Velturno

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Velturno
comune
Velturno/Feldthurns
Velturno – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Konrad Messner (SVP) dal 10-5-2015 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 46°40′N 11°36′E / 46.666667°N 11.6°E46.666667; 11.6 (Velturno)Coordinate: 46°40′N 11°36′E / 46.666667°N 11.6°E46.666667; 11.6 (Velturno)
Altitudine 851 m s.l.m.
Superficie 24,58 km²
Abitanti 2 883[2] (31-3-2017)
Densità 117,29 ab./km²
Frazioni Caerna/Garn, Giovignano/Tschiffnon, San Pietro Mezzomonte/Schrambach, Snodres/Schnauders
Comuni confinanti Bressanone, Chiusa, Funes, Varna
Altre informazioni
Cod. postale 39040
Prefisso 0472
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021116
Cod. catastale L724
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 799 GG[3]
Nome abitanti velturnesi/Feldthurner[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Velturno
Velturno
Velturno – Mappa
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Velturno (Feldthurns in tedesco) è un comune italiano di 2 883 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova su una soleggiata altura che si estende dal Pfeffersberg, sopra Bressanone, fino al Rio Tina (Tinnebach), presso Chiusa, l'antico confine diocesano fra Bressanone e Trento.

Il territorio comunale è impreziosito da masi contadini e antiche residenze, con lo sfondo di frutteti, noceti e castagneti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese risalgono alla preistoria; a questa risalgono le scoperte archeologiche rinvenute nella zona Tanzgasse.

Attorno al 1112 i signori di Velturno avevano la loro sede nel castello di Ziern (sul Pflegerbühel). Il Castello di Velturno venne fatto costruire dal cardinale Christoph von Madrutz nel 1578 e è stato ampliato dal suo successore Johann Thomas von Spaur. Il castello è ornato da rivestimenti sui muri e sui soffitti, che fanno parte dei capolavori rinascimentali, particolarmente pregiati all'interno del cosiddetto Fürstenzimmer (stanza dei principi).[4]

Sono da ricordare infine le residenze medievali Bachmann[5], Raffenberg[6] e appunto Ziern-Pflegerbühel/-bichl (non più esistente)[7].

Toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato come "Velturnes" nel 985-993 e nel 1173 come "Velturnis" e probabilmente ha un'origine preromana.[8][9]

Il toponimo della frazione di Schrambach/S. Pietro Mezzomonte è attestata nel 1100-1110 come Scranbach, nel 1140 come Scraginbach e nel 1238 come Schrembach.[10]

Schnauders/Snodres è attestato nel 1215 come Nuders e Schnauders e nel 1309 come Snauders.[11]

Garn/Caerna è attestato nel 1184-1188 come Caerne e nel 1228-1230 come Gaerne.[12]

Tschiffnon/Gioviniano è attestato nel 1284 come Schivenan, nel 1370 come Schifnon e nel 1447 come Tschifnon ed è un nome prediale (bene di un Juveanus).[13]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è d'argento troncato: nel primo sono raffigurate due torri rosse merlate, il secondo è scaccato di rosso. Lo stemma è un'arma parlante e fa riferimento a quello usato nel 1607 dal castello dei Vescovi di Bressanone che simbolizza il nome del comune in lingua tedesca; significa torre (Thurn) sopra il campo (Feld). Lo stemma è stato adottato nel 1966.[14]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua popolazione è per la quasi sua totalità di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
98,33% madrelingua tedesca
0,91% madrelingua italiana
0,76% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Anton Dorfmann SVP Sindaco
2009 in carica Konrad Messner SVP Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 699.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Jürgen Schönwälder, Das Fürstenzimmer von Schloss Velthurns, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-8266-764-1
  5. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Bachmann
  6. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Raffenberg
  7. ^ Bitterli-Waldvogel, Inventario dei castelli sudtirolesi: Pflegerbichl
  8. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  9. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 99s. ISBN 88-7014-634-0
  10. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 424. ISBN 88-7014-634-0
  11. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 421. ISBN 88-7014-634-0
  12. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 118. ISBN 88-7014-634-0
  13. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 482. ISBN 88-7014-634-0
  14. ^ (EN) Heraldry of the World: Feldthurns
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Hans Fink, 1000 Jahre Feldthurns 975-1975. Ein Südtiroler Dorfbuch, herausgegeben anläßlich der ersten urkundlichen Erwähnung des Ortes um 975, Velturno, 1975.
  • Lorenzo Dalri, L'area megalitica e la statua-stele eneolitiche di Velturno - loc. Tanzgasse, in "Notizie archeologiche Bergomensi", 2, 1994, pp. 15–35.
  • (DE) Leo Andergassen, Schloss Velthurns - die fürstbischöfliche Sommerresidenz (Burgen, 6), Ratisbona, Schnell & Steiner, 2010. ISBN 978-3-7954-2305-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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