luzio.jpg Alessandro Luzio 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Amedeo Maiuri.jpg Amedeo Maiuri 12 giugno 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Antonio Mancini 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Vincenzo Manzini 12 giugno 1939 Classe delle scienze morali e storiche .
Luigi Marangoni 12 giugno 1939 Classe delle Arti .
Marconi.jpg Guglielmo Marconi 19 settembre 1930 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
FilippoTommasoMarinetti.jpg Filippo Tommaso Marinetti 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Pietro Mascagni 2.jpg Pietro Mascagni 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Giovanni Muzio 12 giugno 1939 Classe delle Arti .
Carlo Alfonso Nallino 20 marzo 1932 Classe delle scienze morali e storiche .
Angiolo Silvio Novaro.jpg Angiolo Silvio Novaro 27 settembre 1929 Classe delle Lettere .
Ugo Ojetti.jpg Ugo Ojetti 23 ottobre 1930 Classe delle Lettere .
Francesco Orestano 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Alfredo Panzini.jpg Alfredo Panzini 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Giovanni Papini.jpg Giovanni Papini 19 aprile 1937 Classe delle Lettere .
Roberto Paribeni 27 settembre 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Nicola Parravano 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Cesare Pascarella.jpg Cesare Pascarella 23 ottobre 1930 Classe delle Lettere .
F. Pastonchi.jpg Francesco Pastonchi 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Federico Patetta 20 aprile 1933 Classe delle scienze morali e storiche .
Paolo Emilio Pavolini accademia.jpg Paolo Emilio Pavolini 23 ottobre 1930 Classe delle Lettere .
Don Lorenzo Perosi.jpg Lorenzo Perosi 23 ottobre 1930 Classe delle Arti .
Silvio Perozzi 23 ottobre 1930 Classe delle scienze morali e storiche .
Giuseppe Pession 19 aprile 1937 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Raffaele Pettazzoni.JPG Raffaele Pettazzoni 10 aprile 1933 Classe delle scienze morali e storiche .
MarcelloPiacentini1900.jpg Marcello Piacentini 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Giuseppe Pianese 21 marzo 1932 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Luigi Pirandello.jpg Luigi Pirandello 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Pietro Romualdo Pirotta 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Ildebrando Pizzetti.JPG Ildebrando Pizzetti 12 giugno 1939 Classe delle Arti .
Respighi 1935.jpg Ottorino Respighi 29 marzo 1932 Classe delle Arti .
Salvatore Riccobono 29 marzo 1932 Classe delle scienze morali e storiche .
Ettore Romagnoli.jpg Ettore Romagnoli 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
Romano Romanelli 23 ottobre 1930 Classe delle Arti .
Pietro Rondoni 22 marzo 1934 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Achille Russo 12 giugno 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Giulio Aristide Sartorio 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Luigi Amedeo, Duke of the Abruzzi.jpg Luigi Amedeo di Savoia-Aosta 23 ottobre 1930 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Alfredo Schiaffini 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Attilio Selva 29 marzo 1932 Classe delle Arti .
Francesco Severi.JPG Francesco Severi 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Filippo Silvestri 6 aprile 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
RenatoSimoni.jpg Renato Simoni 6 aprile 1939 Classe delle Lettere .
Ardengo Soffici.jpg Ardengo Soffici 29 maggio 1939 Classe delle Arti .
Carlo Somigliana.jpg Carlo Somigliana 12 giugno 1939 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Bonaldo Stringher 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Ettore Tito 27 settembre 1929 Classe delle Arti .
Tommaso Tittoni 01.jpg Tommaso Tittoni 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Domenico Trentacoste 29 marzo 1932 Classe delle Arti .
Alfredo Trombetti.JPG Alfredo Trombetti 18 marzo 1929 Classe delle Lettere .
GiuseppeTucci.jpg Giuseppe Tucci 27 settembre 1929 Classe delle Lettere .
Vincenzo Ussani 12 giugno 1939 Classe delle Lettere .
Gian Carlo Vallauri 18 marzo 1929 Classe delle scienze fisiche, matematiche e naturali .
Gioacchino Volpe.jpg Gioacchino Volpe 18 marzo 1929 Classe delle scienze morali e storiche .
Adolfo Wildt 18 marzo 1929 Classe delle Arti .
Angelo Zanelli 12 giugno 1939 Classe delle Arti .

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Ferrarotto, L'Accademia d'Italia. Intellettuali e potere durante il fascismo, Liquori, 1977.
  • V. Castronovo, La stampa italiana dall'Unità al fascismo, Laterza, 1973.
  • Paola Cagiano de Azevedo, Elvira Gerardi (a cura di), Reale Accademia d’Italia. Inventario dell’archivio, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, 2005. Testo in PDF

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]