Laives (Italia)

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Laives
comune
Laives/Leifers
Laives – Stemma Laives – Bandiera
Laives – Veduta
Laives vista dal lungo Adige
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Christian Bianchi (Lega Nord e liste civiche) dal 24-5-2015 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 46°25′39.42″N 11°20′25.72″E / 46.427617°N 11.340478°E46.427617; 11.340478 (Laives)Coordinate: 46°25′39.42″N 11°20′25.72″E / 46.427617°N 11.340478°E46.427617; 11.340478 (Laives)
Altitudine 258 m s.l.m.
Superficie 24,11 km²
Abitanti 17 842[3] (31-3-2017)
Densità 740,02 ab./km²
Frazioni Pineta (Steinmannwald), San Giacomo (Sankt Jakob) Località: La Costa (Seit), Montelargo (Breitenberg)[1]
Comuni confinanti Bolzano, Bronzolo, Nova Ponente, Vadena
Altre informazioni
Cod. postale 39055
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021040
Cod. catastale E421
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 951 GG[4]
Nome abitanti laivesani o laivesotti/Leiferer[2]
Patrono sant'Antonio Abate e san Nicola
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Laives
Laives
Laives – Mappa
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Laives (AFI: [ˈlaives][5]; Leifers in tedesco[6]) è un comune italiano di 17 842 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige, che è divenuto città dal 1985.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Laives vista dal passo della Mendola con i Laghi di Monticolo

Si trova a meno di 10 chilometri a sud di Bolzano, sul versante orientale della Valle dell'Adige, all'altezza della confluenza tra Adige ed Isarco, a 250–270 m s.l.m. Il centro abitato è attraversato dal Rio Vallarsa.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato come Leiuers nel 1237, come Livers e Leivers nel 1295 e come Leiffers e Leyfers nel 1404 e 1406 e deriva probabilmente dal latino clivus ("pendio") o dal retoromanzo liver ("libero") ovvero area originariamente non coltivata e libera.[7][8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona attorno a Laives non si erano insediati solo cavalieri prepotenti che esigevano le gabelle ad ogni passaggio, ma la bellezze e la fertilità della terra hanno fatto sì che principi e castellani scegliessero di dimorarvi, ed i monasteri vi coltivassero i loro vigneti. Nonostante le paludi che fino a 140 anni fa ricoprivano la Valle dell'Adige, la regione si popolò ben presto, specialmente nelle zone circostanti.

Alcuni scavi effettuati a Castel Varco (ted. Laimburg), vicino a Vadena, Bronzolo e Laives, hanno riportato alla luce degli interessanti reperti risalenti al 900 a.C., gran parte dei quali (urne cinerarie, fermagli per capelli in bronzo e ferro, gioielli e monete, queste ultime concentrate nel tesoretto di Reif[9]) sono ora custoditi al Museo archeologico dell'Alto Adige, insieme a Ötzi, l'Uomo venuto dal ghiaccio, dove possono essere ammirate anche alcune ricostruzioni di antichi insediamenti.

Un'ulteriore testimonianza di abitato preistorico, è rappresentata dal fortilizio, circondato da un vallo, di "Trens Birg" (1200 m) sul Montelargo (Breitenberg) sopra Laives. Di tale stanziamento, dell'età della pietra più recente, sono tuttora visibili resti di mura e di abitazioni. Anche il dorsale del Monte di Mezzo a sud del valico di Kreith, è designato come zona preistorica, in seguito ai diversi ritrovamenti presso le rovine di Castelchiaro (ted. Leuchtenburg), le Rosszähne (Denti di cavallo) ed il Gmundener Kopf (Monte di Ora).

I resti della capanna retica nel parco di via Galizia

Risalgono invece all'età del ferro (a partire dal VII secolo a.C.), i ritrovamenti più antichi di un villaggio retico nell'attuale abitato, nella zona di via Galizia, mentre a qualche secolo dopo risalgono i resti di un altro villaggio retico posto più a monte. I resti di una delle capanne del nucleo più antico, la cosiddetta Casa 2 emersa durante gli scavi di un condominio nel 1993, è stata smontata e poi rimontata in un parco pubblico poco distante dall'area di ritrovamento, dov'è visibile.[10][11]

Le prime notizie certe della località di Laives risalgono al 1189, quando per la prima volta viene citata in documenti ufficiali, di cui si ha menzione storica.

Affinché la Bassa Atesina acquistasse sempre maggiore importanza, come collegamento principale tra nord e sud, vi si trasferirono ben presto diversi nobili. Sorsero così numerosi castelli e fortificazioni, in parte ancor oggi esistenti: la Torre sulla Tinzlleiten nella vicinanze di San Giacomo, la chiesetta di San Pietro sopra Laives, dove anticamente sorgeva Castel Liechtenstein, le rovine di Castel Varco e Castelchiaro sul Monte di Mezzo (Mitterberg) a sud di Vadena, nonché altri 58 ruderi di manieri disseminati a sud di Bolzano.

