Raffaele Pettazzoni

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« Esaltò nello studio e nella vita il mistero che rivelato ci divide e sofferto ci unisce »
(dall'epigrafe incisa presso la tomba di Raffaele Pettazzoni)
Raffaele Pettazzoni

Raffaele Pettazzoni (San Giovanni in Persiceto, 3 febbraio 1883Roma, 8 dicembre 1959) è stato uno storico delle religioni italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato 1883 a San Giovanni in Persiceto (BO), si laureò in lettere a Bologna e si specializzò, nel 1905, con un Diploma in archeologia presso la Scuola italiana di Archeologia. Nel 1909 fu nominato Ispettore al Museo preistorico ed etnografico a Roma.

Nel 1923 salì alla cattedra dell'Università di Roma; il 17 gennaio 1924 pronunciò la prolusione universitaria in occasione dell'inaugurazione del suo primo corso di Storia delle religioni. Fu Pettazzoni a introdurre questa disciplina nel mondo accademico italiano, della quale è stato uno dei più importanti esponenti. Tra i suoi allievi a Roma ci furono Angelo Brelich e Dario Sabbatucci, altri due importanti storici delle religioni che avrebbero fondato la cosiddetta "Scuola romana di Storia delle religioni". Fu direttore della sezione Storia delle religioni e Folklore dell'Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1937; nel 1933 fu nominato Accademico d'Italia. Per primo ha applicato agli studi delle religioni il cosiddetto "metodo storico-comparativo".

Dopo la guerra fu Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei nel 1946 (aveva ottenuto il Premio reale dei lincei), presidente dell’Associazione internazionale di storia delle religioni nel 1950 e Direttore della rivista «Numen». Si ritirò dall’insegnamento alla fine dell’anno accademico 1952-1953 per raggiunti limiti di età. Morì nel 1959.

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 è stata intitolata a Raffaele Pettazzoni la Biblioteca di studi storico-religiosi dell'Università La Sapienza di Roma.

Clima culturale in avvio di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi culturalmente nell’ambito dello storicismo, con l'istituzionalizzazione in Italia della "storia delle religioni" come disciplina autonoma, fu uno dei primi a proporre un approccio storico allo studio della religione. Pettazzoni è il fondatore della scuola italiana di Storia delle religioni negli anni '20 e della rivista scientifica Studi e materiali di storia delle religioni nel 1925. Compara diverse forme di religione senza limitarsi a un unico ambito, scrive nel 1955 L’onniscienza di Dio. 700 pagine frutto di una vita fatta di ricerche in cui prende in esame le teorie di Schmidt e ne dimostra l’inesattezza. Nel corso dei suoi studi dovette fronteggiare il pregiudizio clericale, secondo cui lo studio delle religioni era monopolio della Chiesa, e il pregiudizio laicistico degli anticlericali come Benedetto Croce, secondo cui lo studio delle religioni era una disciplina oziosa e priva di interesse (nel 1924 è lui stesso a definire tali studi: "(...)sorti unicamente per bisogno di erudizione" da La critica). Il 14 novembre 1907 Pettazzoni aderì alla Loggia Rienzi del Grande Oriente d'Italia a Roma, della quale fu in seguito Oratore, e nel 1913 fu ricevuto al quarto grado del Rito Scozzese Antico e Accettato nel Capitolo Rosa-Croce. Diede le sue dimissioni nell'ottobre del 1914 in seguito al suo trasferimento a Bologna[1].

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Parte rilevante della sua opera è stata dedicata a confutare la teoria del monoteismo primordiale (Urmonotheismus) di Schmidt e allo studio degli esseri supremi delle religioni primitive. Non esistono società primitive in cui si evidenzi il monoteismo. In tutte le società la presenza dell’essere supremo è contrastata da altre entità spirituali. L’essere supremo è preminente ma non unico e esclusivo. Schmidt confonde l’idea di essere supremo con quella del dio monoteistico. Pettazzoni mostra che il monoteismo è una realtà religiosa recente, realizzata come atto polemico e rivoluzionante il politeismo. Questa polemica è portata avanti dai profeti vetero testamentari che polemizzano con le divinità cananee e affermano il monoteismo etico di Israele, l’Essere trascendente esclusivo, mentre altri esseri fanno parte della realtà. Schmidt confonde ricerca scientifica e teologia. Pettazzoni scrive un libretto piccolo: L’essere supremo nelle religioni primitive, 1957. L’idea di dio nelle religioni primitive non è un'idea apriori e indipendente dai contesti storici. Esiste solo storicamente. Nasce dalla condizione esistenziale che varia a seconda del tipo di società. A seconda della situazione esistenziale dell’uomo si elabora un’idea di dio che possa soddisfarlo, l’essere supremo non esiste a priori ma solo nel contesto storico. Può essere colui che invia la pioggia o il tutore e garante della caccia, o la madre terra delle società agricole, sono i contesti storici che danno l’esistenza all’essere supremo. Non esiste a priori, non è una datità ontologica preesistente. Ma proviene dalla situazione storica contingente. La religione è un prodotto storico condizionato dal contesto storico-sociale e in grado di condizionarlo a sua volta; è una realtà culturale autonoma rispetto ad altre realtà culturali all'interno di una stessa società.

In quanto prodotto storico, va precisato che ad una pluralità di storie corrisponde una pluralità di religioni: ogni popolo ha la propria storia e, quindi, la propria religione e le proprie risposte ai grandi problemi dell'umanità.

Ciò che rende differente la religione da altri fenomeni socio-culturali è l'importanza per i riti di passaggio: la religione riguarda, dunque, i momenti importanti della vita dell'individuo.

La religione, nell'ottica di Pettazzoni, conservando una sua specificità all’interno dei prodotti culturali, necessita di un metodo determinato perché questo ambito possa essere studiato; nello specifico, Pettazzoni, adottò quello storico-comparativo che, rispetto al metodo comparativo classico dell’antropologia britannica, privilegiava il momento della individuazione delle specificità dei singoli prodotti culturali a partire dalla ricerca dell'affinità e dell'analogia. Il prodotto del suo percorso intellettuale, nella sua interezza, è stato di fondamentale importanza per la scuola di studi che gli è succeduta.

Per una rassegna bibliografica delle pubblicazioni relative alla figura e alla produzione scientifica di Pettazzoni dalla sua morte ad oggi cfr. Mario Gandini, Cinquant'anni di studi su Raffaele Pettazzoni 1959-2009, in “Storia, Antropologia e Scienze del Linguaggio”, A. XXIV, fasc. 3 (2009, settembre-dicembre), pp. 47-94.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo M. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Milano, Bompiani, 1992, Appendice I, pp. 805-816.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • La religione primitiva in Sardegna, 1912;
  • La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, 1920;
  • La religione nella Grecia antica fino ad Alessandro, 1921;
  • Dio: formazione e sviluppo del monoteismo (vol. I: L’Essere celeste nelle credenze dei popoli primitivi, 1922);
  • I misteri, 1924;
  • La confessione dei peccati (3 voll., 1929-1935);
  • Saggi di storia delle religioni e di mitologia, 1946, ripubblicato nel 2014;
  • Miti e leggende (4 voll., 1948-1963);
  • Essays on history of religion, 1954;
  • L’onniscienza di Dio, 1955;
  • L’essere supremo nelle religioni primitive, 1957;
  • Religione e società (postumo 1966).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 110815718 SBN: IT\ICCU\CFIV\082408