Sarentino

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Sarentino
comune
(IT) Sarentino
(DE) Sarntal
Sarentino – Stemma
Sarentino – Veduta
La frazione di Campolasta (Astfeld) in inverno
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaSuedtirol CoA.svg Bolzano
Amministrazione
SindacoFranz Thomas Locher (SVP) dal 10-5-2015 (3º mandato)
Lingue ufficialiTedesco, Italiano
Territorio
Coordinate46°38′36.63″N 11°21′22.46″E / 46.643508°N 11.356239°E46.643508; 11.356239 (Sarentino)Coordinate: 46°38′36.63″N 11°21′22.46″E / 46.643508°N 11.356239°E46.643508; 11.356239 (Sarentino)
Altitudine967 m s.l.m.
Superficie302,27 km²
Abitanti7 118[2] (31-8-2018)
Densità23,55 ab./km²
FrazioniAcereto (Agratsberg), Boscoriva (Unterreinswald), Campo di Ronco (Gebracksberg), Campolasta (Astfeld), Collerno (Glern), Gentersberg-Kandelsberg, Lana al Vento (Windlahn), Montenovale (Riedelsberg), Montessa (Essenberg), Mules (Muls), Pennes di Dentro (Innerpens), Pennes di Fuori (Außerpens), Pozza (Putzen), Prati (Auen), Riobianco (Weißenbach), Riodeserto (Öttenbach), San Martino (Reinswald), Sarentino (Sarnthein), Selva di Vormes (Vormeswald), Sonvigo (Aberstückl), Spessa (Dick), Stetto (Steet), Trina (Trienbach), Valdurna (Durnholz), Vangabassa (Niederwangen), Villa (Nordheim)
Comuni confinantiAvelengo, Campo di Trens, Chiusa, Fortezza, Meltina, Racines, Renon, San Genesio Atesino, San Leonardo in Passiria, Scena, Varna, Verano, Villandro
Altre informazioni
Cod. postale39058
Prefisso0471
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT021086
Cod. catastaleI431
TargaBZ
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 927 GG[3]
Nome abitanti(IT) sarentini
(DE) Sarner[1]
PatronoSanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarentino
Sarentino
Sarentino – Mappa
Posizione del comune di Sarentino nella provincia autonoma di Bolzano
Sito istituzionale

Sarentino (Sarntal in tedesco) è un comune italiano di 7 118 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

È il comune più esteso della provincia autonoma di Bolzano e del Trentino-Alto Adige. Appartiene al comprensorio del Salto-Sciliar, dà il nome alla Val Sarentino e comprende l'intera area della valle di Valdurna. La sede comunale si trova nell'omonima frazione (il cui toponimo tedesco è Sarnthein).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Val Sarentino (Sarntal) vista da nord

Il comune (che è il più esteso della provincia) comprende quasi tutta la valle di Sarentino, attraversata dal torrente Talvera e al centro delle omonime Alpi Sarentine. Come superficie, Sarentino è il comune più grande dell'Alto Adige e il 36º in Italia, e comprende 28 frazioni. Tutta la valle è circondata da 140 cime.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

In tutta la val Sarentino è presente una situazione tipica alpina con un clima freddo e temperato. Le precipitazioni si registrano in tutte le stagioni in modo significativo, quindi possono essere di carattere piovoso, nevoso e anche legate a temporali. La piovosità è mediamente di 772 mm annuali. La temperatura nella città di Sarentino è attorno ai 7.1 °C. di media.[4]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato nel 1142 come Sarentin e Sarintin, nel 1177 come Sarentein e nel 1347 come Serentein e probabilmente ha un'origine preromana e si può forse collegare con il nome della popolazione dei Sarunetes che vivevano alle sorgenti del Reno. Si è anche ipotizzato che entrambi i nomi derivino da una radice preromana sar- col significato di "ghiaia".[5][6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado la sua vicinanza con Bolzano, ha mantenuto fino ad oggi le sue forti tradizioni, grazie anche a un suo relativo isolamento, anche se già nel 1494 re Massimiliano I fece costruire dal suo luogotenente a Sarentino, Blasius Anich, una strada che collegasse Bolzano con la valle («gemain farweg und strazzen in das tal Sérnntein an der Etsch»)[7]. Essa è stata sostituta solo negli anni trenta da una nuova strada con 21 gallerie, resa comunque spesso impraticabile a causa di caduta massi e smottamenti. La strada è stata ammodernata attraverso la costruzione delle due nuove gallerie Grafenstein e Goldegg.

La vallata è stata rinomata per il ricamo su cuoio, che si faceva (ma si cerca di mantenere viva la tradizione) con le rachidi delle penne di coda di pavone. Note rimangono anche la particolare arte di intagliare le pipe contadine Reggele, oltre alle tessiture a mano ed il lavoro a maglia.

La parrocchia di Sarentino è dell'Ordine teutonico ininterrottamente dall'alto medioevo sino ai giorni nostri, facendo parte del Baliato all'Adige e nei Monti.

Il cardinale Enea Silvio Piccolomini, che diventò Papa Pio II, è stato parroco prebendario di Sarentino ma non ha mai visitato il paese.