Come Comune autonomo, Laives appare per la prima volta soltanto nel 1819, e fino al 1948 era servito dal tram per la città di Bolzano. Situato com'è vicino alla città capoluogo, con l'offerta però di servizi residenziali più economici, Laives negli ultimi decenni ha attirato migliaia di residenti dai dintorni, con il conseguente rapido sviluppo da borgo agricolo a città satellite, con cospicui investimenti realizzati in infrastrutture necessarie alla crescita cittadina.

Nel 1985 Laives è stata insignita del titolo di "città" (Stadt), ed è quindi la più "giovane" città dell'Alto Adige. È il quarto centro urbano della Provincia per numero di abitanti, dopo Bolzano, Merano e Bressanone.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è costituito da una pila d'argento, con i lati ricurvi in campo azzurro ed una cappella posta su un monte rosso. L'insegna, simile a quella dei Conti di Liechtenstein che dimoravano nel castello sul monte Köfele, raffigura la chiesetta di Peterköfele. Lo stemma è stato adottato nel 1970.[12]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Laives
Il promontorio che sovrasta Laives su cui sorge la Peterköfele
  • Nel centro di Laives si trova la Chiesa Parrocchiale, ha due patroni, Sant'Antonio Abate e San Nicoló. L'edificio nella sua forma attuale risale agli anni 1852-1853 allorquando la costruzione preesistente, invece di essere abbattuta, fu trasformata in abside del nuovo tempio, mentre il campanile risale al 1250. Dal 1787 vi è custodita la Pietà di Pietralba, una statuetta di alabastro di 16 cm dell'addolorata Maria. Dal 2000 al 2003 la chiesa fu ampliata con un modernissimo ed originale corpo architettonico, ad opera degli architetti Höller & Klotzner di Merano.

Risale al 2011 la fine dei lavori di ristrutturazione dell'edificio antico.

  • Nella frazione di San Giacomo (St. Jakob) troviamo una chiesa a forma gotica, che però oggi è chiusa per la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale.
  • Interessanti sono ancora la chiesetta di Sant'Enrico a La Costa e la chiesetta Peterköfele, che risale al 1300, costruita su uno sperone roccioso che sovrasta Laives, all'inizio del vecchio sentiero che porta a Pietralba. La Chiesetta conserva anche i resti del castel Liechtenstein, che sorgeva poco al di sopra del capoluogo comunale.[13]
  • Da ricordare ancora sono la cappella del cimitero nuovo a Laives città e la chiesa parrocchiale di San Giuseppe artigiano a Pineta.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Maso Gutleben[modifica | modifica wikitesto]

A Laives sorge l'imponente maso Gutleben (Gutlebenhof), risalente al medioevo. Nel 2011 diventa oggetto di speculazione edilizia.[14]

Maso Renner[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Pineta si trova uno dei più prestigiosi masi dell'Alto Adige: il Maso Renner (Rennerhof). Il maso è sotto tutela e sembra risalire al XVI secolo[15] a proposito della meridiana murale che appare sulla facciata di un edificio presente; non si possono escludere però origini più remote. Questo maso è circondato da molteplici leggende su draghi e creature mitiche. Gli abitanti del maso sono da sempre chiamati i Renneri.

Gli attuali proprietari sono la famiglia dell'Ing. Piergiorgio Gazzini, che negli ultimi 30 anni hanno provveduto al restauro di diverse opere d'arte ed alla coltivazione delle piantagioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Appartenenza linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Gli abitanti di Laives, durante il censimento del 2011, si sono dichiarati per oltre due terzi di madrelingua italiana e per meno di un terzo di madrelingua tedesca:

Gli attuali residenti nella città possono essere suddivisi, in base alla lingua ed all'origine, principalmente in cinque gruppi:

  • ll tradizionale gruppo linguistico tedesco, oggi minoritario;
  • il tradizionale gruppo di lingua italiana, storica minoranza di lingua italiana nella Bassa Atesina;
  • il gruppo linguistico tedesco immigrato negli ultimi decenni, in particolare dal resto dell'Alto Adige;
  • il gruppo numericamente più importante della popolazione di lingua italiana immigrata negli ultimi anni, intorno a Bolzano, oggi larga maggioranza in città;
  • i nuovi cittadini provenienti da altre parti del mondo, in primis Albania e Marocco.
 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
27,99% madrelingua tedesca
71,50% madrelingua italiana
0,51% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]


Al 31 dicembre 2015 il comune contava 17 700 residenti, di cui 8 779 maschi e 8 921 femmine[3].

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 1 670 persone, 346 provenienti da paesi dell'UE e 1 324 extracomunitari, pari al 9,44% degli abitanti[17]. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

  1. Albania: 285
  2. Marocco: 224
  3. Romania: 183
  4. Pakistan: 136

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Laives e i meleti vicino ai centri abitati di Bronzolo e Vadena

All'interno della comunità svolge un ruolo molto rilevante il "Centro Don Bosco", generalmente abbreviato in CdB. L'associazione opera in diversi campi: dalla cultura al divertimento, dai giovani agli anziani. Essa si può avvalere di una struttura ampia e ben organizzata, in cui trovano spazio un centro giovani (Beehive), il Centro Anziani, la sede del gruppo scout Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani Laives3, numerose sale a disposizione di tutte le associazioni del comune, la biblioteca pubblica con sede a Laives e due punti di prestito uno a Pineta di laives e uno San Giacomo e un auditorium sufficientemente capiente. Il CdB venne fondato nel 1950 ad opera di Don Luigi Simoni, e tuttora collabora strettamente con la parrocchia del paese.

