Lagundo

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Lagundo
comune
Lagundo/Algund
Lagundo – Stemma
Lagundo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Ulrich Gamper (SVP) dal 10-5-2015 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 46°41′N 11°08′E / 46.683333°N 11.133333°E46.683333; 11.133333 (Lagundo)Coordinate: 46°41′N 11°08′E / 46.683333°N 11.133333°E46.683333; 11.133333 (Lagundo)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 23,68 km²
Abitanti 5 018[2] (31-3-2017)
Densità 211,91 ab./km²
Frazioni Foresta/Forst, Plars di Mezzo/Mitterplars, Plars di Sopra/Oberplars, Rio Lagundo/Aschbach, Riomolino/Mühlbach, Velloi/Vellau
Comuni confinanti Lana, Marlengo, Merano, Naturno, Parcines, Plaus, Tirolo
Altre informazioni
Cod. postale 39022
Prefisso 0473
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021038
Cod. catastale E412
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 911 GG[3]
Nome abitanti lagundesi/Algunder[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lagundo
Lagundo
Lagundo – Mappa
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Lagundo (Algund in tedesco[4]) è un comune italiano di 5 018 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Il paese di Lagundo è noto agli amanti della birra in quanto presso una sua frazione, Foresta (ted. Forst), si trova lo stabilimento della birra Forst.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Lagundo presenta la particolare caratteristica di essere suddiviso in due parti, in quanto in mezzo si trova il territorio comunale di Parcines.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato nel 995-1005 come Alagumna[5], nel 1158 come Algundis[6] e nel 1164 come Algund[7] e forse deriva dal latino lacus ("lago") attraverso una forma lacumen per "laguna".[8][9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dall'antica Via Claudia Augusta, anche se il ponte sull'Adige a lungo ritenuto romano[10] si è rivelato dopo un'attenta analisi appartenere invece al XV secolo.[11][12] Il comune è anche sede del convento delle domenicane di Maria Steinach, una fondazione dei conti del Tirolo del XIII secolo.[13] A Plars vi era un notevole possedimento medievale del convento di St. Mang a Füssen che produceva vino per l'abbazia sveva.[14]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma, basato sui simboli dei domini locali del vescovo di Bressanone,[15] rappresenta un barile di vino, sovrastato da un tralcio di vite con grappolo di uva nera, su sfondo oro. La botte e l'uva simboleggiano la viticoltura praticata nella zona, Il bordo, una corona dentata bianca e rossa, non ha significato storico, ma simboleggia le montagne e riprende i colori tirolesi. Lo stemma attuale è stato adottato nel 1970.[15]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Di fronte all'ufficio turistico sono state collocate delle copie esatte di menhir effettute utilizzando il marmo di Lasa in quanto lì sono stati ritrovati durante alcuni scavi risalenti agli anni 90 (quelli originali sono invece presso il museo civico di Bolzano). Tali massi erano legati alla religione che si ebbe durante la colonizzazione ligure-illirica, ovvero risalente a 3.000 anni fa, dove su alcune stele sono raffigurati i graffiti simili ai tatuaggi di Ötzi. Vi è una curiosità, ovvero che tra i menhir ve ne è anche uno femminile.[16]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua popolazione è in maggioranza di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
85,17% madrelingua tedesca
14,58% madrelingua italiana
0,25% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, importante e rinomata è la produzione di mobili in legno, di mobili d'arte e di arredamenti tipici campagnoli.[18]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Lagundo ha una propria stazione ferroviaria che si trova sulla ferrovia della Val Venosta, inoltre presso la frazione di Foresta termina il percorso la MeBo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Anton Schrötter SVP Sindaco
2010 in carica Ulrich Gamper SVP Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 330.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 340.
  5. ^ Oswald Redlich, Die Traditionsbücher des Hochstifts Brixen (Acta Tirolensia, 1), Innsbruck, Wagner, 1899, Nr. 41.
  6. ^ Franz Huter, Tiroler Urkundenbuch I/1, Innsbruck, Ferdinandeum, 1937, Nr. 264.
  7. ^ Franz Huter, op. cit., Nr. 293.
  8. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 27. ISBN 88-7014-634-0
  9. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  10. ^ Il primo ad aver ventilato l'affascinante ipotesi era il pioniere dell'archeologia meranese Bernhard Mazegger, Die Römer-Funde und die römische Station in Mais (bei Meran), 3ª ediz., Innsbruck, Wagner, 1896. Difatti gli imponenti blocchi di granito con i quali è costruito il manufatto, ricordano costruzioni dell'antichità, anche se già il buon stato di conservazione fa riflettere.
  11. ^ Hans Schreeb, Die Via Claudia Augusta in Algund, in "Der Schlern", 50, 1976, pp. 421-422.
  12. ^ La datazione è basata su dati dendrocronologici, cf. Denkmalpflege in Südtirol 2008 Tutela dei beni culturali in Alto Adige, Bolzano, Tappeiner, 2009, pp. 151-52.
  13. ^ Karl Greiter e Hans Nothdurfter, Das Kloster der Dominikanerinnen zu Maria Steinach in Algund, 1992.
  14. ^ Karl Heiserer, Zur Geschichte der Weingüter des Füssener Klosters St. Mang in der Ortschaft Plars, Pfarrei Algund, Landgericht Meran, in "Jahrbuch des Historischen Vereins Alt Füssen 1993", Füssen, 1994, pp. 93-100.
  15. ^ a b (EN) Heraldry of the World: Algund
  16. ^ Menhir, su algund.info
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 15.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Reimo Lunz, Archäologisch-historische Forschungen in Tirol 1: Urgeschichte des Raumes Algund, Gratsch, Tirol, Bolzano, Athesia, 1976.
  • Franz-Heinz Hye, Storia di Lagundo (Algund) presso Merano - profilo storico di un comune rurale del Tirolo, Lagundo, Comune di Lagundo, 1988.
  • (DE) Irene Lösch, 1000 Jahre Algund - ein Bilder-Buch zur Erinnerung, Bolzano, Athesia, 2004.
  • (DE) Maria Kiem, 1000 Jahre Algund, Bolzano, Athesia, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN128857659 · LCCN: (ENn80118100 · GND: (DE4001184-7
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