Famoso in tutta la regione storica del Tirolo è il Sarner, ovvero una particolare giacca di lana, cucita a mano, nonché i costumi tradizionali della valle, il Sarner Tracht.[8]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma raffigura la testa di un cervo nascente dorato su sfondo azzurro. Riprende le insegne dei vari Signori che amministrarono il territorio dal 1315, ma che dal 1681 si fecero chiamare Conti di Sarentino (Grafen von Sarnthein) risiedendo nel castel Kellerburg. Lo stemma è stato adottato nel 1967.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castel Regino (in tedesco Burg Reineck), del 1230, significativo esempio di architettura tardoromanica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Appartenenza linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione, al censimento del 2011, è per la sua quasi totalità di madrelingua tedesca:

Ripartizione linguistica 1991[10] 2001[10] 2011[11]
Madrelingua italiana 1,92% 1,45% 1,82%
Madrelingua tedesca 97,98% 98,44% 98,07%
Madrelingua ladina 0,10% 0,11% 0,10%

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Klöckeln[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Klöckeln.

Durante il periodo d'Avvento, ogni giovedì pomeriggio, in questa valle vive tuttora un'antica tradizione popolare: i Klöckeln, personaggi (solitamente uomini) travestiti da maschere fantasiose, pelli di pecora, vestiti da contadini, con zoccoli di legno e cuoio duro e cappello di feltro a larga tesa. Solitamente questi strani personaggi girano per le vie dei paesi, con delle campane, e battendo queste (infatti "Anklopfen" in tedesco significa bussare, “klopfen”=battere e “Glocke”=campana), cercano di allontanare i cattivi spiriti.

Esiste tuttavia un personaggio femminile, chiamata "Zussl", ma dato che solitamente solo uomini si travestono, allora anch'essa è da tradizione un uomo, ma travestito. Altri personaggi di questa tradizione sono Zusslmandl e Zusslweibele, che personificano la lotta tra inverno e primavera.

L'origine di questa tradizione è pagano-germanica, ed ha lo scopo di propiziare la fertilità e il benessere dei campi contadini e delle loro abitazioni. Essa simboleggia la lotta tra gli spiriti malvagi ed il dio Donar, che come tradizione vuole, nei giovedì prima del solstizio d'inverno, prendeva il volo, trainato da due caproni.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, importante e rinomata è la produzione di mobili in legno.[13]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato dalla Strada statale 508 di Val Sarentino e del Passo di Vizze

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1952 1980 Anton Rott - Sindaco
1980 1985 Franz Josef Kienzl - Sindaco
1985 1988 Alois Kofler - Sindaco
1988 1990 Franz Josef Kienzl - Sindaco
1990 1995 Florian Murr - Sindaco
1995 2005 Karl Thaler SVP Sindaco
2005 in carica Franz Thomas Locher SVP Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 606.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Clima Sarentino (Italia), su it.climate-data.org. URL consultato il 13 maggio 2020.
  5. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  6. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, pp. 408s. ISBN 88-7014-634-0
  7. ^ Hannes Obermair, Bozen Süd – Bolzano Nord. Schriftlichkeit und urkundliche Überlieferung der Stadt Bozen bis 1500, vol. 2, Bolzano, Città di Bolzano, 2008, pp. 218-219 n. 1291, ISBN 978-88-901870-1-8.
  8. ^ GRW Sarntal (a cura di), Sarner Tracht: Bairisch gian, Vienna-Bolzano, Folio, 2010.
  9. ^ (EN) Heraldry of the World: Sarnthein-Sarentino Archiviato il 1º agosto 2012 in Internet Archive.
  10. ^ a b | Istituto provinciale di statistica (ASTAT) | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige (PDF), su astat.provincia.bz.it. URL consultato il 2 settembre 2019 (archiviato il 2 settembre 2019).
  11. ^ | Istituto provinciale di statistica (ASTAT) | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige (PDF), su astat.provinz.bz.it. URL consultato il 2 settembre 2019 (archiviato il 13 settembre 2017).
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 15.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Erika Kustatscher, Die Deutschordenspfarre Sarnthein (Quellen und Studien zur Geschichte des Deutschen Ordens, 17), Lana, Tappeiner, 1996. ISBN 3-7708-1075-9
  • (DE) Leo Andergassen, Sarntaler Kirchenkunst, Lana, Tappeiner, 1996. ISBN 88-7073-214-2
  • Franz Thaler, Dimenticare mai. Opzioni, campo di concentramento di Dachau, prigioniero di guerra, ritorno a casa, Bolzano, Ed. Raetia, 2004
  • (DEITEN) Hans Griessmair e Stefano Torrione, Sarntal - Menschen, Bräuche, Landschaft / Abitanti, usanze, paesaggio / People, Customs, Landscapes, Bolzano, Athesia, 2010. ISBN 978-88-8266-707-8
  • (DE) GRW Sarntal (a cura di), Sarner Tracht: Bairisch gian, Vienna-Bolzano, Folio, 2010. ISBN 978-3-85256-563-7

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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