Altra Associazione importante nella vita di Laives è la Filodrammatica di Laives, anch'essa fondata da Don Luigi Simoni, nel 1946.

Persone legate a Laives[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Laives comprende quattro nuclei urbani separati:

Degli ultimi tre, le prime due costituiscono, ai sensi dell'articolo 3 dello statuto,[1] una frazione, mentre La Costa è una località, ma è spesso considerata una frazione anche nella documentazione comunale.[17]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Laives dispone di una piccola stazione ferroviaria, posta fuori dal centro, sulla ferrovia del Brennero. Vi fermano i treni regionali e regionali veloci di Trenitalia per Bolzano e per Verona.

Tre linee collegano il capoluogo comunale a Bolzano, passando per Pineta e San Giacomo; una di queste prosegue per Bronzolo. Una linea interna collega la stazione ferroviaria della cittadina al centro, mentre una seconda collega la frazione di Pineta al capoluogo comunale, per poi proseguire per Bronzolo e Vadena. Tutte le linee sono gestite dalla SASA, società pubblica di proprietà dei comuni di Bolzano, Merano e Laives.

I collegamenti extraurbani sono offerti anche dalla SAD, che collega la città a Bolzano, Ora, Egna, Prato Isarco e la Val di Fiemme.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2005 Ruggero Galler centro-sinistra Sindaco [18]
2005 2010 Giovanni Polonioli centro-sinistra Sindaco [19]
2010 2015 Liliana Di Fede centro-sinistra + SVP Sindaco [20]
2015 in carica Christian Bianchi centro-destra: Lega Nord e liste civiche Sindaco [21]
Veduta di Pineta in basso e Laives in alto

Dal 2005 è sindaco l'avvocato Giovanni Polonioli, con una coalizione di centro-sinistra formata da UDC, PD, Verdi e SVP. L'opposizione inizialmente comprendeva Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lista Civica di Centro, Rifondazione Comunista e Indipendenti Democratici, per un totale di 10 seggi su 30, mentre la maggioranza poteva contare su 20 seggi.

Nel 2006, con la formazione del Progetto Alto Adige, tre consiglieri hanno lasciato la maggioranza e sono affluiti in questo nuovo soggetto politico, schierandosi nell'opposizione. Un ulteriore consigliere ha deciso di uscire dalla maggioranza nel maggio 2007 per dichiararsi indipendente.

Dal 2015 è sindaco Christian Bianchi (Lega Nord con alcune liste civiche).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Comune di Laives - Statuto.
  2. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 330.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Luciano Canepari, Laives, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  6. ^ /'laɪfɐs/
  7. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  8. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 219. ISBN 88-7014-634-0
  9. ^ Tesoretto di Laives-Reif
  10. ^ La capanna retica, sistemibz.it. URL consultato il 20 marzo 2017.
  11. ^ Da vedere a Laives, comune.laives.bz.it. URL consultato il 20 marzo 2017.
  12. ^ (EN) Heraldry of the World: Leifers-Laives
  13. ^ Cfr. al riguardo Gustav Pfeifer, Das Peterköfele, Laives, 2007.
  14. ^ La giunta litiga sul "Gutleben"
  15. ^ Scheda dell'Ufficio provinciale di tutela artistica
  16. ^ fonte: ASTAT
  17. ^ a b c d e f Cifre e fatti, comune.laives.bz.it. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  18. ^ http://www.regione.taa.it/elezioni/dati/39016051999.pdf
  19. ^ http://www.regione.taa.it/elezioni/dati/39008052005.pdf
  20. ^ http://www.regione.taa.it/elezioni/dati/39016052010.pdf
  21. ^ http://www.retecivica.bz.it/vote/gem2015/17540/mayor2t_li_vg.htm

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Andrä Johann Bergmeister, Physisch-medizinisch-statistische Topographie der Stadt Bozen mit den drei Landgemeinden zwölf Malgreien, Gries und Leifers, oder des ehemaligen Magistratbezirkes Bozen, Bolzano, 1854
  • (DE) Richard Staffler, Die Höfenamen von Zwölfmalgreien und Leifers, Innsbruck, Wagner, 1952
  • (DE) Georg Tengler (a cura di), Vom Dorf zur Stadt Leifers: Anfänge - Entwicklung - Chancen, Bolzano-Laives, Athesia-Raiffeisenkasse Laives, 1998
  • Laives - il volto di un territorio in 100 fotografie, a cura del Centro Culturale S. Giacomo, Laives, 2000
  • (DE) Franz-Heinz Hye, Die Städte Tirols, 2. Teil: Südtirol (Schlern-Schriften, 313), Innsbruck, Wagner, 2001. ISBN 978-3-7030-0353-0 (capitolo Laives)

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